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Cyanotic - The Medication Generation
( 1673 letture )
Chicago è un luogo importante per la musica. La città è infatti un centro nevralgico del Jazz e del Blues. Ma ciò che ci interessa in questa sede, è che la terza capitale più popolata degli Stati Uniti è la città dove si sono formati i capostipiti dell'industrial, i Ministry. Successivamente al grande boom dell'industrial americano degli anni novanta, l'immensa metropoli è stata il cuore di un'attivissima scena underground industriale, ed è in questo scenario che i Cyanotic emergono prepotenti. Il trio, capitanato dal vocalist e programmatore Sean Payne, ha debuttato con un ottimo album autoprodotto, Transhuman, che ha ottenuto un grande successo nell'ambiente underground, tanto da esaurire tutte le copie e godere di una ristampa da parte della Bit Riot Records. Cinque anni sono passati da allora, ed è un piacere scoprire che la band non è restata con le mani in mano.

Il titolo del nuovo album è abbastanza eloquente e i perspicaci si saranno già fatti un'idea del plot. La generazione dei medicinali (The Medication Generation). Frustrazione, impotenza, confusione, società malsana, droghe… Tutto già sentito? Certo che si! Ma a mio parere le ambientazioni del disco in questione hanno molta importanza. La dipendenza dalle droghe di questa generazione dei medicinali getta un ponte di continuità con il primo disco. L'abilità del vocalist sta nel modo di trattare gli argomenti. Non ci sono glorificazioni del farmaco o passaggi aggressivi fini a se stessi. Le liriche sono sempre significative e impreziosite da una sferzante ironia che rende leggere e grottesche le situazioni più tristi e reali. Tutto questo ci porta alla semplice, ma non scontata, conclusione che la band ha effettivamente qualcosa da dire. La prima traccia funge da intro, rumori e parole frammentate ma scelte con cura ci introducono alla prima vera traccia dell'album. Dose Responsive è costituita da una serie di riff e beat aggressivi che si accompagnano per tutto il pezzo, inseguiti da una batteria che non mostra alcuna pietà. Il pezzo risulta uno dei più aggressivi dell'album, con un lieve richiamo ai Fear Factory. E' comunque il caso di sottolineare sin dall'inizio che la componente metallica è in minoranza rispetto alle influenze danzerecce, tanto che spesso si è indecisi se fare headbanging o muovere il bacino! Alt Machine è puro industrial. Beat feroci sono accompagnati da ritmiche EBM e una chitarra compare e scompare, inseguita da stacchi e contro stacchi di batteria. Lo stereo è a palla e si passa a Dissonant Dissident. Si va dalla pura disco al feroce assalto di screaming e chitarre, con cambi repentini di sound e atmosfere. E' difficile bollare anche il singolo pezzo, dato che le influenze vanno dall'industrial e dall'EBM al Cyber Thrash e alla techno attraverso glitch e stacchi improvvisi che rendono necessari attenti ascolti per apprezzare la struttura complessa e ragionata del disco, e The Static Screens non differisce da quanto detto. I è pura elettronica strumentale. La programmazione è robotica e industriale e costituisce un'apprezzata parentesi prima della riuscitissima f@5h10n v1k+um5. Liriche in cui i giochi di parole si sprecano, si torna ai beat e all'elettronica ma ovviamente il pezzo si sviluppa in molteplici sensi, evolvendosi prima in un industrial metal fear factoriano per poi implodere e rinascere nella techno grazie a un certosino uso dell'elettronica. Un altro brevissimo intermezzo e stavolta ci troviamo di fronte ad un piccolo omaggio ai Ministry. Programmed è il pezzo più heavy del lotto. Ovviamente non si rinuncia all'elettronica, che però lascia spazio alle chitarre e alla voce sporca del vocalist, dando vita ad un industrial metal old school. Monochrome Skies è il lento decadente che sale di intensità e crea un'atmosfera claustrofobica che sfocia in un finale da horror spaziale degno dei The Kovenant. Sicuramente uno dei pezzi più riusciti. Ancora Industrial violento in Brutal Deluxe e poi una piccola sorpresa. Drek Kick vede la partecipazione dei Rabbit Junk (band che risente di influenze hip hop, black metal e new wave, con sonorità definite dal cantante come hardclash!) e ciò che ne esce è un pezzo digital hardcore che, a mio parere, per quanto possa essere originale, risulta un po' troppo confusionale (?!) e spezza la costante adrenalinica messa su con tanto impegno. Comadose è l'ultima strumentale che fa da tramite all'ultima traccia del disco. Abbiamo cominciato con un pezzo aggressivo, finiamo con un pezzo aggressivo. Dose Responsive e Sentient, posti rispettivamente ad apertura e a chiusura dell'opera, risultano essere i pezzi più aggressivi e metallici di tutto il disco.

Un ottimo lavoro, non c'è che dire. The Medication Generation necessita di molti ascolti per essere digerito (non sono sicuro di poterlo consigliare a chi non segue il genere…) e questo e quasi sempre sinonimo di qualità. I Cyanotic portano un po' di aria fresca a un genere che ultimamente non gode di grandissime uscite discografiche.
Provare per credere.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
28.17 su 17 voti [ VOTA]
AdemaFilth
Martedì 28 Settembre 2010, 0.25.17
8
Quando vuoi
tribal axis
Martedì 28 Settembre 2010, 0.07.09
7
grazie mille per il consiglio... già per il fatto che i primi due dischi sono symphonic black per i miei gusti è decisamente meglio il secondo periodo... complimenti per la recensione comunque
AdemaFilth
Lunedì 27 Settembre 2010, 23.52.43
6
In primo luogo grazie a tutti per i complimenti e il caldo benvenuto! @ tribal axis: I The Kovenant hanno rilasciato 4 album ed è utile dividere la loro carriera in due parti. I primi due dischi sono di matrice Symphonic black metal (con particolari attenzioni per la melodia e i cori femminili) mentre al terzo album passano ad un Industrial horrorifico con temi come la morte nello spazio ecc. Da qui dipende dai tui gusti, da parte mia ti consiglierei di dare ascolto all'ultimo album che risale al 2003 (si dice che stiano per ritornare...), SETI. A mio parere è un capolavoro del genere.
tribal axis
Lunedì 27 Settembre 2010, 23.30.35
5
scusa AdemaFilth sapresti consigliarmi qualcosa dei The Kovenant?
Room 101
Lunedì 27 Settembre 2010, 22.43.30
4
Welcome, bella recensione
Mika
Lunedì 27 Settembre 2010, 22.25.56
3
Benvenuto...ottima rece
AdemaFilth
Lunedì 27 Settembre 2010, 20.09.13
2
Ti ringrazio!
Frankiss
Lunedì 27 Settembre 2010, 18.43.36
1
Complimenti Ciro...buonissima rece!!!!!
INFORMAZIONI
2010
Bit Riot Records
Industrial
Tracklist
1. Med:gen 0:57
2. Dose responsive 3:55
3. Alt machine.edit 4:29
4. Dissonant dissident 5:43
5. The static screens [in syndication] 4:41
6. Efficacy 3:26
7. F@5h10n v1k+um5 4:51
8. The same 1:08
9. Programmed 4:56
10. Monochrome skies 6:39
11. Brutal deluxe 4:02
12. Drek kick (feat. rabbit junk) 6:14
13. Comadose 4:01
14. Sentient 4:39
Line Up
* Sean Payne (vocals and programming)
* Drew Rosander (guitars and add't programming)
* Chris Hryniewiecki (guitars)
* Phil DiSiena (add't synths and programming)
 
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