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Slough Feg - The Animal Spirits
( 2004 letture )
Underground.
Ogni volta che ci imbattiamo in questa parola siamo naturalmente portati ad associarla al metal estremo, al black, al death o roba simile, ma in questo caso la situazione è diversa, questo perchè ogni cosa che ha a che fare con gli Slough Feg è necessariamente underground.
La band di Mike Scalzi continua infatti a battere un sentiero di incontaminata purezza musicale dal sapore antico, assolutamente heavy nel suo nucleo essenziale, eppure venata da contaminazioni epic e folk evidenti, con queste ultime che ci riportano spesso a ciò che di più nobile ed ingenuo si faceva a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70.
Da questa premessa risulta con chiarezza che gli Slough Feg non incideranno mai per una major, non potranno mai contare su legioni di fans del mainstream, non venderanno mai un numero di copie significativo a livello mondiale, ma potranno sempre e solo contare su uno zoccolo duro di devoti adepti di un modo di vivere e suonare coerente con certe idee e coscienti di essere fuori moda, fuori tempo per sempre.

Heavy, è questo il verbo.
Un verbo usato ed abusato in tutti i modi possibili ed immaginabili negli ultimi decenni, eppure Scalzi ed i suoi tre accoliti riescono sempre a confezionare lavori che prendono allo stomaco in virtù di uno spirito che li anima, che li pervede e li possiede, facendoli risultare sempre vivi, fieri, unici al di là di ciò che effettivamente presentano nella tracklist.
Possiamo dire che comprare un disco degli Slough Feg è un atto di fede quasi sovversivo, dato che la modernità porta certamente lontanissimo da dischi come The Animal Spirits, e se ciò risulta già evidentissimo fin dalla cover che definire minimalista è riduttivo -un abbozzo a carboncino, quasi un schizzo preparatorio più che un disegno vero e proprio- diventa poi più che palese dalle prime note di Trick The Vicar, semplice e brevissima (meno di due minuti), che non possiede altro se non un buon riff, quattro musicisti convinti di quello che fanno, e se stessa nella sua onesta attitudine.

Poco importa se l'album mostra una flessione nella parte centrale, agli acquirenti di The Animal Spirits non importerà, non lo noteranno nemmeno, presi dall'efficacia di quanto compreso tra Trick The Vicar e Free Market Barbarian e poi tra la seconda parte di Kon-Tiki e Tactical Air-War; in particolar modo saranno la strumentale Maideniana Materia Prima, la densità strutturale di The 95 Thesis, la sfrontatezza citazionistica di The Tell-Tale Heart, il folk della parte finale di Kon-Tiki, l'intensità antica della ballata Second Coming ed il piglio esaltato dal cantato di Bob Wright dei Brocas Helm in Tactical Air-War a prendere di più l'ascoltatore. Ma come detto qui non è importante quali e quanti siano i pezzi di caratura superiore presenti, ma che ci sia un disco degli Slough Feg da comprare, punto.

Si può anche parlare della voce perfetta per lo scopo di Mike Scalzi -uno che sembra preso di peso da un film di Jim Jarmusch- del suo amalgama perfetto con Tringali, Cantwell e Maestas, delle evidenti influenze dei Thin Lizzy e dei Manilla Road nella musica, ma sarebbe fuorviante.
The Animal Spirits non è un disco, è un'altra rassicurante testimonianza che esiste ancora qualcuno in grado di conservare l'integrità necessaria a giustificare gli altrui eccessi e gli altrui tentativi di spacciare per modernità alcune cose che probabilmente tra dieci anni saranno solo un ricordo, mentre scommetto che qualcuno (solo qualcuno) troverà commovente The Animal Spirits e gli Slough Feg ancora molto a lungo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
31.89 su 19 voti [ VOTA]
Zarathustra
Lunedì 25 Ottobre 2010, 15.28.06
5
Cuore di metallo, ma nati nel paese sbagliato forse...
sonny73
Domenica 24 Ottobre 2010, 13.57.22
4
li seguo e apprezzo sin dai The Lord Weird Slough Feg e non mi spiego come questo gruppo possa rimanere nella scena underground...mah!!!
Raven
Sabato 23 Ottobre 2010, 15.54.28
3
Gli Slough Feg erano, sono e sarannno un fenomeno assolutamente underground, e come tali riservati ad una nicchia di appassionati.
Khaine
Sabato 23 Ottobre 2010, 15.22.06
2
@ Undercover: non commenta nessuno perchè il nome è poco conosciuto. Il tuo commento comunque darà maggior rilevanza alla recensione... questo è quanto possiamo fare
Undercover
Sabato 23 Ottobre 2010, 15.13.24
1
Nessuno che commenta l'ennesimo discone di sti ragazzi? E poi si parla di metal in giro...bah...Comunque altra grande prova, belli i richiami al sound popolare e folk e la visione retrò che guarda sempre più indietro negli anni. Ci sono citazioni Thin Lizzy fantastiche, qualcosa dei Manilla Road e di nomi ne vengono in mente, gente seria e che merita l'acquisto.
INFORMAZIONI
2010
Cruz del Sur
Heavy
Tracklist
1. Trick the Vicar
2. The 95 Thesis
3. Materia Prima
4. Free Market Barbarian
5. Lycanthropic Fantasies
6. Ask the Casket
7. Heavyworlder
8. The Tell-Tale Heart
9. Kon-Tiki
10. Second Coming
11. Tactical Air War
Line Up
Mike Scalzi – Voice, Guitar
Angelo Tringali – Guitar
Adrian Maestas – Bass
Harry Cantwell – Drums
 
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