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Lyzanxia - Locust
( 1711 letture )
I francesi Lyzanxia sono una band di discreta esperienza, attiva fin dal 1996 e giunta con questo Locust al quinto studio album. Dall'esordio Lullaby sono passati ormai dodici anni, mentre ben quattro ci separano dall'ultimo UNSU; classificati come melodic thrashers, i quattro francesi affrontano tematiche legate alla depressione, la morte, la difficoltà di relazione: naturale, dunque, che l'aggettivo 'melodic' termini per incarnare l'essenza di un thrash lontano dalle furibonde scorribande mordi-e-fuggi, maggiormente improntato verso una malinconia di ambientazione adolescenziale, se vogliamo, tendente all'emocore nelle linee vocali. Bisogna però constatare che il rallentamento ritmico la maggior tendenza ad essere orecchiabile sono peculiarità emerse soltanto ora, in seno ad una band che precedentemente era stata anche definita da qualcuno -a torto o a ragione- thrash death metal.

Il sound del quartetto francese poggia su un riffing robusto di matrice thrash, mentre la ritmica si incattivisce e diventa martellante solo durante le accelerazioni o in particolari parti dei pezzi: non siamo dunque di fronte a canzoni interamente caratterizzate da una partitura thrash, piuttosto possiamo definire le composizioni dei Lyzanxia figlie di un heavy melodico spruzzate di elementi thrasheggianti. Ancor meno tipiche le vocals affidate all'ugola di David Potvin, che ricalcano una melodia a metà tra l'aggressivo e il malinconico, in pratica come sentirsi i Linkin Park alle prese con un sound più potente e tecnico, appunto di coordinate thrash, pur se molto moderne e lontano dal thrash grezzo e ignorante. Passaggi atmosferici e assoli suadenti si alternano a parti più compatte, sulle quali le vocals del singer si innestano col loro retrogusto decadente. Un mix gradevole che potrà piacere soprattutto ad un pubblico giovane, che sa apprezzare con la stessa identità generi più o meno disparati come il metalcore, l'emo e il thrash. Talvolta le linne vocali 'emo' faticano a far lievitare i pezzi, ma una buona dose di grinta, velocità e ritmo dovuto alle parti strumentali permette al disco di entrare nel suo vivo con una decisa sterzata dal punto di vista qualitativo. L'opener Prime Thrill non è nulla di particolarmente trascendentale, mentre la successiva Underlie spicca per una sezione ritmica compatta e martellante; bello il groove di Separate World, pezzo nel quale è possibile ascoltare anche un azzeccato binomio tra vocals pulite e malinconiche ed altre in pseudo growl; un'esaltante accelerazione da headbanging e l'incalzare sempre più furioso delle vocals, unitamente ad un assolo folgorante e tagliente, fanno di questa traccia una delle migliori del lotto. Proprio l'accostamento di vocals furenti ad altre di stampo emotional vanno a caratterizzare buona parte dei pezzi, come la buona The Clamp, mentre in Mind Tracker si nota qualche variazione al tema principale: vale a dire una cadenza ossessiva, pesante ed un growl sgraziatissimo abbinato alle più frequenti atmosfere malinconiche.

Ormai giunti a Tomorrow Died non si può non affermare che le songs sono talvolta troppo banali e somiglianti l'una all'altra: la conclusiva Father Râ fa sorgere un dubbio relativo alla durata di questo platter, perchè le undici tracce hanno poca longevità e tendono ad annoiare, anche se quarantasette minuti non sono nulla di eccessivamente prolisso. Poco da dire su artwork, produzione e perizia tecnica dei quattro musicisti: prestazione più che discreta dal punto di vista strumentale, eppure il disco fatica a coinvolgere e a farsi piacere. Colpa delle linee vocali, e non solo per il luogo comune che pretende bollare come scadenti le voci melodiche; il difetto delle stesse poggia proprio nel non sempre eccelso feeling melodico, in pratica manca un ritornello memorizzabile o estremamente toccante. Dischetto che lascerà poca traccia nei ricordi di ascoltatori viziati da ben altre golosità sonore.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
28.88 su 18 voti [ VOTA]
Arakness
Venerdì 29 Ottobre 2010, 21.51.45
1
Non ho ascoltato questa nuova release dei transalpini, ma francamente dopo l'ottimo Unsu mai mi sarai aspettato un passo falso, soprattutto nei termini espressi da Rino, che francamente mi lasciano sbigottito (in buona sostanza ho sempre visto nei Lyzanxia una delle realta' più' interessanti del panorama francese). Vedro' di procurarmelo il prima possibile.
INFORMAZIONI
2010
Listenable Records
Thrash
Tracklist
1. Prime Thrill
2. Under Lie
3. Separate World
4. Light Transition
5. Parasitic Growth
6. The Clamp
7. Mind Tracker
8. Hundred – Story Moth
9. Tomorrow Died
10. Subhero Zero
11. Father Râ
Line Up
David Potvin - Guitars, Vocals
Eguil Voisin - Bass
Franck Potvin - Guitars, Vocals
Clement Decrock - Drums
 
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