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Deep Purple - Deep Purple
( 7505 letture )
Il 1969 fu un anno sconvolgente, un anno cardine legato a profondissimi cambiamenti socio-culturali a livello mondiale, che portarono disorientamento, contrasti politici tra potere e classi operaie ed un profondissimo strappo con le tendenze del passato.
Questo periodo fu caratterizzato dalla messa in contrapposizione tra la più sfrenata modernità e la cultura popolare fino ad allora massicciamente protagonista, soprattutto in un paese come l’Italia che viveva ancora dei successi legati a personaggi quali Bobby Solo, Iva Zanicchi e Massimo Ranieri.
Nel resto del mondo, come sempre accaduto, il processo di modernizzazione socio-culturale è sempre stato più rapido e di spessore, basti pensare al planetario 21 luglio, quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi uomini a camminare sul suolo lunare grazie alla missione Apollo 13 ed alla contemporanea nascita di Arpanet, forma embrionale della successiva rivoluzione digitale, Internet, mentre a livello musicale i Led Zeppelin ed i King Krimson pubblicarono il loro album d’esordio, i The Who pubblicheranno il concept album Tommy ed i Pink Floyd il loro quarto album Ummagumma, che verrà certificato disco d’oro nel ’74 e di platino nel ’94, mentre nel ferragosto dello stesso anno a Bethel -New York- si terrà il festival più discusso del secolo, Woodstock.

Potete percepire da soli lo spessore del cambiamento e la forte strattonata che cercò di strappare di dosso i vecchi vestiti della società per voi rivestirla di abiti freschi e pieni di colori.

I Deep Purple, come del resto molte delle band legate a quel periodo storico, erano in continua evoluzione, sia stilistica che di lineup, in quanto esisteva una reale possibilità di sperimentazione, dove tutto era permesso senza suscitare particolare clamore ma ottenendo e sviluppando sempre più interesse nei confronti della sperimentazione.
L’omonimo Deep Purple, terzo album in studio pubblicato per la Harvest Records nel Regno Unito e per la Tetragrammaton negli Stati Uniti, nasce proprio alle porte del radicale cambiamento che diede luogo alla formazione classica della band britannica e più specificatamente quella con Ian Gillian alla voce e Roger Glover al basso.
Deep Purple, ha indubbiamente un’impronta stilistica diversa rispetto a quello che sarà il prossimo futuro della band, un futuro che cambierà la morfologia della spina dorsale Deepurpoliana che segnerà un vero e profondo solco nella storia mondiale, un Decamerone di arte e genialità.
Questo terzo platter è forse uno degli album più maturi per songwriting ed idee, nel quale si avverte una prepotente impronta stilistica marchiata Simper-Evans, ancora molto vicina ad una visione stilistica psychedelic rock-blues piuttosto che hard-rock, complice la presenza di alcuni brani incisi grazie al supporto di un’orchestra sinfonica.

Chasing Shadow è un brano inusuale, dal carattere saggiatore dove vi è una forte presenza di percussioni sincopate che imprimono alla traccia un sapore afro-rock intenso, costantemente serrato e ricco di carnet psichedelici, sostenuti da un contro-bilanciamento stereofonico, tipica caratteristica epocale.
Segue Blind in tipico stile classico, dove l’aspetto risaltante è affidato ad un clavicembalo -a mio parere inadatto- che riveste la traccia di sapori cortigian-rinascimentali che esulano da un rilassato ascolto, appesantito da queste sonorità massicciamente presenti, che portano l’attenzione fuori traiettoria.
Inversamente proporzionale a Blind risulta la successiva Lalena, dalla testura molto calda ed appassionata; un tappeto in classico stile Lord dal carattere malinconico, depurato di aspetti virtuosi e psichedelici ma arricchito da un canto d’organo molto lirico e di carattere.
