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W.A.S.P. - Inside The Electric Circus
( 6007 letture )
Con due cover nella track list di un cd cosa è lecito attendersi? Beh si intuisce sin da subito, non certo un grande capolavoro da tramandare alle generazioni future del terzo e quarto millennio. E lo stesso Nerino Senza legge (alias Blackie Lawless), in diverse interviste ha tenuto a dichiarare che questo “Circo Elettrico” è uno dei lavori più deboli della sua intera vita di leader musicale. Io, comunque, non sarei così drastico, nel senso che questa nuova infornata di pezzi sta certamente al terzo posto su un ipotetico podio che riguarda i primi tre lavori degli W.A.S.P., ma nel prosieguo di carriera la band, tra mille variazioni di line-up, lavori mosci e stantiamente ripetitivi, riuscirà a far ben di peggio. Inutile negarlo, Inside the Electric Circus funziona da spartiacque nella vita del quartetto per una valanga di motivazioni. Entra al basso il platinato Johnny Rod, ex componente dei King Kobra di Carmine Apice, grande drummer storico contornato in quella formazione da quattro musicisti biondissimi, fautori di un hard abbastanza scialbo. Il nuovo bassista, quasi sosia di Anna Oxa, prende il posto del capo Lawless che si sposta al suo primo amore, la chitarra ritmica; viene affastellato, velocemente, un nuovo disco tanto per non far deperire la fama accumulata dagli W.A.S.P. in termini di vendite e di appeal sul mercato. E allora sia così. Un nuovo prodotto discografico, anche a costo di immettere composizioni non proprio immortali, e siringando steroidi che hanno il volto di due celebri cover come I Don't Need No Doctor e Easy Living. Palco ingrandito, spettacolarizzato, giochi scenografici e pyros, trovate sempre più moderne ed esasperazione del look, tutti stratagemmi atti a celare l’anima di un disco claudicante, molto infiocchettato, patinato, e se vogliamo dirla sino in fondo, poco W.A.S.P. Cover bruttina, aria triste del leader impantanato in una tuta tigrata, guanti artigliati dietro le sbarre: tutto sommato uno scatto abbastanza mesto.
Inside the Electric Circus, come si diceva, è il terzo album a marchio W.A.S.P., pubblicato esattamente un anno dopo il precedente lavoro, e qui entra anche in gioco la scaramanzia, per tentare di ripetere, senza averne i codici genetici, il super successo di The Last Command. 47 minuti e rotti di schitarrate, 12 tracce + due bonus, il tutto registrato a luglio e pubblicato frettolosamente nel novembre 1986. Il popolo dei fans accoglie l’album non con eccessivo entusiasmo, e prova ne sia il sessantesimo gradino della Billboard Chart che non consente di schierare sul muro dei premi alcun disco di platino ma nemmeno d’oro. I singoli estratti sono solo due, 9.5. - N.A.S.T.Y. e I Don't Need No Doctor (celebre canzone degli Humble Pie rivisitata in chiave hard e dal risultato ottimo) e non scatenano le folle nei records store. Rispetto al recente passato, questo Circo disinfetta pesantemente gli eccessi degli esordi in favore di un sound più melodico morbido e in linea con la fiorente scena metal che in quegli anni monopolizzava le radio. Errore madornale. Manca proprio quella sacralità selvaggia a cui ci aveva abituato questo lotto di pazzi sclerati con le mani impregnate di strumenti letali e bastardi. E allora si parte siore e siori, l’entrata è da quella parte.

