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Probot - Probot
( 8449 letture )
Se molti generi e stili musicali -nati anche in epoca recente- stanno lentamente tramontando ed appassendo dando spazio a nuove fusioni stilistiche, il metal dimostra ancora una volta d'essere alimentato da un'energia perpetua ed inesauribile.
Il metal necessita di linfa propria per continuare a vivere, riproponendosi ciclicamente e massicciamente, rimarcando i propri confini territoriali e riconfermando il fatto che il “classico” d'autore potrebbe raggiungere la virtù dell'immortalità.

Dave Grohl -frontman dei Foo Fighters ed ex-batterista dei Nirvana- ha avuto la forza e la fortuna di riuscire ad erigere un'immensa band coinvolgendo le sacre ugole dell'heavy-metal anni ottanta e novanta; la bellezza di questo album sta nella percezione di riconoscenza che Dave vuole dedicare ai padri fondatori del genere, estrapolandone il nucleo e calandosi negli aspetti che resero riconoscibili le band nelle quali hanno militato, adottato equilibratamente gli aspetti puri e peculiari dei maestri da quelli freschi ed innovativi del loro discepolo.

Tutto ebbe inizio nel 2001 quando Dave cominciò ad avvicinarsi ad alcuni cantanti che avrebbero potuto accettare l'iniziativa stilando alcuni brani che valorizzassero per ogni song un sound appropriato ad ognuno di loro, dando forma a quello che sarebbe diventato il progetto Probot.
Tra le ambite mete, rientrarono anche la leggenda del death-metal Chuck Schuldiner, fondatore e unico membro fisso dei Death deceduto per cancro nel dicembre del 2001 ed il frontman degli Slayer, Tom Araya, che rifiutò di partecipare causa conflitti di programmazione.
Nel febbraio 2004 gli ingredienti dell'omonimo Probot, furono resi noti; a molti di noi saranno tremate le gambe nel leggere certi nomi e molti potrebbero aver perso l'uso della parola prodotto dalla semi-paralisi della mandibola.
Il sottoscritto non è solito rimanere a bocca aperta quando viene a conoscenza di certi progetti; le mie prime reazioni sono sempre legate ad uno stato di cautela e freno emozionale, evitando di cadere rovinosamente in giudizi preventivi ed aleatori, riservandomi la facoltà di approfondire al massimo l'ascolto per ricavarne un giudizio ponderato e non condizionato dalla lettura di nomi storici.

Ma entriamo nello specifico.
L'apertura del platter con Centuries Of Sin è affidata al cantante e bassista degli storici Venom, Conrad Thomas Lant soprannominato Cronos, il quale riesce a ricostruire un violento, maligno ed efficace sound chiaramente proiettato sullo style del combo britannico. Questa prima traccia fa emergere immediatamente la capacità di Grohl nell'essere poliedrico e padrone della scena, scandendo ritmiche rapide, potenti ed inusuali per chi conosce la sua storia artistica, dimostrando ancora una volta la sua capacità di penetrare in tutte le situazioni.
La successiva Red War vede come protagonista Massimiliano Antonio Cavalera noto come Max Cavalera fondatore dei Sepultura ed attuale guida dei Soulfly che segue le orme di Cronos riproponendo un sound molto legato al suo passato e sostenuto da un drumming cadenzatissimo e mai calante, brillante e martellante degno dell'ugola che in questo momento presiede il platter.

Non so voi, ma l'unica cosa che sono riuscito a fare al termine di queste due tracce è stata quella di sospirare profondamente e flasharmi di ricordi, ritornando sui passi che hanno definito la mia adolescenza e riflettendo malinconicamente sull'importanza delle impronte lasciate da band diventate ormai un ricordo.

