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The Foreshadowing - Oionos
( 5946 letture )
If the radiance of a thousand suns were to burst at once into the sky, that would be like the splendor of the mighty one... Now I am become Death, the destroyer of worlds.

Se si dovesse riassumere questo disco in una sola frase nessuna sarebbe più appropriata della precedente: il verso dell'antico testo vedico “Bhagavad-Gita” recitato da Robert Oppenheimer nel momento esatto in cui la sua “Trinity” detonava ad Alamogordo cambiando per sempre la storia dell'umanità.
Fino a quell'istante il fisico americano non aveva ancora pienamente realizzato cosa lui e tutti i membri del progetto Manhattan, i migliori scienziati americani di quel periodo, avessero concepito e quanto questo enorme progresso della scienza avrebbe influito sulla vita di tutta la popolazione mondiale.
L'energia di uno dei più bassi livelli della materia imbrigliata per creare la più devastante arma da guerra mai esistita che da lì a poco, in mano alle grandi potenze, farà sprofondare la terra in uno stato di tensione perenne in cui un solo errore avrebbe inevitabilmente condotto all'Apocalisse.
Nei cieli di un concept che racconta di un mondo in cui l'Armageddon è nell'aria, come un cupo presagio di morte vola l'Oionos, l'avvoltoio per gli antichi Greci, che dall'alto scruta quel patetico genere umano sull'orlo dell'autodistruzione, pronto a cibarsi della sofferenze che verranno.

Così tornano dopo tre anni i The Foreshadowing; la band capitolina dimostra ampiamente che in ambito di gothic doom l'Italia non ha proprio nulla da invidiare a nessuno; il lavoro che mi appresto a recensire ha per il sottoscritto la stessa dignità di lavori di act ben più blasonati quali Paradise Lost o My Dying Bride, e tacciatemi pure di campanilismo ma sono questi i gruppi che che ti rendono fiero di essere italiano, che ti fanno pensare che al di là della degenerazione della nostra cultura c'è ancora qualcosa che si salva; paradossale che la speranza arrivi da un disco in cui, per contenuti, non se ne scorga affatto, non trovate?

Cos'è nei fatti Oionos? Un insieme di riff oscuri, spesso heavy, partoriti dalle dita di Alessandro Pace (ex-Klimt 1918) supportati dall'ottima ritmica di Andrea Chiodetti e dalla onnipresente batteria di Jonah Padella, che dimostra di saper spaziare da partiture più sostenute con doppio pedale fino a linee meno invasive, “tranquille” ma perfettamente aderenti alle canzoni; alle spalle di una tale architettura sonora la tastiera di Francesco Sosto regala sprazzi di malinconia e inquietudine, oltre ad emozionanti passaggi di pianoforte solista. Per quanto riguarda la voce le lodi non si interrompono: la tonalità bassa e profonda di Marco Benevento, sempre pulita, è estremamente espressiva, non c'è nessun passaggio particolarmente forzato o ardito; che questa sobrietà non venga però interpretata come un punto a sfavore! Magari cantanti simili fossero più conosciuti nel “Belpaese” (pronunciare con amara ironia).

Ho come l'impressione che scendendo nel dettaglio delle singole tracce il livello di gradimento di queste ultime sarà estremamente soggettivo; il livello generale è altissimo, comunque tale da non impedire ai lettori (a ragion veduta) di segnalare come migliori e più emozionanti canzoni completamente diverse da quelle che magari indicherei io. The Dawning, l'apertura del disco, inizia con una marcia guidata dal rullante che ci conduce ad una serie di riff convincenti, un assolo perfettamente in tema con la canzone ed un mood terribilmente malinconico dettato dalle tastiere; del resto come vi sentireste a vedere l'alba sul vostro mondo in rovina?
Oionos invece è più corposa, dalle ritmiche più regolari, con una batteria che fa largo uso dei crash ed una voce narrante in greco in chiusura alquanto suggestiva; arriviamo a Survivors Sleep, canzone atipica per questo disco, lenta, basata tutta sul pianoforte e sulla voce di un Marco quanto mai ispirato e capace di emozionare (continua a passare molto spesso nelle cuffie del mio lettore mp3); la successiva Chant Of Widows è invece tutto il contrario, veloce sopratutto nella ritmica e con il riff migliore dell'album, chiusa da una simpatica chicca: l'effetto “rumore della puntina alla fine del vinile”.
Ci sono molte peculiarità nelle ultime 3 tracce: in Hope. She's In The Water è presente un estratto del discorso che il presidente americano Roosevelt pronunciò per sancire l'ingresso in guerra degli USA contro l'impero giapponese in seguito all'attacco a Pearl Harbor, in quel 7 dicembre del 41 che il mondo ricorderà sempre come “Il giorno dell'infamia”; è presente poi la curiosa cover della canzone Russians di Sting rivista in chiave doom, tra l'altro molto ben fatta ed assolutamente non fuori contesto con le tematiche del disco; chiude Revelation 3:11 strumentale ispirata all'omonimo passo dell'Apocalisse con in sottofondo alcune registrazioni dei discorsi di Robert Oppenheimer.
Impeccabile la registrazione, e per spiegare una tale qualità è sufficiente un nome: Finnvox Studios.

