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Judas Priest - Point Of Entry
( 8816 letture )
Album non memorabile, dicono gli annali e trovano d’accordo anche il sottoscritto. Chi non ha questa idea ha sempre, dalla sua, la possibilità di abboffarsi alla sagra della trippa “ad Muncalè” con tanta birra da sbevazzarsi gratis, tanto pago io. Point Of Entry = una sorta di incompiuta, un angolo di selvaggia foresta costruita in moplen o se preferite un martello da dieci chili fatto in polistirolo; manca la vera sostanza di base. Quella che fornisce l’attendibilità della pesantezza del combo di Birmingham ma soprattutto di ciò che si andrà ad origliare sui solchi del disco. Settima fatica da studio dei Judas, esce nel 1981, ed è compressa stilisticamente tra due pietre miliari quali il precedente, mirabolante, British Steel (1980) e il successivo Screaming for Vengeance del 1982 e poco più in là dal mio grande nume tutelare, Defenders Of The Faith, che io reputo un capolavoro assoluto. I Judas Priest che si cimentano con una sorta di hard rock americano da airplay fanno angoscia alla maggior parte dei loro fans: si può dargli torto? In effetti no. Dieci scaglie di rock duro con alcune sonorità heavy che li contraddistinguono, ma tutto l'album ha una direzione più masticabile rispetto ai soliti standard metallici, molto più commerciale, che lascia abbastanza sconcertati considerando che sono gli stessi autori di sempre e di tutti gli album degli inglesi: le tracce sono state scritte da K.K. Downing/Rob Halford/Glenn Tipton tranne Thunder Road (bonus track), composta da Rob e Glenn. A nome del produttore Tom Allom in coabitazione con gli elementi della band intera, il sound vira improvvisamente verso l’hard da classifica alleggerendosi e sgravandosi del metallo rovente di British Steel. E proprio in quel grande coacervo caliente pare risiedere la colpa di questo flop artistico. Nel 1980 i Judas ottengono un insperato, quanto benedetto, airplay per pezzi intensi come Breaking the Law e Living After Midnight tanto da convincerli a proseguire sulla falsariga intrapresa: diffusione delle proprie composizioni utilizzando la radio come veicolo promozionale gratuito. Ecco perché pensarono di rendere meno acuminata e più sinuosa questa nuova uscita, ciò negli States viene etichettata come “more radio friendly direction”. Derivano tre singoli come Heading Out to the Highway, Don't Go e Hot Rockin', ovviamente accompagnati da altrettanti clip. Nonostante tutto, le vendite si rivelarono buone, e anche se si aprì un’inevitabile diatriba profonda in seno ai fans, pezzi come Heading Out To The Highway, Hot Rockin' e Desert Plains sono ancor oggi suonati in sede live. Capiamoci subito. Point Of Entry non è un’accozzaglia di canzoni malaccio ma chiunque si discosti dal proprio standard musicale, diviene facilmente oggetto di critiche, molte più critiche che elogi. La storia ce lo insegna e continua a catechizzarci in tal senso. I Judas Priest, sin dal loro debutto nel lontano 1974, non hanno mai nascosto la loro passione per il rock-blues e per certe sonorità prese in prestito dai Sabbath e Blue Oyster Cult per essere rielaborate con stile e precisione personale mettendo in campo una miscela sonora devastante che si induriva passo dopo passo. Qui invece, Rob Halford e soci, interrompono questa tendenza ripiegando verso colorazioni più morbide e in voga in quel periodo. La produzione patisce di alcuni accenti soffici presenti nei dischi di hard rock di quei tempi.