Musichetta da circo, annuncio delle attrazioni e poi attacco ferale con un pezzo grandioso come la titletrack che rilascia effetti benefici derivanti da chitarre taglienti e dalla solita voce killer di Blackie che fumetta un grande chorus di presa immediata. “Welcome, I bid you welcome…” è urlo imponente e scatena le pulsazioni metal di ognuno di noi, così come accade per la satanica voce di I Don't Need No Doctor infarcita di ottimi coretti, drum solidissima e chitarre che impennano da ferme. Scheggia magniloquente, Blackie sfoggia una performance vocale degna del premio “ uccidi il tuo vicino di casa usando solo la voce”, peccato sia una cover e non opera della sua penna compositiva. La puntina riconosce il quarto solco e ci si immette con violenza, sguinzagliando un riff iniziale che sa molto di W.A.S.P. prima maniera, come un po’ tutto lo sviluppo delle chitarre che raspano nella terra terremotante di L.A, un ritornello sacrificale, bello, ma con un sound un po’ troppo lindo. Le sei corde comunque picchiano sodo e le vocals scarnificano; altra buona traccia degna, figlia della nitroglicerina, con un solo di Holmes sui suoi tipici canoni, comprensivi delle solite scale. Chris Holmes, bevitore incallito, folle come una zucca scavata per Halloween, chitarrista medio. Restless Gypsy fa il verso all’inimitabile Wild Child nelle sue aperture ariose e nei delay sulla voce ma non ha la stessa presa, siamo al cospetto di un buon rivolo di lava hard ma nulla di più. Le due asce serrano il ritmo e scocca Shoot from the hip che sarebbe anche uno scultoreo pezzo tipico del sudario W.A.S.P. ma anche qui una produzione troppo alla calinda, soprattutto sulla batteria, penalizza la carica selvatica e non rende pienamente onore al poker di rocker; in ogni caso funzionerà parecchio in sede live. Cavalcata alla Iron Maiden, inciso molto melodico, Blackie polverizza con i suoi acuti e I'm alive va ascritto come pezzo molto ben riuscito, mentre arriva l’ennesimo capolavoro di questo I.T.E.C., tanto per cambiare una cover, Easy Living, con l’indistruttibile firma dei sottostimati Uriah Heep. La resa è fantastica, i cori magnifici, la ragnatela delle guitar impeccabile, song pazzesca dotata di vocalità animalesche! Da qui in poi è discesa libera verso la mediocrità, senza nulla che possa eccitare la papilla o far perdere i sensi per un micron, tutto molto dozzinale, comune, quasi un ruolo da rivestire e recitare. Sweet Cheetah sa di poco a parte una buon drum work pestato, Mantronic è stereotipata nei suoni tipici di questa session di registrazioni, senza acuti, brividi e spunti, solo noia, King of Sodom and Gomorrah, a parte il titolo evocativo e la voce fottuta di Lawless sa di spaghetti scotti e conditi con un sugo di pessima qualità. Chiude il tormento di gonadi The Rock Rolls On, un terribile riempitivo che avrebbero fatto meglio ad evitarsi, una sorta di autocompiacimento copiativo che somiglia, in peggio, alla titletrack di questo lavoro da studio. Un’occasione persa, un lavoro sbrigativo, una produzione, dello stesso deus ex machina, troppo poco vario e per questo noioso: un buon/ottimo album con alcune pecche evidenti fino alla ottava canzone, poi un bieco riempimento che non giova a nessuno. Non era meglio inserire solo gli episodi migliori piuttosto che annoiare alla grande fino alla fine del timing? Buona la prima ipotesi, assolutamente.

