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Genesis - The Lamb Lies Down On Broadway
( 13009 letture )
Il periodo d’oro dei Genesis si conclude con la pubblicazione, nel 1974, del pretenzioso doppio concept album The Lamb Lies Down On Broadway, prodotto da John Burns. Successivamente, infatti, Peter Gabriel lascerà il gruppo che, nonostante un paio di buoni album, non riuscirà più a raggiungere le vette creative del passato. Il progetto nasce da un’idea di Gabriel, che comporrà, spesso in rima, tutti i testi con esclusione della title track, redatti a cura di Banks e Rutheford. Descrivere nel dettaglio la trama di questo complesso e arzigogolato concept è estremamente difficile: basti pensare che venne abbandonata l’idea di una rappresentazione teatrale, per la precisione un musical, con Gabriel protagonista e con la regia di Alejandro Jodorowsky, e che lo stesso autore non ha mai chiarito nel dettaglio alcuni punti controversi delle sue liriche. Cercherò di essere il più sintetico possibile per dare un’idea al lettore: in una New York contemporanea vive il portoricano Rael (altri non è che l’alter ego di Gabriel) appena uscito dal riformatorio di Pontiac; per comprovare la sua esistenza scrive sui muri della metropoli il suo nome con lo spray: sarà chiamato ad affrontare un’avventura surreale ed onirica in una dimensione parallela, incontrando creature assurde come la mitologica Lamia, la biblica Lilith e i mostruosi Slippermen. Ad un certo punto si troverà nella condizione di dover prendere una decisione difficile: salvarsi fuggendo attraverso un’apertura nella parete di una roccia che si sta richiudendo e che porta al mondo reale o salvare suo fratello John, in balia delle rapide di un fiume? Disperato opta per la seconda scelta, e dopo avere raggiunto affannosamente la riva scopre che suo fratello ha il suo stesso volto: mentre lo fissa stupito i due corpi si dissolvono in una nebbia violacea.

Sotto il profilo prettamente musicale il full length, dal quale furono estratti i singoli Counting Out Time e Carpet Crawlers, contiene ben ventitre composizioni più consone per durata alla forma canzone (soltanto The Colony of Slippermen (The Arrival / A Visit to the Doktor / Raven) valica gli otto minuti) in controtendenza, quindi, con quanto usualmente praticato dalle band facenti parte del movimento progressivo. Possiamo, inoltre, affermare che alcune canzoni hanno sonorità che ritroveremo nei primi fortunati lavori solisti di Gabriel ed, al riguardo, sono molti i critici che considerano The Lamb Lies Down On Broadway un lavoro più da attribuire a Gabriel che ai Genesis. Tra i numerosi brani alcuni vanno annoverati come capolavori assoluti: la movimentata titletrack (formidabile l’intro di Tony Banks), la tenerissima e semplice Cuckoo Cocoon, l’armoniosa Carpet Crawlers (il mio brano preferito, in cui il vocalism di Gabriel raggiunge un pathos intenso e struggente), l’incisiva ossessiva In The Cage, la disincantata Counting Out Time, la psichedelica strumentale The Waiting Room (gli effetti elettronici sono di Brian Eno), la delicata The Lamia, la citata composita The Colony of Slippermen (The Arrival / A Visit to the Doktor / Raven) e la conclusiva solare It.

L’opera rock The Lamb Lies Down On Broadway venne eseguita dal vivo per 102 volte, tra il 20 novembre 1974 ed il 27 maggio 1975, ed è un peccato che non esista alcuna ripresa filmata ufficiale perchè i Genesis in quel momento storico erano all’apice della bravura nelle loro teatrali esibizioni live.

The Lamb Lies Down On Broadway è un disco stupendo, a tratti ostico, diverso dai capolavori precedenti, ma degno epilogo di una formazione intramontabile.



