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Queensryche - Rage For Order
( 6329 letture )
Rage for Order non è neanche lontanamente il miglior disco dei Queensryche; non è neanche il miglior album del 1986, se è per questo. Ma pensate un po': una band di Seattle, impegnata in una rivalità (per lo più creata dalla stampa di settore) con i Fates Warning su quale fosse l'astro nascente del power american-style, che se ne esce con questo album qua, in questo modo qua. Tanto per cominciare, il look (roba che al confronto i Motley Crue erano delle scolarette): capelli cotonati, eyeliner, tutine di dubbio gusto e tutto quello che contribuisce allo stereotipo visuale del glam metal duro e puro. "Venduti", mormora qualche fan della prima ora. Poi, Rage for Order con la sua copertina di disarmante semplicità, e il rosso come incongruo leit-motiv cromatico. Infine, il coraggio di metterlo nello stereo, temendo di essere stati traditi da una giovane band che -si diceva- avrebbe portato il metal americano a nuovi livelli. La prima cosa che si nota è che Geoff Tate è un dio, ma di quelle divinità bizzarre e poco sacre, priva dell'autorevolezza dei metal gods britannici, e con in più un'estensione mostruosa e una disinvoltura nei falsetti da far spavento.

Il suono appare influenzato dall'hard rock commercialotto che cominciava ad essere un must, con le sue commistioni con il pop d'antan (e infatti il primo singolo estratto è Gonna Get Close to You, cover di Lisa DalBello: "Venduti", dice a voce alta qualche fan) e le sue melodie sfrontate, ma basta sentire I Dream in Infrared per capire l'errore di tale visione: sono molti di più gli angoli non smussati di glaciale freddezza, di manie elettroniche, di urla emotive di Tate, che non le concessioni alle mode imperanti. Anche perché sotto ai cori -trademark dei Queensryche come li conosceremo in seguito- c'è un mondo cyberpunk che si rivela in minima parte. Ripetiamo: sei giovanotti della provincia urbana nord-americana, truccati da glamsters, propongono un heavy infarcito di chitarre e con spunti elettronici assolutamente inediti, e ci disegnano sopra testi strazianti e metaumanoidi, abbozzando la critica al potere che verrà espressa in Operation: Mindcrime. Intendiamoci: Rage for Order non è Operation: Mindcrime, né Empire, perché ai bei tempi ogni disco dei Queensryche sembrava nato da un mondo a parte, eppure collegato a tutto il resto. Insomma, Tate e compagni, mi si perdoni il francesismo, avevano le palle di fare assolutamente quello che volevano del loro sound, della loro immagine, dei loro testi. Ci sono brani che meriterebbero di essere ricordati nei secoli: Walk in the Shadows apre il platter con melodica veemenza, ed è uno dei classici della band. Se non temessi di avventurarmi troppo in là con il confronto, direi che vale tranquillamente una Revolution Calling. The Whisper, invece, richiama maggiormente l'elemento NWOBHM del suono dei 'Ryche, aggiungendovi un testo raggelante per potenza delle immagini ("Prendimi per mano, non aver paura: io sono il padrone, tu la mia schiava"), mentre Screaming in Digital, pur essendo un po' più carente da un punto di vista strettamente musicale, ricama trame psicologiche volte a sviscerare il rapporto dell'uomo-macchina con colui che può apparire come suo simile, ma che in realtà è così diverso. I Will Remember è una ballad di livello stellare, con una prestazione fuori dall'umana concezione da parte di un Tate che ha veramente tutto: estensione, tecnica, grazia, gusto e passione. Non si dovrebbe tacere poi della potente Chemical Youth, né della stralunata Neue Regel, o ancora della crudele Surgical Strike.

DeGarmo e Wilton dimostrano non solo di aver mandato correttamente a memoria la lezione dei maestri, ma di saper dire frasi originali senza doversi appoggiare a stili prefabbricati; ma faticano a non rimanere abbagliati dalla splendida lucentezza di un Geoff Tate che non avrò mai amato, ma del quale -non essendo sordo- non faccio fatica a riconoscere l'immenso talento. I Queensryche hanno voluto osare, e hanno vinto la scommessa; oseranno ancora di più con Operation: Mindcrime, e rimarranno nella storia. Rage for Order resta un gran disco di heavy lontano dai clichées, quasi sperimentale in certe idee, avanguardista senza dubbio nella mentalità. Negli anni, i fan hanno imparato ad apprezzarlo per quello che è, ed il fan che gridava "Venduti!" è rimasto solo, a tuonare in nome di un metallo puro che esiste solo nella sua testa. Nello stesso anno, d'altra parte, uscivano i Judas Priest di Turbo e gli Iron Maiden di Somewhere in Time, dischi diversi nel risultato ma accomunati nello spirito anche a questo Rage for Order. La differenza è che i 'Ryche sono sempre stati più intelligenti, più coraggiosi, e quindi, paradossalmente e con una frase che non significa niente, più metal.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
81.73 su 94 voti [ VOTA]
Andrea Salvador
Lunedì 4 Marzo 2019, 13.59.19
31
Tra i primi veri esempi di Prog Metal e per questo non perfetto. è molto diretto, se consideriamo moltissimi altri album del genere ed in alcuni punti è ancora debitore del progressive Rock. Considerato tutto questo RFO è un autentico capolavoro, superato dagli album successivi solo perché in essi i 'ryche hanno smussato tutti i difetti di RFO ed, inoltre, altre band li hanno seguiti, facendo si che i 'ryche potessero creare musica senza curarsi troppo di eventuali critiche o di dover dare giustificazioni. Per quel 1986 RFO è da considerarsi album seminale, allo stesso livello dei primi Rush per il genere.