Questo è un platter che può dare buone soddisfazioni solo se si interpreta l’humus dei primi eighties; insomma va trovata una chiave di ascolto per apprezzarlo. Che non sia stata la location di Ibiza a condizionarli? Molto sole, tanta vita, alcol a fiumi, bei bikini e poca fuliggine a far incazzare le chitarre che appaiono troppo solari e talvolta un pochetto dozzinali. Heading Out To The Highway, senza la voce di Rob, potrebbe sembrare un outtake dei Warrant, il serrate triangolare iniziale di Don't Go pare preso a piè pari da Motocicletta 10 Hp (vero titolo Il Tempo di Morire) di Battisti e il resto non suscita molto di più, a parte un guitar-solo americanissimo. All The Way e On The Run pescano perfettamente dal hard settantiano fatto alla grande, tutto bello, tutto rifinito, ma fino all’anno prima Glenn e K.K. non ricamavano filo spinato incandescente? Hot Rockin’ è Judas Priest senza dubbio, finalmente, a parte un chorus acchiappa fedeli ascoltatori delle fm statunitensi con un flavour alla Scorpions, ma tutto sommato è uno degli episodi meglio riusciti, mentre Turning Circles lasciamola agli Skid Row. Desert Plains si situa in bilico tra hard rock e il metal che verrà in futuro con una sezione ritmica a perdifiato; con chitarre più sanguinolente sarebbe stata un capolavoro, Solar Angels è eccessivamente rallentata con effetti sonori alla Flash Gordon e meglio non fa You Say Yes caratterizzata da un boogie rock che ti aspetteresti da Ac/Dc et similia; il ritornello però è davvero grandioso e verrà sfruttato più volte da tante band hard/glam. Troubleshooter va alla ricerca dell’anthem a tutti i costi, di quella tombola che tieni stretta tra le dita e fa virare lo scafo con vele gonfie di vento in poppa per traguardare un successo a tanti zeri: senza la voce grandiosa di Halford potrebbe essere un perfetto mix di Mama’s Boys, Quiet Riot e Twisted Sister. Tutto dire no?

Point of Entry viene rimasterizzato nel 2001, con l’aggiunta di due bonus tracks, Thunder Road, la cui melodia è stata in parte ripresa nella stesura di Johnny B. Goode, canzone presente nell'album Ram It Down, e una versione alive di Desert Plains. C’è da dire che se la copertina con cui uscì l’album risulta affascinante con il suo mix di tramonto, cielo azzurro ed elementi indefiniti e chiaroscuri, quella adibita per il mercato giapponese e nord americano è scandalosa! Una sorta di disegno/foto di un red carpet, qui azzurro, che indica la via tra due vallate nero pece e un orizzonte montagnoso, davvero terribile; anche il mio cuginetto decenne, strabico con mani palmate, avrebbe saputo fare di meglio. Il World tour, denominato Wide Blitz Tour promosse l’album e convinse i Judas a tornare al loro seminato, e con il senno del poi possiamo dire per fortuna. Un elogio particolare va alla sbalorditiva prova vocale di Rob Halford che dimostra di saper cantare ogni genere, all’occorrenza anche le pubblicità dei materassi (sperando che Mastrota non si incazzi). Un album strano, song che hanno fatto storcere il naso a molti, un’attitudine mai più ripresentata. Come vedete il voto non c’è, e vi spiego la ragione. Point… è un buonissimo cd di hard rock confezionato ad uso delle hit parade d’oltreoceano, ma i Priest hanno sempre composto saghe metalliche e dardi infuocati di heavy fumigante con palle di granito. Hard or Metal? Insomma, decidetelo voi. Per una volta, il popolo fedele di Metallized diventa recensore attivo, lascio ai lettori il giudizio finale con tanto di voto da apporre in calce!



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
69.10 su 105 voti [ VOTA]
Area
Venerdì 8 Giugno 2018, 13.11.37
49
Uno dei più Americani dei Priest... infatti questo lavoro ha prodotto un buon numero di singoli che da quelle parti sono andati meglio che nel Regno Unito e nel resto d'Europa.
rik bay area thrash
Lunedì 25 Dicembre 2017, 11.33.48
48
@Mulo, è live in texas del 1982 ed è un bootleg
Mulo
Lunedì 25 Dicembre 2017, 11.08.27
47
rik bay area thrash come si chiama il live concert?
