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Arkona - Lepta
( 3992 letture )
Dalla Russia con furore. Chiunque storca il naso al solo pensiero di un gruppo folk-metal made in Moskov badi bene di non comunicare il proprio disappunto alla fascinosa singer degli Arkona, Masha Scream (omen nomen). Nella migliore delle ipotesi, potrebbe assistere a una notevole lezione sulla mitologia slava e sulle influenze svedesi nello sviluppo del folklore russo. Altrimenti, considerato il carattere non proprio accondiscendente dei moscoviti, lopzione pi ragionevole sarebbe il primo volo direzione Honolulu, tenendo anche conto che tutti i membri del gruppo sono soci della (non esattamente pacifica) organizzazione pagano/nazionalista Vyatichi. Addio marzialismo sovietico e geometrie bolsceviche, quindi: gli Arkona puntano dritti alle origini, epoche di battaglie e invasioni, guerrieri e menestrelli. Costretti a colmare un gap geografico che li ha spesso tenuti lontani dal panorama musicale occidentale, i Nostri sono saliti alle luci della ribalta grazie al contratto con label notevole (Napalm Records) e ad una serie di concerti nei maggiori festival europei: il minimo per una band con cinque album e due live allattivo, ma curiosamente sempre distante dai riflettori che contano.

Lepta la seconda fatica di Masha e soci, seguito dellinteressante debutto DVozrozhdeniye. Strutture pi complicate e arrangiamenti maggiormente intricati lo pongono come il punto di snodo di una discografia che trover poi nel capolavoro Goi, Rode, Goi! la sua sublimazione massima. Gi il primo brano, Sotkany Veka, mette subito in chiaro il marchio di fabbrica del combo russo: poche note di tastiera a dare il via a unepica cavalcata sulla steppe siberiane. Il cantato acuto e graffiante, tutta la rabbia della poco pi che ventenne cantante si rovescia dalle casse nella lingua originale del gruppo: quello che potrebbe essere un limite allascolto, un idioma totalmente sconosciuto, invece enfatizzato ed esaltato, risultando una marcia in pi. Note a cascata sorrette da una sezione ritmica fluida e compatta: splendido il lavoro svolto da Vladimir Volk con gli strumenti tipici del folklore moscovita. Giusto il tempo di tirare un sospiro che lattacco di Lepta O Gneve lascia spiazzati: unondata black metal devastante che richiama i primi Dimmu Borgir, con brevi passaggi sinfonici e un refrain con una notevole alternanza voce pulita-scream. questo il brano che incarna meglio il miscuglio di generi a cui gli Arkona danno vita: passaggi puramente folk si alternano a sfuriate estreme, mentre un gioco di tastiere garantisce il costante appeal epico che contraddistingue lintero lavoro. Il ritmo rallenta leggermente nella successiva Chernyje Debri Vojny, vera perla dellintero repertorio pagan folk russo: il lavoro di Vlad Artist al sintetizzatore prende il largo dopo un incipit acustico e crea una barriera onirica e ipnotica modellata sullimmagine di antichi incantesimi e disperati assalti a vecchi castelli. Impressionante la voce di Masha, vera colonna portante del gruppo e oscura narratrice dellepopea. Lo schema viene ripetuto con maggiore furore epico in Zarnitsy Nashey Svobody, risultando per certi versi alquanto autocompiaciuto e ridondante. L(ab)uso dellelemento tastieristico mira a rendere pi alto lapproccio alla materia mitologica, ma spesso finisce per appesantire ulteriormente un prodotto non di facilissima fruizione. Gli Arkona danno il meglio quando tornano a volare su ritmi folkeggianti, come in Vijdu Ja Na Volushku: lattacco catchy prelude a un ritmo forsennato da festa di paese, in cui la voce pulita e una struttura piuttosto semplice scaraventano lattenzione in un puzzolente vorticare di giovani sottane intontite dalla vodka e dal caldo di una bettola strapiena. Lepicit tragica di un mito lontano ritorna nella possente Voin Pravdy che spiana la strada alla traccia pi lunga dellalbum, Marena, suite di sette minuti e manifesto di tutto lo stile e gli eccessi degli Arkona: tastiere alla Symphony X si mischiano a un cantato puramente black con brevi intermezzi di angeliche voci lontane, giusto prima che la doppia cassa e lintera strumentazione etnica guidino nuovamente il prorompente assalto alle fortezze nemiche. Forse un po troppo, anche per lorecchio pi a proprio agio nel miscuglio sonoro a cui il folk metal ci ha abituato nel corso degli anni. Il rullo di tamburi lontano introduce uno splendido epilogo, trascinato dalla suadente melodia di un flauto che sembra uscire dalla nebbia infernale per unultima, dannata danza: due minuti da brivido, prima che la voce potente di Masha ci riconduca sulla strada del risveglio nazionale russo.

indubbia la capacit degli Arkona di incarnare quello che lo spirito nazionalista tipico delle loro origini slave, segno di una rinascita post-sovietica non prettamente musicale. Tantissima carne al fuoco in questo secondo lavoro, una enorme mole materiale che verr rielaborato nei successivi cinque anni (e due album) fino a giungere alla consacrazione definitiva con Goi, Rode, Goi!: ci che rimane di Lepta probabilmente un senso di saturazione, di stanchezza finale non totalmente appagata, figlia di una struttura delle singole tracce spesso poco incisiva e un po troppo ridondante. Ma loriginalit indubbia e servir giusto un pugno di anni prima che questa trovi la propria sublimazione, musicalmente e discograficamente parlando. Una sorta di epico antipasto alla gloria a cui va dato il merito di contribuire (nel suo piccolo) a unopera costante di rinascimento popolare, testimonianza di un contesto difficile e figlio di un legame con la propria tradizione e con le proprie origini che una lezione importante per il paffuto mondo occidentale. E scusate se poco.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
58.41 su 41 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Gioved 25 Febbraio 2021, 20.14.55
5
Qua ci siamo pienamente! Rispetto ad Ot.. Diretto come piace a Me.. Senza tante divagazioni e momenti di stanca tanto per superare i 60 minuti.. Comunque se il Recensore considera gi questo "ridondante", chiss come giudica Ot.. In ogni caso confermo: Gruppo notevole..
fabriziomagno
Marted 26 Ottobre 2010, 3.30.29
4
sono di mosca, stando a quanto scrivono sul web (myspace ecc)
Element
Luned 25 Ottobre 2010, 0.25.03
3
Una piccola annotazione.... in teoria dovrebbero essere Pietroburghesi e non Moscoviti.... Se cos come dare a un romano del milanese e viceversa! Non che ne siano proprio felici.....
Blackster
Sabato 23 Ottobre 2010, 14.36.37
2
Bella recensione, bel disco anche se son in disaccordo con la primissima riga, cio per me il folk russo stupendo, ma irrilevante. Comunque complimenti.
fabriziomagno
Sabato 23 Ottobre 2010, 12.46.03
1
Arkona Lepta
INFORMAZIONI
2004
Napalm Records
Folk Metal
Tracklist
1. Sotkany Veka
2. Lepta o Gneve
3. Chernye Debri Voiny
4. Zarnicy Nashei Svobody
5. Vyidu ya na Volushky
6. Voin Pravdy
7. Marena
8. Epilog
9. Oi, to ne Vecher...
Line Up
Masha "Scream" Arhipova (Voce)
Sergej "Lazar" (Chitarra)
Ruslan "Kniaz" (Basso)
Vlad "Artist" Sokolov (Batteria, Tastiera)
 
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