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Hateful - Coils Of A Consumed Paradise
( 2519 letture )
E questi da dove cavolo spuntano fuori!?

Provengono dalla nostra amata penisola e più precisamente da Modena gli Hateful, l'ennesima ottima realtà che va ad infoltire una sempre più crescente (e di qualità aggiungo) scena death italiana. Ammetto, scusandomi per l'ignoranza, di non aver mai sentito parlare dell'act prima che mi arrivasse tra le mani il loro disco d'esordio Coils Of A Consumed Paradise; di contro sono subito corso sul loro myspace per carpire qualche informazione in più da condividere con voi lettori. Ne esce fuori che la prima incarnazione della band risale addirittura al lontano 1997 grazie al membro fondatore Daniele Lupidi, unico sopravvissuto ai numerosi cambi di line-up. Dopo un mini ed uno split-cd realizzato nel 2006, arriviamo ai giorni nostri con l'attuale formazione a tre e questo full registrato lo scorso anno, evidentemente frutto di anni di gavetta e numerosi concerti in giro per il Bel paese.

Passione, è questa la parola chiave, il comun denominatore di Coils Of A Consumed Paradise, a cominciare dallo splendido artwork di copertina realizzato dalle abili mani di Daniele, vero leader e mastermind degli Hateful, per poi passare alla produzione ed ai suoni, sino ad arrivare alla cosa più importante, ovvero la musica, protagonista indiscussa di questo platter. Oggigiorno non è per nulla facile e scontato riuscire a frasi strada, ad emergere e ad essere personali avendo un sound riconoscibile tra la miriade di gruppi in circolazione, eppure, a detta di chi scrive, gli Hateful riescono a centrare questo obiettivo già al primo tentativo, pur pagando dazio per le proprie influenze ai maestri del genere (Morbid Angel su tutti). Vi pare poco?

Inizia così, con la breve, ma intensa strumentale Painting The Abyss il viaggio attraverso Coils Of A Consumed Paradise, un percorso lungo tredici schegge impazzite che faranno la gioia di tutti gli amanti del death metal suonato con grinta, tecnica, energia e passione. Eccola che ritorna questo verbo e il suo significato, il quale, a costo di risultare ripetitivo, racchiude in se la chiave di lettura dell'album. Si sente, si carpisce in ogni solco del cd, in ogni singolo riff, in ogni singola nota. Cali di tensione? Nessuno. Tutti i componimenti hanno qualcosa di interessante da dire, assestate su livelli egregi, ognuna diversa eppure unita alle altre da un sottile filo conduttore. Su tutte The Dawn Of Clarity, con quel suo assolo quasi fuori contesto eppure di una bellezza disarmante, così come la successiva strumentale Zenith Of Despair vero manifesto della musica degli Hateful. In questo brano ci sono tutte le principali caratteristiche dei nostri, ossia atmosfere maligne, stop e ripartenze, accelerazioni al cardiopalma, queste ultime vero marchio di fabbrica del gruppo, che riesce a dare il meglio di se quando le velocità si fanno più sostenute.

Vogliamo parlare dei singoli? Si, perchè lo meritano. Daniele, è inutile ripeterlo, è il principale compositore della band, nonché ottimo chitarrista (qui lo troviamo cimentarsi anche alle quattro corde) che riesce a sfornare una quantità di riffs impressionante accumunati tra loro da una qualità sempre elevata. Dotato inoltre di un ugola che molto si avvicina a quella di David Vincent, dunque malefica ed espressiva al contempo. Massimo invece si occupa anche della fase solista, per la verità poco presente nel platter, ma intensa ed evocativa, se posso fare un appunto alla band è proprio quello di puntare maggiormente sulle doti da solista di Massimo. Personalmente però sono rimasto estasiato dalla prestazione dietro le pelli di Marcello, un vero mattatore che con il suo drumming sempre vario, potente e pastoso è una continua scoperta. Insomma, la parola banale non sembra fa parte del suo vocabolario. Il suo intento dunque è quello di riuscire a donare imprevedibilità e varietà al sound degli Hateful rendendolo longevo nel tempo. Ed è proprio la longevità un altro punto di forza di Coils Of A Consumed Paradise, peculiarità figlia di un songwriting maturo, risultato del duro operato svolto negli anni.

Se a tutto questo aggiungete una resa audio perfetta, lontana anni luce dalle produzioni patinate sempre più in circolazione, perché calzante come un guanto con la proposta musicale (del resto c'è lo zampino di un certo Dan Swano nei prestigiosi Unisound Studios in Svezia), sembra davvero non mancare nulla all'appello.

Come avrete intuito, sono stato letteralmente rapito da questo album. Dategli una possibilità, metabolizzatelo, lasciatevi trasportare dalla furia degli Hateful e vedrete che non riuscirete più a farne a meno.

Passionali.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
47.73 su 30 voti [ VOTA]
Mika
Domenica 9 Maggio 2010, 14.04.32
4
ottima recensione, album pienamente convincente!
Maiden1976
Venerdì 7 Maggio 2010, 23.23.52
3
Provate...per credere!!!
Blackout
Venerdì 7 Maggio 2010, 20.31.15
2
Anche io.
AngelSlayer
Venerdì 7 Maggio 2010, 19.16.00
1
Li proverò sicuramente.
INFORMAZIONI
2010
Horrors Of Yuggoth/Sevared Records
Death
Tracklist
1. Painting The Abyss
2. Annihilate The Flesh
3. Every Impulse Eradicated
4. Chiseled In Our Flesh
5. Built On Nothingness
6. The Dawn Of Clarity
7. Zenith Of Despair
8. Last Days Of Heaven
9. Piercing Through Shadows (Inception)
10. Crimson Legacy
11. Piercing Through Shadows (The Descent)
12. Ocular Devourment
13. Piercing Through Shadows (Mortal Embrace)
Line Up
Marcello Malagoli (Drums, Vocals) Massimo Vezzani (Guitar) Daniele Lupidi (Bass, Vocals, Guitar)


Link & Contatti:
Hateful @Myspace
 
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