Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

The Ocean
Phanerozoic I - Palaeozoic
Demo

Derdian
DNA
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

11/12/18
SCARLET AURA
Hail to You!

11/12/18
ADAESTUO
Krew Za Krew

13/12/18
MIND ENEMIES
Mind Enemies

14/12/18
CURRENTS
I Let The Devil In

15/12/18
SPEED KILLS
Speed Kills

15/12/18
YSENGRIN/STARGAZER
D.A.V.V.N.

21/12/18
BLOOD FEAST
Chopped, Diced and Sliced

21/12/18
JON SCHAFFER`S PURGATORY
Purgatory

21/12/18
WITCHING HOUR
...And Silent Grief Shadows the Passing Moon

23/12/18
BOLTHORN
Across the Human Path

CONCERTI

10/12/18
RISE OF THE NORTHSTAR + DOPE D.O.D.
LEGEND CLUB - MILANO

10/12/18
THE DEAD DAISIES
REVOLVER - SAN DONA DI PIAVE (VE)

11/12/18
CLUTCH
FABRIQUE - MILANO

11/12/18
H.E.A.T + ONE DESIRE + SHIRAZ LANE
LOCOMOTIV CLUB - BOLOGNA

14/12/18
EXODUS + SODOM + DEATH ANGEL + SUICIDAL ANGELS - MTV Headbangers Ball Tour
PHENOMENON - FONTANETO D'AGOGNA (NO)

14/12/18
NANOWAR OF STEEL
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

14/12/18
OPERATION MINDCRIME + GUEST
TEATRO CARIGNANO - GENOVA

14/12/18
NOVEMBRE + LES DISCRETS
ARCI TOM - MANTOVA

15/12/18
WITHIN TEMPTATION
FABRIQUE - MILANO

15/12/18
NANOWAR OF STEEL
REVOLVER CLUB - SAN DONA DI PIAVE (VE)

Psychotic Waltz - Into The Everflow
( 3746 letture )
Realizzare un degno successore di un album eccezionale come A Social Grace era impresa non da poco anche per un gruppo come gli Psychotic Waltz. Le cose si erano poi ulteriormente complicate a causa di una brutta caduta subita da Dan Rock, che gli impedì di suonare per circa otto mesi, rimanendo per un altro periodo costretto anch’egli su una sedia a rotelle come l’altro chitarrista Brian McAlpin. Ad ogni modo, la band riuscì a stringere i denti, e con un grosso sforzo finanziario si trasferì in Germania andando a vivere in un antico castello durante tutto il periodo delle registrazioni, affidando, peraltro, la produzione del disco a Ralph Hubert dei Mekong Delta. La band riuscì anche ad avere un contratto con una piccola etichetta, la Dream Circle e a dispetto di tutte le difficoltà, l’album fu portato a termine, anche stavolta con risultati eccellenti, tanto che, benché accolto tiepidamente in patria, raccolse consensi entusiasti in Europa, consentendo loro di condurre due tour da headliner, con shows della durata anche di due ore e mezza.

Se A Social Grace era talmente inarrivabile da poter dare l’impressione di essere stato realizzato da esseri di un altro pianeta, con Into the Everflow la band si sforza di tendere verso sonorità più “umane”, benché l’album mantenga comunque una certa complessità di fondo. Inoltre, si riscontra qualche evidente differenza relativamente al sound: in particolare, il compito svolto da Ward e Norm è sicuramente più coordinato e correlato; Buddy si sforza di dare interpretazioni ancora più emotive e cariche di pathos; il lavoro chitarristico di Dan e Brian è a tratti trascendentale, tanto che nel complesso davvero si stenta a credere che il disco sia stato realizzato nel 1992, risultando almeno un decennio avanti rispetto a quell’epoca.

