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Black Majesty - In Your Honour
( 2804 letture )
L’Australia ha senza dubbio parecchie cose di cui vantarsi: una flora ed una fauna peculiari, lande sconfinate ed incontaminate, gente schietta ed allegra che la abita, una tradizione sportiva di primo livello in molti settori ed anche qualche buon gruppo, fra tutti ovviamente AC/DC e Rose Tatoo, ma credetemi, se proprio non siete fortemente stressati e non avete di conseguenza bisogno di un forte, fortissimo tranquillante, state alla larga da questo Cd perché era veramente un bel pezzo che non sentivo nulla di così banale, scontato, prevedibile e noioso come questo In Your Honour dei Black Majesty.

La cosa maggiormente sconcertante è che di per sé nessuna canzone dell’album è brutta nel senso stretto del termine, solo che nessuna presenta uno spunto veramente interessante, una singola nota che sposti il focus dei pezzi, che quindi risultano pleonastici e stucchevoli, rendendo veramente improbo superare la prima metà dell’album.
Molto probabilmente la devozione alla scuola metallica Power Teutonica classica è decisamente troppo profonda, troppo alla stessa debitrice per lasciare che nel songwriting vengano inseriti elementi propri, più personali, che rendano l’ascolto appena un po’ più scorrevole ed interessante, e questo è un limite che si somma brano dopo brano, rendendo In Your Honour semplicemente scocciante, termine forse poco elegante da usare all’interno di una recensione, ma che rende bene l’idea.

E’ un peccato non poter dire nulla di veramente positivo circa una band palesemente composta da buoni ed appassionati professionisti e su di un disco ben prodotto da un signore che risponde al nome di Roland Grapow, la cui attività è legata ai Mastrerplan, ma questo è un album riservato solo a due potenziali categorie di acquirenti: i metallari compulsivi col portafoglio rigonfio di soldi che non chiedono altro che di essere regalati ad un rivenditore –categoria che suppongo essere piuttosto limitata numericamente- ed i parenti dei Black Majesty, anche questa una categoria che non ha l’aria di essere in grado di presentare numeri di particolare rilievo, tranne che i genitori componenti dei musicisti non abbiano figliato in maniera concorrenziale ai famosi conigli locali.

A che pro quindi citare qualche pezzo?
Qualsiasi brano può essere tranquillamente posto in una diversa posizione della tracklist senza che la medesima ne soffra minimamente, così come il giudizio sui brani prevede un monovoto a tappeto: mediocre.
E non aiuta affatto trovarsi di fronte a delle “Edit Version” sfumate molto malamente quasi a cercare di svilire ulteriormente l’album, ma questo è un difetto che riguarda solo la versione per la stampa.
Volendo proprio trovare delle qualità possiamo dire che il singer John Cavaliere svolge bene il suo compito, ma è veramente poco, no?
Se volete interessarvi dell’Australia vi consiglio decisamente le ragazze del luogo –che tendo a preferire ai canguri ed agli alligatori- ma lasciate stare i Black Majesty.
Soldi risparmiati magari per un vecchio classico degli AC/DC o meglio ancora, ascoltate i Midnight Odyssey, si, lo so, tutt'altro genere, ma volendo rappresentare l'Australia....



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
23 su 20 voti [ VOTA]
Gamma
Lunedì 3 Febbraio 2014, 23.08.37
3
Con tutto il rispetto per il recensore, voto 50?? Ma scherziamo?? Io possiedo tutta la discografia di questa band e trovo che questo lavoro, come tutti i loro precdenti dischi, sia un ottimo prodotto....a mio parere da avere e ascoltare..
Raven
Sabato 5 Giugno 2010, 8.18.25
2
Infatti ho citato gli AC/DC solo a titolo di esempio di un gruppo Australiano famoso, non volevo affatto paragonarli musicalmente.
ahura mazda
Venerdì 4 Giugno 2010, 21.57.37
1
Io aggiungerei un'altra categoria molto ampia di possibili acquirenti al disco: coloro che avevano apprezzato i primi due ottimi dischi, e che rimasti in parte delusi da Tomorrow land sperino in un ritorno in auge di quest'ottima band. Inoltre pur convenendo che un ottimo vocalist non può da solo trarre le sorti di un disco,dico che il paragone indiretto con l'insipido quanto inutile Brian Johnson non sembra funzionale alla causa né sensato trattandosi di generi distinti; e anke volendo fare un confronto pezzi come Six ribbons, Darkened Room e Guardian (versione acustica) non hanno veramente nulla da invidiare a gallina strozzata Johnson e soci.
INFORMAZIONI
2010
Limb Music
Power
Tracklist
1. Far beyond
2. God of war
3. Millenium
4. Break these chains
5. Further than insane
6. End of time
7. Wish you well
8. Follow
9. Witching hour
Line Up
John Cavaliere - voce
Stevie Janevsky - chitarra
Hanny Mohammed - chitarra e Keys
Pavel Konvalinka - batteria
 
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