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Drudkh - Handful Of Stars
( 3499 letture )
Signori e signore,
ecco a voi il nuovo album del gruppo ucraino Drudkh, il quale dopo ben sette lavori in studio si riaffaccia sul mercato con l'inedito Handful Of Stars, riprendendo la parabola involutiva imboccata dal precedente Microcosmos. Non se la prendano i die hard fans della band (a quanto pare numerosissimi), ma l'originalità di tutta quella cordata di band che, cresciute all’ombra degli immortali Katatonia, hanno basato la loro carriera su tali idee altrui, presenta in verità tassi di naturalezza e serietà molto bassi. Certamente il punto di partenza del combo di Kharkiv ha subito negli anni grandi evoluzioni (soprattutto rispetto ai primi due album), elaborato e sviscerato in ogni suo aspetto (vedasi Microcosmos), tuttavia il risultato rimane talmente riconoscibile da stancare ed annoiare all'istante, considerando in special modo che dopo ben sette album il suono di questi musicisti ucraini è ancora così spaventosamente derivato dal quello di Blackheim e soci.
Per ridere, come si sogghigna in Sicilia: Puoi farla fritta o bollita, ma è sempre cucuzza!

Prima che i neofiti del genere insorgano, tutti dovrebbero essere chiamati a riscoprire i primissimi capolavori di Katatonia, Unanimated, Ophthalamia e Diabolical Masquerade, in modo tale da calarsi nelle radici del suond che mille band (Drudkh in primis) hanno fatto proprio, irretendo così i fan dell’ultima ora.
Handful of Stars, si apre con una breve intro che subito lascia il palcoscenico alla logorroica Downfall Of The Epoch, brano lunghissimo che, nella pretesa di apparire ipnotico e ossessivo, risulta invece semplicemente noioso ed annacquato, incapace com’è di lasciare impresso nella mente dell’ascoltatore un umore, un’emozione o anche solo una singola nota. In altri termini, semplicemente un mattone di dodici minuti il quale, tuttavia e per fortuna, sobbalzerà con la successiva Towards The Light, più dinamica ed energetica, ma sfortunatamente ancora terribilmente incapace di staccarsi dagli stilemi presi a riferimento. Da salvare gli ultimi novanta secondi, prima abbelliti da un ricamo chitarristico dagli abbagli psichedelici, e poi sostenuti da un ritmo incredibilmente fresco, fatto salvo il vocalism cartacarbonato dal capolavoro d’altri tempi Dance Of December Souls, il quale penalizza (e penalizzerà) qualsivoglia sforzo di differenziazione dell’opera. La terza traccia Towards The Light è comunque una boccata d’ossigeno sufficiente a far sopravvivere l’ascolto per i rimanenti minuti.
Con la quarta Twilight Aureole i Drudkh iniziano finalmente a mostrare un po’ di grinta ed estro, sfoderando un riffing abbastanza vario e personale e, soprattutto, uno screaming selvaggio che alimenta il gradimento. Peccato che la band abbia deciso di svegliarsi dopo oltre venti minuti dall’inizio del disco, quando oramai il dialogo ascoltatore-musicista è irrimediabilmente compromesso.
Sulla medesima falsariga si muove anche la successiva The Day Will Come, brano articolato e complesso il quale, nonostante le immancabili influenze di cui sopra, riesce comunque a farsi apprezzare grazie alla quantità di atmosfere che lo permeano nei suoi nove minuti abbondanti. Il problema permanente rimane però la prolissità: i temi sono costantemente trattati con logorrea e privati di dinamiche strumentali efficaci, evidenziando soprattutto pecche nel songwriting piuttosto che nell’ispirazione del gruppo, e su cui si basano i vari tempi, molti dei quali avrebbero goduto di maggior sorte se inseriti in un’architettura meno meccanica e, di contro, più fantasiosa.
Listening To The Silence, outro strumentale, ha il compito di calare il sipario su di un lavoro che lascia molte perplessità sul futuro della band. A pensarci, sembra davvero preoccupante che una formazione come quella dei Drudkh, dopo ben otto anni di attività, non abbia ancora trovato la sua strada, o comunque un suo stile; e sembra ancor più preoccupante il modo in cui il pubblico acclami una simile proposta senza rendersi conto di come la formula del loro lavoro sia farina del sacco altrui, e spesso pure male interpretata.
La recensione può essere chiusa con una frase che i grandissimi Folkstorm hanno utilizzato come titolo di un loro album, e che chiunque, nell'approcciarsi ad un'opera d'arte, dovrebbe tenere bene a mente: Chi non conosce il passato è destinato a ripeterlo!



