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Darkthrone - A Blaze in the Northern Sky
( 8066 letture )
A Blaze in the Northern Sky è uno di quei dischi simbolo di un epoca, di un genere, di uno stile.
I Darkthrone erano attivi da anni sottoforma di band death metal che suonava in piccoli raduni, nei centri sociali, e che non esprimeva nient'altro di diverso dalle altre death metal band scandinave (e non). Ma qualcosa cambia. In quegli anni vengono in contatto con Euronymous, il quale li prende sotto la sua ala e in un modo o nell'altro i Darkthrone mutano la loro forma: appendono al chiodo i gilet di jeans, gli spandex e le scarpe da tennis; tirano fuori le giacche di pelle, le cartuccere, il corpse-paint e le lingue biforcute.
Smettono di scrivere testi metafisici per descrivere invece i lati della morbosa oscurità. E infine, la cosa più fondamentale: la realizzazione/creazione ex novo del suono: nel 1991 cominciano le registrazioni del nuovo album, sotto questa "nuova influenza".

Le urla di Nocturno Culto si fanno disumane come se provenissero dall'antro dell'Inferno, la batteria tralascia ogni tecnicismo a favore di una struttura più semplice ma diretta, le chitarre si fanno ghiacciate e cominciano a fare quei riff che caratterizzeranno per i Darkthrone la colonna portante di tutto il resto della loro discografia. Così Kathaarian Life Code possiede entrambi i lati dei Darkthrone che tutti hanno in mente: la furia cieca e primordiale che solo il blackmetal di quegli anni possiede; e il lato più groove che emergerà in pieno con il nuovo millennio.
A Blaze in the Northern Sky è il primo grande disco blackmetal dopo Deathcrush. Ovvero: all'epoca il termine blackmetal era ancora pronunciato a stento; Deathcrush era il simbolo del "vero" death metal, il death metal che deve parlare della morte e deve coinvolgere al 100% i membri che fanno parte di quel genere. Il death metal per Euronymous era diventato una barzelletta, una "roba da fighette" ed aveva bisogno di una ridimensionata. Il progetto del chitarrista dei Mayhem (servendosi di fiduciosi adepti) era quello di costruire una nuova ondata di death metal, che fosse onnipresente nell'animo di chi lo suonava; un'unione inscindibile fra coerenza musicale e coerenza personale.

Disco controverso, questo dei Darkthrone, che hanno, appunto, abbracciato da poco questa coerenza: dopo la registrazione dell'album, il bassista Nag se ne andrà perchè non condivideva il nuovo percorso intrapreso dalla band; Zephyrous resta in line-up (immortalandosi in questa leggendaria copertina), ma per poco: anch'egli non gradirà l'ulteriore estremizzazione che prenderà la band dal prossimo lavoro. Alla fine dello stesso anno, quando i rapporti fra Fenriz-Nocturno Culto ed Euronymous si faranno più tesi fino a deteriorarsi, il famoso duo prenderà delle posizioni a proposito di questo album: definendolo "un blackened-death metal album troppo influenzato dalla presenza di Euronymous", A Blaze verrà quasi rinnegato.
In tempi recenti, sempre lo stesso Fenriz, ritornerà sulle sue orme, dando una ridimensionata alle sue passate dichiarazioni: la riscontrabile presenza di influenze ancora death metal erano da imputare in parte anche alle esigenze della casa discografica (la Peaceville).
Effettivamente il disco contiene degli assoli, appartenenti ancora al bagaglio death metal della band, e Fenriz stesso dichiara che le parti di chitarra sono infarcite di riff death metal suonati però in stile blackmetal. In the Shadow of the Horns infatti si basa su riff prettamente death, che se fossero suonati su un'accordatura più grave, potrebbero benissimo appartenere ai vari Grotesque, Liers in Wait, Nihilist; il tempo lento e cadenzato del brano prende velocità solo in chiusura, dove tutta la componente darkthroniana regna sugli ultimi due minuti di questo. Giusto il tempo di una sorpresa: una folata semiacustica che raggèla le vene nel sangue. Paragon Belial è costruito su una chitarra solista portante con delle venature quasi alla Treblinka: riff sbilènchi e groove che oppongono una certa cacofonìa alla melodia manifestata.

La seconda metà dell'album è forse la parte più "blackmetal" (nel senso contemporaneo del termine). Il trittico parte con Where the Cold Winds Blow: un'animalesca sfuriata che lascia posto alla travolgente title-track (la quale contiene gli attimi più riflessivi di questo capolavoro, anche se intervallati da riff ancora molto death-oriented). E in chiusura, The Pagan Winter: traccia-simbolo del blackmetal nordico che ha contruibuito a perfezionare lo stile di band come Immortal, Enslaved, Gorgoroth. D'altronde stiamo parlando delle origini del blackmetal; potrei citare le band più disparate, le più recenti e distanti stilisticamente le une dalle altre; eppure si troveranno sicuramente tracce di questo masterpiece.