VOTO RECENSORE
93
VOTO LETTORI
75.76 su 76 voti [ VOTA]
Aceshigh
Venerdì 17 Novembre 2017, 19.17.05
34
Epocale! L'album in cui i Genesis più dimostrano le loro capacita compositive. Uno degli album fondamentali di tutto il rock degli anni Settanta (io però sotto sotto continuo a preferirgli Selling England by the Pound)
Andrea Velasco
Giovedì 17 Agosto 2017, 1.32.03
33
Risentito oggi e sono perfettamente in simbiosi a quanto scritto subito sotto, ossia di quanto è molto più moderno rispetto ai seppur bellissimi album precedenti; proprio ieri per l'appunto avevo risentito "foxtrot" e oggi, roba per me rara sentire lo stesso gruppo due giorni di fila, ho messo su la lamia. ebbene lo stacco è davvero notevole, sono passati solo due anni, ma sembra siano almeno il doppio se non di un'altra era. non so quale sia l'aspetto fondamentale a livello strumentale a render tutto questo, forse la forma canzone spesso più breve, la batteria molto funzionale, altro, ma indubbiamente ne prima ne dopo un album dei Genesis resisterà tanto alla prova del tempo. stranamente lo stesso effetto me lo fa un certo "clutching at straws" uscito nel 1987 ad opera dei Marillion, ultimo album con Fish alla voce, anche in questo caso abbiamo un'opera diversissima da tutte le altre, sia prima che dopo, con una modernità sonora che fa invidia pure ai giorni nostri.
magicbox
Venerdì 5 Maggio 2017, 21.51.40
32
Un disco difficile da assimillare, ma quanto ti entra dentro non esce più. Trovo che proprio per i suoni in parte differenti dagli altri lp dell' era Gabriel, sia al giorno d' oggi il più moderno dei dischi dei Genesis. Gli altri ,(sopratutto foxtrot che ho adorato/adoro) appaiono decisamente più datati nei suoni.
naoto
Mercoledì 3 Maggio 2017, 18.02.39
31
Sicuramente una delle più limpide affermazioni della musica progressiva all'apice della sua popolarità. Bello quanto Selling ma di ascolto più difficile.
venom
Lunedì 24 Aprile 2017, 22.42.13
30
monumentale , perfetto inarrivabile
hermann 60
Giovedì 9 Giugno 2016, 12.04.24
29
UN capolavoro, musica ,testi. un concept incredibile e un Peter Gabriel da paura , il picco della loro discografia.
Awake
Sabato 6 Febbraio 2016, 18.32.05
28
Nel 74 avevo 6 anni e in casa da un mio amico il suo fratello maggiore lo metteva spesso su. Mi è entrato dunque in modo lento e senza forzature: è questo l'approccio che bisogna avere quando ci si appresta ad ascoltare capolavori del genere. Questo è un disco che ci mette molto a fare breccia ma quando ti arriva diventa parte di te. Non smetterò mai di adorare e ringraziare Gabriel & soci per quello che hanno creato nei primi anni della loro carriera. In quanto al disco in oggetto: un viaggio schizoide, onirico, surreale e anche un po' clownesco dentro agli abissi della psiche umana.
Rob Fleming
Domenica 24 Gennaio 2016, 12.35.57
27
Sopravvalutato con una storia incomprensibile. 6-7 pezzi con In the cage sugli scudi, ma il resto lo lascio agli altri
martellofilosofo
Lunedì 16 Febbraio 2015, 16.27.43
26
capolavoro ineguagliabile che apre le porte alla musica futura.
