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Angelus Apatrida - Clockwork
( 2437 letture )
Quattro spagnoli da Albacete, quattro ragazzacci parecchio incazzati: è la sintesi del thrash metal irascibile degli Angelus Apatrida, band attiva ormai da dieci anni e giunta con questo Clockwork al terzo studio album dopo il debut del 2006 (Evil Unleashed) e il successivo Give 'Em War, datato 2007. La band, scritturata dalla Century Media, tratta tematiche di natura sociale scatenandosi in vorticosi assalti di thrash corposo, fluido e sviluppato verso lidi più tosti rispetto al Bay Area style, ma non ancora estremo oltre i limiti della melodia. Dotato di un artwork bellissimo, che cela un teschio spettrale tra le rovine di una città in decadenza, Clockwork è album un pò troppo prolisso (dodici tracce senza la bonus track) che nei suoi cinquanta minuti scarsi di durata riesce ad essere prima avvincente, poi lievemente sonnolento ed infine ancora piacevole, grazie ad un colpo di coda da maestri che, come vedremo, risolleva le sorti di questa ennesima uscita sul panorama thrash metal internazionale.

Gli Angelus Apatrida suonano un thrash modernissimo senza perdere connessioni con la tradizione, generando un technical thrash furioso e senza mezzo attimo di sosta, derivato dalla direzione stilistica degli ultimi Testament. Suono dunque veloce, potentissimo, pesante, furente e capace di mitragliare riffs letali con una rapidità ed una foga mostruose. Nelle prime tracce, come Blast Off, spicca una voce tagliente e trascinante come quella di Guillermo Izquierdo, graffiante nei ritornelli e più teso nelle strofe, alla ricerca di una melodia capace di preparare la strada alle abrasive sfuriate a velocità estenuante. In certi frangenti sembra di udire una sorta di Dave Mustaine riletto in chiave più estrema, più aspra e su un'intelaiatura sonora drasticamente assassina. Emerge notevole la potenza assoluta del drumwork di Víctor Valera, mentre l'inserimento di parti più cadenzate dalla notevole melodia vocale dà un po' di respiro e rende più varia la proposta, prima delle tradizionali accelerazioni di rito, da delirio. Tuttavia, giunti all'altezza della quinta traccia Devil Take The Hindmost i pezzi iniziano ad assomigliarsi troppo: la violenza e la ritmica serrata restano fulcro delle varie canzoni, ma cala leggermente l'attenzione e giunti a Legally Brainwashed (traccia numero sette) già il disco inizia ad apparire come troppo lungo. Ascoltarlo in due tranche potrebbe renderlo più interessante, ma in realtà le song contenute nella seconda metà di disco sono un po' prive di mordente, confuse e senza capo né coda. Non bastano alcuni bei solos di chitarra e un drumwork sempre compatto se velocità e riff affilati sono fini a se stessi! Eppure qualcosa di buono emerge anche in coda, se è vero come è vero che Into The Storm è uno dei brani migliori dell'intero full length, con bordate furenti finalmente esaltanti e ben strutturate assieme a linee vocali letali, parti strumentali laviche, un assolo convulsivo da capogiro ed una ritmica urticante.

Convincente è anche la successiva National Disgrace, che conclude il disco ricollegandolo a quanto di buono era stato proposto con le prime cinque-sei tracce. Nel complesso, dunque, si può affermare che su dodici tracce ce ne siano almeno sette-otto di ottimo livello, e le restanti quattro meno elettrizzanti: motivo per cui Clockwork si merita una sufficienza più che ampia che avrebbe potuto essere di gran lunga superiore se ci fossimo limitati al valore assoluto della maggior parte degli episodi presenti in scaletta. Da segnalare la cover maideniana di Be Quick Or Be Dead presente nell'edizione limitata: il pezzo è reso con una perizia tecnica ed una furia naturale che lo rende molto omogeneo col resto della proposta musicale, quasi fosse una thrash song scritta proprio dal quartetto iberico. Ottimo arrangiamento, dunque, e, come in tutto il platter, ottima produzione e tecnica musicale ineccepibile: chitarre furiose ma chirurgiche e dal giusto piglio melodico in riff e assoli, voce adeguata, sezione ritmica tellurica. Il neo, dunque, rimane la presenza di quelle poche tracce troppo simili a se stesse.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
40.69 su 26 voti [ VOTA]
Hermann 60
Domenica 14 Agosto 2016, 17.38.34
7
Di tutte le thrash bands spagnole i migliori
LAMBRUSCORE
Giovedì 9 Giugno 2016, 23.27.42
6
Grande gruppo...
izzi
Venerdì 4 Gennaio 2013, 0.42.01
5
anch'io è da poco che conosco gli angelus ma devo dire che sono molto bravi. l'album mi piace molto!
ecodont
Martedì 23 Ottobre 2012, 10.49.19
4
ho scoperto da poco questa band e devo dire che gli ultimi due album( sopratutto il secondo) mi stanno facendo impazzire! viva gli angelus aptrida!
ecodont
Martedì 23 Ottobre 2012, 10.49.18
3
ho scoperto da poco questa band e devo dire che gli ultimi due album( sopratutto il secondo) mi stanno facendo impazzire! viva gli angelus aptrida!
ObeYM86
Venerdì 27 Aprile 2012, 16.21.47
2
Beh sicuramente meglio questi che quello squallore degli Evile.....brrrrrrrr...
flv
Venerdì 17 Settembre 2010, 11.24.00
1
A me questo disco e' piaciuto moltissimo , l'ho trovato energico e brillante dall'inizio alla fine e sopratutto credibile anche per ha vissuto anagraficamente i fasti del thrash metal . Di tutta questa marmaglia di gruppi penosi che scimmiottano il movimento thrash , loro e i Vektor sono di ben altra pasta .
INFORMAZIONI
2010
Century Media
Thrash
Tracklist
1. The Manhattan Project
2. Blast Off
3. Of Men And Tyrants
4. Clockwork
5. Devil Take The Hindmost
6. The Misanthropist
7. Legally Brainwashed
8. Get Out Of My Way
9. My Insanity
10. One Side One War
11. Into The Storm
12. National Disgrace
13. Be Quick Or Be Dead (Iron Maiden Cover/Bonus Track)
Line Up
Guillermo 'Polako' Izquierdo – Vocals & Lead/Rhythm Guitars
David G. Álvarez – Lead & Rhythm Guitars
José J. Izquierdo – Bass Guitar
Víctor Valera – Drums
 
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