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Crematory - Revolution
( 3767 letture )
Non sono mai stato un grandissimo fan dei Crematory, autori di quanto più scontato e convenzionale il Gothic Metal potesse offrire durante la decade scorsa. Ciò che mi sento di imputare ai tedeschi in questione è la mancanza di coraggio e il fatto che non hanno mai osato, evitando di mettersi in gioco come ad esempio i Paradise Lost, un gruppo in continua evoluzione, magari discutibili quanto si vuole ma sicuramente sempre all’altezza e comunque autori di veri capolavori Gothic.
“Revolution” dunque segna il ritorno dei Crematory dopo un periodo di pausa/scioglimento. Se con un titolo del genere l’intenzione della band era quella di rivoluzionare il Gothic Metal, beh…allora siamo completamente fuori strada! Le cose cambiano se le vediamo sotto l’ottica di una evoluzione nel sound del gruppo stesso.
Evoluzione che, ne sono sicuro, incrementerà il numero di fan dei Crematory, in particolare tra coloro che si sono avvicinati da poco al Gothic Metal. “Revolution” infatti è un album ruffiano, che strizza l’occhio un po’ troppo al nuovo corso gotico.
Così accanto al trademark tipico della band tedesca (alternanza alla voce di cantato growl e parti pulite e guitar riffing banale ma incalzante), troviamo un’abbondante uso di piano e tastiere/campionamenti trasbordanti in qualche occasione nell’elettronica pura, tant’è che le note di pezzi come “Reign Of Fear “ e “Red Sky” non sfigurerebbero affatto se uscissero dagli altoparlanti di qualche dancefloor goth/alternativo, e non può nemmeno passare inosservato un pezzo come “Tick Tack” che, per quanto bello e trascinante, è troppo simile a quanto fatto dai connazionali Rammstein (tra l’altro l’incedere ossessivo delle chitarre tipico dei Rammstein è quasi una costante nell’intero lavoro). Il merito dei Crematory per questo nuovo lavoro è quello di essere riusciti a rendere tutti e dodici i pezzi molto orecchiabili: possiamo definire quindi “Revolution” come un’ amalgama ben riuscita di suoni provenienti dalle fonti più disparate (i già citati Paradise Lost e Rammstein, ma anche Amorphis e Love Like Blood oltre a una miriade di spunti presi qua e la).
Va riconosciuto però che “Revolution” è dopotutto un album che si lascia ascoltare molto volentieri e che alla fine si fa pure apprezzare: certo, l’originalità non fa capolino da queste parti, ciò nonostante i Crematory, ripeto, sono riusciti a confezionare un album ruffiano, che non passerà sicuramente alla storia ma almeno non stanca allontanando dall’ascoltatore incubi soporiferi.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
29.48 su 39 voti [ VOTA]
Eterno
Mercoledì 20 Giugno 2012, 20.14.47
2
un disco bellissimo di questo combo è believe del 2000. un gothic-death sanguigno e sognante, con la riuscita alternanza tra una voce growl davvero possente e una voce pulita davvero suggestiva. eternal e caroline sono 2 piccole perle.
To Eon
Mercoledì 18 Giugno 2008, 12.23.44
1
Si, ho notato anch'io una vena Industrial e un cadenzare tipico dei Rammstein (tra l'altro entrambi i gruppi sono tedeschi). Iniziamo col dire che questo non è affatto Gothic Metal, non è questione di essere banali o meno (e in questo album lo sono stati moltissimo), ma quello che si potrebbe definire Alternative. Rivoluziona si il sound dei Crematory, ma in peggio, davvero esagerato l'utilizzo dell'elettronica, mi fanno quasi ridere i simil-growl che si sentono. Sono d'accordo anche quando dici che è un gruppo che ha osato poco, effettivamente gli album precedenti (seppur tutti migliori di questo e ascoltabili), sono molto, molto simili. Quanto all'orecchiabile, sarà che storco il naso per certe "rivoluzioni", ma brani come "Open Your Eyes" e "Tick Tack" proprio non li sopporto e l'album mi stanca, troppo lungo (50 minuti, direte, ci son album più lunghi, certo, ma anche molto meno monotoni). "Wake Up" e "Angel Of Fate" mi sembrano le "migliori".
INFORMAZIONI
2004
Nuclear Blast
Gothic
Tracklist
1. Resurrection
2. Wake Up
3. Greed
4. Reign Of Fear
5. Open Your Eyes
6. Tick Tack
7. Angel Of Fate
8. Solitary Psycho
9. Revolution
10. Human Blood
11. Red Sky
12. Farewell Letter
Line Up
Felix - vocals
Matthias - guitars
Harald - bass
Katrin - keyboards
Markus – drums
 
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