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As Light Dies - Ars Subtilior From Within The Cage
( 2459 letture )
Avete presente gli Smarties? Avete capito bene, proprio quelli: i famosissimi confetti di cioccolato al latte ricoperti da un croccante guscio colorato. (cit. pagina ufficiale)
Sapete che differenza c’è tra una confezione di questi succulenti bon-bon ed il nuovo prodotto discografico degli As Light Dies? Ve lo dico subito: gli Smarties, nonostante siano decorati in otto colori differenti (rosso, arancione, giallo, blu, verde, viola, rosa e marrone) hanno tutti lo stesso sapore (salvo scoprire che gli arancioni, distribuiti solo sul mercato inglese, sanno effettivamente di arancia), mentre i 9 brani di Ars Subtilior From Within The Cage, seppur suonati dalla medesima line-up, hanno ognuno un approccio e dunque un flavour totalmente differente.

È pazzesco da raccontare, tuttavia i nostri spagnoli riescono a fare ciò che non avrei mai creduto (e neanche voluto o sperato), ovvero miscelare metodi compositivi, tecniche esecutive e stili musicali, anche teoricamente antagonisti, sfociando in un ossimoro uditivo senza capo né coda; già le dichiarazioni della label, la scheda su metal-archives, il myspace ed il sito ufficiale sprecano (in senso lato) per la descrizione una quantità di termini che difficilmente sarebbero tra loro accostabili, per non parlare poi di ciò che accade accettando di ascoltare la sequela di brani contenuti nel cd, in grado di confondere anche il più eclettico dei recensori di Metallized (figuratevi il sottoscritto). Se l’atmosfera sinfo-goth dell’intro The Very End non consente alcun tipo di previsione sui futuri accadimenti (alla sua conclusione potrebbero indifferentemente scatenarsi tanto un album black metal quanto un platter tecno-death), con The Disinherited un certo indirizzo viene subito manifestato, soprattutto considerando un X-Factor ingombrante sia dal lato tecnico, sia da quello espressivo; il fatto che tale atteggiamento sia poi abbinato ad una velocità media sostenuta -che non disdegna feroci scariche in blast-beat da parte di Pradi Danillos-, ad un guitarism pesantemente irregolare e a vere e proprie sfuriate vocali con timbrica distorta, non fa altro che alimentare la mia perplessità sul patrocinio stilistico del progetto che -oramai si intuisce- assume connotati molto particolari. La prima tentazione potrebbe essere quella di considerare gli As Light Dies dei seguaci incattiviti dei meravigliosi In Mourning di Shrouded Divine (avrei voluto evitare di richiamare gli Opeth di Morningrise, ma oramai l’ho fatto) e dunque conciliatori, proprio come loro, di prog-death, melodic-doom e atmosfere malinconiche, ma le soluzioni adottate sono effettivamente più di nicchia. Il brano è piacevole e abbellito dalle sviolinate, a tratti elettrizzanti, di Jesús Villalba che si ripresentano, quale elemento caratterizzante, anche nella successiva e folkloristica Le Nebuleux Sentier, in uno scenario che però vira in una direzione inaspettata: gli As Light Dies scaricano improvvisamente il loro songwriting rinunciando al cantato in screaming e al riffing/drumming impetuoso, privilegiando una linearità compositiva che li porta ora lontani dall’etichetta “prog” tanto evidente durante il secondo episodio della tracklist. Il risultato è certamente più godibile, tuttavia molto meno esclusivo e gustoso, nonostante l’inserimento di intagli, soprattutto vocali -e corali-, simil-mediorientali che ricordano (lontanamente e farraginosamente) gli Orphaned Land dell’ultimo The Never Ending Way Of ORwarrOR.
Non si fosse già abbastanza confusi dopo un’introduzione sinfonica, un pezzo prog-death ed uno (praticamente) oriental-metal -senza contare testi prima in inglese (The Disinherited) e poi in francese (Le Nebuleux Sentier)-, giunge inaspettatissima la bach-iana Die Letze Fuge Vor Der Flucht, che con i suoi 5 minuti di organo ecclesiastico solista riporta alla mente l’esoteric-rock (pre-funeral doom) di Antonio Bartoccetti (aka Antonius Rex) e dei suoi Jacula.