The Painter rivolta nuovamente la frittata, regalandoci il brano più rock dell’intero album, dove torna ad essere fortemente protagonista il dualismo solistico Lord-Blackmore, mezzo trainante dell’attuale combo e caratteristica fondamentale della futura lineup,
Non poteva mancare un brano fortemente blueseggiante, Why didn't Rosemary, che mantiene la linea di principio appena abbandonata, montando a neve l’energico entusiasmo scaturito dall’ascolto di riff tipicamente blues e dall’immortalità indiscussa.
Chiude April, preludio a Concerto for Group and Orchestra e sfogo classico di Lord, che non aggiunge e non toglie niente a quanto fin ora ascoltato.

Deep Purple non è il miglior lavoro della band omonima, seguiranno album che produrranno linee guida per il mondo che verrà e che rimarranno marchiati a fuoco nella memoria di tutti gli amanti della musica in genere, ma questo terzo lavoro manca di incisività e di un’identificazione definita.
Non a caso i due elementi artisticamente meno carismatici, lasciarono la band successivamente all’uscita di Deep Purple, lasciando spazio a coloro che resero grandi i Deep Purple.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
53 su 39 voti [ VOTA]
damiano
Mercoledì 25 Ottobre 2017, 21.15.34
24
questo album è, a mio parere molto interessante, soprattutto chasing shadows(da notare il fantastico drumming di paice) e fault line
Rob Fleming
Venerdì 22 Gennaio 2016, 10.26.33
23
A dominare c'è ancora Lord e Blind è un gran pezzo. Con April Jon Lord inizia a sfogare tutte le sue ambizioni classiche che verranno più compiutamente realizzate (come è un'altra storia) nel Concerto. Dopodiché arriverà la Magnificenza 73
Stefano
Domenica 27 Dicembre 2015, 15.32.43
22
a metà fra il psichedelico ed il blues...poca roba, da scartare
Peppe
Giovedì 1 Ottobre 2015, 11.27.44
21
I veri purple, quelli dell invenzione dell hard/heavy, verranno fuori da in rock in poi. Fino ad allora, nient altro che una beat band. Tra l altro anche molto vicini ai Beatles.
Alex
Giovedì 15 Maggio 2014, 21.49.30
20
Assurdo richiamare paragoni con In Rock o Machine Head. Qui si tratta di altra musicalità, seppure certi passaggi, anticipano non poco ciò che arriverà a breve. Personalmente mi è sempre piaciuto, e April rimane così intrigante con quel suo barocchismo sessantiano.
Steelminded
Venerdì 4 Aprile 2014, 23.13.53
19
Anche sotto la sufficienza per me raga... per cominciano con In Rock, Mark II
mauro
Venerdì 4 Aprile 2014, 22.32.04
18
a mio personale avviso questo è TUTTO un grande album. Lo vado dicendo da 30 anni almeno, è un album tutto porpora, compreso tutto il lavoro che verrà dopo e che consacrerà la band.
VomitSelf
Martedì 1 Aprile 2014, 23.33.45
17
D'accordissimo con Billbax. Gran disco. Voto: 80
Billbax
Mercoledì 26 Febbraio 2014, 22.46.42
16
Aggiungo per chi non lo sapesse: In April gli strumenti classici vengono suonati dal gruppo non da turnisti! Non aggiungo altro..
Billbax
Mercoledì 26 Febbraio 2014, 22.45.17
15
Sono d'accordo con l'ultimo commento, secondo me l'ascolto e' stato molto superficiale, April ragazzi ma vi rendete conto? E' un chicca spettacolare, e poi scusami eh ma blind e' blind non e' quello che tu vorresti. Deep Purple contiene le basi su cui si innalzeranno verso la vetta e che sanciscono il loro stile che e' vero verra' perfezionato con l'entrata di Gillan e Glover ma e' qui che si fa' la storia ed "In rock" ne sara' la definitiva conferma. Credo che molti sono abituati ai clicche' tradizionali coi quali possono catalogare i generi e gli stili perche' senza sarebbero persi, aoh qui parliamo di Musica con la M maiuscola! E basta
Weston-super-Mare
Domenica 21 Luglio 2013, 16.21.44
14
Non voglio far polemiche, ma non capisco come si possa dire che April "non agiunge e non toglie niente a quanto ascoltato finora". Si tratta di uno dei migliori pezzi dei purple, non solo mark 1, ma in assoluto. Una perfezione e maturità tale in ambito rock sinfonico\progrock fino a quel punto la band ancora non l'aveva raggiunta. E poi come si fa a non citare quell'altro gioiellino Bird has Flown? Massimo rispetto per il recensore, ma ho come l'impressione che il disco sia stato ascotlato forse un po' troppo frettolosamente. Questo è un gran disco, altrochè. Comunque peace&love.
