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Alice In Chains - Black Gives Way To Blue
( 11823 letture )
Nel 2002 la morte per overdose del leader carismatico Layne Staley pose fine alla carriera degli Alice In Chains, una delle band grunge più famose ed influenti.
Sembrava, infatti, impossibile che un artista di tale calibro potesse essere sostituito: è un po’ come credere che si possa un giorno rimpiazzare Kurt Cobain nei Nirvana ed invece...

...il gruppo americano sorprende tutti e torna dopo ben quattordici anni con un nuovo album in studio intitolato Black Gives Way To Blue.
La line up è stata completata con il cantante/chitarrista di colore William DuVall (già nei Comes With The Fall) dotato di un timbro vocale accostabile a quello del compianto Staley (a volte si fa fatica a credere che non sia lui!); sotto tale aspetto è palese che non si sia voluto rischiare più di tanto, ma questa reunion è un’autentica benedizione perché la qualità del songwriting del nuovo disco è di uno spessore qualitativo davvero notevole.
Black Gives Way To Blue presenta, infatti, le medesime suadenti atmosfere oscure che permeano e caratterizzano da sempre la musica degli Alice In Chains, considerati l’anima nera del movimento grunge; qui le ritroviamo coinvolgenti come un tempo in tutte e undici le tracks grazie soporattutto ad un Jerry Cantrell in autentico stato di grazia sia come chitarrista che come cantante. Numerosi, infatti, sono i suoi interventi nelle parti vocali.
Certo Dirt è e rimarrà inarrivabile, però in Black Gives Way To Blue sono presenti composizioni di pregevole levatura artistica che certamente saranno eseguite durante i concerti dal vivo.

Un ritmo ipnotico ed ossessivo permea la doomeggiante opener All Secrets Known, mentre un vocalism lamentoso conquista subito l’ascoltatore.
Check My Brain si caratterizza per un riffing duro e trascinante; il refrain è molto solare e crea un efficace contrasto con la cupezza del pezzo.
Last Of My Kind prosegue sulla falsa riga dei brani precedenti: riffing plumbeo martellante di sabbathiana memoria stavolta con venature orientate al metal soprattutto nel ritornello; apprezzabile l’assolo di chitarra verso la fine della canzone.
Splendida la struggente armonia di Your Decision sorretta da una pregevole chitarra acustica.
Ancora ritmiche luciferine ed alienanti pervadono A Looking In The View che, peraltro, è stato il primo singolo tratto dal platter.
Torna a stemperarsi l’atmosfera con When The Sun Rose Again dove domina ancora la chitarra acustica.
Gli Alice In Chains non intendono uscire dai loro ordinari cliché: la lunga Acid Bubble è un’altra canzone munita di un riffing tenebroso ed ha la peculiarità di cambiare improvvisamente ritmo con un’efficace accelerazione.
Ancora pregevole la ritmica portante di Lesson Learnerd, mentre Take Her Out è forse il pezzo debole del platter soprattutto a causa di un refrain non del tutto convincente.
La meno sostenuta Private Hell e la breve intimista title track, con Elton John al pianoforte, hanno il compito di chiudere questo ottimo full length.

