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Mortalicum - Progress Of Doom
( 2055 letture )
Provenienti dalla Svezia, come molte altre band dedite alla musica del destino, i new comers Mortalicum esordiscono con questo Progress Of Doom per la Metal on Metal Records. In realtà non si tratta di un vero e proprio esordio, poiché nel 2008 la band rilasciò un dischetto live autoprodotto in cui chiari furono i prodromi del loro sound attuale, oltre a fornire già una cospicua anticipazione delle composizioni che andranno poi a confluire in questo debutto.

Diciamocelo subito, la copertina ispira molto. Ben accetto è il richiamo al nostro Rinascimento, movimento irripetibile di una italianità ricca di gusto e cultura; nella fattispecie la cover ritrae un particolare di un affresco di Luca Signorelli, eseguito nella cappella di San Brizio ad Orvieto tra 1500 e 1504. In particolare la scelta del dettaglio selezionato - quel Caronte traghettatore di anime dannate che da sempre affascina le nostre menti occidentali - non può che introdurci all’ascolto di quest’opera pieni di buone speranze.
Prima di proseguire, una piccola nota riguardo la scelta stilistica dei nostri. Molte band (specialmente nel doom) sembrano oggi ancorate alle proprie sonorità ed influenze in maniera fortemente integralista, con il risultato che ogni nota che ascoltiamo implica un dato passaggio a seguire, con la poco felice conseguenza che mentalmente abbiamo il progetto di un brano prima ancora di averlo ascoltato fino alla fine. I Mortalicum sono invece bravi a proporre un hard rock pesante, sporcato di heavy classico, dove la componente doom aleggia mai troppo invadente e, soprattutto, mai in maniera prepotente.
Tuttavia è proprio qui che iniziano i problemi: i Mortalicum in questo Progress Of Doom ci dimostrano di aver assimilato la lezione hard rock in maniera piena e di saperne riprodurre il feeling; a testimonianza di ciò ascoltate i riff aggressivi ed affilati di Guiding Star, della title track e di The Voyager. Molta cura gli svedesi impiegano nella stesura di refrain e variazioni melodiche, ma come suonerebbero diverse soluzioni se ad interpretarle ci fosse un vocalist poco duttile? Proprio la voce di Henrik Högl, seppur tecnicamente “giusta” per il genere, manca decisamente di incisività, con il risultato che alcuni brani tendono a somigliarsi troppo oppure a perdersi in una nenia senza via d’uscita. I limiti interpretativi investono sia le composizioni più movimentate, come Power and Control, fino a quelle più cadenzate, Revolution in Vain su tutte.
Un altro grosso problema di cui soffre questo Progress Of Doom è nel fatto che, prendendo pur atto della sopraccitata scelta di comporre in maniera più libera rispetto alla media odierna, l’approccio alla materia doom, quando c’è, appare poco focalizzato e troppo debitore dei soliti nomi. Si, i Mortalicum non sono certo una tribute band, e la componente doom è innestata su una solida base hard rock; tuttavia se nella riuscita Into The Night mi vengono in mente fin troppo chiaramente i Black Sabbath dell’immortale Children Of The Grave, Revolution In Vain mi sembra invece una b-side dei Candlemass… Tralasciando il discorso originalità, ormai quasi del tutto privo di una reale e significativa valenza nel doom, il vero problema è che gli svedesi sembrano progredire a tentoni nel proporre la propria attitudine al doom, la quale emerge in maniera meno forzata e più personale solamente nella bella Inner Piece.

Tirando le somme Progress Of Doom è un album poco chiaro: negli intenti, nei proclami e soprattutto nella realizzazione finale. I Mortalicum dovranno scegliere se buttarsi a capofitto nell’hard rock – campo nel quale paiono ferratissimi – o viceversa esplorare il mondo del doom, partendo proprio dalla loro realizzazione migliore, quella Inner Peace che sembra tagliata alla perfezione per la tonalità vocale un po’ nasale di Henrick. A conti fatti ci troviamo di fronte ad un album ibrido – per non dire confusionario – che lascia trasparire buone capacità, ma che genera forti dubbi sulla natura delle decisioni da prendere in futuro.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
37.60 su 23 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
Metal On Metal Records
Heavy Rock
Tracklist
1 - Guiding Star
2 - Into The Night
3 - Progress Of Doom
4 - Darker Power
5 - Power And Control
6 - The Voyager
7 - Revolution In Vain
8 - Darkness All Around
9 - Inner Peace
10 - Damnation Of The Soul
Line Up
Henrik Högl (vocals, guitar)
Mikael Engström (guitar)
Patrick Backlund (bass)
Andreas Häggström (drums)
 
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