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Therion - Sitra Ahra
( 5254 letture )
Sitra Ahra, recente creazione dei Therion (la dodicesima in studio, per l’esattezza) è un album che mi ha creato non poche difficoltà nel giudizio recensorio: ricco di diversivi e dalle atmosfere cariche e decise, esso si sviluppa lungo un filone contemporaneamente orientaleggiante e rievocativo che comprende riferimenti gothic, epic e -in minor misura- doom, thrash e black che (questi ultimi) assumono una connotazione sempre più didascalica ed esclusiva all’interno della tracklist.
L’album, pur sviluppandosi su melodie cardine relativamente semplici e lineari, trova piena maturazione e brillantezza nel meticoloso incastro di strumenti ritmici, voci -sia impostate che graffianti-, cori ed elementi orchestrali che costruiscono la sovrastruttura tanto cara ai Therion. Tutti gli aspetti concorrenti all’opera sono trattati con esagerazione e prolissità, contravvenendo -di proposito, ovvio-, agli stilemi tradizionali del mondo metal inteso in senso stretto e capitanando tutte quelle realtà sinfo-orchestrali che vanno dai Nightwish agli esperimenti solisti della loro ex-frontwoman Tarja Turunen e dai medioevali Haggard ai rinascimentali Virgin Black. Ma ciò, oltre a non essere una novità, non preclude in nessun modo un ascolto immediato e gratificante anche se -impossibile negarlo- un po’ pacchiano: le combinazioni armoniche, i contrappunti, le fughe -vocali e non- sono davvero “tante”, pur tuttavia oculatamente bilanciate con la parte chitarristica e con il drumming in modo da impedire quella sensazione di fastidiosa opulenza che spesso esperimenti di questo genere inducono nell’ascoltatore (e che aveva contagiato, su tutti, il percedente The Miskolc Experience). A concorrere verso tale direzione, un ventaglio melodico piuttosto vario che permette di sgusciare con estrema agilità dai contributi levantini di Sitra Ahra a quelli noir di Unguentum Sabbati, dalla folkeggiante e magniloquente Land Of Canaan alla “go-westiana” Cú Chulainn e ancora dalla (a tratti) maideniana Kings Of Edom alla (a tratti) gregoriana 2012, lasciando in ogni momento un sapore fresco sulle nostre papille “auditive” (leggasi orecchie). Di contro, ciò induce il sospetto di avere a che fare con un arcobaleno di soluzioni atte a scovare la compiacenza di un pubblico molto più vasto di quello nominale: non sarà così, essendo i Therion una realtà consolidata e non bisognosa di ruffianerie, ma il dubbio -lecito- toglie un po’ di quell’ingenuo romanticismo che avrebbe elevato la proposta…

A livello tecnico, tanto la prova degli svedesi (ma ciò è indiscutibile), quanto la produzione sono buone: forse qualcosa in più si sarebbe potuto pretendere dalla restituzione delle chitarre, un po’ debole, che però evita di saturare l’amalgama lasciando una buona dose di ariosità alle partiture. In definitiva la tanto bistrattata cura Nuclear Blast sembra continuare ad avere un effetto positivo sui Therion.

Veniamo ora ai momenti topici della tracklist.
Sitra Ahra si introduce con l’omonima canzone, che rappresenta un’esaustiva anteprima dell’intera opera e si classifica come uno dei brani più meritevoli: nonostante infatti la semplicità di ritmica e chitarre, presentate assieme al basso con suoni pieni e prorompenti, l’incisività dei cori e l’efficacia delle voci rendono l’insieme davvero ottimo; Unguentum Sabbati, brano in cui è presente la voce dal timbro graffiante di Vikström, è invece sostenuta da riff più articolati, veloci ed oscuri.
Dalle atmosfere quasi Haggardiane e dal cantato maschile che rasenta il gusto power, Hellequin si caratterizza proprio per l’unicità della miscela vocale: il geniale passaggio dal falsetto all’impostato maschile, infarcito dalla deliziosa soprano Lori Lewis e dagli onnipresenti cori, fanno di questa traccia una composizione tra le più rilevanti all’interno di Sitra Ahra; al contrario non ho affatto apprezzato Cú Chulainn, non tanto per la parte strumentale ben concepita, ma piuttosto per alcune scelte tonali riguardanti le voci, a mio avviso non accuratamente decise.
