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Magnum - Brand New Morning
( 4176 letture )
Vi ricordate quando le canzoni hard rock avevano quei ritornelli facili facili, che ti acchiappavano al primo ascolto? Se per caso avete un vuoto di memoria, procuratevi immediatamente l'ultimo album dei Magnum, "Brand New Morning". Anche se non siete fan del duo storico di questa band inglese, Bob Catley e Tony Clarkin, ne apprezzerete sicuramente la classe e la grande capacità melodica. Dei nove pezzi contenuti nel CD, infatti, non ce n'è uno che non rispetti le regole auree dell'AOR: riff trascinanti di facile presa, un uso sapiente e misurato dei sintetizzatori, la presenza di almeno una ballata e un'esperienza pluriventennale nel settore. Già. Perché nel 2004, ormai, pochi gruppi possono ancora permettersi di fare del buon rock melodico. E fra questi ci sono sicuramente i Magnum. "Brand New Morning", il loro quattordicesimo album, non spicca certo per originalità. Non siamo di fronte a un capolavoro insomma, neppure però all'album d'esordio di un gruppetto alle prime armi. Il loro è un rock melodico di origine controllata, forse un po' datato ma genuino, che non ha dovuto subire troppe mutazioni transgeniche e che affonda le sue radici nel buon vecchio rock&roll, tant'è che in alcuni momenti i Magnum ricordano addirittura i Meat Loaf e gli Status Quo. Composizioni che trasudano giri di chitarra vecchi come il mondo, ma paradossalmente attuali in un mercato che vede l' età dei musicisti allungarsi sempre di più (pensate ai Deep Purple, che nonostante la loro veneranda età continuano ad andare sui palchi di tutto il mondo) e vecchie glorie del passato - sta per uscire il nuovo album degli Europe - impugnare la loro cara Gibson o la loro vecchia Fender. Può sembrare un po' anacronistico, ma così va il mondo. "Brand New Morning", la title track, rientra pefettamente nei canoni del più classico rock melodico: una cavalcata di rutilanti accordi, una estensione vocale di grande livello (Catley è capace di spaziare da una timbrica alla Ronnie James Dio ad una più soft) e un ritornello incisivo. E la storia si ripete brano dopo brano. "It's time to come togheter" ha un chorus così catchy che più catchy non si può, stesso discorso vale "I'd breath for you." Basta ascoltare la ballad "The Blue&the Grey" per capire quanto (inconsapevolmente) nostalgici siano i Magnum. Il tastierista Mark Stanway con la sua Korg Cx-3 riesuma suoni (se siete allergici alla polvere vi consiglio di procurarvi un buon antistaminico, perché ne sollevano parecchia) che provengono direttamente dagli anni ottanta: non si preoccupano neppure di passare una mano di vernice al loro sound, perché tanto, quello che conta, è riuscire a divertire e, possibilmente, far compiere alle vostre sedentarie membra un po ' di sano movimento. Pazienza se a volte il passaggio fra la strofa e il ritornello è un po' troppo brusco, un poco asfittico: è la semplicità la loro arma migliore, ed è anche quella vincente. E poi i quattro vetusti ragazzi con gli strumenti ci sanno fare: lo dimostrano sfornando l'ultima canzone, il loro pezzo più lungo, quasi dieci minuti. Sembra che lo abbiano fatto apposta a lasciarlo per ultimo. La complessità di "The scarescrow" non può aspirare alle interminabili suite a cui ci ha abituato il progressive, ma lascia comunque un discreto segno. Bassista, tastierista, voce e chitarra: c'è spazio per tutti. E tutti danno prova di essere, oltre che degli ottimi professionisti, degli intrepreti sinceri e appassionati. Perché bisogna crederci, in questa musica, se si vuole convincere. Bisogna metterci il cuore. E se i Magnum questo mestiere lo fanno da circa trent'anni, un motivo ci sarà. Sta a voi scoprirlo.


VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
31.82 su 41 voti [ VOTA]
Andrea Salvador
Venerdì 26 Luglio 2019, 22.07.52
4
Straordinaria produzione dove la potenza, la magia e la melodia sono tutte esaltate allo stesso livello grazie a canzoni che sono piccoli gioielli. Un album da studiare per molte band contemporanee non solo in ambito hard Rock ed AOR! 88 e non si discute!!!
Alessandro c
Venerdì 27 Gennaio 2017, 11.43.58
3
Mi sembra un po' sottovalutato questo disco.secondo me è all'altezza se non superiore ai dischi deglianni 80. Solo che questo è hr negli anni 80 suonavano invece musica meno dura. Comunque bellissimo da 90
andy usurper
Giovedì 30 Aprile 2015, 17.04.47
2
Disco da 80,nella loro discografia non hanno sbagliato un album,mitici,unici!
warrior63
Lunedì 27 Ottobre 2014, 16.35.43
1
complimenti ancora una volta ai coglioni che votano a cazzo!!!!!!!!!!!!!!!!
INFORMAZIONI
2004
SPV
AOR
Tracklist
1. BRAND NEW MORNING
2. IT'S TIME TO COME TOGETHER
3. WE ALL RUN
4. THE BLUE AND THE GREY
5. I'D BREATHE FOR YOU
6. THE LAST GOODBYE
7. IMMIGRANT SON
8. HARD ROAD
9. THE SCARECROW
Line Up
TONY CLARKIN - Guitars
BOB CATLEY - Vocals
MARK STANWAY - Keyboards
HARRY JAMES - Drums
AL BARROW - Bass
 
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