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AC/DC - Flick Of The Switch
( 8004 letture )
Permettetemi di citare il nostro Francesco Gallina, il quale, nella recensione di For Those About to Rock, afferma che "quando si raggiunge l'apice dopo c'è soltanto la discesa, l'importante è scendere dolcemente mantenendosi il più possibile in quota evitando di precipitare giù a picco". Se questo discorso valeva per quel disco, che doveva succedere il titanico Back in Black, a maggior ragione varrà per Flick of the Switch, terzo album dell'era Johnson. Ancora una volta, gli AC/DC riescono a rendere dolce la discesa, grazie ad un album in sostanza godibile, di buon hard rock, riff semplici ed efficaci e cori da cantare in qualsiasi situazione.

Flick on the Switch è un disco degli AC/DC, e questo basterebbe a chiudere la recensione (qualcuno ne sarebbe felice, sono sicuro); ma c'è un discorso interessante a monte. La band, dopo la sbornia commerciale di fine settanta-inizio ottanta -ricordiamo che Back in Black resta il secondo album più venduto di sempre- era desiderosa di indurire il proprio sound, ritenendo di essersi spinta verso lidi troppo leggeri e morbidi con i precedenti lavori. Si sente in effetti una certa influenza NWOBHM nei solchi di Flick of the Switch, che coniuga il verbo "to rock (the australian way)" secondo i dettami della nuova musica dura. Licenziato l'intero staff che li aveva portati al successo commerciale, i fratelli Young in pratica autoprodussero il disco per raggiungere l'obiettivo sonoro proposto. Se questo da un punto di vista commerciale si rivelò un fallimento (disco di platino, ma vendite non comparabili ai dischi che lo avevano preceduto), da un punto di vista strettamente qualitativo diede modo di emergere ad alcune tendenze più metallare che prima avevano faticato ad imporsi. Nulla di rivoluzionario -se lo ascoltate distrattamente, non noterete la differenza con il sound tipico della band- ma un tocco di freschezza in più, senz'altro. Alcuni brani, tuttavia, mancano di convincere: su tutti, Rising Power e Nervous Shakedown mancano il bersaglio in maniera goffa, mentre la splendida This House Is on Fire e la rapida Landslide esaltano. Fa sorridere la scelta dei singoli (la già citata Nervous Shakedown, Guns for Hire, tiepida ma ben riuscita, e la title-track, che scorre senza la verve dei vecchi inni), se si pensa che un pezzo da novanta come Bedlam in Belgium non viene eseguito live dal tour di supporto a quest'album, e va ad aggiungersi alla lista di brani non classici che avrebbero meritato maggior fortuna. Questo giusto per non parlare di Badlands, che è la perfezione fatta canzone degli AC/DC, ovviamente.

La maggioranza degli oltre ottanta milioni che andarono in estasi per Back in Black non comprò Flick of the Switch, perché fondamentalmente fu distribuito male e promosso peggio dalla Atlantic, che non tollerava le scelte sonore dei fratelli Young. E allora via di revisionismo, dato che persino molta stampa dell'epoca (prezzolata, c'è da aggiungerlo?) lo bollò come una delusione dopo i fasti appena trascorsi. Ma questi sono gli AC/DC, baby, cavalli pazzi che non puoi tenere a freno, anime di rock. Che siano anche ripetitivi e un po' scontati conta fino ad un certo punto, e sicuramente Flick of the Switch è uno di quegli episodi in cui si avverte di meno il riciclo sonoro.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
66.56 su 67 voti [ VOTA]
klostridiumtetani
Giovedì 1 Marzo 2018, 21.04.26
40
Secondo me (per assurdo) , quando uno possiede "Who Made Who" ha già tutti gli strumenti in mano per comprendere al 100% gli AC/DC (che è una grandissima band, con cui sono anche cresciuto). E questo la dice lunga , dal momento che è un disco "non proprio ufficiale" ...
Alex
Giovedì 1 Marzo 2018, 18.03.49
39
Dopo dopo 30 anni riascolto in cassetta questo album....ricordo nn fu un successo ma come ben scritto nel commento principale gli AC/DC si difesero bene.... back in Black fu stratosferico poi forti those about to rock fu la consacrazione....vero Flick of the switch nn ebbe un gran successo però mi colpirono le sonorità veloci più elettriche....vabbè oggi lo riascolto in cassetta molto volentieri
filippo
Sabato 27 Gennaio 2018, 22.48.57
38
Riascoltato dopo piu' di venti anni, secondo me il migliore dopo back in black nella decade 80 (e terzo dopo razor edge) sonorita' ruvide ma graffianti e cattive. Pezzo forte nervous shakedown che nella mia personale classifica va diretta nelle prime 5 in assoluto, ancora oggi è potente ed energetica come poche. Ma anche le altre canzoni sono ottime su tutte deep in the hole e rising power. L' unica che non sopportavo all'epoca era landslide, ma con la maturita' ho imparato ad aprezzare. E' stato il quarto cd che mi comprai a meta' anni 80 quando in famiglia arrivo il lettore cd (il primo in assoluto fu back in black con master of puppet). Album sottovalutatissimo (anche da me) merita un 87.