La vena progressiva rientra prepotentemente in Trapped In Flesh, aperta da impensabili giochi popolari (cori e whistle in supporto all’onnipresente violino) ma contraddistinta da una pesante contaminazione tra la condotta libera ed aggressiva di The Disinherited e quella compita e melodica di Le Nebuleux Sentier che la rende insipida ed inoffensiva, per poi dissolversi totalmente nell’interludio Yearning For Blissful Moments While Standing Upon The Ruins, che con la propria ambientazione pianistica prepara l’ascoltatore all’ennesima strambata: Sombra Y Silencio. Questo brano si getta dapprima nelle acque stantie del gothic/power/folk metal alla Elis & compagnia bella (brutta?) per poi rimodellarsi in un improvvisato simil black melodico che, per le connotazioni di contorno, ha del ridicolo: le chitarre acustiche di inizio brano (che rientreranno tal quali nei minuti finali) lasciano ben presto il posto al tremolo picking ed ai blast-beat, conservando inalterato il “conturbante” vaniloquio vocale dell’ospite Mar Del Valle e quello melodico del violino di Villalba, che peraltro pagano entrambi metriche decontestualizzate rispetto alla ritmica di sostegno, risultando -a dir poco- “apocalittici”. Nei momenti più tranquilli mi sembra di avere nelle orecchie una trasposizione rockeggiante delle varie hit latino-americane di fine estate; in quelli più tirati, uno squallido surrogato di gothic vampiresco sulla falsariga dei primi Theatres Des Vampires. Una tortura, insomma!
E pensare che le sorprese non sono ancora finite, dato che Insignificant Among Insignificance muove i suoi interminabili 11 minuti in meandri doom che ricordano i My Dying Bride degli esordi -nel cantato e nell’utilizzo melanconico del violino- e gli ultimi The Prophecy -principalmente nel guitarism-. La traccia conclusiva (al netto dell’outro all-synth When Everything Fades Away) è tra le migliori del platter ma, totalmente esausto, ho fiato per un solo grido liberatorio: finalmente è finitooooo!

In definitiva l’album è un manifesto di forzato ed inutilmente ostentato eclettismo da parte di questi paradossali As Light Dies. Passando in rassegna Ars Subtilior From Within The Cage non riesco a trovare biasimo nei confronti dei singoli musicisti -tutti capaci- e nemmeno riguardo alle tecniche di registrazione, mastering e produzione -piuttosto oculate-, tuttavia mi sfugge totalmente il senso di condurre una composizione così varia e slegata.
Ciò che esce da questa seconda prova degli As Light Dies è tanto contradditorio da porre in capo al sottoscritto la scelta di uno specifico indirizzo su cui basare il giudizio finale. Mi domando (e vi domando): un album -questo in particolare- va valutato nella sua interezza, oppure cumulando l’efficacia dei singoli contributi? Nell’epoca della musica digitale, in cui è divenuto possibile l’acquisto frazionato dei prodotti discografici, verrebbe facile credere che ogni singolo titolo costituisca storia a sé; ma di mio, volendo ancora conferire dignità ai formati fisici, sono convinto che esista uno ed un solo modo di comprendere un autore: quello di sviscerare un album dalla prima all’ultima traccia.
Ars Subtilior From Within The Cage, in tale ottica, è dunque un prodotto esageratamente disomogeneo che, in quanto tale, non consente un coinvolgimento soddisfacente e che va pertanto valutato in termini negativi. Non bastano gli zuccherini The Disinherited, Die Letze Fuge Vor Der Flucht (eccezionale) e Insignificant Among Insignificance a far ingoiare questo insulso minestrone millecolori.
Mi spiace, ma si deve proprio bocciare!

E voi? Pensavate per davvero di potervi cibare degli As Light Dies?
Datemi retta, buttatevi a capofitto sugli Smarties



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
39.72 su 25 voti [ VOTA]
Autumn
Giovedì 15 Luglio 2010, 15.35.08
17
Bah, io sono del partito m&ms con la nocciola. Altro che Smarties....
I, Oblivion
Giovedì 15 Luglio 2010, 13.16.45
16
@Festuccia: non mi sembra di aver detto chissà quale blasfema affermazione. Da quando l'eterogeneità in un CD è un punto negativo? In più, come puoi non vedere dell'arte in quest'album? Questi ragazzi sono tecnicamente più che validi, non si può assolutamente dire che manchino di originalità e propongono qualcosa che, personalmente, non ho mai sentito in altre band simili. Si sentono un'infinità d'influenze diverse, e le hanno combinate sapientemente fra loro proponendo qualcosa di "diverso", seppur posso ben capire che possa non piacere. Ma dire che si tratta di un CD insufficiente, o anzi, "un insulso minestrone millecolori", per me è dire CASTRONERIE.
Undercover
Giovedì 15 Luglio 2010, 10.09.08
15
non sono concorde alla sua visione (scusate appena sveglio carburare è difficile).
