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Obsidian - Point of Infinity
( 1309 letture )
Si può essere tecnici e "brutali" allo stesso tempo? Gli Obsidian dimostrano di sì, sfoderando uno stile molto particolare, caratterizzato da sonorità parecchio aggressive, con ritmi veloci, riffs massicci e carichi di groove, che ammettono di tanto in tanto qualche apertura verso melodie suggestive ed ipnotiche: in ogni caso, la performance della band è sempre ad elevato tasso tecnico e si fa apprezzare per passaggi assolutamente squisiti dal punto di vista esecutivo, nonchè per una certa varietà che contraddistingue i vari brani.

Point of Infinity è comunque appena il secondo full-lenght di questa band olandese, attiva già dal 2002 ma che aveva potuto esordire solo nel 2006 con Emerging, successivamente remixato, rimasterizzato e completato con le parti vocali di Robbe K nel 2007. Per questo secondo album, una novità in line-up è costituita dall'inserimento di un nuovo bassista, Gerben van der Bij, senz'altro una scelta azzeccatissima, perchè il nuovo arrivato si rivela davvero l'arma in più nel sound della band, un autentico concentrato di tecnica e di potenza (basti ascoltarlo ad esempio su Incinerate per farsi un'idea precisa). La band parte subito con un brano tiratissimo, Illuminate, dove il growl di Robbe K è molto aggressivo, ma si ammorbidisce verso il finale, lasciando spazio anche a clean vocals. Discorso analogo vale per Breach e Desolate Rage, mentre Tidal Waves è un pezzo un po' più cadenzato, che mantiene comunque un approccio abbastanza aggressivo, anche se una delle chitarre si muove su sonorità pulite, che prendono poi il sopravvento, sfociando in un assolo orientaleggiante, prima che la band indurisca nuovamente i suoni. Gli Obsidian prendono un po' di respiro con Radiating Light, un pezzo che, diversamente dagli altri, inizia e finisce in maniera lenta ed atmosferica, per diventare più aggressivo invece nella sua parte centrale. Un'altra parentesi più soft è tuttavia rappresentata da The Upward Spiral, la traccia più breve, della durata di meno di tre minuti, interamente strumentale. Priva di parti vocali è pure Spectral Pathways, per contro il pezzo più lungo del disco, con una durata che supera i sette minuti, nell'arco dei quali la band spazia tra temi e ritmi cangianti, esaltando le proprie attitudini progressive. Un esperimento, quest'ultimo, che tuttavia, per quanto apprezzabile, non riesce ad essere pienamente convincente, perchè la band perde così un po' della sua carica aggressiva, risultando invece più fredda e meno trascinante del solito. Decisamente meglio riuscita invece la title-track, senz'altro uno degli highlights del disco, nella quale la band mostra tutte le proprie qualità creando diverse atmosfere, con un mood vagamente malinconico, senza che tuttavia vengano meno la propria potenza ed irruenza.

Buon disco, anche se lascia un po' la sensazione che gli Obisidian non abbiano ancora del tutto espresso le proprie potenzialità, ma che senz'altro li proietta tra le band emergenti da seguire con particolare attenzione.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
40.36 su 22 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
Candlelight Records
Prog Death
Tracklist
1. Illuminate
2. Breach
3. Tidal Waves
4. Radiating Light
5. Desolate Rage
6. The Upward Spiral
7. Point of Infinity
8. Incinerate
9. Spectral Pathways
Line Up
Robbe K (vocals)
Simon Lawford (guitar, vocals)
Sjaak Kassies (guitar, vocals)
Gerben van der Bij (bass)
Melel Kramer (drums)
 
RECENSIONI
65
 
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