Un capolavoro anche l'artwork di Seth Siro (tra l'altro bassista e voce dei Septicflesh), un volto umano circondato da scheletri e altre figure inquietanti, un artista di talento per una band di talento (Siro sarà inoltre già conosciuto dai fan di Paradise Lost, Moonspell, Kamelot, Exodus e Soilwork per averne già curato le copertine).

Quest'album è uscito il 2 aprile, se non l'avete ancora comprato vi consiglio di farlo senza indugi.
Masterpiece.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
79.48 su 84 voti [ VOTA]
Claudio
Domenica 28 Luglio 2019, 20.33.16
11
Capolavoro di classe rara
marco
Sabato 1 Maggio 2010, 15.12.57
10
e c'e' ancora chi si sorprende del valore della scena metal italiana!!!
NagasH
Sabato 1 Maggio 2010, 11.22.24
9
Disco di una bellezza e delicatezza rare...ho anche ristabilito un pò di giustizia dando 99, ma comunque il mio voto è decisamente intorno ai 90
fabriziomagno
Sabato 1 Maggio 2010, 10.21.29
8
ho il precedente Days of Nothing ed è un gran bell'album, questo ancora me lo devo procurare ma le cose sentite in giro promettono molto bene. Ovvio che c'è qualche idiota che si diverte coi voti...
Mika
Sabato 1 Maggio 2010, 2.34.28
7
Ho ascoltato qualcosa su Myspace. Mi sono sembrati davvero maturi e intensi. Ottima rece, il voto dei lettori a mio avviso è fuorviante...
Arekusu
Sabato 1 Maggio 2010, 0.34.47
6
Mah, a me la recensione ha incuriosito parecchio, nonostante il genere non sia proprio il mio preferito. ORa mi cerco il myspace...
Vittorio
Venerdì 30 Aprile 2010, 23.56.05
5
60.25 di media dopo 4 voti? Vergognoso. C'è gente in giro che di musica ne capisce pochino....
Khaine
Venerdì 30 Aprile 2010, 0.31.09
4
Gli How Like A Winter me li ricordo, ma onestamente non so proprio che fine abbiano fatto. Mumble mumble...
andrea
Giovedì 29 Aprile 2010, 23.59.39
3
i pezzi nuovi su myspace mi piacciono già più del debut. bravissimi Foreshadowing! ma sentite, gente di metallized: e i miei amatissimi How like a Winter (in cui militava il caro Benevento)? non se ne sa più niente? su myspace non mi hanno mai riposto e ho scritto loro diverse volte... sarebbe bello, in un'eventuale intervista, leggere qualche novità... visto che secoli addietro sul loro forum, su cui scrivevamo io e loro (!) mi avevano detto che il loro come-back era alle porte... scusatemi tanto per l'immane OT e ignoratemi se volete eh. comunque, nuovamente applausissimi per i Foreshadowing.
Vlaew
Giovedì 29 Aprile 2010, 22.46.16
2
Davvero ottima recensione
Vittorio
Giovedì 29 Aprile 2010, 21.55.58
1
La migliore band uscita in Italia negli ultimi anni! PS Recensione ottima!
INFORMAZIONI
2010
Cyclone Empire
Gothic
Tracklist
1. The Dawning
2. Outsiders
3. Oionos
4. Fallen Reign
5. Soliloquium
6. Lost Humanity
7. Survivors Sleep
8. Chant Of Widows
9. Hope. She's In The Water
10. Russians (Sting's Cover)
11. Revelation 3:11
Line Up
Marco Benevento - Voce
Alessandro Pace - Chitarra
Andrea Chiodetti - Chitarra
Francesco Sosto - Tastiere, Backing Vocals
Jonah Padella - Batteria
 
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