Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Nile
Vile Nilotic Rites
Demo

Prysma
Closer To Utopia
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

13/12/19
VOLTUMNA
Ciclope

13/12/19
NIGHTBEARER
Tales of Sorcery and Death

13/12/19
HORRIFIED
Sentinel

13/12/19
HALPHAS
The Infernal Path Into Oblivion

13/12/19
SATYRICON
Rebel Extravaganza (rimasterizzato)

13/12/19
ONI
Alone

13/12/19
EREGION
Age Of Heroes

13/12/19
ARKONA (PL)
Age Of Capricorn

13/12/19
MONO
Exit In Darkness

13/12/19
COMANDO PRAETORIO
Ignee Sacertà Ctonie

CONCERTI

13/12/19
MARILLION
GRAN TEATRO GEOX - PADOVA

13/12/19
GWAR + VOIVOD + CHILDRAIN (ANNULLATO!)
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

13/12/19
SCALA MERCALLI
BUFFALO GRILL - CIVITANOVA MARCHE (MC)

13/12/19
GLI ATROCI
ALCHEMICA MUCIS CLUB - BOLOGNA

13/12/19
NATIONAL SUICIDE + TERBIOCIDE
UFO ROCK PUB - MOZZO (BG)

14/12/19
JINJER + GUESTS (SOLD OUT!)
MAGAZZINI GENERALI - MILANO

14/12/19
KNOCKED LOOSE + GUESTS
CS RIVOLTA - MARGHERA (VE)

14/12/19
LEAVES` EYES + SIRENIA + FOREVER STILL + GUESTS
REVOLVER - SAN DONA DI PIAVE (VE)

14/12/19
FOLKSTONE
DRUSO - RANICA (BG)

14/12/19
SAIL AWAY + ALLUME
ROCK HEAT - AREZZO

Candlemass - Tales Of Creation
( 4990 letture )
L'ultimo grande classico di una band che fatica a tornare ai fasti di un tempo, Tales of Creation non è con ogni probabilità al livello dei suoi tre predecessori, ma ha un ruolo simbolico da non trascurare. Tanto per cominciare, è l'ultimo disco "classico" con alla voce Messiah Marcolin, la cui aura leggendaria dona grazia eterea ad ogni brano; oltretutto, segna veramente la fine di un'era, dato che i Candlemass, complice anche uno scioglimento negli anni novanta, impiegheranno molti, troppi anni per risalire la china. Tales of Creation, nello stile della pionieristica band svedese, innalza cattedrali sonore maestose su un concept ambizioso (la visione della nascita dell'uomo), il tutto coronato da un artwork a dir poco strepitoso, preso in prestito dal maestro Gustave Doré.

Dicevo di un songwriting non del tutto all'altezza, ma questo è falso se ragioniamo con categorie convenzionali; la sentenza acquista corpo solo se relazioniamo questo album con Epicus Doomicus Metallicus, Nightfall e Ancient Dreams, pietre miliari del metal tutto. Rispetto ai dischi che hanno creato il mito dei Candlemass c'è qualche caduta, qualche ingranaggio che stride e manca di funzionare come dovuto. Cominciamo sparando alto: Messiah Marcolin era alla giusta fine della sua avventura con la band. Dico così perché il suo stile, per quanto ricolmo di carisma, mostra i difetti quando occorrerebbe qualche idea diversa, qualche soluzione che non si limiti a "voce acuta con quel caratteristico vibrato insopportabilmente veloce che tanto amiamo". Qualcosa si potrebbe dire anche del mix, che è molto bello ma poco mistico: cioè, tecnicamente molto ben realizzato, ma privo di quella magica polverosità che donava aura mistica all'eterno e intoccabile Nightfall. In qualche episodio (Somewhere in Nowhere, per esempio) il songwriting mostra lo scheletro e, conseguentemente, le sue debolezze, ma il resto è da tramandare ai posteri. C'è Under the Oak, in una nuova veste rispetto a quella presente in Epicus Doomicus Metallicus e, come per le belle donne, la maturità ne aumenta il fascino; e in generale ci sono molte idee prese da sessioni di registrazioni risalenti al 1984 e al 1985. Spicca per incongruenza la strumentale neoclassica andante Into the Unfathomed Tower, ma se volete un'idea del sound dei grandi Candlemass, non dunque la copia sbiadita degli ultimi anni, dirigetevi su Dark Reflections, Tears o Through the Infinitive Halls of Death. Si tratta pur sempre della band che ha migliorato la lezione dei Black Sabbath era Ronnie James Dio, aggiornandola al netto del Verbo metallico più intransigente, costruendo un muro sonoro intensamente epico senza ricorrere agli sforzi caricaturali propri delle band americane. Non è un doom come poi siamo stati abituati a sentire, quanto piuttosto un heavy pulsante e magico, non scevro delle influenze misteriche dei Rainbow (Ronnie Dio, ancora una volta) e di un certo romanticismo nordico tutt'altro che di maniera.