Msd
Sabato 14 Febbraio 2015, 9.24.20
25
Bella recensione, gruppo e album che hanno avuto un peso notevole nella mia formazione musicale. Detto ciò innesco una bomba: leggendo i commenti noto una sorta di "odio" nei confronti di collins additato come principale causa del "degrado" della band. Io non sono d'accordo per vari motivi: - contesto storico, i due album post Gabriel sono ancora stupendi e in piena vena progressive, poi sono arrivati gli anni 80 e di cosa vogliamo parlare? Quale gruppo non me ha risentito? - la vera vena rock progressive per me era hackett, con la sua partenza si sente un vero cambio di direzione - la mente non era Gabriel e non era collins ma mister banks che dietro il suo castello di tastiere emanava editti volti a rafforzare la sua egemonia - non mi sembra che Gabriel solista abbia fatto rock progressive - negli anni 80 collins ha dato vita ai brandx ascoltateli - l unico membro dei genesis ad non aver avuto un side project era appunto banks che riversava nel gruppo tutte le sue energie
Johnny Boy
Martedì 7 Maggio 2013, 17.07.48
24
Disco veramente complessissimo, in ogni senso. gli preferisco "foxtrot" e "selling..." (forse più omogenei) ma anke questo è un disco fondamentale... ci sono influenze dalla musica "colta" contemporanea e ambient che lo rendono molto sperimentale
Foxtrot59
Domenica 17 Febbraio 2013, 4.53.00
23
Vorrei ribadire il consiglio di Olof, aggiungendo che - a mio parere - la qualità della registrazione della versione live contenuta nel cofanetto è per certi aspetti superiore a quella del disco in studio, specialmente per quanto riguarda il suono della batteria, più incisivo e realistico. Tra l'altro il nostro Phil picchia parecchio di più... E' anche un'ottima occasione per apprezzare alcuni passaggi e talune sonorità un po' diverse, cosa che può rivelarsi uitile a chi - come me - ha totalizzato un tale (enorme) numero di ascolti da rischiare un filo di noia dovuto alla prevedibilità... Chissà se "sono stato spiegato"...?
blackie
Domenica 9 Settembre 2012, 13.57.40
22
daweo un grande disco!un altra epoca,gli anni 70 tra zeppelin,sabbath e genesis...che periodo.
Olof
Mercoledì 27 Giugno 2012, 17.05.25
21
Album bello, come non se ne fanno più... Clamoroso canto del cigno del miglior quintetto di sempre. Consiglio, a chi non l'avesse, di cercare il cofanetto "Genesis archive 1967-1975" (l'era Gabriel insomma, quando Phil aveva ancora la decenza di stare perlopiù muto dietro le pelli, senza scrivere Abacab o empietà simili sotto il nome Genesis): dei 4 cd contenuti nell'"archive", i primi 2 sono la registrazione di una delle 102 date del tour, con tutto The Lamb in versione integrale ed i nostri 5 in forma strepitosa. Fantastico anche il 3° cd, con estratti da Selling England e Foxtrot, sempre live, compresa l'intera Supper's ready. Grandi, grandissimi Genesis.
Taste Of Chaos
Domenica 17 Giugno 2012, 20.53.29
20
Ci ho scritto la tesi di maturità su questo disco, è troppo bello...
steelminded
Domenica 19 Febbraio 2012, 22.27.44
19
Ma sì è un disco stanco che testimonia la fine del periodo prog/gabriel. Vi sono bei pezzi ma non ne conto più di 5&6 (tipo Lamia, Carpet Crawlers, In the Cage). Non dico che non possa piacere, ma insomma trovo difficile incensarlo un disco così... Per lo meno penso si possa condividere senza problemi che Selling England, Foxtrot, e anche W&W siano nettamente superiori...
il vichingo
Domenica 19 Febbraio 2012, 21.41.48
18
Addirittura?? O.o
steelminded
Domenica 19 Febbraio 2012, 21.22.59
17
Mhmh...
telaio
Domenica 19 Febbraio 2012, 19.20.58
16
il più grande disco della storia della musica rock
Subhuman
Domenica 29 Gennaio 2012, 11.14.31
15
Sono stato ieri a sentire i The Musical Box, cover band canadese "ufficiale" dei Genesis, che hanno riproposto interamente questo magnifico album... davvero una fotocopia della band, con le stesse movenze, gli stessi vestiti, le stesse proiezioni. Piacevolissimi!
