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Perfect Breed - The Zeroth Law
( 2309 letture )
Ne hanno fatta di strada i Perfect Breed. La giovanissima band che un paio d'anni fa allegava una "biografiga" alla sua prima demo e tentava di barcamenarsi alla meglio nel marasma del metal svedese navigando a vista è ora cresciuta, e anche se questo primo full-lenght non può decretarne la maturazione definitiva, delinea un quadro abbastanza preciso di ciò che il gruppo dell'entroterra barese sta cercando di diventare.

Innanzitutto la line-up: mantenuto il nucleo del 2008, sono stati innestati due nuovi componenti (Vincenzo Cornacchia alla chitarra e Angela Giannuzzi alle tastiere) che donano all'ensemble un suono più corposo e compatto rispetto al passato, suono che ora pesca a piene mani dagli spartiti degli Opeth, il cui spettro aleggia per tutta la durata del lavoro. Death metal progressivo quindi per i nostri, che sembrano essere sufficientemente a proprio agio nelle trame intricate dei pezzi, riuscendo a non perdere la bussola nei passaggi più tecnici o nelle sezioni strumentali più articolate, e qui veniamo subito ad uno dei maggiori pregi della band: la capacità di sintesi. Nonostante la durata media delle loro canzoni si aggiri intorno ai sette minuti, i Perfect Breed riescono a mantenere sempre il focus sui pezzi, lasciando che il loro sviluppo armonico si dipani in modo abbastanza naturale senza perdersi inutilmente in orpelli o masturbazioni strumentali che alla lunga finirebbero per annacquare il risultato finale. In questo senso va apprezzato sia il lavoro fatto in sede di songwriting (anche se qualche momento di confusione o di stanca appare fisiologicamente qua e la) che quello fatto sugli arrangiamenti, che non risultano mai troppo complessi, assecondando così l'urgenza espressiva e l'impatto a cui una band death metal non dovrebbe mai rinunciare.

Buona la tecnica strumentale espressa dai ragazzi nonostante la giovane età, soprattutto per quanto riguarda le trame chitarristiche, pregevoli sia in fase di riffing (nonostante la derivatività di alcuni passaggi) sia in fase solistica, e il drumming di Giuseppe Taccogna, pulito e fantasioso quanto basta (apprezzabile soprattutto il lavoro di fino sui piatti), anche se a volte sembra perdere un po' in potenza, complice anche una produzione che penalizza la resa delle pelli, assieme ad altri aspetti del sound come il lavoro del basso o delle tastiere nei momenti più concitati. Molto buona infine la prestazione vocale di Giuseppe Piccinni, convincente nel suo growling cavernoso e discretamente espressivo nei momenti puliti, nonostante il tentativo di fare il verso a Mikael Akerfeldt sia abbastanza palese, vedere la ballad Recollecting in tranquillità.

The Zeroth Law -questo il titolo del disco- prende il nome dalle leggi della robotica (precisamente da un complemento alle tre leggi fondamentali) enunciate nei romanzi di Isaac Asimov, leggi a cui obbediscono gran parte dei robot che compaiono nei racconti. Ed è proprio un robot di Asimov che si fonde all'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nel significativo artwork di copertina a simboleggiare il principale argomento d'interesse nel concept e nelle liriche del gruppo: il transumanesimo. Tale movimento culturale (che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare diversi aspetti della condizione umana) influenza la band sin dai suoi primi vagiti e seppur molto interessante, non sembra sempre connesso in modo ottimale alle atmosfere evocate dalla musica; laddove infatti ci si aspetta una certa "meccanicità" nelle trame ritmiche, un uso "freddo" delle tastiere o ancora la presenza di elementi elettronici, si riscontra invece la predilezione per strutture più ariose, sporadici accordi di piano o calde aperture melodiche. Non che questo sia necessariamente un male (il risultato finale è comunque altamente godibile), ma magari un modo per affrancarsi dalle pesanti influenze già enunciate e trovare una via espressiva più personale potrebbe essere proprio quello di adattare il proprio concept musicale a quello lirico sotto una luce più "transumana".

Considerazioni personali a parte, possiamo infine giudicare The Zeroth Law come un debutto assolutamente riuscito per una band, quella dei Perfect Breed, che se saprà limare certe asperità proprie dei gruppi più giovani, sarà sicuramente in grado di regalare (e ricevere) grosse soddisfazioni. D'altronde pezzi come Mechanical Supremacy, Axon Compressor o Paradox non possono lasciare indifferenti gli appassionati del genere, finanche quelli più smaliziati.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
52.04 su 25 voti [ VOTA]
Antonio Mercury Ventura
Martedì 29 Marzo 2011, 18.18.01
1
Bellissimo
INFORMAZIONI
2010
Autoprodotto
Prog Death
Tracklist
1. Mechanical Supremacy
2. Next Human Archtype
3. Axon Compressor
4. Recolleting In Tranquillity
5. Paradox
6. Betrayer Of The Species
7. Beneath A Steel Sky
Line Up
Giuseppe Piccinni - Vocals
Mario Vitale - Guitar
Vincenzo Cornacchia - Guitar
Giuseppe Lorusso - Bass
Giuseppe Taccogna - Drums
Angela Giannuzzi - Keyboards
 
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