rik bay area thrash
Lunedì 25 Dicembre 2017, 10.58.20
46
Album realizzato per il mercato usa. Molto soft e radio friendly. Il che non vuol dire che è un pessimo disco. E un album molto differente rispetto solo già al predecessore. Scelta di marketing poco azzeccata. Chi c'era si ricorderà lo sconcerto tra i metalhead. Che abbiano realizzato su ogni loro disco song di facile presa (leggi anthem) non è un mistero per nessuno, ma in questo caso c'è anche la mancanza di ispirazione. Alcune song hanno tiro e sono nel loro classico trademark, ma altre sono un po 'banali'. In un intervista halford ammise che don't go fu un pessimo esperimento ... Con il tempo si ha modo di fare il cosiddetto 'revisionismo storico' e di valutare le cose a mente fredda. Hanno realizzato da poco anche la ristampa con varie bonus e un live concert con le suddette song. Beh live 'suonano' già meglio . (Imho)
gino brambilla
Lunedì 25 Dicembre 2017, 9.50.31
45
Eh, la "cultura musicale" del metallaro medio.......... Diverso dagli altri della band, ma grandissimo platter nel suo (voluto e tutt'altro che banale) minimalismo. "Desert Plains" basterebbe da sola a promuovere l'intero album, ma qui di pezzi non riusciti se ne contano davvero pochissimi.
Philosopher3185
Domenica 7 Febbraio 2016, 13.11.04
44
@Metal Shock,sicuramente è cosi'..è un discorso di periodo storico,a volte lo dimentico..però a me Ram it down sembra ma un ottimo album.Anche questo Point of entry,alla fine si lascia ascoltare..a parte i brani citati da te,io apprezzo anche hot rockin',on the run,solar angels..certo,dopo un album come British steel,si sente eccome l'inversione di rotta,però ripeto alla fine è un album gradevole.
Metal Shock
Venerdì 5 Febbraio 2016, 8.10.09
43
Assieme a Ram it down questo e` il peggior album dei Priest.A parte Heading.. e Desert plains il resto e` veramnte insufficiente, persino Turbo lo reputo piu` bello. Comunque @Philodopher, i Maiden ed i Mercyfull sono nati artisticamente nei fine anni 70`, mentre i Priest nri primi anni 70`, e questo influenza non poco il loro suono, ed e` normale che alcune canzoni Priest siano piu` hard rock
Philosopher3185
Venerdì 5 Febbraio 2016, 6.27.10
42
@matthew heinzi quello che dici è vero..diciamo che a mio avviso,pur essendo la band che ha tracciato la strada del metal(dopo che i sabbath,ne avevano indicato la via),credo che i Maiden siano superiori per la scrittura dei pezzi..poi ovviamente io ragiono ai tempi attuali.sicuramente negli anni 80,il metal era considerato in maniera diversa..solo che ho notato,che a dispetto dei mercyful fate e dei Maiden,i Judas,spesso e volentieri fanno sempre due o tre brani in stile acdc,kiss..non è un difetto è solo un nota..però dire che questo disco è stupendo,ora mi sembra esagerato..heading,hot rockin' e desert plains,sono pezzi eccellenti,ma pezzi come you say yes,troubleshouter,e sopratutto don't go,sono abbastanza insipidi a mio avviso..non perchè non li reputo metal,ma perchè sono propio song mediocri..
matthew heinz
Venerdì 29 Gennaio 2016, 21.53.39
41
spero philosopher che tu sia un teenager perchè altrimenti certe cose elementari dovresti conoscerle. i judas arrivano prima della nwobhm (quindi di maiden e altri), nascono come band ispirata ai led zeppelin e sono praticamente gli inventori del heavy metal come lo conosciamo (assieme ovviamente ai sabbath). Questo è un album (splendido) nato per il mercato americano quindi più orecchiabile e radio friendly, ma già nel 1978 uscì un certo stained class dove c'era una certa Exciter che praticamente è il primo prototipo di brano speed metal. Se lo hai ascoltato con attenzione, nell'album del 78 ci sono sonorità (e stili vocali) molto vicine alla band danese che hai citato che ovviamente ne ha tratto ispirazione.
Philosopher3185
Venerdì 29 Gennaio 2016, 21.39.46
40
Come ho gia' scritto sull'album Painkiller..a livello di sound e di scrittura di alcuni pezzi(non tutti!),i judas erano molti piu' vicini al rock classico,che non al metal(inteso come simile ai Maiden,o mercyfull fate per esempio..)..ecco questo album è propio l'estremizzazione di cio' che intedevo..non è che sia un difetto,questo è un album che ho rivalutato molto..
andy usurper
Sabato 31 Ottobre 2015, 19.17.51
39
Disco che adoro,con andamenti vari ,stacchi,pezzi alla ac/dc,melodia,semplicemente non fu capito come Turbo e Ram It Down che io adoro e annovero come i vecchi classici!In definitiva,un discone,energetico e vitale,un bel 80 sicuro!
hj
Lunedì 9 Marzo 2015, 17.05.59
38
per me uno dei più belli, sicuramente d'accordo con gli ultimi due commenti. Tra parentesi adoro gli stacchetti/andamenti un po' reggae (don't go, you say yes, ...) alla police
Galilee
Lunedì 9 Marzo 2015, 16.58.11
37
Come si fa a non quotarlo, ha ragione da vendere...
