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Banco Del Mutuo Soccorso - Io Sono Nato Libero
( 10692 letture )
Probabilmente la punta di diamante dell’intera produzione del Banco Del Mutuo Soccorso e sicuramente uno dei dischi più rappresentativi dell’intera decade dei 70’s. E' questo il giudizio più sintetico che può essere espresso riferendosi ad Io Sono Nato Libero, ciò a causa dell’equilibrio eccellente tra musica, testi e respiro internazionale dell’opera in oggetto, tanto da fruttare l’interesse della celeberrima Manticore.

Dopo Banco del Mutuo Soccorso e Darwin, la band di Francesco Di Giacomo riuscì a realizzare il disco prog quasi perfetto, e lo fece sì in virtù delle qualità citate in precedenza, ma anche e soprattutto sfruttando un gusto degli arrangiamenti –migliorati anche grazie all’entrata in formazione di Rodolfo Maltese alle chitarre- in un certo qual senso addirittura di gusto melò ed una ricercatezza testuale che è sempre stata propria dell’approccio italiano alla musica -o almeno, lo era fino a quel tempo- e che ha sempre conferito valore aggiunto ed originalità ai prodotti provenienti della nostra Penisola.

Il tema portante che attraversa trasversalmente tutto l’album è quello della libertà, vuoi quella materiale rubata e violentata magari da un regime totalitario, vuoi quella interiore da vivere o da perdere in modo fanciullesco, ingenuo, e proprio per questo più vera ed unica.

Immediato esempio pratico di tutto ciò è rintracciabile fin dall’opener Canto Nomade Per Un Prigioniero Politico; melodia retta dal piano, lunghezza pachidermica come da “contratto del progster” che si attesta sui 15.53, e testo dedicato al disgraziatissimo golpe Allende del '73 in Cile, il tutto reso in maniera dapprima sfumata, poi più amara, ma sempre tipicamente, irrinunciabilmente italiana.

Almeno tu che puoi fuggi via canto nomade
questa cella è piena della mia disperazione, tu che puoi non farti prendere.
Voi condannate per comodità, ma la mia idea già vi assalta.
Voi martoriate le mie sole carni, ma il mio cervello vive ancora... ancora.
Lamenti di chitarre sospettate a torto, sospirate piano,
e voi donne dallo sguardo altero
bocche come melograno, non piangete
perché io sono nato, nato libero, libero.
Non sprecate per me una messa da requiem,
io sono nato libero.


Notissima la ballata Non mi Rompete: ritmo mutevole, atmosfere soffuse, quasi liquide nel procedere del brano, ed ancora liriche Ariostesche;

Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo.


La Città Sottile è il brano più prog in senso stretto, idealmente da collegare ad Il Giardino del Mago, un susseguirsi di impennate strumentali vibranti, oscure, seguite da breaks intimistici, quasi tendenti al silenzio, con i fratelli Nocenzi impegnati a tessere trame tastieristiche talvolta addirittura fredde, fastidiose concettualmente, e Di Giacomo a spaziare tra tonalità libere di sperimentare.

La parte oscura di Io Sono Nato Libero viene ulteriormente sviluppata in Dopo... Niente Più Lo Stesso, dapprima fanciullescamente allegra al suo inizio, poi sempre più inquietante, sempre più decisa nel descrivere ciò che significa la guerra. Il tutto mediante musiche medioeval-progressive ed un intenso recitato centrale, per poi chiudere con una rabbiosa denuncia.

Difensori della patria, baluardi di libertà!
Lingue gonfie, pance piene, non parlatemi di libertà
voi chiamate giusta guerra ciò che io stramaledico!
Dio ha chiamato a sè gli eroi, in paradiso vicino a Lui.
Ma l'odore dell'incenso non si sente nella trincea.
Il mio vero eroismo qui comincia, da questo fango.
T'ho amata donna, e parleranno ancora i nostri ventri.
Ma come è debole l'abbraccio in questo incontro.
Cosa ho vinto, dov'è che ho vinto quando io,
vedo che, vedo che niente è più lo stesso, ora è tutto diverso.
Perdio! ma che cos'è successo di così devastante a Stalingrado !?!


Traccia II conclude il lavoro con il capitolo più aderente al titolo dell’album, ossia in maniera libera e, se vogliamo, anche meno impegnata.

Si possono dire molte cose sia di questo album che, in generale, del Banco Del Mutuo Soccorso, ma se volete scoprire perché il progressive italiano è stato così importante e perché così tanto quello internazionale gli deve, questo è tra i migliori esempi possibili.