sadwings
Venerdì 11 Gennaio 2013, 21.07.25
13
Secondo me questo album un 80 lo merita è davvero riuscito!
Alex Metalheart
Domenica 27 Marzo 2011, 19.19.38
12
*April (chiedo scusa per l'errore di battitura, mi son confuso col nome degli Apryl Fool)
Alex Metalheart
Domenica 27 Marzo 2011, 19.07.10
11
Apryl è forse la migliore canzone degli anni 60 dei Deep Purple.. un più che sufficiente mi pare pochino... per non dire poco
Bone Pumpkin
Giovedì 28 Ottobre 2010, 11.12.53
10
@Futoshi: capisco la tua linea di pensiero ed i tuoi punti di vista critici nei confronti del mio giudizio, ma la valutazione si basa su aspetti sia tecnici che personali ... io preferisco la linea intrapresa nella seconda parte della loro carriera artistica, in quanto reputo i successivi album dei tatuaggi indelebili nella storia dellhard rock. Per farti capire meglio ... a te piace il "clavicembalo su Blind dà alla canzone una sublime aria neoclassica" che a me non appare sublime, ma forse è un mio limite, sicuramente non una critica nei tuoi confronti (sia chiaro) ... non ho parlato della bellissima "Bird Has Flown" perchè non mi ha suscitato particolare fremito, visto che conosco delle parti di organo a mio parere decisamente più impattanti (sempre sulla base dei miei gusti e del mio bagaglio). Per quanto riguarda la conclusione, mi dispiace ma non riuscirò mai a dire che questo omonimo è il miglior album dei Deep Purple e non potrei mai equipararlo ad album quali "In Rock", "Machine Head" e "Burn"!! E' una questione di stomaco, di emozioni provate e di potere trainante, che in "Deep Purple" non ho sentito, soprattutto a livello lirico. Mi dispiace ma la penso così )
Painkiller
Mercoledì 27 Ottobre 2010, 16.53.00
9
@Futoshi: concordo con quasi tutto quello che hai scritto, questo per me è un album stupendo, il migliore della MarkI. Non concordo, e sia chiaro che è solo per aggiungere qualcosa al tuo pensiero ed alla discussione, mica per fare appunti sui tuoi pensieri, sul valore dei singoli elementi. Per me ad esempio, Ian Paice è un ottimo batterista ma non mi ha mai entusiasmato. Evans aveva una voce sublime, ma scimmiottava troppo Elvis e ne rimase un po' intrappolato, Gillian che io non amo di certo, rese però alla grande nei primi 3 album e dal vivo con la markII. Personalmente poi, la mia line-up preferita è quella di Burn......e Blackmore è il più grande di sempre insieme a Jimi Hendrix.