HMF LucaR16
Lunedì 2 Marzo 2015, 18.34.15
36
Quoto per tutto @TheGodfather, aggiungerei fra le canzoni degne di nota anche una grande Don't Go. Per me migliore anche di alcuni classici. 85\100
TheGodfather
Mercoledì 7 Gennaio 2015, 15.54.59
35
insieme a "Tiurbo" credo sia l'allbum più sottovalutato dei Priest. Commerciale, certo. Forse con un paio di episodi sottotono nella tracklist. Però canzoni come "Heading Out To The Highway", "Desert Plains", "Solar Angels", "Hot Rockin''" sono stupende, e non sfigurano assolutamente accanto ai classici del repertorio priestiano. Un cd che sprizza classe dai tutti pori, non un capolavoro come il predecessore e il successore, ma cmq un lavoro ampiamente sopra la media e decisamente da riscoprire. Voto 80
CauldronBorn
Lunedì 15 Dicembre 2014, 1.31.36
34
Lo sto riascoltando in questi giorni, e con piacere anche, lo ricordavo peggio. Come ripetuto da molti, ha la sfortuna di finire a cavallo tra due disconi, ma è un album più che dignitoso. Meno ispirato, sì, ma non trovo onesto accusare l'album di commericalità e tendenza all' "easy listening", il processo di ricerca dell'anthem era già bello che cominciato da Killing Machine e British Steel, con risultati pure eccellenti...
nat 63
Lunedì 22 Settembre 2014, 20.12.22
33
Disco che andrebbe giudicato per quello che è,non per quello che alcuni di noi vorrebbero fosse.A me piace molto e gli dò sicuramente un voto fra l'80 ed l'85.
Philosopher3815
Lunedì 28 Luglio 2014, 1.42.43
32
Sicuramente una delusione cocente,rispetto ai dischi precedenti..però non è certo un album da buttare,i brani validi li conoscete,non cè bisogno di nominarli(molto valido hot rockin',dal tiro discreto)..e' un album hard rock,boogie..prendiamolo come un album fatto per riposarsi e distrarsi..i capolavori non tarderanno ad arrivare.
Jeff
Mercoledì 16 Luglio 2014, 12.38.53
31
Non fa schifo, non è eccezionale. Ha la sfortuna di essere uscito fra due pietre miliari perchè di base sarebbe anche un dichetto godibile. 70.
matteo38
Domenica 19 Gennaio 2014, 11.05.05
30
sto album contiene 2 dei pezzi a cui sono più affezionato ( dei priest) ovvero desert plains e heading out to the highway ( 2 autentici classici). per il resto benino i singoli dont go e hot rockin , ma, un eccessiva acdcizzazione mette point of entry in una posizione di secondo piano rispetto ad altri album di quegli anni. per me li prob non è tanto l'americanizzazione ( cosa che hanno tentato più volte) ma la scarsa vena compositiva che emerge da brani tipo all the way , solar angels ecc. voto 68
davide
Domenica 12 Gennaio 2014, 15.56.22
29
credo che il voto giusto per questo album sia 85
macigno
Mercoledì 6 Novembre 2013, 22.05.25
28
per me è un album abbastanza bello voto 82
Daniel
Sabato 7 Settembre 2013, 16.49.57
27
Bella la recensione,pero de gustibus ;x me gli Judas sono intoccabili,Halford ha una delle piu belle voci dell heavy metal,se non la piu bella ,anche le gingle di natale sono belle cantate da lui...
