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Hallows Eve - Tales of Terror
( 2466 letture )
Ah, gli anni ottanta! La decade d'oro dell'heavy metal, l'epopea aurea di chiodo e denim, l'età della speranza e della più grande musica di sempre! Correva l'anno 1985, e tra un Hell Awaits ed un Bonded By Blood, il thrasher più accanito e meticoloso poteva imbattersi nei misconosciuti Hallows Eve, giovanissima formazione di Atlanta (Georgia, USA) sorta appena due anni prima, nel 1983, e pronta ad esordire sul mercato col debut Tales of Terror, urticante mazzata di thrash metal classico, rapido e furente ma al tempo stesso dotato di quel quid orgasmico nel riffing e nelle parti vocali capaci di scatenare negli appassionati delle incontenibili reazioni di iperattività e schizofrenica insania. Il suono dei Marshall e le teste sbattute sul palco, come cantava qualcuno erano la regola imprescindibile per ogni adepto coperto di borchie e toppe, dalla Baia di Frisco alla truce Germania, dalla Grande Mela fino ad Atlanta, appunto, terra dalla quale parte l'avventura dei Nostri attraverso racconti di morte, pazzia e orrore, percorso che però, dopo appena tre album negli Eighties, andrà incontro ad un destino comune a molte band cosidette minori: l'oblio improvviso nei Nineties, la reunion di turno nei Duemila, un processo grazie al quale il vecchio baule impolverato da più di quattro lustri riesce a sputare fuori reliquie che non potevano assolutamente essere dimenticate. E basta lo splendido artwork di Tales Of Terror, un boia incappucciato con braccia conserte e brandenti ascia e palla ferrata, a tuffarsi in un'epoca memorabile in cui l'heavy metal era ancora genuino, affascinante, misterioso come quando, da bambini, vi siete imbattuti per la prima volta in qualche vinile dalla copertina terrificante.

Sfilatevi il chiodo: è ora di sudare nel pogo. L'assalto introduttivo dell'opener Plunging to Megadeath è qualcosa di accostabile alle ritmiche serrate degli Slayer, anche se nelle pur aggressivissime vocals non è presente la stessa furia cieca della band losangelina; la canzone introduttiva è un cavallo di battaglia sfavillante per gli Hallows Eve, forse la canzone migliore dell'intero full length: Stacy Anderson canta senza alcuna inflessione melodica, correndo spedito per la sua strada su una ritmica velocissima e dal riffing spezzettato da headbanging disinibito. Impossibile stare fermi, non c'è un attimo di tregua e in corsa arriva anche un assolo di chitarra velocissimo e folgorante. Questo piccolo gioiello di thrash underground non ha ancora cessato di sorprendere: rallentamento, secondo assolo più melodico e nuova accelerazione da capogiro conducono il pezzo al termine dei suoi cinque minuti di durata, collegandolo al riff rocciosissimo di Outer Limits, seconda traccia in scaletta e seconda mazzata rigorosamente col piede pigiato sul pedale dell'acceleratore: il sound degli Eve è costituito da pezzi tiratissimi in cui emerge il drumwork martellante in Bay Area style di Ronnie Appoldt. La stessa Outer Limits presenta anche qualche reminescenza motorheadiana, e appare leggermente inferiore all'opener: sul medesimo livello arriva dunque Horrorshow, simile nel canovaccio strutturale e forse priva di un riffone immediatamente memorabile. Il pezzo si avvale di un assolo sferzante che esplode all'improvviso dopo un breve rallentamento nella ritmica thrasheggiante. The Mansion è un episodio inizialmente singolare, dalla melodia delicata che sfocia poi nella solita fulminante scarica di adrenalina a velocità notevole; un assolo bollente ma dal gusto melodico non indifferente ricollega il brano al refrain iniziale, nel corso di un episodio più vario rispetto agli altri pezzi in scaletta. Il riff di There Are No Rules è più heavy che thrash, ma l'incalzare delle vocals e gli stop'n'go adrenalinici sono puro delirio fast'n'furious, come del resto l'assolo; un breve stacco funge da ponte con l'ennesimo, meraviglioso assalto di riff stoppati e ritmica martellante, dal titolo anthemico: Metal Merchants, pezzo letale da moshpit contro il muro, subito infuocato da un assolo abrasivo e da vocals esplosive che faranno bagnare il thrasher medio. Ciliegina sulla torta è una splendida sezione strumentale più lenta e ragionata che dà profondità allo stile della band.

