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The Dillinger Escape Plan - Option Paralysis
( 7951 letture )
La più sottile follia è fatta della più sottile saggezza. (Michel De Montaigne)

Dopo molti altri pezzi da novanta, sono tornati anche loro. Ragazzi in preda a spasmi alterni, teorici del caos, pragmatici del tempo dispari: comunque li vogliate definire, i The Dillinger Escape Plan sono di nuovo in carreggiata, anche in studio. Lo dico da subito, chi stesse ancora aspettando il ritorno alle sonorità di Calculating Infinity può abbandonarne il pensiero, anche questa volta. Uno dei gruppi più rivoluzionari degli ultimi dieci anni -qualunque siano i gusti, penso che la definizione si possa condividere- continua imperterrito per la propria strada. Una direzione che non è più quella dell'attacco frontale, dell'invasione sonica schizoide e monodirezionale.

I The Dillinger Escape Plan erano già cambiati in precedenza, ed in realtà il loro mutamento andava di pari passo con l'esperienza. I nostri diventavano sempre più popolari, il gioco si faceva più arduo. Il gruppo avrebbe potuto scegliere di continuare sulla via dell'impatto incondizionato, ma ha preferito mischiare le carte. Negli anni sono diventati quel che sono ora, ovvero quel che c'è in questo Option Paralysis: contaminazione. Ci sono persone, purtroppo anche in questo mondo, che appena sentono parlare di questa caratteristica, scappano a gambe levate, o, se docenti ordinari ad Oxford, cominciano ad offendere la band "venduta" di turno, intervallando il tutto con frizzanti bestemmie di contorno.

La verità è che per gestire la contaminazione sonora -e non solo- ci vuole cultura. Per farlo molto bene serve anche preparazione tecnica e classe. I The Dillinger Escape Plan hanno tutte queste qualità. Anche in questo album, quindi, si evince in maniera chiara come nel math/core ci sia una band al di sopra delle altre, ed è quella di cui si parla. Che in alcuni casi le sonorità si spostino maggiormente verso il rock, verso lievi accenti crossover, che puntino alla melodia o direttamente alla schizofrenia primigenia conta poco. E' l'insieme che va giudicato e nell'insieme mi esprimo. Di effettuare paragoni col passato non se ne parli. Sarebbe insensato addentrarsi in comparazioni con quello che il gruppo era e faceva dieci anni fa. Un lavoro va giudicato per quel che è e non per attinenze col proprio passato; non fosse così basterebbe rifare lo stesso album ogni due anni all'insegna del "Ei fu, siccome immobile". Il track by track sarebbe opera improba e altamente dannosa per la consistenza dell'apparato riproduttivo del sottoscritto e di chi legge. Evitiamolo, soprattutto con Option Paralysis, un lavoro che va ascoltato interamente più e più volte prima di derivarne un giudizio. Questo gruppo è semplicemente cresciuto nel corso degli anni, ha arricchito le potenzialità del songwriting. Se è vero che la follia apparente è sempre il nucleo attorno al quale ruota il loro sound, è altrettanto vero che qualcosa di folle non debba per forza essere veloce all'inverosimile ed in maniera ripetuta. Il moto perpetuo, con buona pace della termodinamica, non appartiene più ai The Dillinger Escape Plan che ormai lo hanno modulato a proprio uso e consumo, mitigandolo con altre espressioni. Un insieme di variabili che costituiscono la manifestazione migliore di questo gruppo, perché è in tale modo che davvero non si sa cosa aspettarsi dal prossimo colpo di rullante, dal riff che lo seguirà e dal timbro vocale che darà direzione al tutto. Così facendo si palesa al meglio il potenziale schizofrenico che la band ha nella propria indole. Un'intensità che continua a mutare, come un essere in continua evoluzione. Un modo, una maniera e un garbo con cui viene gestita la melodia, intercalata da spazi a tratti claustrofobici, ad altri impulsivi. Una capacità che si basa sul saper dosare una tecnica esemplare, riuscendo ad averne sempre il controllo e racchiudendola entro spazi giusti. Meandri entro i quali questa viene ancora più amplificata per quel senso di rottura, di smarrimento che ne deriva quando appare per poi nascondersi: un lavoro che solo le band di talento riescono a fare.