Altra chicca è Kali Yuga III, brano con cui i Therion esplorano con successo la zona pseudo-doom del proprio animo. L’organetto utilizzato nelle spire centrali del brano (comunque immerso in un’apoteosi multilinea) ha una timbrica paragonabile a quella messa a punto dal genio Kosatas Panagiotou (Pantheist) nella sua Dum Spiro Despero, traccia a cui Kali Yuga III deve in effetti qualcosa nell’ispirazione di fondo. Anche The Shell Are Open apre con richiami settantiani per poi incentrarsi completamente sui temi principali di questi Therion del 2010. La derivabilità è solo accennata, l’efficacia invece… assicurata.
Da annotare infine Din, brano veloce sia ritmicamente sia cronometricamente, che si conclude in poco più di due minuti e mezzo e che spalanca il portone degli addii all’antipodica After The Inquisition: Children Of The Stone: la prevalenza di elementi classici e cori femminili dalle tonalità positive chiude la tracklist con soavità inaspettata ed in un clima di autocelebrazione per nulla criticabile.

Si alternano dunque nell’album diverse ritmiche e stili che non fanno mai scadere le composizioni nel banale, anche se l’originalità, più che altro, è conferita dalle maglie canore su cui la melodia cerca (e trova) potenza. Va inoltre ammesso che la stupefacente miscela di stili e strumenti fa sì che Sitra Ahra intrattenga piacevolmente, oltre che i fan storici, anche tutti coloro che si vogliono per la prima volta avvicinare a questo genere di metal pseudo-mistico.
I Therion dimostrano insomma creatività, bravura e mestiere. Che vogliamo di più?
Fortemente consigliato!



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
78.58 su 93 voti [ VOTA]
Mauroe20
Mercoledì 13 Dicembre 2017, 23.52.51
38
Dopo qualche anno ho ripreso ad ascoltarlo e devo dire che mi ha convinto.Certo i capolavori del passato non si toccano ma questo lavoro risulta buono sotto tutti i punti di vista.In particolare quello dell'ispirazione.Voto 79
Rob Fleming
Lunedì 15 Febbraio 2016, 10.58.29
37
I Therion, sostanzialmente, non hanno mai sbagliato un disco, però era dai tempi di Vovin che non mi esaltavo così per un loro album. Sitra Ahra, Kings of Edom, Lord of Canaan ed Hellequin sono di una spanna sopra alle altre. 85
Galilee
Lunedì 23 Settembre 2013, 16.19.31
36
Gran disco come sempre, l'unico sottotono in tutta la loro carriera è stato l'insipido Deggial. Buona recensione e voto più che giusto.
Bloody Karma
Lunedì 23 Settembre 2013, 15.38.07
35
l'ho riascoltato dopo un paio di anni di impolveramento, e devo ammettere di trovarmi davanti davvero un ottimo lavoro...non capisco come mai non mi aveva colpito più di tanto in passato...boh...mistero...
Theo
Martedì 9 Ottobre 2012, 22.44.49
34
Buon album, ma mi ha un po deluso... Ho preferito di gran lunga Vovin, Deggial, Lemuria, Sirius B... Voto 68
Celtic Warrior
Sabato 29 Ottobre 2011, 13.17.03
33
Che devo dire a me questo album è piaciuto .
Snow
Venerdì 28 Ottobre 2011, 16.40.31
32
@Alyssa: Perdonami, non lo avevo capito!
Alyssa
Mercoledì 26 Ottobre 2011, 19.10.25
31
Soporifero ? Disco debole ? PORCATA ?? Ma le avete sentite Sitra Ahra, Kings of Edom, Land of Canaan, Hellequin ?! Disco minimo da 85 solo per questi pezzi. PS per il recensore: in Unguentum Sabbati credo che la voce maschile sia di Snowy Shaw, non di Vikstrom.