Sempre in quell’anno a Blackie Lawless fu proposto di recitare nel film Trick Or Treat (in Italia Morte a 33 giri), interpretando la parte del cantante "Sammy Curr", ma all'ultimo momento il produttore scelse al suo posto l'attore Tony Fields; in quella pellicola, fecero da comparse volti noti della scena metal quali Ozzy Osbourne e Gene Simmons. L'Electric Circus Tour vide un parziale ritorno ai numeri esibiti negli show degli esordi, l'intero palco venne trasformato in un circo, dominato da luci e tele rosse e bianche, dietro al batterista furono posizionati scalini dove i vari elementi potevano salire e scendere a piacimento. Io li vidi di spalla agli Iron Maiden e mi piacquero parecchio, Blackie dal vivo era uguale ai dischi e Johhny Rod anfetaminico showman, sempre in movimento per un set list che comprendeva pezzi classici da spellarsi occhi e mani come: Blind in Texas, Wild Child, I Wanna be….e Animal, uniti a Widowmaker e Love Machine oltre agli estratti migliori di questo terzo disco. L’attrazione da circo più importante e innovativa dello show fu il lancio di palle esplosive contro la motosega azionata da Blackie, operazione ad alto rischio per il cantante che, in uno show a Dublino, subì gravi ustioni a causa di un errore. Al Monsters of Rock del 22 agosto 1987, il primo festival a cui gli W.A.S.P. parteciparono, riproposero lo storico numero dello sgozzamento della donna in topless, legata ad un enorme ruota di tortura, con la faccia coperta da un telo nero, nelle mani del crudele Blackie. A livello di uscite discografiche, nel 1987, aumentarono ulteriormente la loro fama incidendo il singolo Scream Until You Like It come colonna sonora del film horror Ghoulies II, contenuto anche nel falsissimo album, Live...In the Raw, che ottenne ottimi riscontri in numero di vendite ma che a livello qualitativo e di registrazione (riarrangiata ma più probabilmente rifatta in studio) è una buffonata colossale con un suono finto e il pubblico registrato a parte. Poi nuovamente cambi in line –up, nuovi orizzonti, nuovi strumenti (tastiere per la prima volta) e un platter, molto pulito, ma di grande ispirazione come The Headless Children. L’unica cosa mai mutata nei W.A.S.P. è lui, Mr.Blackie Lawless, voce tranciante, unico songwriter ed egocentrismo totale. E dico io meno male!



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
65.43 su 64 voti [ VOTA]
Aceshigh
Sabato 20 Ottobre 2018, 17.55.31
31
Ma guarda, a dirla tutta fino a The Crimson Idol per me è tutto oro che luccica, The Last Command compreso, tutti album da 85 minimo. Ero letteralmente in fissa con i W.A.S.P. Poi ognuno ha le sue preferenze, come è giusto che sia. Di sicuro sono dischi che chi ama il metal di quegli anni lì non può non conoscere!!! Concordo su Dominator, bell'album davvero! E anche l'ultimo non è affatto male.
nonchalance
Sabato 20 Ottobre 2018, 17.43.12
30
Il migliore - a mio parere - è proprio l'unico che non hai nominato! 🤭E cioè: "The Last Command". Tra gli ultimi, io ho apprezzato "Dominator" del 2007! Non è vero che quest'album non è amato..forse, del periodo d'oro, è solo quello che viene considerato meno! 😏
Aceshigh
Sabato 20 Ottobre 2018, 17.15.39
29
@nonchalance È vero, la produzione dell'album non è decisamente il massimo, ma, relativamente al genere proposto dalla band (non certo bisognoso di chissà quali raffinatezze), il peso che può avere questo deficit è decisamente sopportabile. Ovviamente è una mia visione soggettiva, io - come dire - ho sempre badato più all'arrosto che al fumo Un disco ben prodotto fa sempre piacere, ma l'importante è che ci siano bei pezzi (dischi super prodotti che non sanno di niente ne sono usciti a migliaia no?) e su quest'album a mio avviso ce ne sono : per me 3 filler, non di più, almeno 3 classici, il resto niente di nuovo ma comunque buono. I miei preferiti rimarranno sempre The Crimson Idol, l'esordio e The Headless Children; quest'album non è certo a quei livelli ma lo ritengo comunque superiore al 90% di ciò che è uscito sotto questo monicker dal '93 ad oggi. Ripeto: a mio modo di vedere eh, so benissimo che questo album non è amato all'unanimità.
nonchalance
Sabato 20 Ottobre 2018, 16.39.00
28
Il fatto è che, oltre a soffrire di una produzione abbastanza deficitaria (a cura di Blacky), cerca di ripetere i fasti passati con risultati abbastanza altalenanti. Tant'è che, poi, modificarono un bel po' la formula..
Aceshigh
Sabato 20 Ottobre 2018, 15.13.44
27
Grande album anche per me! Certo, il debut a mio avviso non si batte (limitando i confronti alla prima fase della band), però io per certi versi questo lo preferisco al precedente. 2/3 filler ci sono, ma ci sono pure pezzi strepitosi, la quaterna iniziale è da sturbo, con in cima 9.5.Nasty con quel caz*o di ritornello ad alto rischio perdita corde vocali... Voto 85
klostridiumtetani
Domenica 26 Novembre 2017, 18.51.42
26
Anche per me vale molto più di 70/100. Praticamente un Capolavoro!
