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Pensées Nocturnes - Grotesque
( 4147 letture )
Immergersi totalmente nella notte con la giusta colonna sonora può rivelarsi un’esperienza atipica per chi è convinto di essere abituato al fascino del notturno basandosi sul semplice fatto di aver superato la soglia dell’adolescenza o di aver sconfitto la paura del buio; di chi sfodera prontamente i soliti luoghi comuni perché succube di uno sguardo asettico e razionale, completamente cieco alla suggestione della percezione pura dinnanzi alla naturale bellezza del mondo al chiaro di luna. È questa una delle poche, semplici esperienze che presto, troppo presto l’uomo moderno oblia nei meandri della propria memoria sovraccarica di pensieri “adulti”, pensieri che occupano l’intera esistenza senza mai lasciare a briglia sciolta la fantasia, pensieri che decapitano l’immaginazione sul nascere per non perdere del tempo utile –perché il tempo è denaro (non vita)-, pensieri che definiamo realisti, veri, essenziali per la nostra sopravvivenza. È veramente un uomo colui che fa tacere l’istintiva sete di vivide emozioni ingozzandosi di esperienze che ne sono prive? Chi si chiude in un microcosmo abitudinario e metodico che gli preclude una visione notturna, totalmente “altra”, delle cose e del mondo che ci circonda? Colui che non si sporge mai oltre i limiti dell’ordinario?

Grottesco, dal latino grousso tetos, è colui il quale vive come un pacchiano buffone del Ventunesimo secolo, pieno di vane pretese di sopravvivere alla solitudine e alla noia contemporanee. Colui che intrattiene le masse “borghesi” delle nostre città con la sua assurda lotta alla ricerca dei limiti delle convenzioni sociali dell’uomo moderno. Così recita il deplian illustrativo di questo full-lenght, ed è esattamente ciò che potrete sentire attraverso la musica dei francesi Pensées Nocturnes. Qui tutto viene messo in gioco: la percezione del mondo, la comunicazione e rappresentazione artistica, i vostri gusti musicali stessi. La magniloquenza bizzarra di questo prodotto è fatta per intrattenere disorientando: è un incostante puzzle di deliri urbani, un eccentrico labirinto di follie nel quale perdersi equivale a rendersi complici della geniale psicosi di Vaerohn. Preparatevi ad immergervi nelle atmosfere Sette-Ottocentesche di goethiana memoria, al gusto barocco in musica estrema, al delirio di una creatura multiforme, che parla una lingua sconosciuta, irrazionale, per mettere a dura prova il vostro sentire -non solo uditivo-.

Iniziamo a svelare le carte in tavola: musica da camera si alterna a quella d’orchestra in un caleidoscopio infinito di strumenti (archi, fiati, percussioni, campane, fisarmoniche, pianoforte, organo etc.) e le quattro fondamentali del black (batteria, chitarre, basso, voce) si insinuano tra gli spartiti quasi non ci fosse differenza tra i suoni, tra le tonalità stesse che Vaerohn va dipingendo in un unico, delirante affresco. Siamo al Post-black metal per antonomasia: i blast beat vanno ad intrecciarsi con i violini, screams disumani sfumano ora in trionfali marce composte dalla filarmonica, ora mutano in baritonali vocalizzi in pulito che fanno da sfondo a motivetti da circo. Sezioni di psichedelia pura vengono performate da trombe al limite del free-jazz accompagnate da tempi doom e da lamenti strazianti. Assoli che non sfigurerebbero in un prodotto death o thrash metal vanno ad arricchire fraseggi di clavicembalo e contrabbasso. In un’ora di esecuzioni fuori da qualsiasi dialogo finora conosciuto tra la strumentistica dei generi più disparati e improbabilmente commisurabili tra loro (black, doom, classica contemporanea, jazz, folk), la folle, superba genialità di Vaerohn ci accompagna in un incubo ad occhi aperti la cui descrizione track by track è inutile quanto letteralmente blasfema vista la varietà dell’album. Voglio essere sincero e diretto: non aspettatevi assolutamente un approccio (ormai “accademico”) da “musicista” metal alle prese con sperimentazioni azzardate con la musica classica. Questo non è nè un album di –pacchiani- rifacimenti di canzoni famose della musica orchestrale in chiave metal (alla Apocalyptica, Epica et similia), né cover riarrangiate di brani rispolverati (alla S&M). Stiamo parlando di un full length di brani inediti di musica estrema a tutto tondo composta e performata da un unico musicista capace di abbracciare una moltitudine di generi, che dunque richiede all’ascoltatore la necessaria apertura mentale che permette di saltare dalle sonorità baorcche della filarmonica alle mazzate black depressive senza batter ciglio.