Ermanno
Lunedì 4 Dicembre 2017, 13.01.54
37
Avevo più o meno 15 anni e questa fu la prima musicassetta degli AC/DC che ascoltai. Li conobbi così, e mi fecero amare da subito l'hard rock, il metal o come volete definirlo. Chitarre possenti e grandi riff. Più avanti con gli anni scoprii cos'erano gli AC/DC con Bon Scott. Un'altra cosa. Un altro pianeta. Lo stesso Back in Black non esisterà ancora qualcuno che crede che sia stato scritto da Brian Johnson vero? Tuttavia di tutta la produzione post Bon Scott, con esclusione di Back in Black, Flick of The Switch risulta uno dei pochi piacevoli.
Fabio Rasta
Martedì 28 Novembre 2017, 11.09.08
36
35 commenti sono pochi x fare una stima, ma cazzo! non ce n'è uno negativo. Chi difende Rising Power (mi associo), chi il sound grezzo (e mi associo), chi difende BRIAN (e mi ri-associo). La parola + ricorrente è "sottovalutato". Nell'83 uscivano SLAYER e METALLICA, persino gli appena nati VENOM, che 3 anni prima avevano terrorizzato e scandalizzato tutto e tutti, adesso sembravano poco + di un circo. Sull'altro fronte l'estremo era nel trucco e nei vestiti da donna, con atteggiamenti palesemente gay e canzoni moooolto FM. Era difficile x Band ancorate al R'n'B stare a galla. In + MALCOLM stava malissimo, e con PHIL defenestrato deve essere stato un periodo davvero difficile. Ma Flick Of The Switch, nella sua semplicità ostentata, fu una scelta giusta a quanto pare, visti sia i riscontri odierni positivi, sia il fatto che diventarono fra i pochi eletti Dei Rock del pianeta. Ancora una volta le palle si vedono alla lunga distanza. Personalmente l'LP mi piace tutto e ancora oggi lo ascolto sempre molto volentieri.
jaw
Domenica 26 Novembre 2017, 0.03.21
35
In pratica il draw the line degli ac dc in tutto e per tuttoe
Philosopher3185
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 15.19.26
34
Questo è uno dei migliori album con Johnson alla voce secondo me;l'obiettivo di tornare ad un sound piu' grezzo diretto e brani con maggior cattiveria,è riuscito alla grande!album sottovalutato ma che possiede grande energia e forza.Guns for hire,rising power e nervous shakedonw,sono delle belle mazzate..tra i brani piu' cattivi e duri degli Australiani e la prova di Johnson è ottima,peccato che negli album successivi la voce vada peggiorando per poi riprendersi(fortunatamente)con Razors edge.
!
Lunedì 17 Ottobre 2016, 7.45.49
33
Al livello di Fly On The Wall cioè fantastico! Secondo me canzoni come Landside, Brain Shake e Flick Of The Switch sarebbero da mettere nelle scalette dei concerti.
beppe
Giovedì 8 Settembre 2016, 21.50.51
32
Peccato davvero per la produzione anche qui..gli Young fecero passo falso in tal senso!!gran bei pezzi anche se alcuni di riempimento o cmq ripetitivi!!peccato inoltre che al terzo album con Brian nn abbiano cercato di valorizzarne le sue doti canore con tracce un po' meno dure e più blueseggianti...come in messin with the kid per esempio!!e peccato per la mancanza di Phil alla batteria!!
Metal Shock
Lunedì 9 Maggio 2016, 6.31.43
31
Questo e` sempre stato considerato uno dei lavori piu` deboli, ma al confronto di tutti gli album post The razor`s edge e` un capolavoro!!!!!!!!!!!