Non so dove porterà questo itinerario, magari per molti si tratterà di involuzione, o peggio. Gente che è solita indossare paraocchi degni dei peggiori ronzini da parata li bollerà come esempio di mainstream in saldo, il classico prodotto da commercializzare per poi passare all'incasso. Baggianate. A me sembra che questi ragazzi, partiti alla grande più di dieci anni fa, non si stanchino di maturare e dopo aver elaborato allora, in quegli anni, qualcosa di nuovo, se ne vogliano in parte disfare, per rimettersi ancora una volta in gioco e reinventarsi.

Ecco il perché della citazione d'apertura: in parte più sofisticati, ora questi americani sono più matti che mai. Ancora una volta, ancora The Dillinger Escape Plan.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
63.74 su 58 voti [ VOTA]
patrik
Domenica 6 Dicembre 2015, 0.33.56
26
io invece mi farò delle riste enormi a pensare alla gente come flag of hate@ , disgustato daile troppe dissonanze o le melodie alla faith no more. Non farà nient'altro che confortarsi con teutoniche cavalcate metal al sapore di crauti .Appunto a chi non si senta a proprio agio, appunto il bicarbonato.
Cerio
Lunedì 6 Gennaio 2014, 20.51.38
25
Spiegatemi come può un album così essere votato dai lettori 56%
Mickey
Lunedì 30 Luglio 2012, 21.46.37
24
Forse me lo compro poi vi dico
Flag Of Hate
Venerdì 23 Marzo 2012, 0.16.40
23
Non prendetevela ho solo espresso il mio personalissimo parere: possono esser in giro da quanto volete, possono essere dei compositori bravi quanto volete... ma a me le loro canzoni sembrano dei polpettoni di quelli tremendi, fatti con gli avanzi di tutta la settimana trascorsa, di quelli unti e pesanti che ti si piantano sullo stomaco e ci rimangono a lungo. Ho ascoltato solo questo loro disco, gli altri non li conosco e mi è passata la voglia onestamente. La vita è troppo breve per farsi piacere tutto! Ci penseranno Asphyx e Rage, bicarbonato sonoro, a farmi passare la pesantezza di stomaco
Undercover
Giovedì 22 Marzo 2012, 23.38.38
22
@Flag ok su tutto, prendiamocela con gli emo ciuffi, coi metalcorer da strapazzo etc... etc... ma Puciato e soci sono d'altra risma, questi si che son musicisti e compositori, non è che un signore come Patton s'abbassa proprio a collaborare con tutti, quello l'odore di cazzata lo percepisce a miglia di distanza.
Lizard
Giovedì 22 Marzo 2012, 23.12.08
21
Vabbe' dai... Che piacciano o meno, sono in giro da almeno quindici anni.... Non e' che e' proprio al giorno d'oggi
Flag Of Hate
Giovedì 22 Marzo 2012, 22.56.26
20
Bah, 'sto gruppo mi fa venire l'emicrania. Un nefasto minestrone di influenze messe a casaccio. Ma al giorno d'oggi, per esser considerati geniali, è necessario creare un pastrugno sonoro simile? (Già sento la gente dire "capra, sei tu che non capisci la geniale coerenza sonora te non c'hai cultura blablabla" chissene! Secondo me è pura masturbazione sonora fine a sè stessa!)
lord of destruction
Sabato 26 Novembre 2011, 10.48.33
19
nel mio precedente post ho scritto "sopravvalutati" RED FANG!!!!!!! Scusate ho sbagliato, volevo dire SOTTOVALUTATI. Per chi mastica un po di stoner consiglio vivamente l'ascolto di questo gruppo, che a mio parere, merita
lord of destruction
Martedì 22 Novembre 2011, 18.30.35
18
GRANDIOSI!!!!! E poi ci lamentiamo che sullo scenario musicale attuale non ci siano gruppi con 2 palle quadrate come i sottoscritti!!!! Si tratta di un album che mostra con evidenza le ottime capacità canore di Pulciato, oltre che alcuni passaggi di pregievole jazz (es. Windower, a mio parere, una delle più belle). Vederli al MIssing Link festival in compania dei Mastodon (e dei sopravvalutati RED FANG) sarà un evento davvero epico. Colgo l'occasione di aprire una parentesi: ma è possibile che nessuno si sia mai preso la briga di recensire i RED FANG?!?!?! Accidenti, non si tratta dell'anonimo combo di sfigati, ma di una band che non ha da invidiare niente a nessuno. Mah..........