Undercover
Giovedì 15 Luglio 2010, 10.07.41
14
@Il Professor Morte, si concordo infatti non ho mai negato la validità del suo pensiero e l'ho anche ribadito, solo che non sono concorde tutto qui
Il professor Morte
Giovedì 15 Luglio 2010, 0.06.30
13
A me le vostre beghe non interessano però vorrei rispondere @ Undercover. Il giudizio di una recensione sopra un album spetta al suo autore, e a nessun altro. Dopodiché il lettore può giudicare (possibilemente nel merito) la consistenza delle argomentazioni che l'autore porta a sostegno del suo giudizio. Inoltre egli può anche giudicare se la recensione contenga quegli elementi fattuali (non soggettivi) che ci devono sempre essere, e che permettono al lettore di comprendere le coordinate musicali, concettuali e attitudinali dell'opera. Ora: a me pare che in questa recensione non vi siano gravi mancanze, e che gli argomenti addotti (che pure io non condivido in parte: a questo cd avrei dato la sufficienza) siano ben formati. Concordi?
Pandemonium
Mercoledì 14 Luglio 2010, 21.12.45
12
Va beh Undercover non hai capito una parola di quello che ho scritto ma vedo che tutto è risolto.
Giasse
Mercoledì 14 Luglio 2010, 20.22.14
11
Effettivamente, nonostante la mia estrazione, formule matematiche rigide non ne uso. Diciamo che mi ha colpito più la sensazione del non avere né capo né coda, piuttosto che un'abilità certa ma tuttosommato comune e riscontrabile in moltissimi altri gruppi. Tutto qui.
Renaz
Mercoledì 14 Luglio 2010, 20.17.03
10
@undercover: i tuoi giudizi e commenti sono assolutamente leciti e apprezzati... esattamente come i nostri, del resto Cmq come giustamente sottolineava Festuccia, questa rece è fatta da Giasse, che ha (per fortuna!) una testa diversa dalla mia. Il mio discorso, quella volta dei Nile, traducendolo in numeri, era: se all'esecuzione dò 80 e alla qualità dei pezzi 40, la media matematica è 60... Magari qui per Giasse la somma era 40 + 60, che ne so io? Non è neanche detto che abbia usato formule matematiche...
Undercover
Mercoledì 14 Luglio 2010, 20.16.54
9
@Giasse, ti ringrazio sei l'unico da cui volevo un chiarimento e quello che hai scritto mi basta e avanza.
Undercover
Mercoledì 14 Luglio 2010, 20.15.24
8
@Pandemonium qui i canoni oggettività non li ho fissati io, quella risposta data al tempo come steccata su una polemica ben più ampia e durata non so quanti commenti fu una stupida risposta e solo tale può essere ritenuta. Sul fatto che io mi contraddica, quando? Proprio perché le visioni non sono univoche né oggettive non vedo motivo nel rispondere aspramente soprattutto se quella frase citata è stata scritta e Renaz l'ha riportata ok intendeva solo il suonato bene (e in questo caso il disco può risultare anche non consequenziale o usate il termine che più vi piace, non piacere ma è suonato bene) potrò essere non concorde sul voto? Non mi sembra ci sia una gogna mediatica contro "Giasse" perché ha messo 50 oppure visto che l'ha messo lui non posso dire una parola perché non si può contrastare il suo giudizio? L'oggettività chimerica è degli stupidi e non mi sembra di aver scritto in nessun posto la mia visione è giusta la tua no al limite ho detto la verità sta nel mezzo che al mio paese suona alquanto diverso. Con questo chiudo.
Giasse
Mercoledì 14 Luglio 2010, 20.12.23
7
Guardate... tutto è molto semplice (non volevo rispondere perché come dice Undercover mi sono già espresso tramite la rece) e leggibile nell'ultimo paragrafo. Gli As Light Dies hanno una buona tecnica di base e sono registrati/prodotti bene, tuttavia: 1) non mi dicono nulla; 2) mi sembra di avere tra le mani una compilation di brani raffazzonati quà e là. E, come direbbe qualcuno che ha scritto prima di me, "se volessi una compilation me la masterizzerei da solo"...
Pandemonium
Mercoledì 14 Luglio 2010, 20.04.55
6
Io non capisco Undercover, come fai a terminare i commenti rispondendoti da solo alle stesse domande che poni 3 frasi precedenti. Qui non c'è nessun voto insindacabile, nè bavagli al libero arbitrio, ma la possibilità di leggere l'opinione ed il voto soggettivo di un recensore e quella di lasciare un commento. Non sei d'accordo? Bene, lo scrivi e morta lì, ma attaccare un giudizio personale di un recensore basandosi sul commento di un altro mi pare assurdo... la verità è che le recensioni sono consigli, buoni o cattivi si è liberi di leggerli e giudicarli. Ma se si pretende che corrispondano sempre alle proprie idee allora forse è l'ora di mettersi a fare il recensore e vedere quanti insulti si raccolgono da lettori che si appellano ad una chimerica oggettività.
