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Extreme - Three Sides To Every Story
( 5430 letture )
Sull'onda del successo planetario di Pornograffitti, album divino, unico ed irripetibile, i quattro di Boston lanciano il loro terzo album titolato curiosamente III Side to every story, che vede la luce sul finire di settembre 1992. Se Porno aveva messo d’accordo tutti, critica, fan, metallers e nuovi affiliati, rendendo gli Extreme delle vere superstar del rock duro e consentendogli di bazzicare eventi live mondiali e rockstar dai carati purissimi e luminescenti, questo nuovo lavoro entra in un vicolo cieco e mina fortemente la stabilità e l’esistenza del gruppo. Fortemente criticato e con brani difficilmente passabili in radio, Three Sides... non riuscirà ne a bissare ne a raggiungere il successo precedente, nonostante l’alta qualità musicale della proposta, e credetemi, è un vero peccato. La maggior parte del platter venne registrato ai New River Studios di Fort Lauderdale in Florida, mentre le “orchestral parts” furono incise presso gli immortali e beatlesiani Abbey Road Studios di Londra. E proprio qualche fantasma dei Beatles è rimasto intrappolato nelle composizioni, o perlomeno ha condizionato in qualche senso la band, che sfoggia liriche che richiamano gli scarafaggi di Liverpool: Cupid's Dead trae ispirazione da A Day in the Life, God Isn't Dead? richiama in qualcosa la celeberrima Eleanor Rigby e Rest in Peace reclama a gran voce la pace universale, come era solito esprimere il compianto John Lennon, che firmò l’inno epocale titolato Give Peace a Chance. Inoltre, il bassista Pat Badger usò in qualche session il tipico strumento che era solito calcare Paul McCartney, un basso Hofner mostrato anche nel clip di Tragic Comic. Un timing lunghissimo, 76 minuti abbondanti, per un concept album che tenta di mostrare i 3 lati di ogni storia, un tentativo di sottolineare le diversità che ci sono nel modo di vedere le cose in ognuno di noi. Il disco è diviso in tre parti nette: Yours, che racconta la storia vista dal "tuo" punto di vista, quindi la realtà di chi non vive in prima persona i fatti ma che li vede esternamente o se li sente raccontare; Mine, la "mia" visione delle cose, cioè chi le vive in prima persona e ne risente sotto tutti i punti di vista, e The Truth, sezione altamente provocatoria del lavoro ed anche quella che fa più riflettere. "La verità" mostra la differenza tra le prime due versioni, arrivando ad un verdetto chiaro: nessuna delle due sezioni precedenti corrisponde alla reale verità, sottolineando come la distorsione delle menti e delle persone muti lo svolgimento dei fatti, fornendo significati astrusi o di puro comodo. Oppure chiaramente fallaci.

Il sound racchiuso, prodotto da Nuno con l’aiuto di Bob St. John, è fortemente rock con qualche spunto funky, ma molto meno rispetto al precedente cd, Bettencourt regala momenti di "grande chitarra", con la sezione ritmica che riveste un ruolo fondamentale con Paul Geary (batteria) e Patrick Badger (basso) fautori di grandi basi ritmiche, e la voce solidissima di Gary Cherone che irrompe, arabeggia, pastella e carteggia melodie grandiose. Ma ora basta info, via alla musica. Warheads è atletismo puro, magari i giocatori della nostra nazionale avessero messo in campo questo impegno ai recenti Mondiali, con un basso che troneggia, chitarra che spasima, batteria precisa al millesimo e una voce che sprona: pare un estratto dal precedente, dorato, inimmaginabile Porno... ovviamente pollice altissimo per questa opener. Un cello apre Rest in Peace, chorus memorabile e struttura strappapplausi con un solo sinfonico (Nuno grandioso), Politicalamity è un attacco ai politicanti della terra, chitarrina funky e rocciosa a seconda dei momenti, batteria a sparo e fiati che veicolano verso un gradimento buono ma non eccezionale; meglio il testo della musica in questo caso. Armonie vocali alla Beatles che mettono ancora i brividi