SadWings
Sabato 1 Dicembre 2012, 15.54.19
26
Pur essendo una delle mie band preferite devo ammettere anche io che questo è il peggior album con Halford alla voce nonostante non sia disastroso.
blackie
Giovedì 20 Settembre 2012, 4.11.03
25
e se devo dirla tutta e il peggior album con halford....
blackie
Domenica 4 Marzo 2012, 1.09.32
24
concordo con eddie82 solar angels e desert plains sono a i livelli di sempre il resto lascia molti dubbi....troppo soft e poche idee...
eddie82
Venerdì 23 Settembre 2011, 21.08.35
23
credo sia il punto + debole della band,a parte solar angels e desert plains pezzi senza discussione,il resto nn ha ne alti ne bassi si è puntato solo al fottuto commercio americano cosa che hanno fatto in futuro con turbo....vabbè dai è anche il successore di 1 ottimo british steel ci può stare 1 calo!cmq ottima la recensione......
The sinner
Sabato 10 Settembre 2011, 22.12.24
22
Un album di "transizione" con degli spunti molto entusiasmanti (Desert plains - Solar angels - Hot rockin') e delle songs tutto sommato ordinarie (Don't go - You say yes - All the way). Non eccedono le grandi composizioni ma "Point of entry" si fa ascoltare piacevolmente raggiungendo l'apice con la sublime "Desert plains" che dal vivo verrà farcita pure da un "solo" vocale dell'immenso Rob Halford!!!
fabio II
Venerdì 5 Agosto 2011, 11.05.44
21
Dopo la fredda analisi del buon Master, mi permetto di dire che non è certo uno degli album più riusciti; ma non è totalmente inutile ( nulla a che spartire con 'Ram it down' insomma - dove addirittura ricorrono a cover scontatissime ) 'Headind out to the highway' è ottima, 'Desert Plains' fantastica! Tra l'altro quest'ultima sembra preconizzare alcune cose di hard tecnologico e futuristico che riprenderanno anche i Blue Oyster Cult qualche anno dopo ( ad esempio in 'Revolution by night' )
Master of Reality
Lunedì 1 Agosto 2011, 0.09.28
20
Heading Out to the Highway = 5; Don't Go = 5; Hot Rockin' = 4.5; Turning Circles = 5; Desert Plains = 5.5; Solar Angels = 5; You Say Yes = 4.5; All the Way = 5; Troubleshooter = 5; On the Run = 5; Voto album = 5
judas priest e stratovarius forever
Martedì 30 Novembre 2010, 16.17.47
19
per me quest album è favoloso nn mi importa un fico secco se è heavy o rock a me interessa k siano LORO i miei amati judas priest k mi infiammano ogni volta k li sento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
NoRemorse
Giovedì 18 Novembre 2010, 0.45.01
18
Conosco solo Heading Out To The Highway, Hot Rockin', Troubleshooter e...........Desert Plains ragazzi....che canzoneeeeeeeee!!!!!! Le altre, escludendo troubleshooter insulsa, mi sono sempre piaciute! provvederò ad ascoltare l'album intero!!! E godrò quando parte Desert Plains!!!
Celtico
Mercoledì 17 Novembre 2010, 20.24.52
17
per me un album scarsissimo..ascoltato 2 volte in tutta la mia carriera di metallone...e non penso che migliorerebbe la mia valutazione a riascoltarlo ancora...
RAven
Lunedì 15 Novembre 2010, 16.45.19
16
Concordo col giudizio di Hellvis su Desert Plains
Painkiller
Lunedì 15 Novembre 2010, 16.15.38
15
pur essendone un fan sfegatato, questo è un album così così...solo desert plains ed heading o.t.t.h. sono all'altezza dei loro capolavori e devo dire che in sede live brillano sempre. Halford immenso.
AL
Lunedì 15 Novembre 2010, 16.00.13
14
album discreto come molti dei JP. cmq è un album heavy...
Federico95
Domenica 14 Novembre 2010, 11.20.11
13
Mah a me invece piace un sacco, Desert Plains e Heading Out To The Highway sono tra le canzoni più belle dei Priest... Il mio voto è 85
tribal axis
Domenica 14 Novembre 2010, 0.25.58
12
l'ho ascoltato poco e mi è rimasta impressa solo Hot Rockin'. un disco solamente carino. niente di memorabile.