L'ingresso di Shake Your Blood vi farà schizzare d'entusiasmo; il riff d'apertura e la ritmica che lo segue vi faranno subito intuire che al microfono andrete ad ascoltare il notissimo Lemmy Kilmister dei Motörhead sempre coerente al suo stile mantenendo inviolata la ruvidità della voce e ricreando un sound-bass caldo ed avvolgente, perfettamente innestato nel contesto e dalla scoppiettante emotività. Del resto ci ha sempre abituato così.
Particolare l'euforia esplosiva di Access Babylon brano che stilisticamente di allontana da quanto fin ora ascoltato; questa volta alla voce troviamo Mike Dean membro dei Corrosion of Conformity, il quale propone una sfuriata di 87 secondi dalle ritmiche punk-hardcore, definendo una timbrica vocale squillante e tagliente che sovrasta la base ritmica e che verrà accompagnata da riff sporchi, taglienti e deliranti, che lasceranno un'impronta indelebile nella vostra memoria.
Silent Spring vede il texano Kurt Breacht riproporre il caratteristico hardcore-thrash dei Dirty Rotten Imbeciles, sempre incentrato sull'impatto acustico causato di riff pesanti ed amalgamato con una voce in tipico hardcore-style.
Ice Cold Man vi farà rizzare i peli delle braccia grazie alla voce del mastodonte Lee Dorrian dei noti Cathedral e Napalm Deat; un lento e progressivo crescendo di ritmo ed intensità strumentale, apertura molto sabbathania a 2 chitarre che intrecciano le loro note a passi lenti ma maestosi per introdurre un Dorrian che mantiene la cupezza dello style lanciato dai suoi Cathedral.

Arrivato a questo punto del platter, mantenete ben salde le vostre emozioni, perchè sta per sedersi sul trono Re Wino, patriarca del combo doom/stoner-metal, The Obsessed e detentore di uno dei migliori timbri vocali che le mie orecchie abbiano mai sentito. Ad The Emerald Law appartiene una plasticità unica; una introduzione dalle sfumature psichedeliche e dal gusto molto retrò, che verrà ripreso successivamente ad un riffing serrato e potente -presente anche in chiusura- supportato ancora una volta dall'egregio Dave Grohl.
In Big Sky si avverte chiaramente il richiamo alla band svizzera Celtic Frost che fece raggiungere l'apice del successo alla voce di Thomas Gabriel Fischer, detto Tom G. Warrior, che ripropone un sound a cavallo tra un heavy-metal classico ed una fetta di death-metal dalle dense e cupe sonorità; martellanti fin dal primo secondo, sostenuti da una costante dinamicità al limite del sincopato.
Per Dictatosaurus Grohl riesce a coinvolgere Snake dei Voivod, brano dal compatto ed imperscrutabile riffing, aperto ed arieggiato da un eco delle linee melodiche, che donano respiro alla traccia, che in parte ricorda uno spaccato del combo canadese ma sfumato dallo style Grohlliano.
My Tortured Soul si allontana un po' dal sound fin ora adottato e affida la sessione lirica ad Eric Wagner dei Trouble, combo americano doom-metal poco conosciuto ma definito come precursore del loro genere, insieme a band quali Candlemass e Saint Vitus, dai riffing di chitarra che ricordano il più recente Slash, ma adottando una linea melodica molto più pomposa e coinvolgente.
Chiude l'album il noto King Diamond, all'anagrafe Kim Bendix Petersen, conosciuto per i suoi atteggiamenti provocatori e dissacranti con una suggestiva Sweet Dreams che ci regala un ridondante spaccato del più classico heavy metal, facendo correre l'arcigna voce lungo tutta la cupezza sonora.

Pensavate fosse finita qui eh? Scordatevelo, perchè il piacere continua con una traccia nascosta di elevato spessore, ma non vi dico altro, vi lascio nella morsa della curiosità ma non resterete sicuramente delusi.