Nonno Ippei
Giovedì 22 Settembre 2011, 19.49.56
30
Disco deboluccio, manca di mordente. la Produzione dei suoni è peggiorata tantissimo, il tutto appare un pò spento. Le songs sono buone, nulla di eccezzionale. Come ha detto il recensore l'originalità stà nelle maglie sonore. per il resto è ben lontano dal misticismo ieratico di Deggial, dall'onirico di Secrets of Runes e dalla maestosità di Vovin. Voto 7.... vabè 7+
Bloody Karma
Lunedì 12 Settembre 2011, 14.20.12
29
ci ho dedicato a questo disco parecchi mesi, ma non ha funzionato...non mi convincono ne i suoni ne i vari pezzi...next time...
megna1
Venerdì 18 Marzo 2011, 15.33.21
28
altamente soporifero, alla larga!!! Il migiore rimane Vovin... stop
Djoser
Giovedì 3 Marzo 2011, 0.43.17
27
Dalla recensione e da alcuni commenti presenti qui sotto mi pare che in pochi abbiano la minima idea di come è stato partorito questo album. Voto personale: 87
Kryptos
Mercoledì 24 Novembre 2010, 21.52.26
26
Che sia una mera opinione personale è implicito, non voglio imporre il mio punto di vista a nessuno. E mi sento di dire che questo disco, secondo me, sulla base di ascolti attenti, è una porcata. Che nessun disco dei Therion meriti un aggettivo del genere, anche questa è un'opinione. Discutibile quanto la mia. Saluti.
Sandro70
Sabato 30 Ottobre 2010, 21.42.27
25
Dire che un disco come questo è una porcata, vuol dire non averlo ascoltato più di una volta o non averlo ascoltato proprio. Puoi dire che non ti piace ma nessun disco dei Therion merita un aggettivo del genere.
odino
Sabato 30 Ottobre 2010, 21.11.23
24
il nuovo lavoro dei therion supera di gran lungo gothic kabalah
Kryptos
Martedì 26 Ottobre 2010, 23.09.26
23
Secondo me invece è una porcata di disco, una delle mie delusioni dell'anno...
Sandro70
Giovedì 21 Ottobre 2010, 22.07.58
22
Basta una parola: MAESTOSO. Disco spettacolare e imperdibile per chi ama il metal sinfonico.
master444
Domenica 17 Ottobre 2010, 23.49.53
21
Ciao Giasse, deduco quindi che non lo riteniate un lavoro insufficiente perchè a mio modesto parere è davvero bello. uso il termine bello perchè è variegato, sinfonico e gothic al punto giusto. Certo è freddo un pò come quasi tutta la discografia dei Therion che a mio onesto parere è una disco più che buona. Forse l'essere svedesi li rende un pò in alcune situazioni ed esageratamente in altre distaccati.
Giasse
Domenica 17 Ottobre 2010, 22.18.36
20
Personalmente lo ritengo molto meno interessante di Sitra Ahra!
master444
Venerdì 15 Ottobre 2010, 19.16.17
19
No scusate fatemi capire un pò, ma Gothic Kabbalah non lo ritenete un buon album?
fabriziomagno
Venerdì 15 Ottobre 2010, 0.35.30
18
benvenuta Valeria... a sorpresa è piaciuto anche a me Sitra-Ahra... a volte ritornano...
Giasse
Giovedì 14 Ottobre 2010, 19.42.24
17
Sai cosa, Andrea? Trovo che nel disco si percepisca molto chiaramente la freddezza tipica dei "mestieranti" di professione (un po' è anche "colpa" la produzione). E' un album costruito a tavolino, ma questa volta efficace. Comunque capisco perfettamente il tuo punto di vista, dato che anche dal vivo li ho visti così "sulle loro"...
andrea
Giovedì 14 Ottobre 2010, 19.37.07
16
dopo Vovin fatico immensamente a digerirli. li trovo troppo freddi, forse. senza nulla togliere ovviamente, visto che mi rendo conto che si tratta di ottimi musicisti!