oggi, poi il bulldozer di Color Me Blind spiana i dossi anche più arcigni e resistenti, ne esce una goduria a sette note che si eleva sull’inciso centrale mentre le dita di Bettencourt tirano armonici, seccano l’aria a colpi di riff e prevalgono su tutto e su tutti i detrattori di questo album. Solo magnifico e ipnotico, da gustarsi al buio. Cupido ha ancora frecce alla sua faretra? A sentire il pezzo 5 direi so e ni, Cupid's Dead parte a cantilena, Cherone è dissonante, rullante mixato alto e sempre con lo stesso suono secco, lavoro ottimo del basso ma nonostante ottime vocals e cori questo Cupido non fa esplodere appieno il potenziale, Peacemaker Die invece è un capolavoro di sensuale portata rock hard: strofa ad anthem con tanto di cori da stadio e la bellezza del ritornello è vivido rimmel che impreziosisce gli occhi di una donna, procace, ammaliante, stupenda. Nuno si supera in un solo che fa godere la chitarra, la sua Esp sembra gridare in preda ad un orgasmo, incalzata da Martin Luther King con il suo celeberrimo discorso “I Have a Dream..” tenuto il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Con uno dei top assoluti termina la sezione denominata Yours e parte quella più personale e soggettiva; Mine debutta con Seven Sundays che, a prescindere da una key un po’ troppo caciarona, si trasforma in una ballad sognante con Cherone che manda in soffitta la vecchia concezione di romanticismo e ne instaura una nuova; che grande cosa queste “sette domeniche”, oro puro e ce n’è una miniera! Tragic Comic, uno dei singoli, ha un retrogusto acustico che richiama Pornograffitti, ma è molto ispirata dai Fab Four di Liverpool, ecco, chissà, magari i Beatles nei nineties avrebbero suonato così... in ogni caso, grande apprezzamento per una song molto molto melodica e azzeccata. Il lettore ci dice traccia 9, ed Our Father ottempera al suo dovere sfoderando armonie corali da stropicciarsi le orecchie, forse lo sviluppo non appare miracoloso ma va bene così, e mentre gli stilemi tipici degli Extreme ci fanno desiderare ancora di più fiorisce una Stop The World che mozza il fiato tanto è la sua pulcretudine. Ogni cosa è bilanciata, rilucente, magica, con Gary che con le sue corde vocali intona inni al rosolio, cosiccome per l’incipit di God Isn't Dead, in cui trovo qualcosa di somigliante agli Stryper nei primi 50 secondi di playing. Poi un pianoforte intona un riff straordinario e la song diventa immortale, con aggiunte orchestrali e un pathos che a me fa venire la pelle d’oca. Si, è una ballad di soli due minuti, va bene, ma per scrivere comete fluorescenti di questa magniloquenza ci vuole un talento che pochi hanno, credetemi. La terza parte, The Truth, quella più importante a livello di concept, prende il sopravvento e si dichiara apertamente con le ultime tre tracce, che sono delle vere piece tradotte in musica. Sottotitolo Everything Under The Sun, chiaro no? Carillon docile, bacchetta sul cerchio del rullante, ecco I Rise 'N Shine. Solare, delicata, brillante, decisa e cristallina nell’incedere, vocalità mature e poliedriche e copiose di piacevolezza a nome Cherone. Am I Ever Gonna Change è selvaggia e incazzosa, chitarra pazzesca con un eco che ricorda i Queen di fantastiche epoche passate, coralità compatte, una hard song tramutata in scossa ad alto voltaggio da lustrarsi le mandibole, poi il ritmo rallenta e una fantasia chitarristica rende ancor più goloso il tutto. E siamo alla fine: Who Cares? serra le porte di questo cd immenso con un frammento che non poteva chiudere meglio questa opera rock; arrangiamenti orchestrali, musica da cinemascope che vira poi su miasmi voce-piano con Cherone che fa il verso a Freddy Mercury. Otto minuti e 19 di vena creativa eccellente, tutte le composizioni sono a firma Cherone–Bettencourt, a parte God Isn't Dead?, Nuno si traveste da Brian May e i nuovi Queen sgorgano. Una piece nella piece, gli Extreme sanno fare musica in maniera eccezionale.