La peculiarità delle composizioni sta proprio nella spontaneità delle stratificazioni sonore proposte, nell’accavallarsi di generi in un caos scrupolosamente arrangiato al fine di meravigliarci ad ogni istante, capace di stupire ad ogni battuta anche il più esigente tra gli ascoltatori. E qui sta proprio l’originalità intriseca di Grotesque -come ho tentato di spiegare ad inizio recensione-: la meraviglia istintiva, il fascino puro ed oscuro della notte, la gioia e i dolori dei pensieri che colgono l’uomo di fronte alla natura e a se stesso quando il mondo tace e ci si accorge di quanta sensibilità siamo abituati a celare durante il nostro (soprav)vivere diurno, il riuscire ad esprimere il percepire stesso nelle sue sfumature più differenti: questa è l’arte dei Pensées Nocturnes. Dai trionfi dell’iniziale Vulgum Pecus e di Thokk (tributo al massimo compositore norvegese Edvard Grieg) alla melanconica disperazione di Paria; dalla struggente commovenza di Eros alla spettacolarità da circo di Monosis; ciò che si respira nell’aria notturna di Grotesque è vivida esperienza pura e incontaminata, un’esperienza camaleontica ed unica, in cui ogniuno comprenderà quanto l’uomo moderno si è dimenticato del vero significato dell’arte e della cruciale importanza della comunicazione e della percezione senza limiti, di genere, ettichetta o stile di sorta. Limiti che l’uomo ha creato e si è imposto, e che nella nostra epoca ci si dimentica siano valicabili e figli di un tempo di cui Vaerohn non è certo succube.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
50.03 su 32 voti [ VOTA]
ErikPestilence
Domenica 23 Agosto 2015, 13.48.00
7
Bellissima recensione e disco magnifico.. nemmeno il tempo di ascoltarlo tutto che già ha suscitato in me emozioni molto forti.
Erzsebet Bathory L'Ultima Alba Black Metal
Sabato 6 Ottobre 2012, 16.10.55
6
grandi..... è un full lenght fatto benissimo, originale e creativo, ovviamente il voto dei lettori è inferiore al giudizio del recensore, ed'è solo invidia!!!!! continuate così e strafottetevene della merda \m/
enry
Sabato 24 Luglio 2010, 11.56.53
5
Molto bello e a suo modo originale. La cosa che mi ha convinto meno sono le scream che ho trovato troppo "acide" e poco incisive. Per me non si può ancora parlare di capolavoro, mi fermo al grande disco. 80/100, anche perchè il capolavoro me lo aspetto al prossimo giro.
AngelSlayer
Mercoledì 12 Maggio 2010, 20.20.07
4
Che grande Vaerohn, un capolavoro.
Bloody Karma
Mercoledì 12 Maggio 2010, 8.57.12
3
@Filippo: d'accordo con te su Vacuum, disco molto tronfio e piuttosto confuso in fase di composizione...questo disco è tutta un'altra storia...
Filippo Festuccia
Martedì 11 Maggio 2010, 21.13.46
2
Un grande miglioramento, maledizione. Io ero stato -in tutt'altra sede- una delle poche voci sensibilmente critiche verso Vacuum, che avevo trovato al confine tra arte pura e "vacua" presunzione, più da quest'ultima parte. Questo è il disco che volevo sentire da Vaerohn. Capolavoro.
Bloody Karma
Martedì 11 Maggio 2010, 14.30.23
1
disco che non ho avuto modo di dedicargli gli ascolti necessari ad una completa assimilazione, ma posso cmq fare un paio di considerazioni... 1) rispetto al precedente la componente classica è molto più integrata rispetto alla componente black 2) le atmosfere e l'utilizzo di partiture classiche sono decisamente più interessanti e maggiormente "debilitanti" per l'ascoltatore sicuramente è un disco complesso, difficile da digerire ma senza dubbio MOLTO INTERESSANTE...
INFORMAZIONI
2010
Les Acteurs de l’Ombre Productions
Black/Ambient
Tracklist
1.Vulgum Pecus
2.Paria
3.Rahu
4.Eros
5.Monosis
6.Hel
7.Thokk
8.Suivant
Line Up
Vaerohn - Everything
 
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