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Circle II Circle - Consequence of Power
( 3011 letture )
Il nuovo album dei Circle II Circle, band fondata nel 2001 dall’ex cantante dei Savatage Zachary Stevens, pur non passando in primissimo piano tra le nuove uscite di quest’anno, dimostra che trovare nuova musica di alto livello, al giorno d’oggi, non è poi così difficile come si pensi. Con ormai quattro dischi alle spalle, i Circle II Circle sono ancora desiderosi di trasmettere al proprio pubblico lavori di ottimo stampo, come d’altronde si rivela questo Consequence Of Power.

Le sonorità del gruppo rimandano fortemente a quello che erano i Savatage, esprimendo un tipo di musica particolarmente vario ed interessante, dove trova spazio un heavy metal sincero unito ad elementi power e progressive. Senza rendersi protagonisti di alcun tipo di stravaganza musicale, i quattro tirano fuori ancora una volta un disco ricco di idee e di buoni spunti, esprimendo appieno le loro capacità artistiche, che dimostrano col passare degli anni quanto si possa far frutto delle proprie esperienze musicali e non.
Nonostante le buone premesse, però, bisogna anche sottolineare alcuni punti negativi dell’album. Difatti in questi cinquantaquattro minuti di musica si rischia spesso d’incappare in alcuni momenti in cui la noia si rivela l’unica nostra compagna, a causa di uno scarsissimo variare di tonalità presente nel disco, e soprattutto nel timbro vocale del leader Zachary Stevens, che, con tutta la buona volontà di questo mondo, non credo potrà mai raggiungere certi più alti livelli come cantante. Certo, il tipo di cantato di Stevens si adatta perfettamente al genere proposto dai Circle II Circle, ma alla fin fine la sensazione che prevale in seguito a numerosi ascolti (e mi limito a parlare di questo album in particolare, senza addentrarmi nei passati lavori della band), è proprio che il punto debole sia rappresentato dalla scarsa variazione di tonalità presente nella voce. Per quanto riguarda la parte strumentale, invece, niente da eccepire, anche se alla lunga la batteria di Johnny Osborn sembra essere un poco troppo povera d’idee ed estremamente lineare e semplicistica nelle sue soluzioni ritmiche. Ciò che contribuisce ad elevare il giudizio dell’album risultano essere quindi la linea melodica ed i riff del chitarrista Andrew Lee, il quale è parso il più ispirato.

Venendo al succo del discorso, rappresentato nel nostro caso dalle dieci canzoni che compongono il disco, trovo qualche difficoltà a scovare i punti migliori e quelli peggiori, in quanto la base compositiva differisce ben poco dall’uno all’altro brano; le parti migliori sono infatti quelle in cui possiamo trovare qualche variazione stilistica e melodica (più che altro la seconda). La prima metà del disco scorre via senza entusiasmare troppo, pur non palesando carenze di alcun tipo, ma si tratta più che altro di una eccessiva sobrietà di fondo (di cui ho ampiamente parlato in precedenza) che va purtroppo a discapito del giudizio finale.
Whispers In Vain, il brano di apertura, seppur senza particolari momenti di gloria, ci mostra una formazione in ottima forma, che sa far valere le proprie capacità artistiche senza timori. Con la seconda canzone -la titletrack- i ritmi cambiano leggermente, si velocizzano, ed il disco entra così più nel vivo del gioco; degno di nota risulta inoltre essere il ritornello, uno di quelli che non si distaccherà facilmente dalla vostra testa dopo qualche ascolto. Out Of Nowhere non si distingue invece per quasi nessuna ragione, restando piuttosto anonima nel suo piccolo, e regalandoci solamente qualche sprazzo di buona musica, con l’unica bella trovata del basso protagonista durante i secondi iniziali. I due brani seguenti, Remember e Mirage, paiono in un certo qual modo assomigliarsi. Nonostante siano entrambi molto apprezzabili ed orecchiabili, anch’essi lasciano un po’ di amaro in bocca per la poca espressività sonora e la debole voglia di stupire l’ascoltatore.
Episodes Of Mania è la prima canzone che finalmente riesce a soddisfarmi appieno, grazie alle sue atmosfere un po’ epiche (in stile Manilla Road per fare un esempio) ed un po’ prog. La voce di Stevens ci regala inoltre il suo lato più sognante, aumentando così il proprio punteggio in graduatoria. La seguente Redemption è la canzone più cattiva dell’intero lavoro, a partire dai riff aggressivi di chitarra, continuando con dei leggeri cambi di tempo della batteria e con la voce potente e ben impostata del singer statunitense. Ma ecco che piano piano all’orizzonte il cielo si fa più limpido e arriva, lieve e calma come il sole in autunno, una canzone capolavoro, che non può che riportarci con la mente ai Savatage ed alle loro tastiere sognanti. Take Back Yesterday è in assoluto il brano migliore, si apre dolcemente con poche note di piano (prodotte comunque usando la tastiera) e prosegue facendosi sempre più ritmato e trascinante. Qui la voce di Stevens ci accompagna per tutta la durata della canzone con una voce che dire splendida è dir poco, molto bello pure l’assolo del solito Lee che esprime proprio in quest’occasione tutta la sua bravura: senza dubbio il picco dell’album. Una ventata d’aria fresca in una stanza rimasta chiusa per lungo tempo. Le successive due canzoni aiutano a tenere alto il livello di gradimento generale, lasciando una piacevole sensazione di appagamento. Anathema è il pezzo in cui il lato prog dei Circle II Circle viene fuori con maggior decisione, per mezzo di vari cambi di tempo e di ritmo che contribuiscono alla buona riuscita del brano. Con la conclusiva Blood Of An Angel la band tira fuori dal cappello le proprie emozioni più profonde, donandoci una ballad forse un po’ scontata ma che lascia il segno in modo abbastanza positivo; emozionante, carica di sentimento, anche se non più di tanto incisiva.