Inutile ribadirlo, questa narrazione di ”Storie in tre parti” non avrà il successo che avrebbe meritato, raggiungendo solo il 10° posto nella lista di Billboard, vendendo appena 700 mila copie, ottenendo solo un disco d’oro rispetto ai vari di platino del predecessore. Il mancato conseguimento di ulteriore popolarità e il fallimento commerciale innescherà una parabola discendente per il quartetto, ponendo ancora una volta in campo la debolezza del mercato discografico odierno, dove o si spopola o si rivedono tutti gli equilibri. La line-up originale accusa dei malesseri, a testimonianza del declino imminente, in occasione di un concerto nel 1994 al Castle Donington Festival, Geary venne sostituito dall'ex batterista degli Annihilator Mike Mangini. Il grunge dilaga in quel lasso di tempo e trascina a valle tutto, Extreme inclusi che, nel frattempo, avevano già perduto la loro bussola musicale. Dopo un periodo di stallo la band tenta di tornare sulle scene presentandosi con un sound più moderno e al passo coi tempi, orientato sulle scie del nuovo movimento in camice di flanella; esce il pessimo quarto disco, Waiting For The Punchline, e questo alto tradimento porta Bettencourt ad abbandonare la casa madre per dedicarsi alla carriera solista, decretando la fine dei giochi. Gli Extreme si sciolsero definitivamente nel 1996 quando Gary Cherone ricevette la proposta di sostituire Sammy Hagar nei leggendari Van Halen. Oggi i vecchi compagni di musica, come tanti altri act, sono tornati insieme ma i fasti vertiginosi di capolavori come questo album e Pornograffitti paiono inarrivabili. Grande band finita troppo presto!



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
64.83 su 43 voti [ VOTA]
Aceshigh
Martedì 23 Ottobre 2018, 11.31.27
38
Molto diverso da Pornograffitti, ma comunque capolavoro! Una varietà stilistica che non ci si aspettava, ma gestita alla grande, grazie all'enorme classe dei quattro musicisti, con ovviamente Nuno sopra tutti gli altri. Disco che avrebbe meritato il quadruplo del successo che ha avuto, l'ambiziosa suite Everything Under The Sun (arte!) basterebbe da sola a rendere obbligatorio l'ascolto dell'intero album, in cui sono presenti almeno altri 5/6 brani da dieci e lode. 82 minuti sublimi! Non concordo col giudizio dato su Waiting for the Punchline: è vero che sembra quasi un'altra band, ma, pur non essendo all'altezza dei due precedenti, rimane un album molto bello. Saudades De Rock fu un bel rientro, anche se non se lo sono filato in tanti. Per III Sides ... voto 93
Mulo
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 17.51.35
37
Anche Waiting For The Punchline è molto bello.....Saudades the rock invece non ce l'ho
lisablack
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 17.41.10
36
È l'unica ahahaha non li ho mai seguiti, però mi piaceva Nuno alla chitarra, in gamba davvero!
Metal Shock
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 17.10.46
35
@Lisablack: eheheh, ovvio. Vedi, pure una blackster come te la conosce!
lisablack
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 17.06.55
34
Ti riferisci a More than Words?
Metal Shock
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 16.02.18
33
Gli Extreme hanno avuto una grande fortuna ed una altrettanto grande sfortuna: la prima, essere conosciuti in tutto il mondo per una canzone; la seconda, essere conosciuti "solo" per quella canzone. Infatti questo masterpiece vendera` molto di meno del precedente (oggi 700.000 copie sarebbero un successo, ma allora no) e portera` allo sbando la band. Eppure questo disco e` straordinario, con tutte le sue influenze (Queen e Beatles su tutti) e i componenti tirano fuori delle prestazioni che dire maiuscole e` dir poco, Bettencourt e Cherone sopratutto. Un concept lungo ma bellissimo, che scorre liscio come un whisky dell`isola di Sky, non un filler, ma un continuo sali scendi di emozioni. Disco che per me, come il precedente, e` da 95 pieno!!!!!
Mulo
Martedì 3 Gennaio 2017, 17.45.01
32
Molto bello anche questo,che ovviamente non fu apprezzato dal grande pubblico che vovela una more than words pt.II. Quando recensite il physical graffitti degli Extreme,ovvero Waiting For The Punchline?
