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Wuthering Heights - Salt
( 1600 letture )
Secondo album nel 2010 per Nils Patrik Johansson, già visto negli Astral Doors; i Wuthering Heights costituiscono la sua espressione più vicina al power. Tratto caratterizzante resta ovviamente la voce di Johansson, che qui cerca meno di assimilarsi a Ronnie James Dio per ampliare le sue risorse melodiche. Il frontman si affianca a membri di Manticora e Lòch Vostok, andando a creare un amalgama sonoro di qualità eccellente: la vera alternativa al “forever happy”?

L’intro, Away, riesce a collocarsi al di fuori dei clichées, in quanto costituisce a tutti gli effetti la prima parte -cantata- della successiva The Desperate Poet. Rispetto alla canonica intro sinfonica, un bel miglioramento. Si nota come le melodie siano intricate e accentuate, costruite con cura e perizia; ed è davvero Johansson l’attrazione principale, nonostante il guitar work essenziale e di qualità. Cambi dinamici e ritmici aggiungono valore ad un grande incipit. Plumbea è The Mad Sailor, salvo svelare linee aperte con grande naturalezza e immergersi in arrangiamenti interessanti, presi per mano dal tuttofare Erik Ravn, che suona la chitarra, contribuisce alle stesure di basso e tastiera e canta tutti i cori insieme a Johansson. The Last Tribe è articolata e variegata: si apre con un brevissimo recitato, alza il ritmo con un tessuto tipicamente power, rallenta nella strofa, inserisce elementi epic, trova aperture folk e cita la beneamata Balls to the Walls degli Accept, vi lascio scoprire dove; la parte centrale alza nuovamente il ritmo, forse un po’ a sproposito, ma ha il pregio di non annoiare mai. Ancora melodie di alto livello in Tears, e ancora songwriting studiatissimo: decisamente non mancano le basi teoriche, che riescono peraltro a non appesantire l’ascolto, ma a renderlo anzi più vivo e fresco. È davvero notevole la quantità di stimoli forniti da ogni brano: non fa eccezione Weather the Storm, che ha la tendenza a strozzarsi eccessivamente, ma senza castrare le linee di chitarra, molto aperte. Anche The Field fa la sua parte, con un delicatissimo lavoro di tastiere ad impreziosire vocals convincenti e trascinanti, anche se forse c’è qualche carenza nel lavoro solista, per una volta in formato standard. Water of Life è due minuti di poesia, di toni medievali che costituiscono il preludio alla lunga, lunghissima Lost at sea, che tentiamo di raccontare. Intanto è doveroso porla come compimento di tutte le suggestioni marine trovate sin qui -il Sale del disco non è di certo quello da tavola. A due minuti di power ad altà velocità segue una fase mista arpeggiata-spezzata che ricrea le onde dell’alto mare, con una nuova accelerazione che contiene l’ebbrezza della tempesta e del rischio e un’apertura da applausi per il coro. La forza morale di chi, solo in mezzo al mare, non si arrende colora il brano: nella vita, canta Johansson, per quanto possiamo sentirci perduti dobbiamo continuare a cercare il nostro approdo. Uno stacco di basso e un crescendo da zero rafforza le similitudini con l’immortale Rime of the Ancient Mariner, senza peraltro far dubitare dei Wuthering Heights, che pongono un macigno di qualità eccelsa nella memoria dei fan.

Album di livello strepitoso, Salt paga a volte -raramente, va detto- un’eccessiva voglia di stupire e cambiare. Ma quasi mai alla sensazione di stupore non si accompagna anche un piacere nient’affatto intellettuale legato alle melodie, davvero di grande spessore. Un disco da far sentire a chi dice che nei generi “canonici” (heavy e power) non ci sia più nulla da dire.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
40 su 34 voti [ VOTA]
W.Axl
Domenica 3 Marzo 2013, 22.30.57
9
Gruppo cazzutissimo, che cerca di proporre qualcosa che faccia risollevare la concezione di power moderno da "pop con le chitarre distorte". E' un disco ambizioso, ma completamente riuscito. Voto 85 e spero che esca un nuovo lavoro a breve perché 3 anni per lavorarci non sono pochi. Concordo con il recensore sul fatto che il cantante si ispiri molto a RJ Dio, ma l'influenza è positiva e non una "brutta copia".
Master
Sabato 22 Ottobre 2011, 20.07.18
8
Dopo un anno abbondante confermo che l'album in questione è capitato spesso nel lettore cd! grandi WH! ho letto dalla loro pagina fb che forse tornano a comporre, mentre avevano detto tempo fa che non era per niente scontato che pubblicassero altri cd, a causa delle condizioni di salute non ottime del frontman Erik Ravn! Ora ho tutta la loro discografia, e per i miei gusti quest'ultimo se la gioca con "Far from the madding crowd", mentre gli altri sono qualitativamente inferiori....però mi piacerebbe vedere le recensioni sul sito prima o poi! gruppo da sostenere.
Master
Sabato 9 Ottobre 2010, 15.11.07
7
Non l'ho ancora sentito benissimo, ma vi dico solo che dopo un primo rapido ascolto sono letteralmente corso ad ordinarlo...mi sembra fuori dai canoni (per essere power) e gradevolissimo!
Fabio
Mercoledì 6 Ottobre 2010, 9.57.52
6
Difficile di questi tempi trovare un lavoro power apprezzabile sin dal primo ascolto. Ed eccone un esempio! Voto 85
Fabio
Mercoledì 6 Ottobre 2010, 9.57.51
5
Difficile di questi tempi trovare un lavoro power apprezzabile sin dal primo ascolto. Ed eccone un esempio! Voto 85
Filippo Festuccia
Giovedì 17 Giugno 2010, 23.03.56
4
@Andrea: veramente un?
Andrea
Giovedì 17 Giugno 2010, 22.02.05
3
I will dance on the gunwale, as the ship's going down I will write no solemn epitaphs For a world that's gone insane When there is no tomorrow, even then will I know That as long as the minstrels are playing All is not in vain. Questo gruppo per me è stata una scoperta eccezionale. Scoperto quest'anno per caso mi ha saputo suscitare emozioni che solo i capolavori del passato hanno darmi. Questo cd è veramente stupefacente, riesce a trasmettere con la musica immagini e solo pochi artisti riescono a fare. Sotto la coperta del power metal si nasconde un disco enorme, con una cura compositiva decisamente superiore alla media che va apprezzata con molteplici ascolti, rimanendo tuttavia gradevole al primo. COINVOLGENTE E TRASCINANTE! Veramente un
arh
Domenica 25 Aprile 2010, 2.12.30
2
Una promessa del Power!
Quorth_on
Sabato 24 Aprile 2010, 12.41.05
1
In sintonia con il recensore. Disco dalle melodie originali e coinvolgenti.
INFORMAZIONI
2010
Scarlet Records
Power
Tracklist
1. Away!
2. The Desperate Poet
3. The Mad Sailor
4. The Last Tribe (Mother Earth)
5. Tears
6. Weather the Storm
7. The Field
8. Water of Life
9. Lost at Sea
Line Up
Nils Patrik Johansson (Vocals)
Erik Ravn (Guitar, Bass Guitar, Keyboards, Vocals)
Martin Arendal (Guitar)
Andreas Lindahl (Keyboards)
Teddy Möller (Bass Guitar)
Morten Gade Sørensen (Drums)
 
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