Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Phil Campbell
Old Lions Still Roar
Demo

Pinewalker
Migration
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/11/19
SIGNUM REGIS
The Seal Of A New World

21/11/19
DUST
Breaking The Silence

22/11/19
THE WHO
Who

22/11/19
LINDEMANN
F & M

22/11/19
HYPNO5E
A Distant (Dark) Source

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden HIstory of the Human Race

22/11/19
LORD MANTIS
Universal Death Church

22/11/19
AVATARIUM
The Fire I Long For

22/11/19
BLOOD EAGLE
To Ride In Blood & Bathe In Greed - Part III

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden History Of The Human Race

CONCERTI

20/11/19
AMON AMARTH + ARCH ENEMY + HYPOCRISY
ALCATRAZ - MILANO

21/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
PHENOMENON - FONTANETO D/AGOGNA (NO)

22/11/19
EARTH + GUEST
BLOOM - MEZZAGO (MB)

22/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR + RED RIOT
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

22/11/19
HEIDEVOLK + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

22/11/19
STRANA OFFICINA + COLONNELLI
THE CAGE THEATRE - LIVORNO

22/11/19
HADDAH + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

22/11/19
SAKEM + GUESTS
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

23/11/19
EARTH
TPO - BOLOGNA

23/11/19
HELLUCINATION + JUMPSCARE
PHOENIX FEST - FORMIA (LT)

La Famiglia Superstar - La Famiglia Superstar
( 2633 letture )
Metto il cd nel lettore, ed è subito anni '80.

La mia mente è proiettata verso l'America: una lunga autostrada corre in mezzo al deserto, percorsa dalla mia vecchia Cadillac Deville del '66; lo stereo suona ad alto volume: è la musica de La Famiglia Superstar. E' rock duro, è rock melodico, è quasi hard'n'heavy: l'alone musicale che circonda questo illustre debutto discografico ha a che fare con tanti rami della grande famiglia del rock, qui rappresentata dal basso di Marco Mendoza (Whitesnake, Derek Sherinian, Thin Lizzy e mille altri ancora), dal leggendario drumming di Atma Anur (Jason Becker, Cacophony, Richie Kotzen/Greg Howe e mille altri ancora), dalla chitarra di Steve Saluto (che, oltre alla sua carriera solista, vanta collaborazioni importanti, tra cui citiamo quelle con Richie Kotzen) e dalla voce di Terry Ilous (XYZ, Sin City Sinners). Una formazione esperta e compatta, perfettamente a suo agio nel confezionare un prodotto che tocca i punti giusti del cuore di chi ama la musica potente ma comunicativa, d'impatto ma longeva nel numero di ascolti possibili; una line-up in grado di offrire spunti di approfondimento anche a chi ama analizzare ciò che si ascolta da un punto di vista squisitamente musicale: le doti ed il gusto di Saluto e di Anur rendono il loro lavoro sempre al passo con le esigenze di chi vuole concentrarsi solo sulla dinamica della batteria, o sulle sue acciaccature, o ancora sulla vibrazione controllata del bending di chitarra, o sull'uso della sua effettistica... non è però il caso di complicare troppo la descrizione di questo disco: ci sarebbero tante cose da dire, ma rischierei di fare inutilmente confusione. Concentriamoci solo sulla musica.

Consideriamo subito un'aspetto fondamentale nell'analisi dell'ascolto di quest'album, poichè il primo impatto potrà lasciarvi perplessi! Vi aspettate un'introduzione energica sin dal primo secondo, tipo un bell'up-tempo con le chitarre distortissime e la voce che urla? Non è così: Never Enough inizia in maniera sofisticata: una chitarra funkeggiante fa da base per dei gradevoli vocalizzi in falsetto, e solo venti secondi dopo esplode quella furia hard rock di cui vi parlavo all'inizio dell'articolo, andando pian pianino a costruire un brano articolato, in cui i riff sono a volte pieni di pause e di accordi smorzati, a volte sono semplicemente pieni di armonia -di stampo nettamente statunitense- e che sono terreno fertile per la prova convincente di Terry, bravissimo nel calarsi nel ruolo di interprete, oltre che di musicista. La seguente Rain brilla al suo centro grazie ad un efficace ritornello, uno di quelli che ad un certo punto vi entra in testa e non ne esce più, complice anche l'ottimo lavoro fatto dal Nostro Steve Saluto, che ha il merito di riuscire a mostrare la propria personalità anche in un campo solitamente "sterile" come quello degli assoli rock, fatti in genere delle solite pentatoniche e delle solite scale minori suonate sempre al solito modo: la dimostrazione che la musica magari è fatta solo di note, ma che il rock è fatto soprattutto da come queste note vengono incise. Rain viene poi legata benissimo ad I Miss You, una ballad acustica originale negli arrangiamenti e coraggiosa nello sviluppo armonico, semplice ma sicuramente inusuale. In tutti i brani qui proposti spicca la figura di Atma Anur, che come sempre dimostra di saper fare il proprio lavoro senza togliere spazio a nessuno: così succede in I Miss You, in cui vengono ponderati con saggezza i frazionamenti, soprattutto nel passaggio strofa-ritornello, e la bellissima I Come Around, anche questa caratterizzata da un eccellente lavoro di chitarra da parte di Saluto. E, a tutti coloro che ancora non conoscono Mendoza per le sue capacità soliste, suggerisco di ascoltare Here I Go Again: qui il musicista americano da il meglio di sè, e sfido chiunque a criticare questo pezzo.
A questo punto si sarà capito che il disco mi è piaciuto moltissimo: l'unico brano che ho trovato fuori luogo è What We Gonna Do, ma non perchè sia una brutta canzone, più che altro perchè mi pare che non centri granchè col resto della musica proposta; comunque sia, trattandosi di un solo brano, considero la sua presenza all'interno del CD come un buon metodo per spezzare l'atmosfera ed uscire un po' dagli argini del rock puro.

Detto in due parole, quest'album s'ha da comprà, non ci sono molte scuse... se cercate del buon rock qui ne troverete a quintalate, se volete allontanarvi dai canonici giri di chitarra, se volete sentire dei ritmi più variegati del solito ma senza rinunciare alla forza ed alla freschezza del sound che ha contraddistinto i grandi artisti di questo genere, allora questo è l'album che fa per voi. Io, nel frattempo, attendo di stringere in mano la prossima uscita...



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
31.17 su 23 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2009
Emmeciesse/Heart Of Steel
Hard Rock
Tracklist
01 Never Enough
02 Rain
03 I Miss You
04 What We Gonna Do
05 I Come Around
06 Closer
07 Can U Tell Me
08 Here I Go Again
09 The Wind
10 Visions
Line Up
Terry Ilous: Voce
Marco Mendoza: basso e backing vocals
Steve Saluto: chitarra, backing vocals
Atma Anur: batteria
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]