VomitSelf
Mercoledì 13 Luglio 2016, 18.31.23
31
Gran bel disco questo... ps. sarò forse l'unico, ma a me il tanto odiato 'Waiting For The Punchline' non dispiacque affatto ai tempi.
Andrew Lloyd
Sabato 30 Aprile 2016, 12.55.56
30
III side to Every Story è un bell'album, ambizioso e ben suonato. ma con qualche pausa e, a tratti, prolisso. Certamente non un capolavoro. Per me fecero il passo più lungo della gamba.
gianni galante
Sabato 9 Aprile 2016, 19.50.52
29
Veramente Bello e Sottovalutato, non adatto x l epoca in cui andava il Grunge. Ma Io Lo Riascolto ancora adesso, ed è Grande musica
Rob Fleming
Sabato 23 Gennaio 2016, 16.52.15
28
Meno energico e deflagrante del precedente, ma molto più raffinato non so decidermi a quale assegnare la palma di preferito. Certo che quando ascolto Rest in peace in cui i Beatles convivono con i Queen, Color be blind, la toccante God isn't dead, Don't leave me alone e Seven sundays è propria dura. Disco, comunque, magnifico. 80
Tatore
Mercoledì 17 Giugno 2015, 9.31.44
27
Boh...a me non è piaciuto neanche lontanamente rispetto a Pornograffitti. Loro sono bravi, ma sto disco mi ha fatto venire il latte alle ginocchia. S.V.
Galilee
Domenica 14 Dicembre 2014, 23.32.29
26
Il Disco. 95/100 ottima recensione. Voto lettori 56. Persino un fan di Gigi d'Alessio farebbe una figura più decorosa.
Frankiss
Domenica 14 Dicembre 2014, 23.11.46
25
Dani3121..Nuno a quell'epoca era endorser della Esp
Dani3121
Sabato 13 Dicembre 2014, 21.11.03
24
Grandissimo disco e bella recensione.unico appunto Nuno suona chitarre washburn.
Necrolust
Martedì 22 Luglio 2014, 16.22.33
23
Disco meraviglioso !!! Da quando lo comprai appena uscito non è mai uscito dai miei ascolti. Grande recensione anche se non sono molto d'accordo col giudizio su "Cupid's Dead". La parte strumentale centrale è qualcosa di incredibile per il groove che trasmette.
baxialby
Sabato 22 Giugno 2013, 12.51.08
22
Gran bella musica, produzione fenomenale. Uno degli album meglio riusciti del genere
Argo
Mercoledì 31 Agosto 2011, 23.45.37
21
Dopo 3-4 giorni di ascolti ininterrotti di questo cd, devo proprio dire che ho fatto un acquisto ottimo! Se questo ha preso 92, non oso immaginare quando avrò tra le mani Pornograffiti!
alessio
Mercoledì 31 Agosto 2011, 12.04.13
20
I Rise 'N Shine - Am I Ever Gonna Change - Who Cares? ...bastano queste sole tre canzoni per comprare il CD!... STUPENDE! ... amo questa band !
Khaine
Sabato 27 Agosto 2011, 9.25.48
19
@ Argo: ottima scelta. Gli Extreme sono stati una band con grandi palle!
Argo
Sabato 27 Agosto 2011, 9.21.53
18
Mi è arrivato ieri, lo sto ascoltando di continuo, bellissimo! Ottima produzione del cd, il suono della batteria è da brivido. Non ho mai ascoltato gli Extreme in tutti questi anni, ora vado a recuperare anche Pornograffiti.
luca
Giovedì 8 Luglio 2010, 21.04.39
17
non c'è di che...mi piace che ci sia in giro gente che ascolta ancora buona musica, e che recensisce per la gioia di noi lettori!
Plinio
Giovedì 8 Luglio 2010, 11.53.05
16
Che bei dischi che si facevano un tempo non molto lontano... Il nuovo DVD ne ha rinverdito i fasti, speriamo non sia un fuoco di paglia perchè di band come gli Extreme e di dischi come questo ce ne sarebbe sempre bisogno!!
