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Criminal Side - Slaves Of Time
( 1139 letture )
Ispirati inizialmente da Slayer e Metallica, i bolognesi si formano nel 2004 e, stabilizzata la line-up due anni dopo, giungono al secondo EP conSlaves Of Time, sequel di quel Abyss of Humanity datato 2007: rafforzati in sede tecnica da un drum sempre più solido e devastante, gli emiliani hanno ormai saldamente definito le proprie coordinate stilistiche verso un thrash death dal groove tellurico e arricchito da un elemento particolare del tutto personale: un retrogusto 'arabesco' che spicca nelle influenze e nelle melodie, spostando la traiettoria sonora del five pieceso nostrano in un contesto geografico fatto di dune, oasi, tempeste di sabbia e palme nel deserto. La formazione attuale si assesta sulle forze unite di Lorenzo Sighinolfi (alla voce), Luca Paolini ed Enrico Berti alle chitarre, Arash Saboori al basso e Lorenzo Truppi dietro alle pelli. Tra le bands citate come fonte di ispirazione, anche Pantera, Sepultura, Unleashed, Darkane, Lamb of God. L'introduttiva strumentale Falling Sand ha il compito di aprire questo platter che, già dalla traccia numero due Slaves Of Time risulta impostato su un rifferrama chitarristico attraente pur se non immediatamente elettrizzante; la carica adrenalinica proviene invece dalle vocals growl di Lorenzo, che fanno lievitare l'ascolto sospinto già da un cospicuo martellamento batteristico, compatto e insistente come la miglior scuola comanda. La traccia tratta la sottomissione totale dell'essere umano allo scorrere inesorabile del tempo, unica certezza dalla quale non si potrà mai sfuggire; stesso canovaccio claustrofobico (con inserti di clean vocals) nel pezzo seguente, che accentua il discreto connubio potenza-melodia del riff portante, ripetuto allo sfinimento come allo sfinimento la nostra esistenza viene tempestata dalle metafore di illusione e cambiamento di cui parla la canzone, incentrata attorno alla figura esemplificativa di un uomo perso nel deserto; i Criminal Side, come detto, attingono a piene mani da un contesto arabesco e orientaleggiante, e su questa sciaarriva un pezzo ddicato alla resistenza dei popoli Tuareg contro le potenze coloniali europee (Southern Battle Cries): il disco incede tagliente, duro e pesante, e probabilmente convincerà gli amanti del thrash più spinto piuttosto che quelli patiti del delirio schietto ed orgasmico 'alla Bay Area'. I ventiquattro minuti di ascolto si concludono con un brano sugli spiriti dei guerrieri morti in battaglia ed uno, Failure Of God, che parla del fallimento della razza umana in quanto animata dall'odio: è quest'ultimo un esempio di testo di 'vecchia tipologia', come spiegato in sede di biografia dal quintetto. Le vocals gutturali rendono ancor più duro e pesante il suono della band, ancor più spigoloso del thrash -per non fare nomi- di calibri grossi come gli Slayer o i Testament.La componente death risulta più marcata e densa, anche se gli assoli di chitarra non sono ancora smaglianti ed eccitanti come ci si potrebbe aspettare. La prova del cantante risulta positiva anche se è sempre complicato giudicare uno stile canoro che non considera inflessioni melodiche o polidimensionali. Nel complesso i Criminal Side convincono dopo diversi ascolti e sapranno sicuramente migliorare grazie all'esperienza ed al grande entusiasmo che traspira ampiamente nelle ricche note biografiche forniteci, con tanto di tematiche dei testi. Sfondare in Italia è sempre qualcosa di estremamente utopistico, ma farsi rispettare nell'underground è forse un traguardo ancor più apprezzable di qualche apparizione sulle copertine delle riviste di settore!


VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
49.56 su 32 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
nessuna
Thrash
Tracklist
01. Falling Sand
02. Slaves Of Time
03. Beholding The Sun
04. Southern Battle Cries
05. Legion Of Whirlwind
06. Failure Of God
Line Up
Lorenzo Sighinolfi - Vocals
Luca Paolini - Guitars
Enrico Berti - Guitars
Arash Saboori - Bass
Lorenzo Truppi - Drums
 
 
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