Il cuore disegnato nella cover batte felice come quello dei fans: gli Alice In Chains sono tornati e Black Gives Way To Blue accontenterà indubbiamente sia i neofiti e sia chi, come me, è cresciuto con la musica di questa straordinaria formazione.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
77.04 su 90 voti [ VOTA]
Andry Stark
Mercoledì 17 Aprile 2019, 1.07.15
34
Un grandissimo album, l'assenza di Stanley si sente ma non te lo fa pesare per nulla, DuVall è stata una scelta azzecatissima, è perfetta con Cantrell anche se anni luce rispetto Layne. Band di tutto rispetto che anche senza un componente leggendario come Layne riesce a tirare fuori un lavoro di grande quaità.Voto 90.
FRANCESCO
Giovedì 3 Gennaio 2019, 15.33.59
33
Album bellissimo, molto cupo e profondo... Mi piace tanto quanto i dischi con Layne Staley.
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 6 Aprile 2017, 17.10.40
32
Un gran bell'album, un di testamento per tanti che sono i simbolismi e le citazioni. Layne non potrà mai essere sostituito e no, Duvall non gli somiglia, per fortuna, ma è bravo. Cambiare nome? uhm... l'atto sacrilego è ripresentarsi come AIC o proprio ripresentarsi? Ero scettico anche io ma ho cambiato idea, perché proprio nella prosecuzione della storia c'è il rispetto per Layne e per i fans. Chi li ha visti dal vivo il 2/12/09 a Milano sa di cosa parlo. In molti piangevano a fine concerto.
Havismat
Giovedì 1 Dicembre 2016, 10.58.22
31
Quando lo misi per la prima volta nel lettore non avevo, inconsciamente, alcuna seria aspettativa: mi aspettavo il solito disco di una vecchia band che incide qualcosa di nuovo solo per guadagnarci qualcosa sfruttando il nome storico. Ebbene, non volli credere alle mie orecchie! Un disco magnifico! Pezzi scritti divinamente e suonati alla grande! ll nuovo cantante che non mi ha fatto per niente rimpiangere il suo predecessore! Davvero encomiabile come siano riusciti a fare un disco del genere dopo tutti questi anni mantenendo il loro tipico stile e rendendo attualissimo. Jerry Cantrell si è confermato il miglior compositore di tutto il vecchio movimento grunge; un talento unico. E questo non fu un fuoco di paglia, perché si sono riconfermati alla grandissima con il lavoro successivo, sebbene lo ritenga, nel complesso, un gradino inferiore a questo.
Lorenzo
Sabato 15 Ottobre 2016, 11.23.05
30
Capolavoro.
remy
Martedì 15 Novembre 2011, 17.35.46
29
Mi sono buttato per terra.
Macbeth
Sabato 1 Ottobre 2011, 15.31.36
28
Gran disco però l'ho sempre considerato come un nuovo disco solista di Cantrell più che degli Alice. L'ultimo pezzo è però fra le più belle ballad degli Alice!
hm is the law
Sabato 8 Gennaio 2011, 8.56.11
27
@ Enrico: non l'hanno fatto nemmeno i Queen!
Enrico
Sabato 8 Gennaio 2011, 4.28.39
26
Il disco è bello ma forse avrebbero fatto meglio a cambiare nome in onore di Staley.
antiborgir
Martedì 21 Dicembre 2010, 15.21.49
25
Ottimo ritorno...Certo Duvall non colmera mai la grandezza di Staley però gli alice in chains sono ancora una grandissima band!!!
ALESSIO
Venerdì 9 Aprile 2010, 14.54.10
24
Leggendo questa recensione ho deciso di comprare il disco, sono pienamente daccordo con Fabio e anzi, ti ringrazio perchè questo disco è veramente grande. Voto 90
ALESSIO
Venerdì 9 Aprile 2010, 14.54.07
23
Leggendo questa recensione ho deciso di comprare il disco, sono pienamente daccordo con Fabio e anzi, ti ringrazio perchè questo disco è veramente grande. Voto 90
ares
Sabato 3 Aprile 2010, 17.04.37
22
Disco strepitoso, un grande ritorno!
Gabriele
Giovedì 1 Aprile 2010, 23.00.59
21
Sono d'accordo con Bone Pumpkin... Anche se effettivamente la voce di Duvall è estremamente simile a quella di Layne... Layne è un personaggio. La storia della sua vita è la storia raccontata negli album degli Alice. Può darsi che sia suggestione, ma con Layne si ha la netta sensazione che sia completamente calato sia nella musica sia nei testi... personalmente è la cosa che a me fa veniri i brividi quando ascolto una canzone come Junkhead, per esempio... Vocalmente comunque a Duvall non manca niente. Gli manca la storia...!
Bone Pumpkin
Giovedì 1 Aprile 2010, 20.15.17
20
Mi accodo a Darius ... No Staley no Alice!! Un buon album ma niente di più secondo me! Hanno voluto prendere una voce simile a quella di Staley, ma l'angoscia e la maliconia che trasudava al tempo non c'è ... mi mancano quelle vibrazioni dai toni strazianti, non ho sentito quell'emozione che ti sale dal centro dello stomaco ... sempre grandi, non poteri vivere senza portarmi dietro album come Dirt, Facelist e l'omonimo per tutta la vita! Li amo dal profondo del cuore ma non mi emozionano come una volta
Frankiss
Giovedì 1 Aprile 2010, 13.36.20
19