piggod
Giovedì 4 Agosto 2011, 3.23.35
17
Forse non è il loro lavoro più originale, sicuramente è quello più completo e maturo. Inoltre, nota assolutamente degna di rilievo, Pulciato in questo disco esegue una prestazione con i controfiocchi, diventando un cantante vero. Lavoro da possedere e custodire con gelosia.
giulio
Lunedì 15 Novembre 2010, 22.21.35
16
La prima canzone è assolutamente devastante e originale. più la ascolto e più la adoro!!!
horrorifico
Sabato 27 Marzo 2010, 16.38.50
15
non li conoscevo ma ho ascoltato quest'album già 4 volte...davvero bravi !!!!
ROSSMETAL65
Sabato 27 Marzo 2010, 10.51.15
14
No,non li conosco,ma provvedo subito.Grazie Alex.
Alex Ve
Sabato 27 Marzo 2010, 9.09.24
13
ROSSMETAL 65: qualora non li conoscessi ti consiglio i Dog Fashin Disco e i Polkadot Cadaver, stile Patton
ROSSMETAL65
Venerdì 26 Marzo 2010, 23.22.05
12
Ragazzi i Faith No More e il grande Mike Patton, sono tra le band piu' grandi del pianeta e,secondo me,i TDEP sono tra i pochissimi che piu' si possono avvicinare per GENIALITA' a loro.
Marcellotl1000r
Venerdì 26 Marzo 2010, 15.32.08
11
Loro sono dei geni, è vero però c'è da dire che (secondo me) Ire Works era più sperimentale, con il suo groove ed un sound ultra moderno rappresentava l'esasperazione della sperimentazione...molto più coraggioso! Puciato vs Patton?? Beh hanno fatto un album insieme, lui è un grande fan dei Faith No More!!! Complimenti per la recensione.
Alex Ve
Venerdì 26 Marzo 2010, 13.31.48
10
tribal axis: sì beh, Patton è ancora su livelli ineguagliabili, però Puciato non smette di migliorare. Nella parte finale di Widower va al di là di ogni più rosea aspettativa
tribal axis
Venerdì 26 Marzo 2010, 11.44.31
9
@Alex Ve, ROSSMETAL65: il clean di Puciato secondo me assomiglia moltissimo alla voce di Patton
Alex Ve
Venerdì 26 Marzo 2010, 8.44.21
8
Mika: grazie - ROSSMETAL65: Sì, per questo nella rece ho fatto riferimento a lievi accenti crossover. Si avvicinano ai Faith proprio dove mostrano una maturità probabilmente definitiva nella capacità di gestire la melodia senza derivarne qualcosa di prevedibile e/o commerciale
ROSSMETAL65
Giovedì 25 Marzo 2010, 23.47.22
7
Bravissimi,sotto tutti i punti di vista.Questo nuovo lavoro e',per me, anche piu' bello del gia' ottimo predecessore,mi sembra piu' compatto,omogeneo.Alex,io ci sento anche un po' di Faith no more,possibile?
Mika
Giovedì 25 Marzo 2010, 19.30.44
6
ho sentito solo qualche spezzone dell' ultimo album, ma già sto sbavando...Complimenti per la recensione
Moro
Mercoledì 24 Marzo 2010, 22.43.32
5
Ho sentito a riguardo un sacco di pareri negativi... ascoltiamolo un po'....
tribal axis
Mercoledì 24 Marzo 2010, 18.56.30
4
fenomenali!!! concordo appieno col recensore...
Alex Ve
Mercoledì 24 Marzo 2010, 13.36.37
3
Grazie mille, e soprattutto grazie infinite a questa band
DIMMONIU73
Mercoledì 24 Marzo 2010, 12.42.54
2
Me lo acchiappo al volo, sono dei fottuti geni, e concordo pienamente coi contenuti della rece...bravissimo Alex!!!
Ghenes
Mercoledì 24 Marzo 2010, 12.33.28
1
...da comprare a scatola (semi) chiusa,)
INFORMAZIONI
2010
Season of Mist / Party Smasher
Inclassificabile
Tracklist
1. Farewell, Mona Lisa
2. Good Neighbor
3. Gold Teeth On A Bum
4. Crystal Morning
5. Endless Endings
6. Widower
7. Room Full Of Eyes
8. Chinese Whispers
9. I Wouldn't If You Didn't
10. Parasitic Twins
Line Up
Greg Puciato (Vocals)
Ben Weinman (Guitars)
Jeff Tuttle (Guitars)
Liam Wilson (Bass)
Billy Rymer (Drums)


Link e Contatti:
TDEP @Myspace
 
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