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Orden Ogan - Easton Hope
( 2411 letture )
Eccessivamente sovrabbondante, prolisso in alcuni punti e soprattutto troppo stereotipato. Sembrerebbe una stroncatura epocale quella che il carnefice sottoscritto starebbe per riservare al nuovo disco degli Orden Ogan, Easton Hope. E invece non è proprio del tutto così. Se si deve dire una cosa, sono del parere che sia meglio dirla subito e senza preamboli. Purtroppo -per gli Orden Ogan- però, in musica si corre il rischio di essere ripetitivi e, a conti fatti, la più grossa pecca di questo disco è proprio la sensazione di già sentito rispetto ad altri gruppi, ma anche una certa ripetitività tra una traccia e l’altra. Qui si è fatto tesoro della tradizione power teutonica e scandinava (qua e là un po’ di primi Sonata Arctica), non riuscendo però a rielaborare il tutto con un’impronta personale – cosa assolutamente imprescindibile nel panorama power odierno.

Gli Orden Ogan sono una band attiva dal 1996, ma solo dall’anno successivo compariranno con questo nome. Dopo aver realizzato tre demo, arrivano alla pubblicazione nel 2008 del debutto ufficiale su discografica (la Yonah Records) di Vale, a cui è seguito un discreto successo in patria e fuori, che gli ha consentito di partecipare ai maggiori festival europei. Il gruppo ci riprova in questo 2010 col nuovo disco.

Easton Hope non è un cattivo album, ma è troppo derivativo, l’effetto sorpresa non c’è quasi mai e, mentre si ascolta l’album, si ha la netta sensazione di sapere già in che direzione procederà l’album. Questo è -effettivamente- un grosso limite. È pur vero che alcuni pezzi degli Orden Ogan sono sicuramente ispirati -mi riferisco in particolare al trittico centrale Nothing Remains, Requiem -eterea e sognante, con le orchestrazioni a farla da padrone- e We Are Pirates, il pezzo migliore di Easton Hope e più rappresentativo di questo gruppo tedesco. A far da contraltare a queste canzoni posso sicuramente citare almeno una manciata di pezzi poco ispirati, vedi Welcome Liberty o All These Dark Years; anche se più che buttare la croce su questo o quel pezzo, voglio rimarcare la scarsa ispirazione in certi passaggi più evidente che in altri, ma comunque sufficiente per realizzare un album lontano dall’essere trascendentale. È proprio in questa direzione che gli Orden Ogan devono lavorare maggiormente; non devono lasciarsi andare subito verso la fine del pezzo, ma ragionare un po’ di più in fase di songwriting. Dico questo perché riconosco a questa band delle discrete capacità, però non applicate a regime per tutto il disco, che in più di qualche occasione sembra essere stato guidato dalla fretta.

Easton Hope è un disco sufficiente, ma che difficilmente riuscirà a farvi drizzare le orecchie. Consigliato agli adepti oltranzisti del power e ai fan del gruppo, ma è probabile che le due categorie coincidano.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
38.08 su 25 voti [ VOTA]
Luke25
Martedì 28 Luglio 2015, 16.51.30
5
A me è piaciuto e cresce con gli ascolti. Sono d'accordo con Pirox, album piacevole e vario. Sicuramente non c'ha nulla a che fare con Sonata Arctica e Blind Guardian, infatti non capisco proprio il paragone.... Ad un 70 per me ci arriva tranquillamente.
Pirox
Martedì 30 Marzo 2010, 8.55.56
4
Non mi trovo assolutamente d'accordo con la recensione e con i commenti espressi sinora. Sicuramente gli OO non sono un gruppo innovativo ma Easton Hope è veramente un disco pieno di canzoni davvero piacevoti e ben suonate. I ritornelli vi si ficcano nella testa fin dai primi ascolti e ogni volta è un piacere riascoltare il disco per scoprire qualche passaggio interessante. Consigliattisimo a tutti gli amanti del power metal melodico.
Rob
Lunedì 29 Marzo 2010, 22.35.55
3
Caro Quorth, quel paragone l'ho trovato a dir poco blasfemo!
Quorth_on
Lunedì 29 Marzo 2010, 22.28.10
2
Spacciati come i nuovi Blind Guardian li ritengo noiosi e ampollosi. Sono in sintonia con Roberto.
Filippo Festuccia
Lunedì 29 Marzo 2010, 21.45.06
1
Metal Hammer era più positivo, mi hai messo curiosità. me lo ascolto presto, poi ti dirò.
INFORMAZIONI
2010
AFM Records
Power
Tracklist
01. Rise And Ruin
02. Nobody Leaves
03. Goodbye
04. Easton Hope
05. Welcome Liberty
06. All These Dark Years
07. Nothing Remains
08. Requiem
09. We Are Pirates
10. The Black Heart
11. Of Downfall And Decline
Line Up
Seeb - guitars, vocals
Tobi - guitars
Nils - keyboards, vocals
Lars - bass
Ghnu - drums

www.ordenogan.de
www.myspace.com/ordenogan
 
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