Giasse
Giovedì 14 Ottobre 2010, 19.35.54
15
Enry deve avermi letto nel pensiero. A me i Therion non mi piacciono (più) quasi per nulla, tuttavia ritengo Sitra Ahra un disco divertente ed interessante. Perfino la "mielosa" The Inquisition: Children Of The Stone mi è piaciuta, fate voi...
enry
Giovedì 14 Ottobre 2010, 16.55.05
14
L'ultimo disco dei Therion che mi è piaciuto risale a 14 anni fa, ormai non ci speravo più e invece...sorpresa, questo disco mi piace. Spero di non dover aspettare fino al 2024 per il prossimo...75/100
master444
Giovedì 14 Ottobre 2010, 15.44.44
13
L'unica band gothic cosi matura e non solo che continua a incidere qualcosa di spettacolare. Bellissima rece
Snow
Giovedì 14 Ottobre 2010, 14.39.24
12
Ragazzi grazie mille a tutti... Spero riuscirò a migliorarmi. Buona giornata e se avete consigli o critiche mi raccomando non esitate a scriverle!
Straisand
Giovedì 14 Ottobre 2010, 12.24.02
11
Bellissimo album, vario e principalmente orchestrale! Poi al microfono c'è ancora la mia Lori Lewis!
Mika
Giovedì 14 Ottobre 2010, 12.10.26
10
Ciao Valeria, benvenuta. Ottima recensione
Khaine
Giovedì 14 Ottobre 2010, 12.03.56
9
Bentornato Quorth_On, ogni tanto ci si vede
Radamanthis
Giovedì 14 Ottobre 2010, 12.02.11
8
Benvenuta!Bella rece e grandi Therion!
Quorth_on
Giovedì 14 Ottobre 2010, 11.50.59
7
Disco eccelso. La sola Land of Canaan cancella intere discografie. Monumentali Therion.
Bloody Karma
Giovedì 14 Ottobre 2010, 8.59.05
6
ciao benvenuta...sto ascoltando da tempo il nuovo Therion, ma non riesco ancora a trovare un mio preciso pensiero al riguardo...trovo positiva l'aver provato ad inserire tante influenze musicali diverse tra di loro ma la produzione è a mio avviso piuttosto scadente...chitarre spente e vocals un po' scollate dal resto...a livello di brani si inizia bene ma poi mi perdo un po' a metà disco...x il momento mi fermo qui, per il voto si vedrà più avanti...
Raven
Giovedì 14 Ottobre 2010, 8.33.06
5
da parte mia benvenuta a prescidere dalla redazione.
Nikolas
Giovedì 14 Ottobre 2010, 0.05.05
4
Benvenuta!!
Room 101
Mercoledì 13 Ottobre 2010, 23.37.24
3
Benvenutissima Valeria !! Bella recensione e in più benvenuta tra i "Gotici" della redazione C anche da parte mia (dato che Giasse ed Autumn li conosci già)
Blackout
Mercoledì 13 Ottobre 2010, 23.37.16
2
Benvenuta!
Khaine
Mercoledì 13 Ottobre 2010, 23.33.56
1
Benvenuta tra di noi Valeria
INFORMAZIONI
2010
Nuclear Blast
Symphonic Metal
Tracklist
1. Sitra Ahra
2. Kings Of Edom
3. Unguentum Sabbati
4. Land Of Canaan
5. Hellequin
6. 2012
7. Cú Chulainn
8. Kali Yuga III
9. The Shells Are Open
10. Din
11. After The Inquisition: Children Of The Stone
Line Up
Thomas Vikström - Vocals
Christofer Johnsson - Guitars, Keyboards
Christian Vidal - Guitars
Nalle "Grizzly" Påhlsson - Bass
Johan Koleberg - Drums

Guest members:
Snowy Shaw - Vocals
Lori Lewis - Vocals
Linnéa Vikström - Vocals (on Sitra Ahra, Kings Of Edom and Hellequin)
Marcus Jupither - Vocals (on Hellequin)
Petter Karlsson - Vocals (on 2012)
Mika "Belphagor" Hakola - Harsh Vocals (on Din)
 
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