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Sideris Noctem - Wait Till The Time Is R.I.P.
( 1951 letture )
La crociata di revival gothic/doom messa in atto dalla Solitude Productions negli ultimi mesi, sembra voler coprire tutto lo spettro di questo genere.
Dopo l'esempio poco convincente dei Cebren-khal (che hanno almeno il pregio di attingere dai maestri più "colti"), ora si scende verso il baratro con i Sideris Noctem.
Loro sono ucraini e la loro musica vuole in tutti i modi rievocare le passate sensazioni dei Tristania (quelli di Beyond The Veil soprattutto) e dei primi Draconian, dando vita ad una macchina nostalgica che oltre a farci rimpiangere i primi lavori delle band appena citate, non ci induce a spingere il tasto play per la seconda volta.
La lista della spesa è come quella che si fa a Natale: consistente ma sempre la stessa da anni: accoppiata pianoforte + violino? C'è! Voce maschile in growl con duetto femminile? C'è! Riff death + tempi doom + chitarre alla My Dying Bride? Ci sono! Coretti femminili pseudo-lirici? Ci sono!

Questi elementi sono già tutti condensati nel polpettone iniziale (Wait Till The Time Is R.I.P.) dove le tastiere toccano anche dei puntini "elettro-goth" in stile Crematory (quelli di Act Seven e di Believe, non certo quelli di Denial!).
I tempi doom di Binary, scanditi da chitarre acustiche e pianoforte, lasciano subito spazio alle 6 corde mydyingbridiane; i lamenti maschili sono filtrati e duettano con quelli femminili nel classico gioco gothic, apprezzabile al massimo per le sovrapposizioni delle chitarre soliste.
Fino ad ora, a lenire la noia e la prevedibilità dei brani, ci si è messa -per fortuna- la breve durata delle tracce, permettendo a queste "gothic-pills" una facile digestione. Quando però i tempi si dilatano (con Behind The Mirror Of The Winter's Fall), il boccone diventa veramente difficile da masticare. Cadenzati riff inconsistenti e di circostanza, fanno semplicemente la cornice a questi duetti in stile La Bella e la Bestia; un attimo di luce si intravede quando il brano si spezza in due nella sua metà, poi giù di nuovo verso l'oblìo... Al coro vocale, ormai saturo, si aggiungono anche nuove (stonate) voci maschili e finalmente si cambia traccia. Time comes To The End sembra attingere più dagli esempi inglesi del gothic dei primi anni '90 (salvo restando le voci liriche femminili, e tralasciando in pieno l'imbarazzante momento di violini e basso slappato).
I momenti più piacevoli -o forse è meglio dire, i più accettabili- sono quindi caratterizzati da una manciata di tracce. Si salva l'intro e Binary e poi sono degne di nota Moonlight Snakes, la quale, a parte gli ormai scontati “dai e vai” vocali, si caratterizza per un interessante guitar-work, e la successiva Without God (la cover dei Katatonia... e si sente che la qualità impenna vertiginosamente).
La conclusiva nènia (dal titolo in ucraino) non fa altro che aggiungere -allungando coi tempi, per giunta- quello che abbiamo già sentito nelle tracce precedenti, consolandoci solo col fatto che siamo prossimi all'epilogo.

In pratica, i nostri Sideris Noctem si rivelano dei perfetti manieristi, i quali -con la loro ars- non fanno altro che ri-costruire modelli clonati dai vecchi esempi di quasi vent'anni fa. Il problema è che il materiale genuino, degli esordi si mantiene ancora in perfetto stato, continuando a comunicare quella vena avanguardistica dei tempi che furono, mentre questi laccati simulacri non sono altro che specchietti per le allodole.



VOTO RECENSORE
52
VOTO LETTORI
26.33 su 15 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
BadMoodMan Music
Doom
Tracklist
1. First Day (Intro)
2. Wait till the Time Is R.I.P.
3. Binary
4. Behind the Mirror of the Winter’s Fall
5. Time Comes to the End
6. Moonlight Snakes
7. Without God
8. Потерявшиеся в обломках прошлого
9. Last Day (Outro)
Line Up
Pavel Razvodov- Vocals
Valentin Chernyak - Guitar (Ominous Abyss)
Valentin Falin- Guitar
Anna Vydrygan- Bass
Denis Badaev - Drums
Alina Vinokurova - keyboards

sessions:
Evgeniy Chebotarenko - Vocals
Anton Vorozhtsov - Vocals
Anastasia Sverkunova - Vocals
Konstantin Zmievskiy - Drums
 
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