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Le Orme - Collage
( 8732 letture )
Considerato da molti il punto d’avvio del Progressive Rock targato Italia, Collage uscì nel 1971, ed anche se molto ci sarebbe da dire circa l’effettivo primato temporale di questo disco, questo impose comunque Le Orme ed un intero nascente movimento all’attenzione generale. Il disco in questione segnò anche la trasformazione piena de Le Orme da semplice Beat band a gruppo portatore della modernità nella scena musicale italiana.

Il tutto avvenne essenzialmente per merito del tastierista Tony Pagliuca, il quale, andato in Inghilterra nel tentativo (fallito) di procurarsi un esemplare del nuovo strumento chiamato “sintetizzatore”, ne tornò privo dello strumento, ma pieno di nuove idee musicali da importare nella madre patria.
Collage risulta importante sia per il sopra citato motivo, sia per il suo possibile utilizzo quale pietra di paragone utile a mettere in luce tutte le contraddizioni del nascente movimento underground, (la band incideva anche per una major, peccato mortale), che già abbiamo sviscerato nelle tre puntate della Storia Del Prog Rock Italiano.

Dal punto di vista prettamente musicale l’album risulta avere ancora delle connessioni con la scena Beat degli anni sessanta, ma contemporaneamente ne segna il superamento mediante l’uso massiccio di tastiere, arrangiamenti volti al sinfonico e lunghe fughe strumentali ben evidenziate dal lavoro in sede di produzione da parte di Giampiero Reverberi e dal massiccio ascolto dei Quatermass.
A tutto ciò venivano abbinati dei testi a forte sfondo sociale, trattati però in maniera che molti potrebbero definire paternalistica, se non reazionaria rispetto ai tempi e rispetto al nascente movimento della Controcultura, provocando pertanto una aperta ostilità della nuova Inteligencja che porterà a contestazioni aperte in occasione di molte ed importanti manifestazioni live, queste ultime limitate anche dalle contenute possibilità espressive di una line-up che all’epoca si schierava a tre.

Aperto con un pezzo come Collage -brano in forte debito con gli ELP, ma anche con un gusto tutto italiano della melodia (troppo?) orecchiabile impreziosita però da un richiamo alla Sonata K 380 di Scarlatti.
L’album proseguiva con Era Inverno, molto valido musicalmente, (in particolare nella parte con l’hammond e la batteria in evidenza), e con un testo riguardante un dialogo tra una prostituta ed il suo cliente trattati con un taglio delicato ed in controtendenza su una sensibilità sociale a certe tematiche molto più concreta e per altro ancora in forma embrionale.
A seguire quello che considero il vertice di Collage, ossia Cemento Armato,un brano di sapere ecologista la cui struttura funziona ancora a distanza di tanti anni a testimonianza della sua intrinseca validità sia musicale.
Il primato di miglior pezzo del lotto viene però messo in discussione da Sguardo Verso Il Cielo; pezzo ottimamente costruito ed arrangiato con una ottima chitarra acustica a conferire una dimensione onirica al tutto.

Evasione Totale è più free, con alcune buone improvvisazioni quasi Jazzate. Immagini è tristemente delicata, mentre la closer Morte di un Fiore riporta in primo piano tutti i pregi e i difetti della diatriba filosofica Le Orme Vs. Controcultura affrontando la tematica dell’aborto schierandosi contro in un momento in cui il movimento femminista cominciava ad acquistare quel peso e quel potere che sarebbe sfociato nei movimenti del 74/75.