Frankiss
Giovedì 8 Luglio 2010, 11.39.43
15
Grazie Luca per le tue parole espresse qui su questo album e grazie per i complimenti...stay tuned on Metallized!
luca
Giovedì 8 Luglio 2010, 1.44.48
14
p.s. stop the world la considero la bohemian rhapsody o l'innuendo del quartetto funky hard n heavy!complimenti ottima recensione frankiss
luca
Giovedì 8 Luglio 2010, 1.39.47
13
ed eccoci al capolavoro! come già scritto in pornograffitti, lo ritengo il migliore in qualità compositiva, il masterpiece "extremeiano", quest'album è veramente uno tra i più sottovalutati nella storia della musica, anche a causa del periodo e del grunge (senza nulla togliere alle grandi band grunge che stimo!), non ha un punto debole (la lunghezza del disco non impressiona, basti pensare ad un altro genere a me molto gradito: il progressive anni '70, coi brani di 20,30 minuti!) è una piccola operetta, il "A night at the opera" dei miei mitici QUEEN, come paragone, è d'obbligo, anche e soprattutto per sonorità e punti d'incontro (god isn't dead? ne è, appunto, un esempio). L'opera OMNIA degli EXTREME!
Gemini
Lunedì 5 Luglio 2010, 12.25.24
12
Bello bello (come tutti gli album degli Extreme, secondo me, pur essendo così diversi tra loro...): molto più complesso e difficile di "Pornograffitti", ma non per questo meno godibile, anche se un paio di "punti deboli" ci sono: "Politicalamity" è un po' così così, "God Isn't Dead?" la trovo un po' un riempitivo (tra l'altro non sapevo fosse stata scritta solo da Nuno...), molto meglio "Don't Leave Me Alone" che era però presente solo su musiccassetta. In ogni caso: Cherone raggiunge vette di espressività che non toccherà mai più, Nuno come al solito è un mago alla sei corde (e non solo per i virtuosismi, anzi...), il basso di Badger è bello pulsante e Geary fa il suo dovere. 90
frankiss
Domenica 4 Luglio 2010, 20.03.05
11
No problem Ghenes....
frankiss
Domenica 4 Luglio 2010, 20.03.01
10
No problem Ghenes....
Ghenes
Domenica 4 Luglio 2010, 14.27.33
9
"Fankiss" non è male però! sorry!!!
Ghenes
Domenica 4 Luglio 2010, 14.26.37
8
@Fankiss: ho una certa io eh eh eh ,)
Aria
Sabato 3 Luglio 2010, 20.12.12
7
che ne dici di una Fiesta Khaine?
Khaine
Sabato 3 Luglio 2010, 19.01.54
6
Mea culpa per il titolo! Tutto il giorno di corsa ed ora... non ci vedo più dalla fame
Aria
Sabato 3 Luglio 2010, 18.39.33
5
chiedo scusa ma il titolo è errato...la maledizione degli Extreme!!! La recensione superbamente ricca...
Frankiss
Sabato 3 Luglio 2010, 17.31.01
4
Ok Ghenes, prox volta due righe e via...hihihi....
Filippo Festuccia
Sabato 3 Luglio 2010, 17.13.24
3
@Ghenes: ti pesano gli occhi?
Ghenes
Sabato 3 Luglio 2010, 16.58.24
2
...recensioni più corte no eh? cmq in generale sono d'accordo con Frankiss ma abbasso il voto a 85... e Bettencourt è un grande!
Broken Dream
Sabato 3 Luglio 2010, 14.51.13
1
All'epoca lo acquistai in vinile, conquistato dal singolo Rest In Peace.. Nel complesso un ottimo disco, ma forse Nuno Bettencourt volle strafare e alcune canzoni non sono ispiratissime seppure rimangano gradevoli.
INFORMAZIONI
1992
A&M Records
Heavy
Tracklist
1. Warheads
2. Rest in Peace
3. Politicalamity
4. Color Me Blind
5. Cupid's Dead
6. Peacemaker Die
7. Seven Sundays
8. Tragic Comic
9. Our Father
10. Stop the World
11. God Isn't Dead?

I Rise 'N Shine
II Am I Ever Gonna Change
III Who Cares?
Line Up
Gary Cherone - voce, cori
Nuno Bettencourt - chitarra, piano, sintetizzatori, percussioni, cori
Pat Badger - basso, cori
Paul Geary - batteria, percussioni, cori
 
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