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Canadà - Afterimage
( 1906 letture )
Riemergono improvisamente dalle nebbie degli anni '80 i Canadà, band capitanata dal polistrumentista e mastermind Massimo Cillo che nella decade in oggetto e fino alla metà degli anni 90 si è impegnata allo spasimo all'interno di un settore come quello dell'AOR di stampo prettamente americano, che specialmente tra l'82/83 e l'inizio degli anni 90 è stato poco considerato nei confini di un panorama nazionale dedito in buona parte all'heavy metal post NWOBHM prima ed all'estremo poi, non riuscendo mai a togliersi la soddisfazione di incidere un disco ufficiale.
Tempo di reunion adesso e, finalmente, di questo Afterimage, che però non è un album vero e proprio (il termine "afterimage" indica infatti una immagine che resta impresa sulla retina anche quando non si fissa più un certo oggetto, dando una buona idea dello spirito del cd), ma una raccolta di materiale pubblicato a suo tempo nelle molte demo (quattro, registrate in due distinte fasi) rilasciate nel periodo di piena attività del gruppo, adesso rimasterizzato e riproposto in maniera temporalmente coerente, ossia partendo dagli esordi e terminando con la roba più recente.
Presentato in versione digipack con una veste grafica di alto livello, ed a dispetto del lavoro di ristrutturazione del suono firmato da Simone Mularoni, Afterimange soffre in maniera che definirei congenita di una resa acustica per forza di cose imparagonabile con quella delle normali demo attuali, dato che le possibilità di incidere di un tempo appartengono alla preistoria se poste in relazione con quelle di oggi. Inoltre la suddetta resa non è nemmeno costante, variando anche in maniera marcata tra canzoni del periodo degli anni 80 e quelle degli anni 90, ma restando comunque lontano dagli standards attuali. A ciò si aggiunga che le parti vocali sono sempre al limite della sufficienza e che la tracklist vede alternarsi diversi musicisti in relazione al periodo di riferimento.

E' tuttavia con orecchio per così dire antico che bisogna accostarsi a quest'opera che, più che un album, è una testimonianza dei tempi che furono ed un modo per reintrodurre il nome dei Canadà agli ascoltatori nati musicalmente dopo il 1995.
Musicalmente le canzoni si muovono tra chiare influenze derivate dai più importanti gruppi di genere quali Kansas e Triumph, mixando il tutto con qualche spruzzo di Van Halen, e soprattutto con una certa vena progressive che affiora qua e là e che può ricordare talune cose dei Pendragon o degli Iq, ed aggiungendo al tutto un gusto "nostro " che ovviamente si evidenzia maggiormente nei pezzi con testo in italiano.
Broken Heart e Never Surrender facevano parte della demo 87: songwriting devoto alle band di riferimento ed incisione veramente amatoriale che ne frustra le pretese.
Meglio quelle del blocco del 1988 -Angel Of The City, Valerie e Don't Throw Your Heart- sia per una resa acustica leggermente migliore che per una maggiore maturità votata in maniera più evidente verso l'AOR basato sulle tastiere.
A partire dal 90 -con Eyes On You- la musica si fa un po' più moderna, più facile in un certo senso, e con la presenza di qualche effetto elettronico che rende più fredda l'esecuzione anche a causa dell'orribile suono simile ad uno sparo del rullante, tipico del periodo compreso a spanne tra l'85 ed il 92 anche e soprattutto nella musica mainstream. Troppo scontata per risultare interessante la ballad Goodbye Patricia, tocca quindi ad una versione meno aggressiva, ma più nitida dal punto di vista dell'incisione, di Broken Heart.
Afterimage si chiude con tre pezzi che rappresentano l'ultimo periodo di attività dei Canadà, Io Non Ti Sento, Niente A Parte L'Amore (arrangiamento di Goodbye Patricia) e Oltre la Marea. Testi in italiano, tastiere molto meno in evidenza e maggiore aggressività generale data anche la qualità dell'incisione molto più moderna rispetto a quella iniziale.

Il giudizio finale relativo ad Aftrerimage non può essere disgiunto da quello relativo al suo valore quale testimonianza dell'attività di un gruppo che probabilmente avrebbe meritato la realizzazione di un disco ufficiale tra gli anni 80 e gli anni 90, e che invece rimase confinato nell'underground fino all'inevitabile abbandono dell'attività, e più in generale quale documento attestante la stato dell'arte dell'AOR italiano di quegli anni, un genere che ha sempre avuto uno zoccolo duro di sostenitori abbastanza emarginati dal contesto generale del movimento heavy rock nazionale.
Oltre a ciò il disco ha anche una funzione prettamente commerciale rivolta al futuro, quella cioè di far ricominciare a circolare il nome dei Canadà in previsione del primo vero album di inediti della loro storia che dovrebbe vedere la luce in tempi relativamente ristretti e che dovrebbe intitolarsi Of Once And Future Kings, un passo che Massimo Cillo dovrà compiere col massimo impegno, perchè dopo 27 anni dalla fondazione della band non può permettersi un lavoro di scarsa o semplicemente media qualità.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
20 su 18 voti [ VOTA]
Khaine
Mercoledì 15 Settembre 2010, 14.36.54
4
no no, io avevo proprio una barchetta DDD
Alex Ve
Mercoledì 15 Settembre 2010, 14.03.09
3
Khaine: non scherziamo sulle cose serie, è la CASETTA, non la barchetta...ehjeheheh
Raven
Mercoledì 15 Settembre 2010, 13.43.48
2
mamma mia.....
Khaine
Mercoledì 15 Settembre 2010, 13.26.09
1
Avevo una barchetta piccolina in.... ok, mi uccido subito...
INFORMAZIONI
2010
Andromeda Relix
AOR
Tracklist
1. Broken Heart
2. Never Surrender
3. Angel of the City
4. Valerie
5. Don't Throw Your Heart
6. Eyes on You
7. Goodbye Patricia
8. Broken Heart
9. Io non ti sento
10. Niente a parte l'amore
11. Oltre la marea
Line Up
Massimo Cillo - vocals, bass, keys, synth, sequencing, moog taurus

Marco Casadei - drums, vocals
Luca Villani - guitar 1 - 2
Massimiliano Corona - guitar 3-5
Roberto Macrelli - guitar, vocals 6-8
Matteo Macalli - guitar, vocals 9-11
Annamaria Arcangeli - vocals 9-11
 
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