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Gamma Ray - No World Order!
( 6838 letture )
No World Order è un concept album, frutto delle floride menti dei Gamma Ray, riguardante la teoria di una cospirazione mondiale da parte di potenti società segrete, ovvero il Nuovo Ordine Mondiale e l’Ordine degli Illuminati, quest’ultimo fondato nel 1776 in Germania da tal Johann Adam Weishaupt e preso come ispirazione da molte altre band per le loro release. Da sottolineare la singolare bellezza dell’artwork, che presenta un bel gioco di “simmetria iconografica” per mezzo di due parti divise simmetricamente tra loro -quella di sinistra sul rosso e quella di destra sul blu- da raffigurazioni fantasiose ed evocative di due mostri guerrieri che si contendono, probabilmente, il dominio del mondo. Partendo da questa breve premessa di stampo storico e dall’analisi della copertina, mi addentrerò ora più a fondo in ciò che questo album rappresenta musicalmente parlando.

Con una formazione tra le migliori della loro carriera, e dopo la pausa durata all’incirca un anno nella quale il leader Kai Hansen si dedicò al suo secondo progetto, gli Iron Saviour, la band tedesca dà alle stampe un album con forti influenze heavy (Judas Priest su tutti, ma anche Iron Maiden e ovviamente Helloween). Ciò che ne emerge è un lavoro che rimarrà a lungo nei cuori della gente, grazie alla sua freschezza ed energia, con il punto di forza rappresentato dall’ottima voce di Hansen, che lo farà rimpiangere nel tempo dalla maggior parte dei fans degli Helloween. Più lo ascolto e più sembra che l’album in questione si voglia far ascoltare, non mi viene mai il desiderio di fermarlo e cambiare il cd nello stereo, nemmeno dopo molti giorni dedicati ad esso, e ciò denota quanto il sound che trasmette sia coinvolgente, mai banale o sgradevole, ma anzi pieno di quella grandiosità compositiva tipica dei Gamma Ray, sia nelle liriche che nelle melodie. Dicendo che non è mai banale non intendo affermare che sia un disco composto da undici tracce totalmente innovative, poiché le influenze dei gruppi sopra citati si fanno sentire e anche abbastanza pesantemente, ma il risultato è comunque un album fresco e con melodie accattivanti, frutto di un lungo lavoro compositivo da parte della band. Rispetto ai lavori precedenti, questo No World Order si distingue, oltre che per la minor presenza di un sound strettamente legato al power e ad un maggior apporto di suoni heavy, anche per l’abbandono delle tematiche futuristiche tanto care ai Gamma Ray degli ultimi precedenti album, autori di quel Somewhere Out In Space che, insieme al successivo Powerplant, caratterizzò molto il loro sound generale, sicuramente più freddo rispetto ad ora.
Delle undici tracce qui presenti è veramente complicato trovarne qualcuna fuori posto, qualcuna che faccia calare il giudizio generale del disco, ma, se proprio vogliamo, Solid e Follow Me non ne rappresentano certo i punti migliori. La prima in virtù di una somiglianza (presente innanzitutto nei riff portanti) troppo marcata ai classici brani dei Judas Priest, quelli per intenderci più veloci e graffianti, facendo emergere una certa mancanza di ispirazione personale; la seconda per il fatto che manca molto di originalità ed è difatti facilmente paragonabile ai precedenti platter della band tedesca. Ma andiamo con ordine.

L’album si apre con una breve intro dai toni maestosi ed epici intitolata Induction, che fa ben sperare per ciò che segue; poche volte infatti mi è capitato di farmi prendere e lasciarmi trasportare tanto da una semplice introduzione, ma questa volta il mio lato “epicheggiante” non ha proprio potuto farne a meno. Il massimo dei voti va attribuito senza remore alla seguente Dethrone Tyranny, vera e propria botta di power/speed metal dal ritornello evocativo e dai riff spediti e cattivi. Sugli stessi toni troviamo The Heart Of The Unicorn, la quale ricorda molto da vicino, al pari di Solid, la band capitanata dal “Metal God” Rob Halford, evitando di concedere momenti di rilassamento per tutta la sua durata, forse la canzone più potente dell’intero lavoro. Heaven Or Hell è invece diventata ormai un classicone dei Gamma Ray, tipica canzone che non può non piacere, completa di ottimi riff, un ritornello che non uscirà mai dalla vostra testa dopo averlo sentito anche solo per una volta, e completata da un gran bell’assolo. Le successive New World Order e Damn The Machine proseguono sempre sullo stesso timbro, riuscendo però ad elevare ancor di più la qualità dell’album, che raggiunge proprio qui i momenti più alti a livello tecnico e melodico. Damn The Machine in particolare presenta una melodia che ricorda non poco i Blind Guardian, grazie ad un andamento solenne e ad un ritornello più che mai epico. Con la seconda parte del disco troviamo alcune delle canzoni meno incisive, a partire dalla già citata Solid, a cui fa seguito uno dei brani che tuttavia più mi ha colpito in positivo, Fire Below, con alcuni momenti che si avvicinano addirittura ai Kiss (ascoltare per credere la voce grave durante le parole “Down in the fire below, below” o in egual modo le parole praticamente identiche poste al termine del secondo ritornello “Into the fire below, below”) -non me ne vogliano i fan più sfegatati del Bacio, in quanto anch’io mi reputo tale- e una grandiosa cavalcata centrale tra il terzo e il quarto minuto che rende il brano ulteriormente incisivo. Della successiva Follow Me ho già detto: manca troppo di originalità per essere considerata tra i punti migliori del disco, per cui passerei direttamente ad analizzare in particolar modo le ultime due canzoni, ovvero Eagle e Lake Of Tears, con la prima che non arriva ad incidere fortemente quanto la seconda, caratterizzata più che altro da un grande impatto emotivo in quanto unica vera ballad presente nell’album. Eagle ha dalla sua degli ottimi cambi di tempo che la rendono tecnicamente più complessa rispetto alle altre, e tutto sommato, pur non lasciando una traccia considerevole, si fa ascoltare piacevolmente, mentre la conclusiva Lake Of Tears riporta la mente dell’ascoltatore in luoghi remoti e fantastici, verso paesaggi incontaminati che ci fanno sognare, e lo riesce a fare veramente nel migliore dei modi; la voce di Hansen, resa malinconica e passionale, insieme alle melodie prodotte dalle due chitarre, raggiungono qui il massimo della loro intensità evocativa, regalandoci sei minuti di grande coinvolgimento emotivo.

