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Tarot - Gravity of Light
( 3412 letture )
In attesa di un prossimo album dei Nightwish (che vi abbiamo svelato in una news essere destinato a 2011 inoltrato), i fan del barbuto cantante e bassista Marco Hietala avranno senz’altro messo gli occhi su questa ottava fatica in studio dei suoi Tarot. Purtroppo è mio compito dissuaderli dal pensiero dell’acquisto: Gravity Of Light è fiacco che più fiacco non si può. Traccia dopo traccia, tentare di trovare spunti degni di nota è arduo, troppo per un platter che in sé ha già appeal basso. Le principali note stonate (in senso letterale) arrivano dalla voce di Tommi Salmela, inadeguato nel supportare il frontman con quella che sembra un’orribile imitazione del peggior Ozzy Osbourne. Invenzioni melodiche rilevanti non ve ne sono, e quel poco di buono che i fratelli Hietala tirano fuori viene seppellito sotto tonnellate di banalità senza senso: forse il vero talento dei Tarot consiste nel mandare una canzone a farsi benedire dopo una trentina di secondi.

La prima metà dell’album è quanto di peggio abbiamo sentito in tempi recenti: fino a Magic and Technology è una corsa al piattume, senza una, e dico una, melodia in grado di permeare l’orecchio dell’ascoltatore. Alcuni echi e richiami sono a dir poco clamorosi (Tolsa deve essere un grande fan dei Nightwish…) e fiaccano ulteriormente un disco vessato da tanti difetti, non ultimo un sound confuso e non in grado di privilegiare le componenti melodiche, con un risultato che si avvicina concretamente all’incarnazione della noia. Una delle poche cose che ci fa tirare un sospiro di sollievo è il pensiero che, in fondo, Marco Hietala ha un peso minimo nel songwriting dei Nightwish: almeno da loro possiamo aspettarci qualcosa di più.

A favore di Gravity Of Light va detto che, a differenza di molti album, migliora sulla distanza, sfoderando i suoi colpi migliori nella seconda parte: certo, siamo lontani da uppercut vincenti, ma talvolta bisogna accontentarsi. Calling Down the Rain, a dispetto del titolo, è un raggio di sole, una tenue speranza di poter ascoltare qualcosa di compiuto; e Gone, i cui sette minuti ci incutevano timore a prescindere, si dimostra in realtà brano godibile nel suo manierismo. La differenza la fa qualche melodia qua e là, qualche riff meglio pensato, qualcosa che ci eviti di annegare in un acquitrino scialbo e detestabile: ma non è una sensazione costante, e troppo spesso l’ascoltatore è abbandonato a se stesso. E districarsi diventa arduo, in un disco realizzato senza un quid d’artista che lo elevi al di sopra di un prodotto qualsiasi: basta il nome di Marco Hietala per convincere i fan? Spero di no.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
25 su 16 voti [ VOTA]
Emiliano
Domenica 25 Aprile 2010, 14.24.21
3
è davvero un album senza ne capo ne cosa.senza mordente,davvero poco ispirato..concordo pienamente cn la recensione..
Filippo Festuccia
Domenica 25 Aprile 2010, 11.50.05
2
Guarda, magari se a te piace il loro stile lo troverai un disco sopra la sufficienza, anche se nettamente inferiore a CFB. Quindi io lo sconsiglio, ma non in senso assoluto
Room 101
Sabato 24 Aprile 2010, 19.58.15
1
Peccato.....lo aspettavo con ansia questo disco...avevo scoperto i Tarot tardi, ai tempi di Crows fly Black che avevo adorato..come tutti i dischi del passato del resto....credo che la recensione negativa potrà solo posticipare l'acquisto, visto che comunque il disco mi incuriosisce, anche nel male.
INFORMAZIONI
2010
Nuclear Blast
Power
Tracklist
1. Satan is Dead
2. Hell Knows
3. Rise!
4. Pilot Of All Dreams
5.Magic and Technology
6. Calling Down the Rain
7. Caught in the Deadlights
8. I Walk Forever
9. Sleep in the Dark
10. Gone
Line Up
Marco Hietala (Vocals, Bass)
Tommi Salmela (Vocals, Sampler)
Zachary Hietala (Guitar)
Janne Tolsa (Keyboards)
Pecu Cinnari (Drums)
 
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