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Heaven Shall Burn - Invictus
( 3634 letture )
Ennesima mazzata e nient'altro.

Poco più di dieci anni fa alcuni ragazzi tedeschi decisero di formare una band che producesse un qualcosa di originale, un'insieme tratto dall'universo hardcore per impatto e propensione stilistica ma che fosse compenetrato dal death metal e dal groove più feroce. Nacquero gli Heaven Shall Burn, un gruppo che da allora ne ha fatta di strada, eccome. Provenienti da una terra che ha sempre privilegiato nell'ambito heavy sonorità estremamente classiche, questi ragazzi avevano una scommessa importante da vincere: riuscire a fare da "trait d'union" tra lo swedish, il death/core e l'hardcore in lande normalmente devote al power e simili. Nel 2000 nessuno avrebbe potuto dire come sarebbe andata a finire, ma al terzo album la scommessa poteva già dirsi vinta. Definitivamente. Figuriamoci al sesto. Forse è per questo che in Invictus, finalmente, si registrano lievi infiltrazioni di generi che vanno oltre quanto proposto dalla band in dieci anni di super lavoro.

Invictus, dopo un intro pacato e per questo ingannevole sul proseguo, parte sparato e riesce addirittura ad accelerare. In Combat la prima sorpresa. Inizialmente è la solita mazzata death/core, ma ecco inaspettato il richiamo all'elettronica. Per carità, pochi secondi che potrebbero anche sfuggire all'ascoltatore meno attento, ma tant'è, ci sono e si sentono. A seguire una quantità di colpi stile "mazza ferrata sui denti", spietati e precisi, come da anni è solita concedere la band. Le tracce si susseguono l'un l'altra in un continuum di velocità intervallata ai breaks. "Strepitevoli" questi ultimi -strepitosi e notevoli- nel mitigare quella corsa folle che altrimenti in ogni traccia del disco non troverebbe mai freno. A metà disco, con The Lie You Bleed For, si torna su quelle lievi infiltrazioni di cui si parlava. Solo pochi secondi, come in Combat, ma ancora una volta colpiscono. Finite le sorprese, il resto dell'album procede in pieno stile Heaven Shall Burn, né più né meno. Si pesta in sequenza, si corre, si prende la mira e si sparano altri tre missili terra-terra. Tutto questo fino alla corrosiva ballad Given In Death, forte della partecipazione alla voce della cantante dei Deadlock, Sabine Weniger. La canzone, assolutamente riuscita e per niente mielosa, va a sfumare nell'outro, con i suoi violini accennati, qualche nota di piano ed un forte senso di melanconica pace. Dopo una guerra di accordi la conclusione risulta adeguata.

Cosa dire di Invictus? Molte conferme prima di tutto. Produzione di livello ottimo, prova vocale acida, sofferta, corposa. Tecnica sopraffina dei musicisti e testi -come d'abitudine per la band- al di sopra della media, per intensità e contenuti. Però non è tutto oro tutto ciò che luccica. Le qualità evidenziate infatti, che hanno contribuito a diffondere le note del gruppo nell'ultima decade, cominciano a ripetersi. L'impatto, decisamente notevole, è contraddistinto quasi sempre dalle stesse coordinate, disco dopo disco. Avrei preferito maggiore voglia di osare, soprattutto considerando le enormi doti degli Heaven Shall Burn. Sarebbe stato opportuno, almeno per quanto mi riguarda, un lieve cambio di rotta nel songwriting, un quid che facesse fare il salto definitivo alla band, oltre quanto proposto fino ad ora, oltre loro stessi. In pratica qualcosa che delineasse un futuro aperto a nuove soluzioni tenendo salda la continuità col passato. Così è stato solo in parte, in minima, infinitesimale parte. Invictus si limita a raccontare -ancora una volta bene- quel che sono da dieci anni a questa parte gli Heaven Shall Burn. Non va al di là di tutto questo. Ci si accontenta di colpire nelle modalità consuete e a lungo andare non so se si presenterà quale scelta appropriata. Il voto finale quindi tiene conto sì della tecnica e dell'ottima produzione ma deve essere modulato anche ragionando su di un desiderio di novità che in Invictus rimane per me disatteso.