In conclusione, Probot è un ottimo album, veramente piacevole ed essenziale per chi volesse avvicinarsi alla storia dell'heavy-metal in maniera costruttiva ma soprattuto qualitativa, scoprendo voci storiche che qui non accennano ad innovazioni stilistiche ma che riconfermano la loro solidità artistica.
Tornate sui loro passi e capirete quanto sono stati incisivi per lo sviluppo di questo genere musicale.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
43.67 su 31 voti [ VOTA]
duke
Domenica 18 Ottobre 2020, 22.06.28
18
...album molto valido....tributo al metal....di qualita'....
Aceshigh
Martedì 26 Febbraio 2019, 18.27.38
17
Generalmente non amo molto progetti di questo tipo, ma devo dire che in questo caso faccio volentieri un'eccezione. Album molto "simpatico" che si fa ascoltare sempre volentieri e che dimostra le capacità di Dave Grohl di scrivere pezzi che non hanno niente a che vedere con la sua band madre e che si adattano nella maggior parte molto bene ai cantanti ospiti, parterre molto eterogeneo. Voto 79
Rob 77
Sabato 28 Luglio 2018, 18.01.19
16
Scoperto da poco questo disco non riesco più a smettere di riascoltarlo. Dave Grohl artista che ammiro ha messo in piedi un progetto degno di nota!! Pienamente daccordo con il voto recensione, anzi, personalmente avrei dato un pò di più, tipo un bel 85, il disco merita!!!
Metal Maniac
Venerdì 4 Settembre 2015, 20.13.57
15
ah ecco, mi pareva strano...
Er Trucido
Venerdì 4 Settembre 2015, 16.50.36
14
Infatti è stata disegnata da away
Metal Maniac
Venerdì 4 Settembre 2015, 15.20.53
13
il disco non l'ho ascoltato ma la copertina non so come mai mi dà quella sensazione di déjà-vu... di "voivodiana" memoria oserei dire...
black brains
Venerdì 4 Settembre 2015, 0.05.15
12
disco bello... chi non vorrebbe fare un disco con i propri idoli musicali...lui ci è riuscito...e bene....si ascolta con piacere...
antiborgir
Mercoledì 14 Settembre 2011, 16.36.49
11
Album piacevole...Era da tanto che non lo mettevo nel lettore...Ora mi piace ancora di più voto 80
pafum
Mercoledì 19 Maggio 2010, 18.03.14
10
buon disco, piacevole e di qualità. Dave Grohl per me è un ottimo musicista!
Er Trucido
Martedì 18 Maggio 2010, 17.36.14
9
Bell disco, piacevole, la cui varietà è dettata dai diversi generi in cui gli ospiti sono specializzati, bravo Dave Grohl!
Er Trucido
Martedì 18 Maggio 2010, 17.36.11
8
Bell disco, piacevole, la cui varietà è dettata dai diversi generi in cui gli ospiti sono specializzati, bravo Dave Grohl!
Electric Warrior
Lunedì 17 Maggio 2010, 16.40.14
7
Il disco che in parte mi ha fatto approdare al metal. Canzoni ascoltabili ma non eccelse, guest star strabilianti. Dictatorsaurus, Ice Cold Man e Big Sky sicuramente sono le song più riuscite.
pincheloco
Lunedì 17 Maggio 2010, 15.19.25
6
Bellissimo questo album, lo ascolto spesso. Grandi canzoni con grandi ospiti. Un bel tributo verso gli artisti che lo hanno influenzato.
Bone Pumpkin
Lunedì 17 Maggio 2010, 0.41.59
5
Adesso va meglio ... Tom G. Warrior è quello giusto! ... pardon! grazie a tutti ragazzi!
Ghenes
Lunedì 17 Maggio 2010, 0.24.14
4
disco piacevole e pieno di leggende semidimenticate. p.s. quello nella foto non è Tom G. Warrior
frankiss
Lunedì 17 Maggio 2010, 0.23.39
3
gran bel disco e bella recensione....complimenti Marco!
fabriziomagno
Domenica 16 Maggio 2010, 22.09.44
2
album molto piacevole, con ottime canzoni e grandi ospiti! La foto di Tom G.Warrior è bruttissima ahahah! Voto: 74
NoRemorse
Domenica 16 Maggio 2010, 21.30.04
1
Veramente un'ottimo album, grandissimo Dave Grohl, un personaggio a cui, nonostante possa non piacere la proposta musicale pop/rock dei Foo Fighters, non si può dir niente per quanto riguarda la sua validità di artista, basti sentire questo album!
INFORMAZIONI
2004
Southern Lord
Metal
Tracklist
01. Centuries of Sin
02. Red War
03. Shake Your Blood
04. Access Babylon
05. Silent Spring
06. Ice Cold Man
07. The Emerald Law
08. Big Sky
09. Dictatosaurus
10.My Tortured Soul
11.Sweet Dreams
Line Up
Dave Grohl - batteria
Kim Thayil - chitarra
Cronos - voce, basso
Max Cavalera - voce, chitarra
Lemmy Kilmister - voce, basso
Mike Dean - voce, basso
Kurt Brecht - voce
Lee Dorrian - voce
Wino - voce, chitarra
Tom G. Warrior - voce, chitarra
Snake - voce
Eric Wagner - voce
King Diamond - voce
 
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