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Aetherius Obscuritas - Black Medicine (Fekete Orvosság)
( 1610 letture )
Mi viene quasi da pensare che -dopo l'esperimento degli Athalay- gli ungheresi abbiano un amore viscerale per i polpettoni (musicalmente parlando, si intende).
L'ennesima conferma viene dagli Aetherius Obscuritas, che provano ad imporsi sul mercato blackmetal underground per la quinta volta.
Si, perchè ben quattro full-lenght precedono questo nuovo Black Medicine (Fekete Orvosság), il quale prova a discostarsi dalle tematiche vagamente naturalistiche dei precedenti dischi, in favore di un'oscura, simbolica ed ermetica parvenza.
Tutto fumo negli occhi: i brani sono un concentrato di scandente blackmetal dai riff semplici e circostanziali, però estremamente ben confezionati. Una produzione scintillante, basso in primo piano, sovrapposizioni vocali, un sound sgargiante e un'estrema varietà nella metrica delle canzoni (nonchè piccole collaborazioni con Lord Kaiaphas degli Ancient e Nimroth dei Cirith Gorgor): questi sono gli ingredienti che provano a speziare la pietanza assai scialba e scadente di fondo.

Fekete Orvosság è composto da undici brani che rimangono sempre sulla soglia della piattezza, e benchè la produzione giochi a favore della band, non c'è una canzone che spicca sulle altre. Le tinte vagamente epiche di Legelso lélegzet sembrano provenire dagli scarti degli Einherjer, le chitarre raddoppiano i riff solo per riempire lo spazio (Passed out of sight, The End), mentre le urla si alternano fra screming e growl senza una gran coerenza. Anche quando le canzoni partono bene, si sviluppano in modo catastrofico e pretenzioso: come Fagyos Ölelés e il suo bell' intro di chitarra acustica su fondo acquatico, che diventa inspiegabilmente una sorta di brano black-death tiratissimo e senza più coerenza con le note introduttive. Le chitarre leggermente effettate in Zord Mosoly si trasformano in un miscelatore di blackmetal che tenta di buttare un occhio verso la povera e contemporanea scena norvegese (Urgehal, 1349...), e la maggior parte dei riff tipicamente blackmetal di stampo "nordico" vengono bruscamente interrotti da palm-mute black/thrash. Sembra surreale, ma l'unico momento nel quale sembra di sentire una band interessante cade esclusivamente nei 53 secondi dell'atmosferica e penultima canzone.
La confusionalità della band viene esplicitata maggiormente nella presenza di due cover: The Black Tormentor of Satan dei Marduk (proposta in maniera normalissima e senza particolari personalizzazioni) e Black Demon dei Running Wild (eseguita semplicemente con lo scream e con la produzione di questo album).

Siamo di fronte ad una grande stroncatura, personalmente non saprei nemmeno a chi consigliare questo album. Se dovessi indicare delle band dell'est Europa, sicuramente menzionerei i Drudkh, i Negura Bunget, ma anche i Nokturnal Mortum o i Temnozor; oppure se uno volesse ascoltare una notevole blackmetal band ungherese gli direi di andarsi a cercare qualcosa dei Sear Bliss: certamente non suggerirei gli Aetherius Obscuritas.



VOTO RECENSORE
49
VOTO LETTORI
20 su 18 voti [ VOTA]
hm is the law
Giovedì 1 Aprile 2010, 12.45.57
1
Un discone eh.....
INFORMAZIONI
2010
Paragon Records
Black
Tracklist
1. Legelső lélegzet / First Breath
2. The End (The Predicted Fall Version)
3. Black Medicine
4. Passed Out of Sight - Passed Out of Mind
5. Fagyos Ölelés / Freezing Embrace
6. Zord Mosoly / Grim Smile
7. The Black Tormentor of Satan (Marduk cover)
8. The Moon Shield
9. Circinus Nebulae
10. A Múlt Lábnyoma / In The Wake of a Remain Footprint
11. Black Demon (Running Wild cover)
Line Up
Arkhorrl - Vocals, Guitar, Bass, Keyboards, Programming
Zson - Drums
 
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