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Waysted - Save Your Prayers
( 3240 letture )
In attesa del nuovo album dei Waysted in arrivo entro fine anno, la Majestic Record ha dato alle ri-stampe la loro terza fatica, Save Your Prayers. Un piccolo gioiello, questo del 1986. Uno dei migliori esempi di hard rock melodico di tutti i tempi. Nati nel 1982 dalla volontà di Pete Way, ex bassista degli UFO, i Waysted sono un altro di quei gruppi – ce ne sono parecchi, ahimè – che hanno seminato molto più di quanto hanno raccolto. Chiamatela sfortuna, chiamatela la dura legge dello showbiz o come altro cavolo vi pare. Sta di fatto che, nonostante la grande visibilità concessa loro dall’essere stata band di supporto al fortunato tour degli Iron Maiden, prima della ristampa non restava che una labile traccia nella memoria di qualche vecchio fan dei Maiden e, ovviamente, in quella dei pochi fortunati che ai tempi ne acquistarono più o meno casualmente l’originale.

Ma se le cose vanno male, non è detto che non possano andare ancora peggio. Dissapori nella band, infatti, portarono allo scioglimento del gruppo e, conseguentemente, del contratto con la Parlophone, la loro etichetta. Perle come Heaven Tonight e Singing to the Night furono esposte alla luce delle vetrine soltanto per poche ore e, un poco alla volta, il ritratto stampato sulla copertina di un meditativo Pete Way seduto accanto al suo strumento (un’immagine che vista adesso appare fin troppo profetica) passò dal reparto novità a scaffali sempre più remoti, irraggiungibili dal grande pubblico: chi lo scoprì fu solo per un lieto concatenarsi di eventi fortunati. Questa ristampa dà pertanto l’opportunità, a chi non li ha conosciuti allora, di farlo adesso. Se si eccettua l’aggiunta di due bonus track (che per la verità, specie se paragonate agli altri pezzi, ci sembrano piuttosto superflue), Save Your Prayers mantiene intatto tutto il suo fascino. A parte i due gioiellini già citati, Heaven Tonight e Singing to the Night, due potenziali singoli che se li avessero cantati i Bon Jovi avrebbero sicuramente raggiunto le vette più alte delle classifiche mondiali, il resto non è da meno. L’opener Walls Fall Down si fa spazio a gomitate e si stacca nettamente dalla massa delle canzoncine “carine” imponendosi subito come uno dei migliori esempi di hard rock, semplice e diretto ma mai banale: un perfetto connubio di energia e melodia. Si potrebbe dire che, in questi casi, la denigratoria definizione di “musica commerciale” perde ogni accezione negativa per caricarsi di ben più alti significati, fino a costituire il vero plusvalore dell’intero album: i Waysted danno una vera e propria lezione su come poter realizzare canzoni di “facile ascolto” ma che abbiano anche uno standard compositivo di grande livello. L’alchimia si ripete mano a mano che ci si addentra nel cd. Sì, forse ci sono pezzi migliori di altri, come ad esempio How the West Won o la ballad So Long, ma la differenza qualitativa è davvero minima.

Oggi è già grasso che cola se su dieci pezzi ce ne sono tre o quattro buoni, soprattutto nell’hard rock. Figuriamoci un album intero. Ci riescono i Dare, i Journey, i Pride of Lions e pochi altri. Ecco perché ascoltando oggi i Waysted si intuisce chiaramente che fare della buona musica strizzando l’ occhio al mercato è possibile. Certo, il loro è stato indubbiamente un caso un po’ sfortunato. Altri gruppi molto meno meritevoli di loro hanno avuto più successo, riuscendo a conquistarsi una discreta popolarità a colpi di due o tre singoli azzeccati. C’è da auguarsi, quindi, che prima o poi il vento possa girare a loro favore. E chissà che l’uscita del nuovo lavoro non sia la volta buona.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
26.91 su 35 voti [ VOTA]
The Cowboy
Sabato 15 Agosto 2020, 11.56.37
4
Maledetto pop/rap/ trap vero waysted di merda, porti una sfiga cane
nat 63
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.29.59
3
Dopo la recensione di "Save your prayers" e l'intervento di fabio II che ha ricordato "The good,the bad & the Waysted",a me piacerebbe menzionare l'ottimo "Vices" del 1983. Nonostante tali stupendi albums,i Waysted non ottennero mai quel successo che sicuramente avrebbero meritato. C'est la vie...
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.01.12
2
Quanto di più lontano dalla navicella madre, ma comunque un buon album. 75
fabio II
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 14.09.26
1
Poveri Waysted, neanche un commento. Secondo me lo meritano visto che il precedente 'The Good The Bad The Waysted' era un lavoro di energizzante r'n'r à là Ufo; mentre questo, con l'ingresso di Danny Vaughn, si sposta sul class e sono d'accordo con Geoff quando dice che se molte tracks del disco fossero a nome di Bon Jovi avrebbero coronato ben altre fortune. Vaughn si farà segnalare anche con i Tyketto con l'ottimo 'Don't Come Easy'
INFORMAZIONI
1986
Parlophone
Hard Rock
Tracklist
1. Walls Fall Down
2. Black & Blue
3. Singing To The Night
4. Hell Comes Home
5. Heroes Die Young
6. Heaven Tonight
7. How The West Was Won
8. Wild Night
9. Out Of Control
10. So Long
11. Fire Under The Wheels
12. Fortunate Son
Line Up
Danny Vaughn (vocals),
Paul Chapman (guitar),
Pete Way (bass),
John Diteodoro (drums)
 
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