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Enthroned - Pentagrammaton
( 2930 letture )
Enthroned, Pentagrammaton, ottavo full-lenght per la black metal band belga in attività dal lontano 1994. Senza contare demo e live album un traguardo di tutto rispetto, non c’è che dire, eppure la storia dell’act in questione non è lieta quanto l’apparenza potrebbe indurre a credere. Il fondatore degli Enthroned, il batterista Cernunnos, si suicidò nel 1997 stringendosi un cappio al collo, le fila furono quindi ricomposte dal bassista e cantante Lord Sabathan che, ritiratosi nel 2006, venne rimpiazzato dal chitarrista Nornagest, finito per ricoprire, sino ai nostri giorni, anche le veci di vocalist. I problemi con le etichette discografiche e le brutte voci circa la carenza di volontà nel risultare incisivi nella propria proposta musicale circondano questa band da anni e sembra che anche quest’ultimo platter ne sia testimone.

Pentagrammaton è un album onesto di black metal diretto e blasfemo quel tanto che basta per non deludere totalmente, ma sicuramente non è in grado di convincere a livello sufficiente chi, in assenza di idee originali, finisce per sbadigliare con troppa facilità. Le venature del nero verbo forgiato dagli Enthroned presenta alla superficie evidenti contaminazioni da parte del metallo della morte, una buona consapevolezza (ed investimento economico) nella scelta dei suoni in fase di produzione, oltre che un’indubbia professionalità sul versante esecutivo che farebbe invidia ad act più famosi e sopravvalutati. Ma se si scava oltre questa superficie, se si tenta di andare al di là del riffing death\black, dei testi satanici, del blast beat e di tutti gli altri clichè di cui il combo si fregia, è ben poco ciò di cui l’ascoltatore si può dichiarare appagato. Qui si capisce il perché dell’ambigua fama che circonda gli Enthroned: una band che sembra arrancare negli anni a fatica, tentando di uscire dall’anonimato, ed assieme incapace di fare il grande salto di qualità che, sinceramente, ci si dovrebbe aspettare dopo ben sedici anni di carriera.

La musica riflette appieno questa impotenza intrinseca del gruppo: Pentagrammaton non è un album da cestinare a priori, parte bene con l’opener The Vitalized Shell, composizione violenta costruita su pochi riff facilmente assimilabili arricchiti dal buon lavoro dietro le pelli di Garghuf e dal chorus dal refrain accattivante, ma subito l’atmosfera scema nella mediocrità. Rion Riorrim si basa su linee melodiche già sentite e l’ugola di Nornagest segue a ruota lo spartito delle sei corde. Il singer inoltre ricorda a tratti le ultime performance di Emperor Magus Caligula, il che non beneficia sicuramente il sound degli Enthroned sul fattore originalità, come si può facilmente cogliere anche in Ornament of Grace. Il riffing in tremolo picking viene rimpiazzato dal palm muting più death metal oriented in Magnvs Princeps Leopardi (di cui mi piacerebbe molto leggere il testo) il cui ritornello recitante in screaming il nome del poeta non può che far sorridere l’ascoltatore italiano. La title track riprende gli stilemi delle precedenti composizioni delineandosi su pochi riff, sovrapposizioni di vocal in scream e growl da parte di Nornagest e Phorgath, rari interludi trainati da note singole della chitarra solista e i ripetitivi, stucchevoli, nonché noiosi, cambi che ripropongono le poche idee appesantendo inutilmente lo spartito. Le seguenti tre tracce non si discostano di un palmo da quanto detto sinora, anzi, sembrano letteralmente derivare dalle antecedenti song visto che le armonie si dispiegano sugli stessi accordi. La penultima Unconscious Minds spiazza l’ascoltatore con un quattro quarti marziale (ed in fin dei conti più ispirato) che ricorda le composizioni di vecchia data firmate Enthroned.

È brutto ritrovarsi dopo sedici anni a dire, senza la spavalderia e l’irruenza tardo-adolescenziale, le stesse identiche cose proposte negli anni Novanta? Non necessariamente per quanto mi riguarda, ma a patto di un’evoluzione di cui in questo prodotto non v’è l’ombra. A livello concettuale per quanto concerne i temi trattati dai testi, le atmosfere proposte e l’attitudine puramente black metal non v'è nulla da ridire, ma sulla staticità stilistica e la sterilità di idee c’è molto di cui lamentarsi. Pentagrammaton è un album ascoltabile, godibile quella decina di volte che non permettono all’acquirente di maledire la band per i soldi spesi, ma che d’altra parte non gli impedirà con troppi sforzi di dimenticarsene in breve tempo. Gli Enthroned ci hanno provato per la nona volta senza fallire miseramente, né aggiungere nulla in più a quanto già detto.
Forse la decima sarà loro di miglior auspicio...



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
27.72 su 18 voti [ VOTA]
Ziklon b
Giovedì 7 Aprile 2011, 20.55.41
5
Sono daccordo con milos,come si fa a dire che non riescono ad elevarsi?un gruppo che è da anni tra i ider sella scena?elevarsi vuol dire dar via il culo per soldi o registrare di mmerda in una cantina?
milos
Giovedì 7 Aprile 2011, 20.46.18
4
vorrei solo sapere come fa uno che di black metal non sa un bel niente ,a fare la recensione di una band cosi all'avanguardia. questa e una delle band più importanti del genere black metal, non perché lo dico io,ma perché é cosi.una band come questa non si merita le recensioni cosi superficiali.ma la cosa più vergognosa sono le frasi come "arrancare negli anni a fatica, tentando di uscire dall’anonimato" oppure "incapace di fare il grande salto di qualità".per la tua informazione gli enthroned sono una delle poche band che e riuscita a diventare conosciutissima nel mondo di black metal rimanendo undrground nello stesso tempo
marco
Martedì 6 Aprile 2010, 0.43.34
3
sinceramente non li vedo cosi messi male,il disco e' buono,molto superiore a tanta roba che c'e' in giro
marco
Martedì 6 Aprile 2010, 0.43.31
2
sinceramente non li vedo cosi messi male,il disco e' buono,molto superiore a tanta roba che c'e' in giro
Orizon
Mercoledì 31 Marzo 2010, 1.00.03
1
Un onesto album black metal,sempre una buona band.......tutto sommato.Non riescono ad elevarsi ma ok almeno rimangono un buon sinonimo di qualità.Un un disco ben fatto e anche godibile.
INFORMAZIONI
2010
Regain Records
Black
Tracklist
1.In Missi Solemnibvs
2.The Vitalized Shell
3.Rion Riorrim
4.Ornament of Grace
5.Magnvs Princeps Leopardi
6.Pentagrammaton
7.Nehas't
8.The Essential Chaos
9.Ad Te Clamamvs Exsvles Morvua Liberi
10.Unconscious Minds
11.Behemiron
Line Up
Nornagest (Voce, chitarre)
Phorgath (Seconda voce, basso)
Nerath Daemon (Chitarra ritmica, tastiere)
Garghuf (Batteria)
 
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