Shadowplay72
Domenica 26 Novembre 2017, 18.18.26
25
Grandissimo album,altro che 70.voto bassissimo.il migliore dopo the headless children per me!
Mirko69
Domenica 26 Novembre 2017, 18.07.07
24
Merita 90 come i primi 2, altroché!
LexLutor
Domenica 5 Febbraio 2017, 20.23.10
23
Grande album
mario
Domenica 20 Marzo 2016, 10.30.44
22
A mio avviso, Lawless fu troppo duro e severo con se stesso, album che risente dei cambi strumentali e di line up, con jonny Rod al basso, ma Lawlessal debutto alla chitarra ritmica non sfigurò' affatto e Holmes con i suoi atomici assoli lascia ugualmente il segno , la sua chitarra sllora sapeva trascinare, era incandescente , la usava quasi a mo di lanciafiamme sprigionando incediarie note.Il singolo "95", usci' mi pare prima dell'album e si piazzo' variabilmente tra il 60 e il 70 posto nella classifica inglese,ma purtroppo non in quella americana, come album non sara' un capolavoro , e avrà' anche dei difetti, ma Lawless non ha mai fatto dischi insufficienti e indecenti, o almeno non sotto il 60, neanche dopo la sua conversione.Questo lavoro ha al suo interno dei veti e propri ottsntiani inni rock-heavy.Per me e per miei gusti, fatte le dovute somme con tutti i pro e i contro questo lsvoro un 77 se lo merita.
Alex 231274
Domenica 20 Marzo 2016, 4.15.23
21
L'ho ascoltato milioni di volte, secondo me è solo di poco inferiore a The Last Command, non capisco le stroncature... forse meriterebbe qualche ascolto in più... il mio voto è 90/100
The Lion
Lunedì 7 Dicembre 2015, 23.57.13
20
Questo album è una bomba, non ho mai capito le critiche che gli hanno rivolto. E' dello stesso livello dei due precedenti capitoli. Punto. Voto 82
Alessandro Piria
Venerdì 9 Ottobre 2015, 21.42.50
19
Certo è un album che avrà i suoi difetti e non sarà di certo un capolavoro ,ma se dopo The Crimson Idol (o anche ad es. ora nel 2015) avessero pubblicato un simile album avremo gridato tutti quanti al miracolo...!...
Mauroe20
Venerdì 22 Maggio 2015, 22.10.24
18
Stupendo , il mio preferito degli wasp.Una canzone piu' bella dell'altra.Blackie ispiratissimo.Voto 85
sadwings
Domenica 25 Agosto 2013, 16.55.12
17
Non considero questo disco da un voto come 70. Non sarà magari un capolavoro ma a me piace quanto i suoi predecessori .
sadwings
Domenica 25 Agosto 2013, 16.55.12
16
Non considero questo disco da un voto come 70. Non sarà magari un capolavoro ma a me piace quanto i suoi predecessori .
blackiesan74
Domenica 20 Maggio 2012, 19.36.18
15
Album veramente bello, superiore a "The Last Command". Le uniche canzoni che non convincono sono "Restless Gypsy" e "Shoot From The Hip", di una noia allucinante.
Franzedge
Mercoledì 14 Marzo 2012, 13.56.46
14
che dire...troppo soft. d'altronde dopo due dischi di ottima fattura c'era da aspettarselo un 'leggero' calo. La prima metà è molto valida(si può ascoltare tutta d'un fiato), nella seconda si vede che la bezina è finita infatti solo 'Sweet Cheetah' e 'King of Sodom..' hanno una buona presa. voto 75
blackie
Giovedì 16 Dicembre 2010, 1.46.50
13
mi ha sempre deluso....un album che non mi ha mai entusiasmato ne x la produzione ne x le canzoni...si puo trascurare tranquillamente...
