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Leaves` Eyes - Lovelorn
( 3188 letture )
Anno del signore 2008: i Theatre of Tragedy annunciano la rottura del sodalizio con Liv Kristine Espenæs, che aveva prestato la propria voce alla formazione sin dal 1994 ponendo un personalissimo etereo e soave timbro a suggello dei lavori più significativi ed amati dei norvegesi. Il sound della combo di Stavanger si era progressivamente distaccato dal goth oscuro e teatrale stile “beauty and the beast” delle origini in favore di un eclettico goth elettronico, imboccando un sentiero lungo la quale la biondocrinita singer non desiderava avventurarsi. Lasciate dunque le vocals del gruppo di provenienza a Nell Sigland, Liv decide di dar vita ad un nuovo progetto, totalmente imbevuto nelle acque gelide della scandinavia: i Leaves' Eyes. Lungi dall’affidare la trama strumentale della propria opera a musicisti esordienti, Liv mette al proprio servizio l’intera line-up degli Atrocity (band capitanata dall’allora coniuge Alexander Krull). Vede così la genesi l’esordio del primo lavoro dei Nostri, Lovelorn. Il supporto promozionale garantito allo stesso dalla Napalm, un artwork piuttosto patinato nonché la costruzione apparentemente a tavolino della band avrebbero potuto indurre l’ignaro ascoltatore a dedurre che si trattasse di un mero lavorio di fanservice, una meteora destinata ad estinguersi nel silenzio. Nulla di più errato, ed è sufficiente premere il tasto play sul lettore per rendersi conto di come la sostanza riscatti del tutto qualsiasi dubbio o supposizione.

A dischiudere Il full-length è Norwegian Lovesong, un vero e proprio inno d’amore dedicato alla propria madrepatria. La partitura, imperniata su armonizzazioni soavi tra archi, percussioni e riffing ritmici -la componente elettronica resta qui piuttosto sullo sfondo- incornicianti una prestazione eccezionale della Espenæs, intrecciante un registro canoro più leggero e “pop” con qualche abbellimento lirico. È la volta di Tale of the Sea Maid, in cui la fata dall’aurea chioma ci incanta con un refrain pressoché irresistibile:

All this beauty
It lights up my life
I ride the waves
To far-off seas
And I lay on the golden sand
I reflect the sun
I make you dream


Il velo di incanto e levità delle prime tracce è parzialmente perforato da Ocean's Way, dotata di una componente ritmica e chitarristica più robusta -che tuttavia, come già precisato, risulta mixata quasi quale sottofondo delle composizioni. Ravvisiamo inoltre qui il ritorno del gioco tra le linee vocali delicate della cantante ed il growl asciutto e ruvido di Alexander Krull. Tale schema compositivo strumentale si ravvisa nelle composizioni aventi metriche meno dilatate ed una verve maggiormente “aggressiva”, quali Tempation -nella quale affiorano persino dei blast beat- il singolo Into your light -probabilmente il brano più catchy e trascinante del lotto, in cui presta la propria voce anche Carmen Elise Espenæs, sorella della Nostra- nonché The Dream. Meritano menzione particolare anche The Secret -nella quale Liv sfodera un’interpretazione coinvolgente e soave- e la dolcissima ballad For Amelie, scolpita da partiture di piano e violoncello annodantesi ad un melodioso assolo di chitarra.

Pur essendo Lovelorn espressione di un goth piuttosto radiofonico ed easy listening -in sé piuttosto abusato- la perizia e le doti creative dei soggetti coinvolti nei Leaves' Eyes ne fanno un prodotto in grado, allo stesso tempo, di catturare sin dal primo ascolto e resistere persino al logorio degli anni. Sono qui ancora assenti le componenti più sinfoniche, bombastiche e fortemente mitologiche che saranno la croce e delizia della combo da Vinland Saga in poi, in favore di un approccio maggiormente semplice e scarno rappresentante un unicum nella discografia dei norvegesi. A ciò si aggiunge una produzione di tutto rispetto saldamente nelle redini di Krull, proprietario dei Mastersound Studio: nonostante un certo “piattume” di fondo, il lavoro si giova di suoni nitidi e moderni, attuali ancora oggi, a distanza di anni.

Sebbene dunque l’esordio della band di Stavanger mostri un’abbondanza di cliché, canonici in un certo goth degli anni 2000, riesce nell’intento di trasportarci in un paesaggio dominato dai fiordi, ed a farci quasi udire il sapore del gelido ed impervio mare nordico. Non possiamo dunque riservarci dal consigliarlo a chiunque apprezzi le sonorità portate avanti con coerenza e professionalità dalla band.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
37.33 su 42 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2004
Napalm Records
Gothic
Tracklist
1. Norwegian Lovesong
2. Tale Of The Sea Maid
3. Ocean's Way
4. Lovelorn
5. The Dream
6. Secret
7. For Amelie
8. Temptation
9. Into Your Light
10. Return To Life
Line Up
Liv Kristine Espenæs Krull (Female Vocals, Keyboards)
Alexander Krull (Death Grunts, Programming, Keyboards)
Torsten Bauer (Guitars, Keyboards)
Mathias Roderer (Guitars, Keyboards)
Christopher Lukhaup (Bass, Keyboards)
Martin Schmidt (Drums, Percussion, Keyboards)

Guests
Carmen Elise Espenæs (Backing vocals for Into Your Light)
Timon Birkhofer (Piano & Cello in "For Amelie" and "The Dream")
 
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