Band sostanzialmente cattolica ed effettivamente reazionaria rispetto ai fermenti del periodo in cui operò ed ottenne i maggiori successi, il loro misticismo fuori contesto li ostacolò non poco facendoli apprezzare maggiormente all’estero che non in Italia.
La questione se furono o meno tra le band più rappresentative del movimento Prog puro è ancora aperto, ma il tempo ha complessivamente reso loro giustizia, ed oggi possibile considerare anche Collage per quello che è e liberi da condizionamenti sociali: un ottimo disco.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
79.01 su 64 voti [ VOTA]
Area
Giovedì 24 Novembre 2016, 16.05.58
15
Bellissimo! Il primo disco Prog delle Orme é un capolavoro della musica TUTTA, come del resto anche i due successivi. Ogni tanto qua e là il passato Psichedelico/Beat della band torna a farsi sentire, difatti é un album con una certa vena Pop e si lascia ascoltare molto facilmente. Bello dall'inizio alla fine. Anche se la mia preferita é "Sguardo verso il cielo". Fondamentale!
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 15.07.44
14
Quando l'Italia dominava...
Andrea
Martedì 1 Aprile 2014, 22.33.25
13
Avere 18 anni ed impazzire per questo disco e tutto il prog italiano... uno sguardo verso il cielo è troppo spettacolare, ti fa volare, e suonarla ti senti ancora più in alto, ciao a tutti!!
Raven
Giovedì 10 Novembre 2011, 11.23.52
12
prima o poi lo faremo.
Macbeth
Giovedì 10 Novembre 2011, 0.02.51
11
Adoro questo disco, musica da brivido e temi ancora oggi più che attuali! La copertina del disco è qualcosa di pauroso se si considera l'anno di uscita...p.s. perché non recensite anche UOMO DI PEZZA???
Electric Warrior
Mercoledì 19 Gennaio 2011, 17.01.36
10
Ottima recensione e ottimo disco, grandi Orme e grande Rock Progressivo Italiano!
claudio
Domenica 30 Maggio 2010, 10.59.48
9
conobbi le orme, cosi per caso quando mi comprai una cassetta audio nel lontano 1974, il titolo era "le orme in concerto". mi piacque cosi tanto che (avevo solo 14 anni) acquistai anche collage. da allora piano piano acquistai tutta la discografia. grande periodo per tutta la musica ,anche quella italiana.
born_too_late
Sabato 24 Aprile 2010, 12.35.17
8
Disco fantastico, amore totale come con Felona e Sorona. Saranno stati anche snobbati dalla controcultura, ma il tempo è il miglior giudice..i loro testi sono sempre attuali e godibili, amen.
pincheloco
Venerdì 23 Aprile 2010, 16.47.40
7
Ciao Richard.....VECCHI???? Si ma ciovani ciovani dentro.Alla prossima, è sempre un piacere.
Richard
Venerdì 23 Aprile 2010, 15.11.04
6
Ciao Pinche... quando si parla di prog VOI VECCHI spuntate tutti come lumache dopo la pioggia.... besos =:+]
pincheloco
Venerdì 23 Aprile 2010, 14.42.20
5
Grande band e grande disco. Poco importa se non erano totalmente prog (per me lo erano comunque). Disco fondamentale. Uno sguardo verso il cielo rimane una delle più belle canzoni mai prodotte da un gruppo italiano.
hm is the law
Venerdì 23 Aprile 2010, 11.48.28
4
Cemento Armato è prog allo stato puro!
Richard
Venerdì 23 Aprile 2010, 10.41.10
3
Togli pure -credo- ...
Raven
Venerdì 23 Aprile 2010, 10.12.32
2
Si, la mia era una disamina storica perchè all'epoca era -credo- quasi impossibile estrapolare un disco dal contesto sociale, ma piacciono molto anche a me, (come da voto)
Richard
Venerdì 23 Aprile 2010, 9.46.44
1
Non sto a dibattermi su questioni di lana caprina; ame (noi) piacquero parecchio senza domandarci di quale genere o parrocchia fossero. Consumai 3 o 4 vinili a forza di ascoltarli e, forse, entrarono subito nell'immaginario collettivo proprio per la loro "facilità" e italica melodia. Non parteciparo MAI a festival pop per questo furono invisi a certa "sinistra militante" ma tant'è... Li ascolto sempre volentieri anche dal vivo; 3 volte solo l'anno scorso. Resta comunque sempre un disco piacevole che resiste nel tempo... Brao Galina !!!
INFORMAZIONI
1971
Philips
Prog Rock
Tracklist
1 - Collage
2 - Era inverno
3 - Cemento Armato
4 - Sguardo verso il cielo
5 - Evasione Totale
6 - Immagini -
7 - Morte di un fiore
Line Up
Aldo Tagliapietra - voce, basso, chitarra acustica
Antonio Pagliuca - Hammond, pianoforte elettrico
Michi Dei Rossi - batteria, percussioni
 
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