Quoto la recensione, album bello, per una band unica che mi ha sempre dato emozioni e brividi...quelle armonizzazioni vocali accompagnate da una chitarra deflagrante...beh...grandi Alice! Se ci fate caso, loro sono uno dei pochi gruppi superstiti dell'ondata grunge...chi ha qualità rimane in vita, gli altri scivolano nei tombini..come è giusto che sia!!!
P2K!
Mercoledì 31 Marzo 2010, 8.17.06
18
Sulla qualità del ritorno non c'erano dubbi, avendo ascoltato entrambi i lavori solisti di Cantrell sapevo che l'anima degli Alice In Chains è ben radicata in lui e che gran parte del lavoro compositivo lo svolgeva lui... Bel disco, e DuVall si è rivelato una bella sorpresa, e per capirlo basta ascoltarlo in "Last My Kind", brano roccioso dove è presente la sua voce in solo (mentre effettivamente negli altri pezzi le armonizzazioni vocali a 2 voci si sprecano). Bel ritorno.
marco
Mercoledì 31 Marzo 2010, 3.38.07
17
a quel paese voi,gli alice in chains e tutto il movimento grunge
Emiliano
Mercoledì 31 Marzo 2010, 2.29.36
16
sono cresciuto cn gli Alice..non avrei mai pensato ad un loro ritorno,soprattutto a questi livelli..da brividi....
tribal axis
Martedì 30 Marzo 2010, 22.35.57
15
bravissimi! nonostante la morte di Staley (grandissimo, R.I.P.) sono riusciti a sfornare un disco eccellente! il nuovo cantante non è affatto male....
zerba
Martedì 30 Marzo 2010, 21.01.41
14
l'ho ascoltato poco ma è bastato per capire che è un gran lavoro; Your DEcision la migliore
daniele
Martedì 30 Marzo 2010, 20.54.35
13
anche se purtroppo STALEY non c'è più,sono veramente contento del ritorno degli alice in chains,straordinari. il voto che leggo sopra è perfetto,perchè questo è un grandissimo disco.
fabriziomagno
Martedì 30 Marzo 2010, 19.11.29
12
uno dei migliori album del 2009, davvero bello ed emozionante. Voto: 85
horrorifico
Martedì 30 Marzo 2010, 17.44.20
11
Il disco l'ho ascoltato più e più volte....davvero bello....ma Staley.....ci manca
Master Of Pizza
Martedì 30 Marzo 2010, 16.50.25
10
Il disco è davvero bello,e anche la voce di DuVall lo è.però secondo me Jerry c'ha messo un po le mani per far assomigliare il più possibile la voce di William a quella di Staley,che rimane sempre il migliore.
Wrathchild
Martedì 30 Marzo 2010, 15.51.36
9
Album bellissimo, però si sente un po la mancanza di Staley e anche qualche assolo in più non mi sarebbe dispiaciuto.. comunque ci si vede tra 2 mesi per il concerto
Loverman76
Martedì 30 Marzo 2010, 15.16.26
8
Non ho mai amato particolarmente il sound di Seattle.....ma devo ammettere che ci troviamo di fronte ad un grande disco....Cantrell ci dimostra che non bisogna essere necessariamente dei guitar hero per comporre dei grandissimi pezzi (basta sentire il riff di Check My Brain....elementare ma ti entra in testa e non esce piu)....Questo è ROck con le palle cantato e suonato col cuore e con lo stomaco. Un grande ritorno....
Ubik
Martedì 30 Marzo 2010, 13.40.11
7
Veramente un discone molto bello
Bloody Karma
Martedì 30 Marzo 2010, 13.18.28
6
Un gran bel disco, anche se non si è ancora ben capita la qualità di DuVall come vocalist, visto che canta quasi sempre in coppia con Jerry
Ghenes
Martedì 30 Marzo 2010, 13.05.12
5
...bella la recensione Fabio! forse con Duvall sono un po meno "weird" ma il suono degli AIC è rimasto quello di sempre. belli pure i dischi solisti di Cantrell.
The Darius
Martedì 30 Marzo 2010, 12.41.28
4
No Staley no Alice !
Electric Warrior
Martedì 30 Marzo 2010, 12.34.47
3
Sono tornati alla grandissima gli Alice in Chains. Bravissimo il nuovo cantante. Disco splendido che non sfigura il confronto con gli altri capolavori della band
NoRemorse
Martedì 30 Marzo 2010, 12.21.31
2
Un disco bellissimo, un macigno nell'animo, è un piacere ascoltare di nuovo le sovrapposizioni vocali crate dagli alice in chains...sono sempre i migliori in questo... William Duvall è un mito e l'ha ampiamente dimostrato a Milano quando ha cantato Love, hate, love ancora meglio di Stanley (R.I.P.), mentre le nuove canzoni sono una più bella dell'altra, soprattutto Private Hell (per me un classico!), all secrets known, la titletrack, last of my kind e your decision!!!
N.I.B.
Martedì 30 Marzo 2010, 12.08.16
1
Eccezionale ritorno... un Disco Bellissimo... e un Concerto Memorabile (quello di qualche mese fa a MI)... quindi che dire... GRANDI Alice in Chains...!!
INFORMAZIONI
2009
Virgin/EMI
Post Grunge
Tracklist
1. All Secrets Known
2. Check My Brain
3. Last Of My Kind
4. Your Decision
5. A Looking In View
6. When The Sun Rose Again
7. Acid Bubble
8. Lessons Learned
9. Take Her Out
10. Private Hell
11. Black Gives Way To Blue
Line Up
William DuVall - voce, chitarra ritmica
Jerry Cantrell - chitarra solista, voce
Mike Inez - basso
Sean Kinney - batteria

Musicisti Ospiti:
Elton John – piano su traccia 11
Lisa Coleman – vibraphone su traccia 11
Chris Armstrong – tabla su traccia 6
 
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