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
52.08 su 34 voti [ VOTA]
FURIO
Mercoledì 3 Novembre 2010, 21.24.51
18
Attenzione! Non intendo dire che in senso stretto siano dei falliti, ma una band con questi trascorsi e con così tanti album alle spalle DEVE dare qualcosa di più... altrimenti si torna indietro anzichè andare avanti? Tutto il resto è discutibile ovviamente!
Dopecity
Mercoledì 3 Novembre 2010, 11.45.39
17
@enry Beh, disco dell'anno secondo i miei gusti (insieme con Burzum e aspettando il nuovo Aborym). Sono d'accordo sul fatto che non c'è plagio dei Katatonia, casomai ispirazione. Sulla qualità dei lavori dei Drudkh sono più o meno d'accordo: i primi due lavori sono molto belli, poi il livello è andato scendendo tornando invece su con quest'ultimo. Microcosmos è un buon CD, ma non come questo.
enry
Martedì 2 Novembre 2010, 17.25.09
16
Secondo me le due posizioni sono un po' (tanto) estremizzate: da disco dell' anno a falliti. Insomma, questi fanno troppi dischi e la qualità è per forza di cose altalenante, ma a mio modo di vedere il calo c'è stato in modo particolare con i 'dischi di mezzo'. Ottimi i primi due, buono 'Microcosmos', sufficiente questo nuovo lavoro. Comunque, io tutta questa somiglianza con Diabolical Masquerade e Katatonia non ce la vedo, di sicuro non ne sono la copia spudorata. In tutta onestà avrei anche parecchi dubbi sull' etichetta Gothic-Black, ma son dettagli. Voto 65/100, mentre a 'Microcosmos' darei 75 senza pensarci.
@FURIO
Martedì 2 Novembre 2010, 16.42.22
15
"Falliti" mi pare un po' esagerato, non trovi?
Bloody Karma
Martedì 2 Novembre 2010, 10.29.27
14
io lo trovo un ottimo disco, segue fedelmente la scia di Microcosmos, ma la carica atmosferica del disco è elevatissima...certo non sarà un capolavoro come blood in our wells, ma sta ampiamente sul 70...
FURIO
Lunedì 1 Novembre 2010, 22.38.10
13
Continuo ad essere convinto che una band che al 7° album copia un'altra band così spudoratamente sono da considerare dei falliti!
Dopecity
Lunedì 1 Novembre 2010, 21.24.03
12
@Undercover Su questo disco sento molto di Brave Murder Day e Dance... per l'uso delle chitarre.
Undercover
Lunedì 1 Novembre 2010, 17.27.29
11
@Dopecity dai Katatonia dei primi lavori? Sicuro di quello che dici? Nei primi facevano in pratica black/doom o funeral/doom secondo le tendenze odierne dove le ritrovi quelle atmosfere?...forse l'era di mezzo, ma i primi lavori proprio no.
Dopecity
Lunedì 1 Novembre 2010, 14.32.36
10
Ribadisco la mia opinione: disco eccellente! Sicuramente molto influenzato dai Katatonia dei primi lavori, ma ugualmente splendido.
S.V.
Domenica 31 Ottobre 2010, 21.04.59
9
Gruppo per me sopravvalutato al massimo. Buoni i primi 2 lavori, anzi, molto buoni, dopo una noia preoccupante ha cominciato a far strada sempre più nel loro dischi. Questo non l'ho sentito ancora, ma se è peggio del già mediocre precedente passo la palla.
Blackster
Sabato 30 Ottobre 2010, 21.58.29
8
@Dopecity: capisco che uno possa avere opinioni diverse ma disco dell'anno mi sembra esagerato...
FURIO
Sabato 30 Ottobre 2010, 21.40.18
7
@Dopecity: Ma a quale anno ti riferisci?? Forse abbiamo ascoltato tutti l'album sbagliato...
Dopecity
Sabato 30 Ottobre 2010, 18.35.54
6
Ma avete sentito un altro disco? Album dell'anno finora.
Undercover
Sabato 30 Ottobre 2010, 16.36.04
5
Non mi hanno mai intrigato e quindi ho dato un ascolto distratto a quest'ultimo "Handful Of Stars", lo riassumerei in una parola sola: innocuo.
enry
Sabato 30 Ottobre 2010, 16.33.05
4
Sono d'accordo con Moro, 'Microcosmos' anche per me è un buonissimo disco, questo però lo reputo inferiore anche se la sufficienza la strappa tranquillamente. A mio parere cmq i primi due restano i migliori, soprattutto 'Autumn Aurora'.
Blackout
Sabato 30 Ottobre 2010, 15.24.17
3
Lo ascolterò meglio e poi voterò, ma effettivamente mi ha un po' deluso.
Moro
Sabato 30 Ottobre 2010, 14.55.25
2
invece io penso che con Microcosmos abbiano fatto il salto in avanti... e questo Handful of Stars non fa altro che confermarlo.. certo, ci sono molti punti in comune con i Les Discrets, qualcuno anche con gli Alcest; è un disco ormai derivativo, che per godere di un ottimo responso doveva uscire ormai almeno 2 anni fa, però secondo me non è ne' noioso ne' così pessimo. un 70 politico.
Blackster
Sabato 30 Ottobre 2010, 12.50.01
1
Concoro sul fatto che questo e Microcosmos abbiano spiazzato un pò tutti e soprattutto deluso un pò tutti, però una certa reputazione se la sono guadagnata coi primi fantastici lavori. Tornando anche a questo disco dopo svariati ascolti continua ad annoiarmi e non ci trovo nulla di veramente interessante, 'indi voto giusto e ottima recensione.
INFORMAZIONI
2010
Season Of Mist
Black
Tracklist
1. Cold Landscapes
2. Downfall Of The Epoch
3. Towards The Light
4. Twilight Aureole
5. The Day Will Come
6. Listening To The Silente
Line Up
Thurios (Voce, tastiere)
Roman Saenko (Chitarre, basso)
Krechet (Basso, tastiere)
Vlad (Batteria)
 
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