VOTO RECENSORE
94
VOTO LETTORI
87.38 su 145 voti [ VOTA]
andrea
Domenica 23 Dicembre 2018, 13.03.14
18
probabilmente il disco più maturo del prog italiano, per profondità dei temi , raffinatezza di realizzazione e longevità
Area
Mercoledì 23 Maggio 2018, 12.38.10
17
Tra i migliori album di musica Italiana di tutti i tempi. Capolavoro del progressive, per me di poco inferore al debutto anche per questioni affettive. In quegli anni in Italia c'era la magia.
Rael
Martedì 26 Settembre 2017, 17.41.23
16
Genesis?...ELP?...mmmmmmh
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 18.49.24
15
Vado un pò controcorrente e mi limito ad un (buon) 7,5. Canto nomade è magnifica con i suoi rimandi a Genesis, Popol Vuh, ELP. Sicuramente la migliore dell'album e forse della loro carriera. Non mi rompete, francamente, non mi sembra nulla di che. La città sottile, ascoltarla oggi, mi pare che sia "invecchiata" male. Dopo...Niente è più lo stesso, invece, è assolutamente magnifica con i suoi ricami di piano ed esaltanti pagine strumentali. Traccia II è, infine, un buon epilogo strumentale.
Steelminded
Venerdì 21 Febbraio 2014, 23.19.32
14
Sono molto triste oggi... Ci mancherai molto Francesco!
giorgio
Lunedì 4 Marzo 2013, 17.25.23
13
immortale. punto
Des
Mercoledì 25 Luglio 2012, 10.29.05
12
meraviglioso capolavoro di Musica prog! grazie Banco! la città sottile è il mio pezzo preferito dell'album.
Raven
Mercoledì 23 Novembre 2011, 18.30.37
11
Thanx, trovi molto altro prog nel nostro DB ;-9
Pessimo
Mercoledì 23 Novembre 2011, 17.12.15
10
Ottima recenzione, si vede che hai mangiato e digerito il progressive italiano.
Ascarioth
Martedì 5 Luglio 2011, 21.31.50
9
Non mi svegliate ve ne prego ma lasciate che io dorma questo sonno, c'è ancora tempo per il giorno quando gli occhi si imbevono di pianto, i miei occhi... di pianto. Sono i miei occhi ad imbeversi di pianto :')
Sugara 'Sug Zug'
Venerdì 10 Giugno 2011, 22.03.13
8
Durante il prog exhibition a Roma hanno suonato Canto Nomade, a momenti piangevo! Credo che sia il disco del Banco che richiede più scolti per essere digerito, ma una volta assimiliato...
gianluca
Mercoledì 8 Dicembre 2010, 10.28.41
7
il momento più alto del banco
mike
Lunedì 12 Luglio 2010, 10.00.49
6
@ the rock: gruppi in italia validi ce ne sono tutt'ora, sono cambiati i tempi e l'attenzione per questo genere è scemata da tempo. purtroppo. comunque gruppi come deus ex machina (simili agli area), finisterre, accordo dei contrari, malombra, conqueror, notabene, mangala vallis... non sono per niente male, anzi.
Raven
Lunedì 12 Luglio 2010, 8.31.19
5
The Rock, MAI! purtroppo mancano le condizioni culturali e sociali.
Dan g warrior
Lunedì 12 Luglio 2010, 1.15.47
4
del banco ho il primo disco e "darwin" 2 disconi veramente belli. questo mi manca, quasi quasi me lo procuro.
The rock
Domenica 11 Luglio 2010, 16.49.51
3
album fondamentale del prog italiano i testi degli artisti prog italiani erano secondi a pochi ci vorrebbe piu sperimentazione, piu' coraggio da parte delle case discografiche italiane quando riavremo gruppi come gli Area? o i PFM o i Banco o le Orme in Italia??
hm is the law
Domenica 11 Luglio 2010, 11.24.43
2
Bellissimo e mi rattristo pensando alla merda che viene oggi propinata in Italia in campo musicale!
mike
Sabato 10 Luglio 2010, 14.15.01
1
questo disco è meraviglioso, forse uno dei miei preferiti del banco!!! grande phatos! bella recensione
INFORMAZIONI
1973
Ricordi
Prog Rock
Tracklist
01 Canto nomade per un prigioniero politico - 15:53
02 Non mi rompete - 5:03
03 La città sottile - 7:10
04 Dopo...niente è più lo stesso - 9:54
05 Traccia II - 2:39
Line Up
Vittorio Nocenzi - organo, clarino, voce
Gianni Nocenzi - pianoforte, clarinetto piccolo mib, voce
Marcello Todaro - chitarra elettrica, chitarra acustica, voce
Renato D'Angelo - basso elettrico
Pierluigi Calderoni - batteria
Francesco Di Giacomo - voce guests
Rodolfo Maltese - chitarra acustica
Silvana Aliotta - percussioni
 
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