L’album si apre con Ashes, brano che possiamo idealmente considerare suddiviso in almeno due parti: la prima parte, caratterizzata da una massiccia presenza di tastiere dalle sonorità spaziali; nella seconda parte s’inseriscono invece le parti vocali, vagamente riecheggianti il David Bowie dei primi anni ’70. Inizia subito con un pounding molto deciso la successiva Out of Mind, un pezzo molto heavy e fortemente progressivo, in perfetto Psychotic-style, dove però Buddy sceglie di cantare con voce alta e straziata, creando così un effetto dissonante, dovuto alle finte armonie che s’intersecano tra loro, davvero di difficile interpretazione. Tiny Streams è sinistra e dichiaratamente sabbathiana (addirittura i Black Sabbath vengono esplicitamente menzionati nel testo), ma vede anch’essa la presenza di diversi temi, mantenendo comunque sempre un incedere lento e solenne. La title track, sognante e malinconica, è un brano di lunga durata (oltre otto minuti), che si apre con un inconfondibile arpeggio per poi procedere con un irresistibile crescendo, tanto da poterlo considerare uno dei loro pezzi più emozionanti nonchè uno degli apici del loro songwriting. Little People è un altro grandissimo esempio di metal prog, con dei riffs intricatissimi, assoli spiazzanti, ritmi sincopati e dalla complessa periodicità. Più delicata Hanging on a String, canzone dalle bellissime melodie con un raffinato assolo nella parte centrale. Si torna a sonorità decisamente più progressive con la successiva Freakshow, un altro brano complesso, particolarmente coinvolgente ma assolutamente geniale ed imprevedibile. La chiusura di questo straordinario disco viene affidata (così almeno nella versione originale) a Butterfly, altro splendido pezzo (il più lungo dell’album, dato che supera i nove minuti), caratterizzato da un intermezzo ricco di percussioni suonate da Norm, Dan e Buddy, risultando davvero carico di groove.

Nelle ristampe che la Metal Blade europea ha realizzato nel 2004, quando l’etichetta riuscì ad acquisirne i diritti, sono state incluse una bonus track, Disturbing the Priest, cover dei Black Sabbath e un secondo disco, comprendente il demo di Into the Everflow, composto da sei brani (in pratica mancano i primi due, Ashes ed Out of Mind) e il demo uscito sotto il monicker Aslan, prima che la band cambiasse nome (di cui solo Spiral Tower verrà inclusa nel primo album).

Into the Everflow rappresenta dunque l’ennesimo capolavoro della band di San Diego e un must assoluto per ogni amante del metal prog.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
56.64 su 39 voti [ VOTA]
Pinco Pallino
Venerdì 31 Marzo 2017, 18.27.00
4
Anch'io l'avevo acquistato nella primavera del 93 ed allora come ora lo reputo un capolavoro ispiratissimo e con atmosfere che possono si ricordare queensryche e fates warning ma con una direzione personale. Peccato non siano più riusciti ad esprimersi sugli stessi livelli con gli album successivi. Voto 100
devon graves
Martedì 26 Giugno 2012, 11.21.49
3
Ho acquistato il disco all'inizio del 93 e ancora oggi a distanza di quasi 20 anni, a mio parere, non accusa minimamente il segno del tempo che passa. Per affinità stilistiche ed emozioni sonore reputo molto vicino questo capolavoro a rage for order dei queensryche e perfect symmetry dei fates warning. VOTO 99
Mickelozzo
Giovedì 1 Marzo 2012, 14.31.31
2
Presa ristampa dell'opera omnia. Il mio preferito resta Bleeding, ma anche questo e` un signor album. Voto 90. Complesso, oscuro, molto elaborato, non cerca la facile orecchiabilita` ma ti avvolge con le sue melodie melliflue e disturbanti. Belelissima "Freakshow".
Broken Dream
Giovedì 29 Aprile 2010, 0.33.07
1
Disco Capolavoro!!
INFORMAZIONI
1992
Dream Circle Records
Prog Metal
Tracklist
1.Ashes
2.Out of Mind
3.Tiny Streams
4.Into the Everflow
5.Little People
6.Hanging on a String
7.Freakshow
8.Butterfly
Line Up
Dan Rock – guitars, keyboards, piano & percussion on “Butterfly”
Buddy Lackey – vocals, percussion on “Butterfly”
Norm Leggio – drums & percussion
Brian McAlpin – guitars
Ward Evans – bass
 
RECENSIONI
75
90
100
ARTICOLI
08/03/2011
Live Report
SYMPHONY X + NEVERMORE + PSYCHOTIC WALTZ + MERCENARY
Viper Club, Firenze, 05/03/2011
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]