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Mournful Gust - She’s My Grief...Decade
( 1854 letture )
Continua la rovinosa caduta in picchiata da parte della Solitude Prod.
L’etichetta russa, dopo essersi distinta per delle interessanti produzioni nei primi anni di lavoro, ultimamente sta dando alle stampe una moltitudine di uscite discografiche dal valore decisamente discutibile. La politica di produrre solamente bands provenienti dall'area dell'Europa dell'est e dell' ex blocco Sovietico non si è rivelata vincente, essendo queste delle zone notoriamente distanti da certe sonorità e che solamente negli ultimi anni si sono avvicinate alla scena doom, risultando in ritardo di qualche decennio, con una conseguente ingenuità di suoni ed idee facilmente percepibile da chiunque segua la scena da più di un lustro.

Oggi ci giunge tra le mani il doppio degli ucraini Mournful Gust, prodotto che altro non è se non la riedizione di vecchi lavori della band; difatti il primo CD racchiude il debutto intitolato She's My Grief, edito dalla Metal Force Records nel 2000 e ristampato nel 2005 dalla Soyuz/Metalagen con una cover differente. Il secondo CD racchiude invece il demo The Frankness Eve del 2006 - successivamente integrato per intero nell'omonimo album del 2008 – oltre ad una manciata di covers ed un video.
Per chi non li conoscesse, i Mournful Gust sono un collettivo di 7 musicisti formatosi nel 1999, alle prese con un gothic/doom non certamente brillante ed innovativo e che cavalca le tendenze mainstream tipiche dei gruppi gothic: ad esempio il dualismo tra male & female vocals, oppure l'uso del flauto che, ad onor del vero, è l'unico elemento distintivo nella musica di questi ucraini.

Lo stile delle vocals di Vladislav richiama alla mente una gran varietà di singer ben noti, saccheggiandone ora uno ed ora un altro senza aggiungere nulla di personale a quanto già proposto da altri in tempi ben più floridi. Le female vocals sono ad opera di due guest singers - una delle quali addirittura soprano - semplicemente imbarazzanti nella loro inutilità e freddezza. Le chitarre del duo Vasiliy/Evgeny si rendono protagoniste di altrettante razzie, special modo ai danni di bands come My Dying Bride e Mournful Congregation, ma senza raggiungerne i medesimi standard qualitativo/tecnico/atmosferici. In mezzo alla numerosa refurtiva accumulata dal duo, possiamo anche notare qualche pezzo di valore - sfortunatamente non supportato da una registrazione adeguata - in special modo nelle parti acustiche, le quali si riescono ad apprezzare nonostante la povertà del suono.
Per quanto riguarda basso e batteria, mi limiterò a dire che svolgono supinamente il loro ruolo senza strafare; mentre per quanto riguarda i synth, è bene aprire un capitolo a parte. Certamente Stanislav, già alle tastiere con i Requiem, è colui che riesce ad apportare un contributo personale all'interno delle composizioni della band, nonostante non sia certo un virtuoso dello strumento. I synth non ricoprono un ruolo di rilievo nell'economia dei brani dei Mournful Gust, tuttavia lo stile compositivo di Stanislav apporta delle soluzioni nuove - sicuramente provenienti dalla tradizione popolare del loro paese d'origine - che forse inizialmente possono stridere con le tipiche atmosfere doom, ma non appena metabolizzate, si riescono anche ad apprezzare.

Dulcis in fundo vorrei parlare dell'aspetto lirico/attitudinale. Sono certo che se la band fosse Italiana adorerebbero la Pausini e tutta quella sfilza di cantanti che delle pene d'amore ne hanno fatto una ragione di vita. Le donne ucraine sono famose in tutto il mondo per la loro bellezza che - a quanto pare - ha causato non poche pene d'amore ai nostri cari musicisti, spingendoli a dedicare il titolo di questo lavoro proprio ad un amore sofferto. Non so ben dire se preferisco dei riferimenti a funerali o sofferenze varie, ma titoli come The First Springs Without You, mi riportano in mente tormentoni del calibro di L'estate Sta Finendo dei Righeira. Sul secondo CD è apprezzabile una maggiore vena creativa rispetto alle produzioni più recenti, sicuramente complice una più spiccata propensione per sonorità più grevi e pesanti. Nonostante ciò non mancano le influenze gotiche, come ad esempio l’uso del flauto che dona un valore aggiunto al sound, mentre anche la produzione risulta più piena e compatta rispetto al nuovo lavoro. Un aspetto che invece rimane invariato è l'uso delle vocals, impersonali e troppo derivate anche su questo secondo disco.
Passando al discorso cover, interessante risulta quella dei Somnolent, molto dura e pesante e - a mio parere - anche migliore dell'originale. Non si può dire lo stesso della cover di I Saw Her Sad Eyes per mano di Stas Mischenko, impegnato in un remix elettronico pseudo danzabile che di certo non ha incontrato i miei gusti.
Molto più interessante invece la cover di The Cold Solitude, per la quale si sono adoperati gli sconosciuti Soundform e Practical Senses in un remix che definire alcolico è davvero dir poco.
Per concludere il video di With Every Suffering, abbastanza professionale per una band emergente come questa, non si fa certo apprezzare per le innovazioni apportate, ricalcando i classici clichés del genere - ovviamente con una protagonista femminile - tra cimiteri, statue, luoghi malinconici e flashback.

Le conclusioni si traggono da sole: finchè questi Mournful Gust non troveranno qualcosa da dire, forse è meglio che non dicano niente...



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
23.33 su 15 voti [ VOTA]
andrea
Sabato 14 Agosto 2010, 0.59.04
1
concordo. non riesco a farmeli piacere, nonostante le "insistenze" della solitude.
INFORMAZIONI
2010
Solitude Prod.
Doom
Tracklist
CD1
1 - The first spring without you
2 - Path of my tears
3 - Where once we were happy
4 - Sweet embrace of scarlet twilight
5 - I saw her sad eyes
6 - As a wingless bird
7 - ...and we shall die together

CD2
1 - A pain to remember (demo version)
2 - It's our own tragedy (demo version)
3 - To your deceits... again (demo version)
4 - The first spring without you (by Somnolent version)
5 - I saw her sad eyes (by Stas Mischenko version)
6 - The cold solitude (by Soundform & Pratical Senses version)
7 - The cold solitude (by Alexander Naydenov version)
8 - The cold solitude (demo version)
9 - With every suffering (video)
Line Up
Vladislav Shahin (vocals)
Vasiliy Morozov (guitar)
Evgeniy Rusetskiy (guitar)
SahO Maljovanij (bass)
Inna Esina (flute)
Stanislav Mischenko (keyboards)
Nikolay Kostetskiy (drums)
 
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