eric sixx
Mercoledì 23 Giugno 2010, 14.11.23
12
GLI ALBUM DEGLI WASP SONO BELLI FINO A THE HENDLESS CHILDREN COMPRESO AGGIUNGO ANCHE HELLDORADO GRANDISSIMO ALBUM , INSOMMA I MIGLIORI SONO GLI WASP CON CHRIS HOLMES TUTTI QUEGLI ALBUM CONCEPT FANNO CAGARE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11!!!!!!!!!!!11
Frankiss
Sabato 19 Giugno 2010, 16.58.52
11
X Dan....è vero che tutto è questione di gusti personali ma dire che I Don'T Need...cover degli Humble Pie, è brutta mi sembra ingiusto...sono altre le track terrificantemente oscene su questo Circo Elettrico...per il resto dei tuoi giudizi concordo appieno..
Dan g warrior
Sabato 19 Giugno 2010, 15.26.56
10
degli album dei wasp anni 80' è il peggiore ma non è male,ci sono delle buone canzoni, a parte qualcuna tipo i don't need no doctor che è veramente brutta, ma ci sono anche bei pezzi tipo 9.5 nasty,sweet cheetah o la title-track.
Elluis
Sabato 19 Giugno 2010, 13.17.05
9
Il mio primo disco degli W.A.S.P., preso appena uscito: effettivamente non è il migliore disco della band, però aveva dei bei pezzi: i miei milgliori sono la title-track, I Don't Need No Doctor, e anche The Rock Rolls On è carina
Frankiss
Venerdì 18 Giugno 2010, 12.10.26
8
Per Al, pensa che Live in The Raw io ce l'ho ancora in cd...ascoltato e messo via...stop....Per Celtico, Inside fino al pezzo 8 è un bell'album, con meno attitudine dei primi due, ma bello....se poi si mettono 4, e dico 4, track ignobili per finire il lavoro...il voto e la recenzione cambiano totalmente...
AL
Venerdì 18 Giugno 2010, 10.53.44
7
effettivamente la riabilito se faccio dei confronti con le ultime del disco. mi ricordo del falso live!!! l'avevo noleggiato...
Celtico
Giovedì 17 Giugno 2010, 19.50.17
6
mah, probabilmente sono l'unico a cui piace Inside...per me è un grande disco, nettamente migliore di last command ma d'altronde De Gustibus.....
Frankiss
Giovedì 17 Giugno 2010, 17.12.45
5
scream until you like it a me piace...Al paragonala ad una delle ultime quattro di questo album e capirai che è quasi oro..piuttosto l'album in cui è contenuta...una finta raccolta live a dir poco schifosa, falsa e inascoltabile!
AL
Giovedì 17 Giugno 2010, 16.36.53
4
I don't need no doctor è una delle mie preferite. voto giusto e bella recensione! i wasp non sono mai stati dei fenomeni secondo me Blackie è sicuramente un personaggio! purtroppo molti loro album sono mediocri.. ps. scream until you like it è oscena..
Raven
Giovedì 17 Giugno 2010, 16.33.48
3
Sono d'accordo con Frankiss
Frankiss
Giovedì 17 Giugno 2010, 14.30.05
2
ascoltalo tutto adema...vedrai la netta differenza tra i primi otto pezzi e i restanti 4 che sono davvero indecenti....
AdemaFilth
Giovedì 17 Giugno 2010, 14.15.57
1
Album filler direi. Non l'ho mai ascoltato nella sua interezza, preferisco di gran lunga i lavori successivi. Poi ovviamente sappiamo com'è andata a finire, ripetitivi alla noia.
INFORMAZIONI
1986
Capitol Rec
Heavy
Tracklist
1. The Big Welcome
2. Inside the Electric Circus
3. I don't Need No Doctor
4. 9.5. - N.A.S.T.Y.
5. Restless Gypsy
6. Shoot from the Hip
7. I'm Alive
8. Easy Living
9. Sweet Cheetah
10. Mantronic
11. King of Sodom and Gomorrah
12. The Rock Rolls On
Line Up
Blackie Lawless - Voce / Chitarra
Chris Holmes - Chitarra
Johnny Rod - Basso
Steve Riley - Batteria
 
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