Jeff Waters
Giovedì 21 Dicembre 2017, 14.42.46
30
I Queensryche sono stati sempre maestri di se stessi. Rage for Order rappresenta la prima grande lezione al mondo metal dopo essersi fatti conoscere con i primi 2 Lp. Loro sono l'università del Metal ed è bene che le nuove leve imparino qualcosa dai maestri a distanza di più di 30 anni. 99/100
Aceshigh
Mercoledì 13 Dicembre 2017, 17.34.57
29
Li ho conosciuti con questo capolavoro. Quest'album è inferiore (forse) solo al successivo Operation:Mindcrime, per me è impossibile scegliere. Meritano il massimo dei voti tutti e due; lo stratosferico Empire a mio avviso non li raggiunge, sebbene per pochissimo. Con Rage for Order i Queensryche dimostrano di essere secoli avanti alle altre band di quel periodo e poi ... Tate !!! Performance stratosferica! Mai più come su quest'album. 45 minuti di estasi musicale. 100 senza ombra di dubbio!
Linuccio
Martedì 4 Aprile 2017, 15.26.07
28
Disco perfetto, il più bello dei Queensryche, superiore anche ad Operation Mindcrime, primo disco prog metal della storia, nulla è fuori posto
Max
Giovedì 3 Marzo 2016, 8.21.50
27
Per me è l'album pio complesso che hanno prodotto. Di difficile assimilazione e che centellino negli ascolti tanto è esigente nel suo sviluppo. Che suoni! Che atmosfere! 100 non basta!
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 16.08.06
26
Rage for order è la prima perla assoluta della loro carriera. Inutile citare i brani uno più bello di quell'altro. Fondamentali 85
Max
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 14.43.50
25
Voto troppo basso, questo album si avvicina al 100!!! Un disco imperdibile, difficile da assimilare , da ascoltare centellinandolo...ma che roba!!
Shadow
Martedì 20 Ottobre 2015, 15.52.22
24
Questo disco per me è un capolavoro assoluto. Come Mindcrime, seppur così diverso. Trovare un solo brano debole è pressochè impossibile, non c'è un calo di tensione, non una nota fuori posto. Un sound di una freddezza glaciale capace però di emozionare in modo unico..... E poi Tate.......mamma mia! Voto 100
Maz
Martedì 13 Ottobre 2015, 12.08.51
23
Se non 100, qualche centesimo di punto sotto!!! Immortale anche se ritengo di difficlile assimilazioneopomquasi 30 anni dal primoa scolto "faccio ancora fatica" (per fortuna)!!
gandolfo
Sabato 22 Agosto 2015, 14.38.51
22
100....questo è per me il disco capolavoro dei Queensryche, perfetto in tutto, più di Empire e di Operation Mindcrime....non c'è nulla di così perfetto ancora oggi
InvictuSteele
Mercoledì 12 Agosto 2015, 17.26.57
21
Unico, magnifico, avanti 15 anni. Band geniale che si è data zappa sui piedi da sola. voto 90
Immanuel Kant
Sabato 3 Maggio 2014, 21.42.31
20
88 decisamente troppo alto, un 70 mi sembra più onesto considerando che i capolavori sono Walk, Infrared, London e I Will Remember. il resto non è niente di trascendentale
Argo
Martedì 29 Aprile 2014, 10.42.06
19
Un bel 8 questo disco se lo prende da parte mia, da avere!
andrew lloyd
Domenica 11 Agosto 2013, 19.49.16
18
Un album degli Anni Ottanta scritto nel futuro. Nessuno seppe osare tanto. La cosa disarmante è che quest'album è da 100 ma il bello... doveva ancora arrivare.RFO sarebbe stato la perfetta colonna sonora di Blade Runner..
massimo
Mercoledì 22 Maggio 2013, 19.24.28
17
Il miglior album dei Queensryche. Coraggioso ed innovativo.
Diego
Martedì 21 Maggio 2013, 12.31.06
16
100 senza discussioni...
giorgio
Lunedì 4 Marzo 2013, 17.15.13
15
concordo con Arrraya, questo album era da 100, è da 100 e sarà sempre da 100, è il disco dove i Riche hanno veramente osato e vinto la sfida!!!
Arrraya
Giovedì 14 Giugno 2012, 3.39.47
14
L'assolo in coppia ,armonizzato, di "Walk in the Shadows" è da dieci, Solo questo basterebbe per reputarlo un punto di riferimento. Era da 10 ieri, è da 10 oggi, e sarà da 10 anche domani
eddie
Sabato 9 Aprile 2011, 22.19.34
13
...operation mindcrime è qualcosa di inarrivabile...ma empire e rage for order sono su livelli indiscutibili...