In ogni caso, ecco perchè A Blaze in the Northern Sky poteva considerarsi il più grande disco "death metal" (secondo la concezione di Euronymous) di quegli anni. Un mese dopo (aprile 1992) venne rilasciato l'omonimo album di Burzum, i mesi successivi daranno alla luce il primo album degli Immortal: ennesimo esempio di un "death metal" innovativo e mai sentito.
Eccoli i dischi paradigma di quel periodo; il periodo nel quale la nuova ondata di death metal prendeva le distanze da quella precedente precedente, spogliandosi del vecchio idiòma per calarsi definitivamente sotto il vessillo del blackmetal.
Se non è un capolavoro, rimane comunque un disco magistrale che riflette perfettamente un periodo di cambiamento per la musica estrema.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
93.78 su 371 voti [ VOTA]
Iceman
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 23.31.12
21
L'album Black per eccellenza, insieme a De Mysteriis Dom Sathanas dei Mayhem e i primi album di Burzum. Nero come la Morte... Voto 95
Philosopher3185
Domenica 9 Aprile 2017, 1.00.34
20
Quanta malvagita'!
Germano Mosconi
Sabato 14 Gennaio 2017, 14.41.28
19
Album da 100 pieno.
zakyzar
Sabato 17 Settembre 2016, 18.56.48
18
nero come la pece violento come una tempesta..capolavoro un buon 90 se lo merita
lisablack
Giovedì 18 Febbraio 2016, 18.36.25
17
Bellissimo, capolavoro..100.
Doomale
Venerdì 18 Dicembre 2015, 18.05.27
16
Mi e' venuta una gran voglia di rimetterlo su....tra l'altro con sorpresa vedo che non lo avevo mai commentato. Diciamo che insieme a Panzerfaust e Under a funeral e' il mio preferito dei vecchi Darkthrone...il primo che di loro acquistai...nonostante erano i tempi di Under a funeral Moon...andai a ritroso comprando prima questo. Giustamente con detto in recensione, in ordine temporale dopo Deathcrush viene questo. 95/100
VomitSelf
Domenica 13 Dicembre 2015, 16.05.47
15
Che dire. Da questo fino a "Panzerfaust" del '95 uno meglio dell'altro. Senza nulla togliere al debut "Soulside Journey", che resta un signor album death.
Ceh Boh Mah Boh
Giovedì 6 Giugno 2013, 11.45.53
14
Ma dai come 87, mi fate ridere-piangere, e confermo, avreste potuto tranquillamente mettere 100 a questo e 87 a Under a Funeral Moon. Dai ragazzi è l'album black più importante di sempre. Incompetenti
Galilee
Martedì 26 Febbraio 2013, 11.23.18
13
87 a questo e 99 a Under a funeral moon? Mah, se c'è un punto debole tra i primi dischi dei Darkthrone lo si può trovare proprio in under a funeral moon. Questo è la basa di tutto il balck metal norvegese. Forse anche la prima vera uscita discografica in tal senso. 100/100
euronymous94
Mercoledì 15 Agosto 2012, 0.45.27
12
io avrei dato un punteggio anche piu' alto .se dai 99 ad under a funeral moon lo stesso merita questo disco!!
Metal Maniac
Martedì 24 Luglio 2012, 14.32.37
11
vichingo sei arrivato tardi... "fiumi di parole" l'hanno scritta i jalisse nel lontano 1997...
il vichingo
Martedì 24 Luglio 2012, 14.05.34
10
Appena ascoltato per intero, dopo tanto tempo. Potrei scrivere fiumi di parole per quello che a mio avviso è uno dei più riusciti album della scena black metal scandivana, tante sono le emozioni che mi ha regalato questo disco (e che mi regala tuttora ). Escludendo Paragon Belial, che non mi ha mai detto niente, A Blaze in the northern sky è un susseguirsi di pezzi che non sfigurerebbero in un'ipotetica top 20 del black metal norvegese. 92/100.
Theo
Sabato 7 Luglio 2012, 0.55.21
9
*Bello... Cazzo di tastiera :O
Theo
Sabato 7 Luglio 2012, 0.49.39
8
L'altro album che comprammo un pomeriggio per ascoltarlo la sera in Inghilterra io e il mio compagno... Bellissimo anche A Blaze in The Northern Sky, anche se il più belo rimane Under A Funeral Moon. Capolavori del black per me! (e ve lo dice uno che a parte gli Immortal non ascolta Black ) voto 90
juvenry89
Lunedì 19 Marzo 2012, 1.29.16
7
Album marcio, claustrofobico, malato, con quello stile che caratterizza i Darkthrone e che influenzerà moltissime band black metal. Voto 100
Dirk
Martedì 4 Gennaio 2011, 10.54.21
6
Album fondamentale.Where cold winds blow letteralmente da brividi e che dire poi di khataarian e in the shadows!Il meglio comunque doveva ancora venire..grandi Darkthrone!
stefy
Domenica 26 Settembre 2010, 19.34.58
5
fiunalmente = finalmente
stefy
Domenica 26 Settembre 2010, 18.58.40
4
fiunalmente la rece di A Blaze... !!!!!! cazzo che disco!!! si le influenze death ci sono eccome (a me In The Shadow Of The Horns sembra un pò in stile Darktrhone di oggi) ma x me resta cmnq un disco black puro....quando il black veniva suonato col cervello invece che con le borchie e il face paint e basta
Dan g warrior
Sabato 25 Settembre 2010, 21.29.50
3
disco bestiale, puro black metal.
Blackster
Sabato 25 Settembre 2010, 13.53.30
2
Fottutamente marcio, fottutamente fantastico.
metal4ever
Sabato 25 Settembre 2010, 10.58.31
1
Non sono molto amante del genere ma questo è un grande album!!! ogni volta che lo sento me mette un ansia... XD
INFORMAZIONI
1992
Peaceville Records
Black
Tracklist
1 Kathaarian Life Code
2 In The Shadow of the Horns
3 Paragon Belial
4 Where Cold Winds Blow
5 A Blaze in the Northern Sky
6 The Pagan Winter
Line Up
Nocturno Culto - Voce, lead guitar
Zephyrous - Chitarra ritmica
Dag Nilsen - Basso
Fenriz - Batteria
 
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