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Mortiis - Perfectly Defect
( 4583 letture )
Pubblicato il 10 ottobre 2010, Perfectly Defect, ultimo lavoro della band Mortiis, si propone come un album dalle influenze variopinte, districandosi infatti tra accompagnamenti elettro-pop/industrial -a volte anche semplicemente predominanti- e basi rockeggianti, unite alla voce dell’omonimo ed eccentrico frontman.

Ed è proprio da quest’ultimo che l’intero progetto ha origine: ex membro dei celeberrimi Emperor, dopo un'iniziale spinta solista e diverse collaborazioni con artisti del calibro di Christopher Amott e Sarah Jezebel Deva, decide di racimolare alcuni musicisti -tra cui diversi membri provenienti dai Lost in Time- con i quali sviluppare un genere diverso dal dark ambient a cui inizialmente si era affiancato, per giungere finalmente ad un intrigante miscuglio di chitarre elettriche ed effetti decadenti che hanno dato origine alle atmosfere che delineano lo stile di quest’ultima composizione.
Non posso inoltre evitare di spendere due parole sullo “stile” di Mortiis: il norvegese, infatti, non passa certo inosservato e, anzi, è forse proprio grazie ad esso che alcuni di voi certamente già lo conosceranno. Vi dicono nulla orecchie a punta e carnagione pallida incorniciati da dreadlocks neri? Ebbene, Mortiis viene definito dai più come un ibrido tra un elfo, un goblin ed un folletto dalla personalità eccentrica e dalla voce espressiva ed oscura; dunque, semmai avrete la possibilità di assistere ad un loro live show, consiglio vivamente di dare almeno un'occhiata!

Per quanto riguarda il prodotto che mi ritrovo ad ascoltare, questo può essere marcatamente suddiviso in due filoni: il primo composto da brani più canonici corredati da influenze prevalentemente rock, benchè sempre accompagnati da atmosfere elettroniche; il secondo si avvale invece quasi totalmente di composizioni EBM ed industrial, nelle quali il parlato è praticamente inesistente e le melodie diventano più martellanti e potenti.
Scorrendo nello specifico la tracklist, questa si apre con Closer to the End, cavallo di battaglia dell’intero LP: atmosfere decise, riff semplici eppure estremamente efficaci, così come il cantato, caratterizzato da momenti meticolosamente studiati al fine di valorizzare l’intera composizione grazie all’espressività del timbro stesso.
Sensation of Guilt si differenzia dagli altri brani per le atmosfere maggiormente sobrie e la particolarità degli effetti utilizzati, intrecciati ad inserti di cori gregoriani a potenziamento della melodia vocale principale, oltre ad essere di transizione tra la prima e la seconda parte dell'album: si può notare infatti come la linea principale della composizione sia ripetitiva e si alterni a parti più lente con oculata regolarità.
Passando alla parte elettronica del cd, mi permetto di segnalare un paio di brani che ho particolarmente apprezzato soprattutto grazie alla loro originalità, anticipandovi in primo luogo della mia poca esperienza in campo: tra questi Sole Defeat, che ho gradito notevolmente grazie ai richiami del battito cardiaco associato alla ritmica del brano, dominato (quest'ultimo) da un crescendo dovuto all'aggiunta graduale di effetti graffianti, a volte quasi scarni, che donano grande dinamica al brano; da ascoltare anche Impossible to Believe, la track più corta dell'intero album, caratterizzata da atmosfere inizialmente oscure e soffocanti, ritmiche semplici e decise che si sviluppano in seguito per quanto concerne la complessità e l'incisività, riuscendo nel complesso ad intrattenere l'ascoltatore.
La tracklist si conclude con This Absolution, ricca di effetti risonanti e potenti, uniti ad un lentissimo e quasi impercettibile -inizialmente- inserimento di una melodia vocale lineare e semplice che dà corpo e direzione al brano stesso.

Parlando di produzione, il cd è decisamente ben equalizzato: non sono infatti presenti disarmonicità nel suono, il quale si rivela quasi sempre egregiamente pulito ed accuratamente strutturato; sono stata inoltre positivamente colpita dalla coesione delle due parti dell'album, le quali sono legate e accompagnate non solo per mezzo delle canzoni in sè, ma anche grazie all'eccellente smussatura tra l'una (parte) e la seguente data dall'equilibrio insito nella fase di transizione.

Concludendo, non posso che assicurare, nonostante non sia una grande amante dell'elettronica, di essere riuscita ad apprezzare l'album nella sua interezza -anche se prediligendo l'efficacia assicurata dalla predominanza delle influenze rock- forse proprio grazie alla parziale mutazione di stile interna dell'opera stessa, che ha contribuito a non renderla banale e ripetitiva come spesso accade in questo genere.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
32.54 su 24 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
Omnipresence Productions
Gothic
Tracklist
1. Closer To The End
2. Perfectly Defect
3. Sensation Of Guilt
4. Sole Defeat
5. Thieving Bastards
6. Halo Of Arms
7. Impossible To Believe
8. This Absolution
Line Up
Mortiis - Vocals
Levi Gawron - Guitar
Ogee - Guitar
Chris - Drums
 
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