Undercover
Mercoledì 14 Luglio 2010, 19.46.54
5
Perché tecnicamente cosa c'è di contestabile nell'esecuzione di questi ragazzi? Che poi a "Giasse" risulti completamente slegato e non inquadrabile in una qualsiasi "sua" direzione e che quindi spari alla cieca se vogliamo metterla così ci può stare, parere suo ok. Se permetti quel tuo commento però mi da spunto per supportare una band che testimonia in pratica ciò che sto asserendo adesso. Una prova tecnica valida (e c'è), coadiuvata da una registrazione altrettando di buon livello e prende cinquanta? Se permetti il libero arbitrio mi da la possibilità di contestarla o quello dei Nile era un voto insidacabile e questo pure? Mi sembra che le mie polemiche per quanto aspre non siano mai del tutto immotivate e che quando ho avuto da fare i complimenti per le recensioni li ho fatti senza riserva alcuna, è quindi è possibile che la verità stia nel mezzo? Con questo chiudo perché mi annoia tirare per le lunghe soprattutto quando di motivi non ce n'è, le visioni non sono mai univoche e oggettive quando si discute d'arte e la verità assoluta non esiste.
Renaz
Mercoledì 14 Luglio 2010, 19.06.25
4
La recensione era dei Nile e la discussione era uscita a causa di un mio commento, che riporto qui testualmente: "la politica di Metallized è proprio quella di dire 'questo disco fa cagare, ma è suonato bene e quindi almeno il 60 lo prende'... che vi piaccia o no." E a questo punto mi sa che la frase (anche se non so come sia possibile) è stata sempre fraintesa, perchè se io parlo di "suonato bene" (cioè di ottima esecuzione tecnica) e uno capisce "prodotto bene" (cioè dotato di ottima registrazione), c'è qualcosa che non torna a me... In qualsiasi caso all'epoca la mia era una provocazione in risposta ad una ben più grave.
Filippo Festuccia
Mercoledì 14 Luglio 2010, 18.59.25
3
@Undercover: da quel poco che ho sentito, e dalla recensione di Massimiliano, direi che non merita la sufficienza perché non c'è un disegno alle spalle, è in pratica roba messa là a caso per fare colpo su qualcuno. L'arte è soggettiva, ma qui non la vedo proprio. Sulla polemica che citi, devi considerare che poteva benissimo NON essere Giasse la persona con cui hai parlato, e alla fine ognuno ha i suoi metri di giudizio. Non deve quadrare nulla, se parliamo di persone diverse, magari anche di redazioni diverse. A quell'altro non rispondo neanche.
I, Oblivion
Mercoledì 14 Luglio 2010, 15.11.13
2
Uno dei CD pseudo avant-garde più interessante che abbia mai sentito. 50? io direi un buon 80.. forse un album del genere sarebbe dovuto andare ad un altro recensore, più incline a certe sonorità "particolari".
Undercover
Mercoledì 14 Luglio 2010, 13.18.32
1
Onestamente slegato può darsi in alcuni frangenti ma così devastato sto disco non è, almeno per quanto mi riguarda. Viviamo un'era dove la tecnica ci fracassa i maroni con band slam e death che fanno sfoggio di lezioni di musica e quando un'opera eclettica prova a fare qualcosa di nuovo magari non perfettamente riuscita ma abbondantemente oltre la sufficienza la si demolisce? Non comprendo il cinquanta a sti ragazzi ma si sa, l'arte è soggettiva. Peraltro ricordo una polemica dove partecipai anch'io in cui uno dello staff asseriva che un album ben prodotto ed eseguito a dovere meritasse già di per sé la sufficienza, la cosa non quadra.
INFORMAZIONI
2010
BadMoonMan Music
Inclassificabile
Tracklist
1 - The Very End
2 - The Disinherited
3 - Le Nebuleux Sentier
4 - Die Letze Fuge Vor Der Flucht
5 - Trapped In Flesh
6 - Yearning For Blissful Moments While Standing Upon The Ruins
7 - Sombra Y Silencio
8 - Insignificant Among Insignificance
9 - When Everything Fades Away
Line Up
Óscar Martín (guitars, vocals & programming)
Jose Martinez (bass)
Jesús Villalba (violin)

Sessionist:
Pradi Danillos (drums)
 
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