Celtic Warrior
Giovedì 5 Gennaio 2012, 12.45.04
14
Questo album lo possiedo in vinile , da avere a ogni costo . Magnifico !!
giacomo
Giovedì 5 Gennaio 2012, 11.49.17
13
le tracce singolarmente durano poco, ma essendo unite l'una all'altra (per esempio da track 1 a 5) risultano molto lunghe. The Lamb è più un musical che un album e l'unico modo per apprezzare tracce come cockoo cocoon o altri intermezzi è sentirlo tutto di fila. questo disco va valutato nel suo insieme
Agesofrock
Lunedì 19 Dicembre 2011, 12.50.23
12
Capolavoro 4, l'apoteosi dei Genesis.
bombero888
Domenica 16 Gennaio 2011, 2.09.07
11
l'album piu' bello della storia della musica in assoluto all'apice.
LedVoglinaro
Martedì 2 Novembre 2010, 21.16.25
10
L'album che mi e' piaciuto di meno per quanto riguarda il periodo con Gabriel dei Genesis. Rimane comunque un'ottima opera, ma non un capolavoro. Il mio voto e' 80.
Franky1117
Venerdì 20 Agosto 2010, 14.43.49
9
Album stupendo anche se diverso dai precedenti.Comunque anche il dopo Gabriel (fino a Duke) è all'altezza (soprattutto A Trick e Wind)
mike
Martedì 27 Luglio 2010, 15.05.07
8
capolavoro!
MV
Lunedì 26 Luglio 2010, 21.45.48
7
The children play at home with needles, needles and pins. Epocale
Broken Dream
Lunedì 26 Luglio 2010, 15.41.56
6
Stupendo, indimenticabile, e probabilmente inarrivabile
hm is the law
Domenica 25 Luglio 2010, 19.06.13
5
E già Absynthe6886 Genesis, Yes e King Crimson li ascolto da più di trent' anni e non tramontano mai!
Absynthe6886
Domenica 25 Luglio 2010, 14.33.17
4
Si, molti lo trovano ostico, ma trovano ostico tutti i primi Genesis, escludendo l'insipido debut From Genesis To Revelation. Per il sottoscritto, unitamente a Selling England By The Pound, si tratta del capolavoro assoluto di Gabriel & Co. Il prog, anzi IL Prog!, è riassunto in album come questo, come Fragile/Close To The Edge, come Larks Tongue In Aspics. Se non lo avete ancora o, PEGGIO, non lo avete mai ascoltato, ponete rimedio subito!!! Il 2012 è vicino ormai!!! AHAHAH!
Electric Warrior
Domenica 25 Luglio 2010, 13.47.43
3
Grandissimo capolavoro!
krok
Sabato 24 Luglio 2010, 19.11.59
2
un disco stupendo,anche se forse un po' prolisso...comunque a mio giudizio,l'abbandono che ha "danneggiato" di più i Genesis è stato quello di Steve Hackett e non quello di Gabriel...
Raven
Sabato 24 Luglio 2010, 18.08.00
1
le ultime 2 righe della recensione dicono tutto.
INFORMAZIONI
1974
Charisma Records
Prog Rock
Tracklist
Disco 1
01. The Lamb Lies Down On Broadway
02. Fly on a Windshield
03. Broadway Melody of 1974
04. Cuckoo Cocoon
05. In the Cage
06. The Grand Parade of Lifeless Packaging
07. Back in N.Y.C.
08. Hairless Heart
09. Counting Out Time
10. Carpet Crawlers
11. The Chamber of 32 Doors

Disco 2
01. Lilywhite Lilith
02. The Waiting Room
03. Anyway
04. Here Comes the Supernatural Anaesthetist
05. The Lamia
06. Silent Sorrow in Empty Boats
07. The Colony of Slippermen (The Arrival / A Visit to the Doktor / Raven)
08. Ravine
09. The Light Dies Down on Broadway
10. Riding the Scree
11. In the Rapids
12. It
Line Up
Peter Gabriel - voce, flauto
Steve Hackett - chitarra
Tony Banks - tastiere, cori
Mike Rutherford - basso, chitarra a 12 corde, cori
Phil Collins - batteria, percussioni, vibrafono, voce, cori
 
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