Per intenderci, gli Heaven Shall Burn a me sembrano sempre più come le montagne russe. Quando fai il primo giro ne rimani stupito, ma alla sesta volta di seguito, per quanto riescano ancora ad emozionarti, sai già cosa aspettarti.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
51.78 su 38 voti [ VOTA]
HSB
Mercoledì 15 Dicembre 2010, 0.13.35
10
sulla stessa riga di iconoclast, piacevole da ascoltare ma sinceramente so che hanno fatto molto di più. voto 7
ROSSMETAL65
Venerdì 4 Giugno 2010, 16.37.26
9
Beato te Alex che sei riuscito a fare il sesto giro sulle montagne russe,io al secondo sono sceso,anche perche' da Iconoclast poco e' cambiato e,poi, la voce del cantante alla fine e' veramente fastidiosa.
Alessio
Giovedì 3 Giugno 2010, 14.49.46
8
GRANDISSIMO DISCO! GRANDISSIMO GRUPPO!
Filippo Festuccia
Giovedì 3 Giugno 2010, 14.39.48
7
...ma la copertina è copiata
Lars
Giovedì 3 Giugno 2010, 13.47.39
6
Non posso non quotare xALEx. Gran disco di una band eccezionale. @mASTICA e Uno qualsiasi: astenetevi da commenti del genere che fate solo la figura dei supponenti
xALEx
Mercoledì 2 Giugno 2010, 16.30.18
5
Questo disco a me è piaciuto tantissimo!!!Ulteriore conferma per questa grandissima band che album dopo album è cresciuta in maniera esponenziale(e di questi tempi e dopo 6 album NON è da tutti!!!...basta vedere il dvd del SummerBreeze per capirci).Lo stile ormai si riconosce(quindi prendere o lasciare),e quelle poche novita' ci sono state eccome (gli intermezzi "elettronici",la song con Sabine,la parlata tedesca in "Of forsaken poets").I testi come sempre superiori alla media...forse è da cambiare la formula intro/outro.Cmq sia questo album moltissime band se lo sognano,poco ma sicuro. p.s. x mAstica e Uno qualsiasi:lo avete ascoltato almeno??se questa è merda addio musica...e di -core qua non c'è proprio nulla vabbè de gustibus!!
tribal axis
Mercoledì 2 Giugno 2010, 15.23.41
4
una delle poche band deathcore che vale ancora la pena di ascoltare. certo non si può esigere chissà che originalità ma l'adrenalina e la convinzione non mancano mai.
daniele
Mercoledì 2 Giugno 2010, 13.59.50
3
concordo in pieno,dischi come questo per me,stancano dopo 2 ascolti.
Uno qualsiasi
Mercoledì 2 Giugno 2010, 13.43.47
2
Solito discaccio che finisce per core. Voto stragonfiato.
mASTICA
Mercoledì 2 Giugno 2010, 13.04.01
1
State lontani da questa merda.
INFORMAZIONI
2010
Century Media
Death Core
Tracklist
1. Intro
2. The Omen
3. Combat
4. I Was I Am I Shall Be
5. Buried In Forgotten Grounds
6. Sevastopoll 4:03
7. The Lie You Bleed For
8. Return To Sanity
9. Against Bridge Burners
10. Of Forsaken Poets
11. Given In Death
12. Outro
Line Up
Marcus Bischoff (vocals)
Maik Weichert (guitar)
Alexander Dietz (guitar)
Eric Bischoff (bass)
Matthias Voigt (drums)

Guests
Sabine Weniger (vocals in "Given In Death")
Sebastian Reichl (guitar in "Given In Death")


Link & Contatti:
HSB @Myspace
HSB @OfficialSite
 
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