Tirando le somme, questo nuovo Consequence Of Power degli americani Circle II Circle è un buon album, probabilmente non al pari dei precedenti lavori della band, ma in grado di farsi ascoltare senza troppe remore. La poca ispirazione stilistica si fa sentire solamente nella prima parte, esaurendosi molto bene nella seconda dove trovano difatti posto i capitoli migliori del disco. Release apprezzabile in special modo da chi spera ogni giorno in un ritorno sulle scene dei vecchi Savatage; per chiunque altro ne consiglio quantomeno l’ascolto, che riuscirà senz’altro ad appagarvi più di qualche parola.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
47.69 su 26 voti [ VOTA]
Flight 666
Lunedì 13 Settembre 2010, 1.33.16
5
@Radamanthis: Sì credo anch'io! No problem!
Radamanthis
Domenica 12 Settembre 2010, 16.01.49
4
@Flight666: Se intendi in questo album non so poichè non lo ho sentito, ma a mio avviso ha un timbro comunque caratteristico...neanche a me fa impazzire, ci sono cantanti motlo migliori, ma la sua voce è comunque riconoscibile tra molte e, sempre secondo me, è molto particolare. Poi non è mai stato uno da acuti alla Halford o alla Kiske, ma almeno non è anonimo! Comunque probabilmente stiamo dicendo la stessa cosa con parole diverse!
Flight 666
Sabato 11 Settembre 2010, 20.07.07
3
@ Radamanthis: a mio parere, la sua voce mi pare troppo lineare, poteva venire fuori un disco migliore con qualche acuto in più... ma, come ho spiegato nella recensione, si adatta bene al genere proposto dai Circle II Circle...
Radamanthis
Sabato 11 Settembre 2010, 19.29.51
2
@Flight666: "nel timbro vocale del leader Zachary Stevens, che, con tutta la buona volontà di questo mondo, non credo potrà mai raggiungere certi più alti livelli come cantante": ti dirò, non sono x nulla daccordo...
Il Mentalista
Sabato 11 Settembre 2010, 16.52.23
1
Non vedo l'ora di ascoltarlo, anche se il precedente Delusions of Grandeur presentava qualche momento di stanca in fase di songwriting. Zak è uno dei miei cantanti preferiti in assoluto, da lui mi aspetto sempre molto.
INFORMAZIONI
2010
AFM Records
Heavy/Prog
Tracklist
1. Whispers In Vain
2. Consequence Of Power
3. Out Of Nowhere
4. Remember
5. Mirage
6. Episodes Of Mania
7. Redemption
8. Take Back Yesterday
9. Anathema
10. Blood Of An Angel
Line Up
Zachary Stevens - Voce
Andrew Lee - Chitarra
Paul Michael Stewart - Basso, tastiere
Johnny Osborn - Batteria
 
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