Alberto '69
Lunedì 9 Maggio 2016, 2.10.43
30
Più grezzo e più duro di FTATR è l'album migliore, secondo me, di quel decennio dopo ovviamente BIB. BEDLAM IN BELGIUM è un capolavoro ma quasi tutti i brani hanno un bel tiro. Da riscoprire assolutamente e da ascoltare, come tutta la produzione classica degli AC/DC, in vinile! voto 80
rik bay area thrash
Domenica 8 Maggio 2016, 12.42.21
29
All ' epoca della sua pubblicazione le poche notizie cartacee disponibili lo dipingevano come un disco disastroso o quasi. Anche anni dopo in pieno revisionismo i giudizi non migliorarono molto. Allora mettiamola così : io non capirò niente degli ac/dc, ma secondo me è un buon album, da avere nella propria collezione. Sarà che è un po più metallico e meno radio friedly, ma se è malvisto un album così, beh non so che dire. I gusti non si discutono, giustissimo, o piace o non piace, ma per me va più che bene !! Evviva gli ac / dc ..... quelli veri come in questo caso.
danybg
Domenica 10 Aprile 2016, 10.22.46
28
alcuni brani contenuti in questo album sono tra i più belli della band. house is on fiire ,guns for hire, nervous shakedown e rising power ( pazzesca ) su tutte. poco valutato ma immenso
matt2
Mercoledì 23 Marzo 2016, 13.34.53
27
probabilmente di quelli con brian è il migliore dietro il mito back in black e al pari con razor's edge. avrà venduto molto meno ma il problema non fu certo la qualità dei pezzi . se becca 73 black ice pur buono questo merita a parer mio 80
Metal Shock
Mercoledì 23 Marzo 2016, 9.12.27
26
Sempre molto meglio questo album che gli ultime tre o quattro che hanno fatto, almento qui sì che si sentono gli AC/DC e non quella band commerciale che è adesso (sono sempre stata la mia band preferita, ma se si fossero sciolti anni fa avrei preferito, adesso mi fanno solo pena)
Hj
Martedì 22 Marzo 2016, 23.01.02
25
Voto 78. Album sottovalutato ma molto bello grezzo e potente
Nic
Mercoledì 27 Gennaio 2016, 21.16.44
24
Purtroppo disco molto sottovalutato e poco conosciuto a causa delle case discografiche a cui il disco non garbava...voto 80
simorock
Domenica 17 Gennaio 2016, 22.28.38
23
Disco sottovalutatissimo e, imho, addirittura superiore al predecessore For Those About To Rock, tenuto essenzialmente a galla dalla title track. Guns for Hire, Nervous Shakedown, Bedlam in Belgium e Rising Power non saranno capolavori, ma si fanno ascoltare davvero volentieri e l'labum, nel suo insieme, risulta alquanto solido. Per me merita un bel 79.
Renzo mattei
Giovedì 27 Agosto 2015, 18.35.16
22
Album disastro un par de balle. Uno dei dischi più belli degli anni 80. A dire il vero per me è notevole anche fly on the wall. Guns for hire, nervous shakedown, flick of the switch...fossero tutti cosi i disastri
metallo
Giovedì 27 Agosto 2015, 18.17.38
21
E questo sarebbe un album disatro!?.Dove, come e perche!?.Spiegatemelo.Non ci trovo nulla di disastroso, ne capiro' mai perche' fu colpito da forti critiche.Certo non e'un capolavoro ma e' un album, compatto , solido, rude, duro, uno degli album che ha una bella componente heavy che abbiano mai realizzato, pur con tutti i problemi, gia' specificati che ebbero allora, sia come sia, non si puo certo negare l'arrogante dura sfrontatezza da il benvenuto con il fuoco alle polveri iniziale, durezza heavy rock che replicheranno per tutta la durata dell'album,compreasa ovvismente la bella titletrack con il suo efgicace ed eccellente riff, e che dire del bel contorno rockabilly della folgorante landslide, tra i bei inni rock che spiccano per bravura e belkezza dall'alum in questione ci sono naturalmente Badlands e Deep in the Hole, eper non parlare poi delle magiche tracce 4 e 6, magia rock allo stato puro, vera goduria musicale.Ora mi domando e' forse una copla tutto cio'!? O piuttosto un pregio?.Forse l'unica copla e' che e'collocato dopo i loro giganti successi, ma questo e'tuttaltro che un nanerottolo, anzi, direi il contrario, album per me davvero sottovalutato e ingiustamente troppo criticato.Bravi Ac/Dc.Non sara' un capolavoro ma e' davvero un bell'album, ascoltatelo se ancora non lo avete fatto, secondo me ne vale davvero la pena.