Futoshi
Mercoledì 27 Ottobre 2010, 15.23.18
8
Forse sono uno dei pochi a ritenere la Mk-I nettamente superiore alle successiva... Evans era un cantante dall'estensione vocale strabiliante e dal timbro caldo come pochi nel genere, mentre Simper era molto più tecnico di Glover (che dire dell'assolo di basso nel primo brano del 2° album?). La Mk-I, grazie anche alla guida di Jon Lord, stava pesantemente virando verso il progressive, e la cosa non mi sarebbe assolutamente dispiaciuta, se non fosse stato per i capricci di Blackmore, che alla fine, non contento di come aveva ridotto la band, ne è uscito per formarne una tutta sua (si capisce che non mi sta molto simpatico, sebbene lo ritenga uno dei pù grandi chitarristi mai apparsi sulla scena?)... Di tutta la discografia della Mk-I ritengo questo il miglior album. L'ho ascoltato tante di quelle volte da conoscerlo quasi a memoria... Su molti punti non sono d'accordo col recensore (ad esempio il clavicembalo su Blind dà alla canzone una sublime aria neoclassica), e non capisco perché non abbia parlato della bellissima "Bird Has Flown" con una parte finale di organo a dir poco eccezionale... Poi perché non si parla mai dei testi? Quelli di Evans sono di gran lunga superiori a quelli di Gillan, spesso insensati e stupidi (vedi "Highway Star" e "Speedking")... Totale disaccordo poi con la conclusione: Questo E' il miglior album dei Deep Purple. L'incisività l'album ce l'ha eccome, altrimenti non lo ascolterei così spesso! E poi cosa sarebbe l'identificazione definita? E' semplicemente musica, e se vogliamo essere più precisi è un mix di blues, hard rock e progressive con uno spiccato sound fine anni '60... ed elementi di rock sinfonico! E' un album vario, insomma, ma questo è un pregio, non un difetto! Forse Evans e Simper non avevano molto carisma, ma erano senz'altro elementi validissimi e superiori a coloro che li hanno sostituiti (Gillan ormai non ha più voce, e Glover è un bassista normalissimo, anche se con una capacità compositiva superiore alla media (pare che alcuni dei riff più famosi della Mk-II siano suoi))... E poi non dimentichiamo che chi ha reso grandi i Deep Purple sono Jon Lord e Ian Paice; il primo per averli fondati; il secondo per essere stato presente in quasi tutte le formazioni...
Bone Pumpkin
Lunedì 25 Ottobre 2010, 20.35.16
7
Si ... effettivamente negl ultimi anni si sono totalmente spenti, per fortuna Morse!!! Purtroppo è una tendenza che sta prendendo piede, rendere tutti immortali per dare sicurezza al COMPRATORE che comprano solo per il nome!!! Ode e lode ai Deep Purple, per sempre, ma in effettidovrebbero iniziare a pensare ai nipoti ))
Painkiller
Lunedì 25 Ottobre 2010, 13.52.39
6
@Bone Pumpkin: vero, "who do we think we are" a parte. Comunque nel tempo Gillian ha rovinato quanto di buono fatto a quei tempi, saranno almeno 20 anni che non canta più decentemente ma si limita a parlare, un po' come Vasco...
Bone Pumpkin
Lunedì 25 Ottobre 2010, 13.31.16
5
Il migliore del combo Mark I ... ma lasciatemelo dire ... nulla a che vedere con quello che verrà definito Mark II! ... me ne dovete dare atto!!! )))
hellvis
Lunedì 25 Ottobre 2010, 13.08.00
4
Il mio preferito del Mark I.
Painkiller
Lunedì 25 Ottobre 2010, 11.49.18
3
da notare la versione remaster in cd contenente le jam alla bbc ed alcune b-sides, tra le quali la splendida Emmaretta
Painkiller
Lunedì 25 Ottobre 2010, 11.44.54
2
oooh là, mancava giusto questo platter della discografia pre-Gillian. Il mio preferito, un piccolo sunto-capolavoro rock-blues, con alcune gemme come Lalena (Evans qui ricorda proprio Elvis) e Painter, una specie di jam in cui il talento di Blackmore risplende cristallino. per me, 80.
Federico95
Domenica 24 Ottobre 2010, 12.16.56
1
A me piace abbastanza, The Painter e Blind in particolare sono tra le mie preferite, il mio voto è 84
INFORMAZIONI
1969
Harvest Records
Rock
Tracklist
1. Chasing Shadows
2. Blind
3. Lalena
4. Fault Line
5. The Painter
6. Why didn't Rosemary
7. The Bird has Flown
8. April
Line Up
Rod Evans - voce
Ritchie Blackmore - chitarra
Jon Lord - organo, tastiere, voce
Nick Simper - basso, voce
Ian Paice - batteria
 
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