LAMBRUSCORE
Sabato 13 Novembre 2010, 19.58.44
11
a me non interessa se uno è bravo + o meno di un altro .i j.p. con owens non sono i j.p. questi erano i j.p.
hellvis
Sabato 13 Novembre 2010, 19.47.57
10
Niente batte l'orrore di Turbo. A me questo disco piacque quando uscì e mi piace tutt'ora. Ovviamente tra 2 mostri sacri come BS e SFV le sonorità di POE sembrano c'entrare poco, ma forse a me piace proprio per questo. Concordo nell'affermare che Desert Plains è un classico sconosciuto. Fosse stato su Defenders saremo tutti a gridare al capolavoro.
Hellion
Sabato 13 Novembre 2010, 19.30.27
9
...sarà che mi ricorda i pomeriggi passati ad ascoltare dischi e cassette passatemi da mio fratello, io questo disco lo adoro, Desert plains è stupenda...
Frankiss
Sabato 13 Novembre 2010, 16.32.50
8
E un grazie sentito anche ad Undercover per le belle parole..solo una precisazione per Luci di ferro..questo non è un album fiacco...è un buon disco di Hard Rock..può sembrare molle rispetto ai loro grandi capolavori che infatti sono la polpa del hevy metal!! C-Ya guys
luci di ferro
Sabato 13 Novembre 2010, 16.03.12
7
più che su questo album (fiacco) dirigetevi sul quel grande Capolavoro che è "jugulator" 1997!!!!!!!!
Undercover
Sabato 13 Novembre 2010, 15.22.40
6
Concordo con la recensione ma dissento dalla critica al periodo Owens, "Jugulator" è un gran bel disco solo più pesante rispetto ai classici standard Judas Priest e live Owens in quel periodo mi ha fatto godere come non mai cantando i pezzi come e meglio di Rob. Il passo falso è sicuramente quello dopo, "Demolition", ma torniamo sempre al solito discorso, prendete uno come Owens? Bene, sfruttatelo. Hanno toppato i Priest come ha toppato Schaffer costringendolo a vivere sulle linee e il pensiero stilistico di Matthew Barlow. Ripeto "Jugulator" non può essere assimilato come un classico disco Priest perché non lo è, se per questo uno dice che è brutto allora il punto non è come si fanno i dischi ma quello che la gente vuole, se non si entra in contatto con quel disco e non come dovrebbe suonare quel disco è normale che molti album non verranno mai apprezzati per quello che possono realmente offrire. Scusate la divagazione e rinnovo la mia approvazione per il testo di "Frankiss".
LAMBRUSCORE
Sabato 13 Novembre 2010, 14.54.54
5
sempre meglio degli album con owens (comunque gran cantante) che non erano di certo i judas priest, ovvio che loro esistono solo con halford, ma a proposito, faranno ancora dischi e tour, i j.p.? lo spero.
Frankiss
Sabato 13 Novembre 2010, 14.49.05
4
Grazie Jek!!!
Er Trucido
Sabato 13 Novembre 2010, 13.49.40
3
L'avrò ascoltate 2/3 volte in totale, un disco alquanto deludente, almeno per la mia concezione dei JP. Poi è incastrato tra due disconi, la sua magra figura è dovuta anche a questo, pur se maniera minore.
zoso
Sabato 13 Novembre 2010, 13.37.57
2
bah....non sa di niente. almeno turbo eccedeva nel glam, quest eccede nel mediocre. voto:60, nè carne nè pesce.
jek
Sabato 13 Novembre 2010, 13.29.09
1
Voto 100 alla recensione, condivisa in toto. Un plauso all'ottimo "Frankiss". Questo disco assieme a turbo sono per me due inciampi che in una carriera stupenda ci posso stare. Sono perdonati perchè non hanno perseverato nella ricerca forzata della commercialità perchè per me i Judas sono l'heavy metal.
INFORMAZIONI
1981
Columbia Records
Heavy
Tracklist
1 Heading Out To The Highway
2 Don't Go
3 Hot Rockin'
4 Turning Circles
5 Desert Plains
6 Solar Angels
7 You Say Yes
8 All The Way
9 Troubleshooter
10 On The Run
Line Up
Rob Halford - voce
Glenn Tipton - chitarra
K.K. Downing - chitarra
Ian Hill - basso
Dave Holland – batteria
 
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