Come Plunging to Megadeath viene posta in incipit, così Hallows Eve, anthem autocelebrativo e secondo pezzo migliore del disco viene piazzato in fondo alla scaletta, quasi a voler dimostrare di saper coprire l'intera durata del platter con pezzi potenti, esaltanti. Validi. Un riff apocalittico, qualcosa di vagamente simile alla maideniana Prowler, e inee vocali evocative ed epiche come non mai in questo album aprono l'ennesima galoppata thrash da follia, contraddistinta però da vocals più morbide e da un refrain da boccale al cielo con abbraccio collettivo; la parte centrale del brano svolta verso una direzione molto più volenta, nella quale Appoldt dà libero sfogo all'utilizzo del doppio pedale, mentre Anderson sposa una timbrica sempre più feroce e urlata. L'assolo finale è pura classe heavy metal, bollente e trepidante, e riporta il pezzo al tracimante riff iniziale. Si conclude così, dopo appena ventotto minuti di stupore, un'altra gemma di thrash ottantiano. Non si capisce come ci si possa dimenticare di dischi di questa portata: è curioso pensare che uscite come Tales of Terror, che oggigiorno potrebbero competere con le migliori releases del genere, oltre due decenni fa finivano nel calderone delle pubblicazioni di secondo, se non terzo livello, tralasciate in ossequio dell'enorme mole di dischi leggendari pubblicati da band ancor più spettacolari e memorabili. Ah, gli anni ottanta...



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
39.57 su 19 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Sabato 24 Marzo 2018, 18.44.15
7
Spudorati riferimenti che strizzano l'occhio alla Vergine di Ferro, grandiosi Maiden per quanto abbiano influenzato in ogni dove con la loro abc scolastica in ogni genere metallico. Voce classica heavy e pezzi tirati in chiaro stile thrash. Disco che mi ha sempre piaciuto e fomentato, la cover è stata sempre un immagine favolosa, ascolto ancora frequentemente quando capita. Dall'80 non si scende
duke
Mercoledì 14 Marzo 2018, 15.58.12
6
personalmente li ritengo di secondo livello....non dico che sia un brutto disco...ma i dischi dei big del thrash metal sono di un livello decisamente superiore...non male ma la differenza si sente...ispirati dai primi slayer e dallo speed metal ma la voce non e' che sia tutta questa cosa.....io avrei messo un voto inferiore....
jaw
Domenica 4 Febbraio 2018, 22.02.21
5
Si come si legge nella recensione gli Slayer sono d ispirazione, ma fanno comunque parte di quel substrato underground incastronato tra thrash e power metal, hanno piu' a che fare con Nasty Savage o gli Omen di The Cruse che abbandonano l epic
rik bay area thrash
Lunedì 7 Novembre 2016, 17.24.43
4
Ricordo quando vidi la cover mi sembrava più un cartoon dell' horror tipo una locandina di un film b-movie. Ma a parte questo si è al cospetto di un buon album, certo non imprescindibile, ma sicuramente da avere nella propria collezione di vinili. Anche gli hallows eve, come molti altri, non riuscirono ad emergere nell' affollato panorama heavy metal, però ci restano i loro primi 3 album e questo non è poca cosa.
DEFEIS86
Sabato 2 Marzo 2013, 10.52.14
3
BEL DISCO, HO IL COFANETTO CON DEMO E I PèRIMI 2 ALBUM PAGATO SOLO 10 EURO... OTTIMO THRASH , FARCITO DA RITMICHE ANCHE HEAVY METAL, MA NIENTE CHE FACCIA GRIDARE AL MIRACOLO, CONSIGLIATO
the Thrasher
Giovedì 13 Ottobre 2011, 23.23.09
2
Tempi eroici, ed affascinanti!
The Nightcomer
Giovedì 13 Ottobre 2011, 23.20.43
1
Mi è sempre piaciuto questo disco, di vecchia scuola thrash con evidenti influenze heavy, giustamente ricordate nella recensione. Trovavo gradevole anche il successore Death & Insanity, ma non al livello di questo debutto, più grezzo ed al tempo stesso più genuinamente heavy. A proposito di anni 80: ricordo che, prima di prendere i rispettivi vinili, ascoltaco una cassetta da 60 con Tales of terror e Reign in blood...
INFORMAZIONI
1985
Metal Blade Records
Thrash
Tracklist
1. Plunging To Megadeath
2. Outer Limits
3. Horrorshow
4. The Mansion
5. There Are No Rules
6. Valley Of The Dolls
7. Metal Merchants
8. Hallows Eve
Line Up
Stacy Anderson - Vocals
Tommy Stewart - Bass
Dave Stuart - Guitar
Skellator - Guitar
Ronnie Appoldt - Drums
 
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