Un album più che buono, con un numero maggiore di alti che di bassi, che non possiede forse molto di nuovo rispetto a quanto già mostrato dalla band tedesca, ma forte di una grandiosa intensità e capace per certi versi di farsi apprezzare anche da un più vasto pubblico, per via di brani efficaci e carichi dell’energia tipica del power metal.
Questi sono i Gamma Ray che conosciamo.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
60.77 su 111 voti [ VOTA]
HeroOfSand_14
Mercoledì 20 Giugno 2018, 16.21.05
11
Per quanto mi riguarda, questo è il disco al quale sono più affezionato della band di Kai. Sarà perchè contiene pezzi strepitosi come Dethrone Tyranny, New World Order o Eagle, sarà perchè contiene una ballad da brividi come Lake Of tears, sarà perchè ha una produzione che mi ha sempre esaltato o perchè pezzi come The Heart Of The Unicorn non tutti possono scriverli. Fatto sta che ritengo questo album come uno degli apici della band, e, pur non ascoltando quasi mai ora i Gamma, ogni tanto penso con un sorriso ai tempi in cui questi brani passavano nel mio computer.
entropy
Giovedì 2 Luglio 2015, 10.06.57
10
Lo sto riascoltando oggi. Che dire, ho sempre trovato i primi 5 pezzi spettacolari, e ancora oggi mi appaiono così. Il resto è un pò meno valido. All'epoca venne stroncato e davvero non mi sono mai spiegato il perchè. Personalemnte lo preferisco rispetto anahce a powerplant. In ogni caso a mio giudizio con il seguente majestic, gli ultimi album decenti dei gamma, poi davvero dischi mediocri. Voto 80
Victim of Fate
Domenica 12 Maggio 2013, 22.17.07
9
Disco ottimo. Però se a Powerplant è stato dato 85 questo non è da 87... Io invertirei i voti. Powerplant aveva quel qualcosa in più. Disco validissimo comunque.
Radamanthis
Venerdì 22 Febbraio 2013, 11.37.56
8
Beh Al forse è il caso che lo rispolveri e lo riascolti...tracce come Dethrone Tyranny, Heaven Or Hell, New World Order, Damn The Machine, Solid, Fire Below e la ballad Lake Of Tears sono davvero valide...poi vedi tu, io te lo consiglio!
AL
Venerdì 22 Febbraio 2013, 11.33.30
7
mi è piaciuto moltissimo ai primi ascolti poi invece mi è scaduto.. prende polvere da anni ormai...
Maurizio
Venerdì 24 Febbraio 2012, 17.51.41
6
Quando uscì non mi piacque più di tanto a causa delle influenze ben evidenti. Devo dire che riascoltato adesso guadagna parecchi punti.
Finntrollfan
Mercoledì 5 Ottobre 2011, 13.28.32
5
L'ultimo disco ben fatto dei Gamma, c'è poco da dire. Da qui in avanti involuzione continua (molto brutto l'ultimo, to the metal).
Radamanthis
Sabato 18 Giugno 2011, 18.53.23
4
Questo disco quando uscì non lo apprezzai piu' di tanto perchè si discostava un pò troppo dal trittico Land - Somewhere - Powerplant ma col tempo lo reputo un tassello fondamentale nella discografia della band. Su tutte le tracce sicuramente Dethrone tyranny veramente spettacolare ma nel complesso tutto validissimo. Pienamente d'accordo col recensore anche x il voto!
Er Trucido
Giovedì 9 Settembre 2010, 17.19.03
3
non lo so è un disco che non mi impressionò molto, è una vita che non lo ascolto uno di questi giorni lo rimetto su e vediamo se la penso ancora allo stesso modo
Room 101
Giovedì 9 Settembre 2010, 17.07.29
2
Grandi Gamma e grande Artu!
marco
Mercoledì 28 Aprile 2010, 3.08.22
1
io adoro quei brani dei Gamma stra contaminati di disco anni 80m alla Follow Me!!!!!!!!!!!!
INFORMAZIONI
2001
Metal-Is Records
Power
Tracklist
1. Induction
2. Dethrone Tyranny
3. The Heart Of The Unicorn
4. Heaven Or Hell
5. New World Order
6. Damn The Machine
7. Solid
8. Fire Below
9. Follow Me
10. Eagle
11. Lake Of Tears
Line Up
Kai Hansen - Voce, chitarra
Dirk Schlächter - Basso
Henjo Richter - Chitarra, tastiere
Dan Zimmermann - Batteria
 
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