Tales of Creation a tratti affoga nella sua stessa magniloquenza, insegue lo slancio della cattedrale gotica non possedendo sempre la spinta iniziale richiesta. Ma quando gli ingredienti del sortilegio trovano ognuno il posto che gli compete, è allora che i Candlemass producono episodi leggendari, grazie ad un team chitarristico che, in fondo, è quello che è anche per il supporto del basso di Eidling. I riff rocciosi, mai autoreferenziali, sorretti da una sezione ritmica maiuscola, sono i pilastri sui quali svariano, talvolta come detto a vuoto, le linee melodiche. Ma la musica è feeling, emozione, magia: Tales of Creation vive del suo romanticismo malinconico e sofferto, di estro artistico e di genio impareggiabile.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
64.62 su 43 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 27 Maggio 2019, 14.16.30
16
Rispolverato stamattina, grande album. Non raggiunge i picchi di Nightfall ma per me è migliore di Ancient Dreams, bello ma un filo pesante. Dark Reflections, la title-track e Through the infinitive Halls of Death sono pezzi semplicemente straordinari. Voto 85
Il guardiano del tempo
Giovedì 29 Novembre 2018, 2.10.55
15
Bello tanto quanto i primi due con Marcolin.tris del doom da paura!da avere e venerare!
Salvatore
Giovedì 15 Giugno 2017, 18.32.35
14
Come avevo già espresso,una delle mie band preferite (rispetto ai 2 gioielli Nightfall e Acient...) × me Tales..,non fu da meno e fu l ' lennesima formula sempre in bilico tra Doom/Epic e True Metal che rese il combo nordico ,una leggenda del panorama metallico degli ultimi 30 anni: (DOOMICUS EPICUS METALLICUS appunto! ....voto 95
Green Man
Sabato 11 Giugno 2016, 8.38.34
13
ma com'e' che i voti dei lettori per i candlemass sono cosi bassi? Siete impazziti?
Doomale
Sabato 13 Ottobre 2012, 18.17.40
12
Altro Capolavoro dei Candlemass...Ok i primi due superano tutti, ma penso che ognuno dei 4 iniziali album siano grandiosi....Penso abbia ragione THE SINNER sul fatto che sia superiore ad Ancient dreams..ma solo perchè questo registra più varieta sui tempi...Resta al fatto che rimane un album grandioso..rovinato da una produzione forse un pò frettolosa!La classe non è acqua..!Voto 86
The Nightcomer
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 20.36.55
11
Anche secondo me Tales of Creation è superiore ad Ancient Dreams, che all'epoca di uscita ho trovato un pò fiacco in confronto alla freschezza dei primi due lavori. Il debutto resta il più ispirato, oltre che il più diretto ed intenso a livello emozionale, ma la loro produzione, nonostante qualche episodio meno brillante, non mi ha mai lasciato l'amaro in bocca. Sarà che ho un debole per questo genere e per questo gruppo...
conte mascetti
Martedì 8 Novembre 2011, 20.45.19
10
di una bellezze sublime. un pelo inferiore a nightfall. Capolavi del doom.
The sinner
Venerdì 16 Settembre 2011, 14.59.15
9
Tales of creation è un gran bel disco doom e personalmente lo reputo molto meglio di Ancient dream che a mio avviso risultava sin troppo monolitico portando spesso allo sbadiglio..Qui i Candlemass sfoderano brani veramente entusiasmanti (vedi "Dark reflections" - "Under the oak" - "The edge of heaven") che culminano nella eccezionale performance solo strumentale di "Into the unfathomed tower"....Senz'altro il loro miglior lavoro insieme a "Nightfall" !!!
born_too_late
Mercoledì 6 Ottobre 2010, 13.44.37
8
Personalmente lo trovo un po' al di sotto rispetto ai primi tre, forse per via di una formula stra-abusata in precedenza? Ad ogni modo è un disco da ascoltare più volte.
Masterburner
Mercoledì 6 Ottobre 2010, 9.18.42
7
Che grande recensione, complimenti. Secondo me è proprio l'atmosfera che si è persa da questo disco in poi, sarà forse la nostalgia...
Chris Wild
Mercoledì 6 Ottobre 2010, 1.58.46
6
Mah, io non sono d'accordo sul fatto che i CANDLEMASS non sono quelli di una volta, tra KING OF THE GREY ISLANDS e DEATH,MAGIC,DOOM sono tornati grandi come prima, a parte che personalmente ADORO a Robert Lowe fin dai Solitude Aeternus e mi piace molto di più di Messiah Marcolin, che è stato un gran cantante con i Candlemass, perchè la sua voce particolare non gli permetterebbe di cantare in un altro gruppo molto facilmente =)
Zarathustra
Martedì 5 Ottobre 2010, 21.28.33
5
Lol!
Blackster
Martedì 5 Ottobre 2010, 20.59.35
4
Non sarà Nightfall, però "Steek Hutzee" -cit-
Valkyria Celtica
Domenica 3 Ottobre 2010, 11.37.01
3
Si avverte un non so che di mistico..la potenza della copertina mette lo stato d'animo su certi binari....ora è da vedere se le canzoni coltivano questo stato d'animo! Lo ascolterò molto volentieri. Grande Zarathustra
Dan g warrior
Sabato 2 Ottobre 2010, 15.43.08
2
grande disco, alla pari di "Ancient Dreams", ma non al livello dei primi 2 divini capolavori.
fabriziomagno
Sabato 2 Ottobre 2010, 10.54.25
1
la prima frase dice tutto...da avere! (voto: 80)
INFORMAZIONI
1989
Music For Nations
Doom
Tracklist
1. The Prophecy
2. Dark Reflections
3. Voices in the Wind
4. Under the Oak
5. Tears
6. Into the Unfathomed Tower
7. The Edge of Heaven
8. Somewhere in Nowhere
9. Through the Infinitive Halls of Death
10. Dawn
11. A Tale of Creation
Line Up
Messiah Marcolin: voce
Lars Johansson: chitarra solista
Mats "Mappe" Björkman: chitarra ritmica
Leif Edling: basso
Jan Lindh: batteria
 
RECENSIONI
65
60
84
73
74
70
75
79
84
80
79
88
86
97
ARTICOLI
07/10/2017
Live Report
CANDLEMASS
CrossRoads Live Club, Osteria Nuova (RM), 30/09/2017
21/05/07
Intervista
CANDLEMASS
Parla Leif Edling
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]