Hellion
Venerdì 27 Agosto 2010, 18.58.41
12
...strakapolavoro!
Dan g warrior
Domenica 22 Agosto 2010, 21.33.43
11
disco bellissimo, grande musica e grande classe. per me è alla pari con "operation mindcrime" e "empire" i capolavori dei ryche.
Filippo Festuccia
Domenica 22 Agosto 2010, 19.55.37
10
Rispondo un po' a tutti: innanzitutto considerate che io scrivo non essendo fan dei Queensryche, ma solo profondo estimatore. Chi ha già letto mie recensioni si ricorderà che per me 88 è un voto molto alto, che metto a dischi di cui non cambierei praticamente niente se non una o al massimo due tracce. E secondo me Operation: Mindcrime esula dal discorso strettamente musicale, non può proprio prendere meno di 100. Fatte queste considerazioni, insomma, resta una pietra preziosa in tutti gli anni ottanta.
Nikolas
Domenica 22 Agosto 2010, 19.39.18
9
Cacchio... anch'io gli darei più di 90, ma solo se questo non portasse terribilmente fuori scala un capolavoro come Operation: Mindricrime, che allora andrebbe ben oltre il 100 Splendido comunque, non si dicute!
Federico95
Domenica 22 Agosto 2010, 12.53.42
8
@Filippo Festuccia: Beh, io a Operation: Mindcrime personalmente darei 2-3 punti in meno rispetto a questo...
P2K!
Domenica 22 Agosto 2010, 11.26.00
7
Sicuramente il 1996 verrà ricordato come un anno seminale per quanto concerne le uscite in campo Heavy, e i Queensryche fecero uscire il loro asso di briscola. Ho sempre trovato formidabile questo disco per il suo carattere indomito nel voler uscire dai cliché della musica Heavy (etichetta che va da sempre stretta ai Queensryche). Massimo rispetto per la band e a Geoff Tate su tutti che in questa sede regala delle interpretazioni ineguagliabili da chiunque. Il mio disco preferito rimane PROMISED LAND (capolovaro emozionale) e sul secondo gradino il tanto osannato Operation: Mindcrime, ma questo segue a ruota. Confermo comunque il mio apprezzamento per l'ultimo American Soldier.
JohnFogna
Domenica 22 Agosto 2010, 11.06.32
6
Ho seguito l'evoluzione dei queensryche dal 1987 anno cui mi registrarono su cassetta warning e rage for order. A distanza di anni posso personalmente dire che operation mindcrime ed empire sono 2 capolavori indiscutibili ma per quanto mi riguarda i lavori che preferisco sono rage for order e promise land, molto meno immediati ma più profondi ed introspettivi
Alex666
Domenica 22 Agosto 2010, 10.27.47
5
Dimenticavo, ad Operation:Mindcrime quanto mettiamo? Semplice...S.V., è disco che ho ascoltato di più in assoluto, capolavoro MONUMENTALE
Alex666
Domenica 22 Agosto 2010, 10.26.01
4
Rage for Order è un capolavo di sperimentazione che merita di essere lungamente meditato, come il mai sufficientemente apprezzato Promised Land. Che poi non sia Operation:Mindcrime è ovvio, ma segna il necessario passaggio dai Ryche di The Warning ai Ryche di Mindcrime. Tate è il miglior cantante della scena metal, basta andare ad ascoltarlo dal vivo per capire come sia in grado di interpretare canzoni con registri differenti. L'accoppiata DeGarmo/Wilton è quella che manca ai Queensryche di oggi, anche se l'ultimo American Soldier a me è piaciuto molto. Rage For Order merita tutto un 95/100. P.S. Nel 1986 è uscito anche un certo Master of Puppets
Filippo Festuccia
Sabato 21 Agosto 2010, 22.51.56
3
Sono d'accordo con voi e vi ringrazio del contributo, ma se a questo mettiamo 95 o 99 a Operation: Mindcrime quanto mettiamo?
onofrio
Sabato 21 Agosto 2010, 22.49.43
2
Rage For Order è un disco senza punti deboli. Un disco seminale per gli studiosi della storia del metal, immancabile nella discografia di chi vanta il buon gusto 95 su 100.
Federico95
Sabato 21 Agosto 2010, 16.12.02
1
Il mio preferito dei Queensryche, gli dò il massimo dei voti
INFORMAZIONI
1986
EMI
Prog Metal
Tracklist
1 Walk in the Shadows
2 I Dream in Infrared
3 The Whisper
4 Gonna Get Close to You (cover di Lisa DalBello)
5 The Killing Words
6 Surgical Strike
7 Neue Regel
8 Chemical Youth (We Are Rebellion)
9 London
10 Screaming in Digital
11 I Will Remember
Line Up
Geoff Tate - Voce e tastiere
Chris DeGarmo - Chitarra
Michael Wilton - Chitarra
Eddie Jackson - Basso
Scott Rockenfield - Batteria e percussioni
Neil Kernon - Tastiere
 
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