antonio
Giovedì 27 Agosto 2015, 13.44.14
20
La genesi di questo album-disastro è sviscerata nel monumentale libro AC/DC L'inferno non è così male, che consiglio a tutti. Non solo Malcom (decision maker del gruppo durante tutta la carriera) aveva licenziato Mutt Lange perchè a quel punto guadagnava troppo dopo la bomba-BIB, ma in precedenza aveva fatto la cazzata del secolo licenziando Peter Mensch, il manager che li aveva portato sul tetto del mondo, subito dopo la brutta esibizione a Doninghton 1981. Scelte che rischiarono di seppellire per sempre il gruppo.
spiderman
Domenica 7 Dicembre 2014, 9.41.21
19
Disco a mio avviso non adeguatamente riconosciuto per cio' che contiene ed esprime al suo interno, forse sottovalutato, eppure ha una bella influenza metal di non poco conto, non ricevette molte lodi o recensioni entusiastiche, e anche se e' stato autoprodotto per avere un certo indurimento di sound e i litigi sempre legati credo a questionindi droga e alcol crearononun clima non idilliaco nella band spcial modo tra il "solito" e Malcolm che bisticciarono non poco, la tensione era alta e forse il lavoro unpo ne risenti', tante' che fecero anche una sessione registrata di riserva per la batteria con BJ Wilson, anche se poi non servi'. Per i miei gusti veramente belle sono This house is on Fire, la titletrack, la 6, la 7 e la 8, ma soprattutto le mie preferite Nervous Shackedown, la rapida ma esaltante Landslide con il suo riff nervoso ma preciso e penetrante, e non e' vero secondo me che Nervous Shakedawn manca il bersaglio, invece lo centra eccome, drammatica e schiacciante al contempo con un riff magistrale che si sposa benissimo con un arrangiamento da manuale e con la voce e icori del bel ritornello. Alzo il voto della recensione di 11 punti, per me un bel 87 ci sta tutto, gran bell'album veramente.
herr julius
Martedì 4 Marzo 2014, 14.17.53
18
x me è spettacolare, non capisco perchè la band lo ha sempre snobbato in sede live. Ci sono pezzi pazzeschi con un tiro micidiale. Per me che ci sono cresciuto questo assieme a Back in black e For those fa parte del big 3
blackie
Martedì 3 Dicembre 2013, 19.17.58
17
album ottimo sicuramente sottovalutato e soprattutto da rivalutare ci sono un lotto di grandi canzoni.mi e sempre piaciuto e merita di essere riscoperto.
dario
Domenica 1 Settembre 2013, 15.22.12
16
A mio parere, questo è un ottimo album un pò sottovalutato. Io arrivo ad un 85 come voto. E il "bersaglio" stavolta l'ha mancato il recensore. Anche secondo me Rising power e Nervous shakedown sono brani bellissimi, magari non capolavori, ma molto belli. Dire bersaglio mancato è esagerato, imho ovviamente.
Francesco
Domenica 1 Settembre 2013, 15.04.07
15
Maurizio: For those about to rock è un ottimo album e non mi sembra che soffre di una crisi di identità...
Francesco
Domenica 14 Luglio 2013, 21.28.38
14
Flick of the switch è un album sottovalutato ma in realtà è molto bello. Zarathustra: 76 è un voto molto basso, questo disco merita in realtà un bel 90. Non puoi considerare brani fantastici come Rising power e Nervous shakedown canzoni che "mancano il bersaglio in maniera goffa", oppure dire che la title-track è un brano privo di verve.
Maurizio
Martedì 6 Marzo 2012, 18.09.14
13
il più sottovalutato di tutta la discografia. Dopo la crisi di identità di For Thouse si torna alle radici con un disco grezzo e senza tanti fronzoli. Non buono per l'airplay e la casa discografica, ma alla lunga hanno avuto ragione gli autori. La cover è uno schizzo, altra prova di quanto sia appositamente grezzo .
BILLOROCK fci.
Martedì 12 Luglio 2011, 17.12.30
12
album sottovalutato uno dei migliori !! in macchina va che è una goduria, flick of , landslide, guns for hire e bedlam in b. sono canzoni toste e belle da sentire, disco consigliabile!! voto 85 ps: forse la cosa che è appena sufficiente è la copertina, orrendina!!
Philosopher3185
Lunedì 3 Gennaio 2011, 12.01.11
11
Secondo me questo è uno dei loro album migliori...non è un capolavoro come Back in Black,però è un album molto cattivo,potente e diretto..insomma,è un ritorno ad un rock'n roll essenziale e privo di quella patina da RadioFM che aveva il precedente(for those about to rock),la title track,e sopratutto Guns for hire,sono molto belle....potentissime,quasi heavy metal,pur mantenendo un sound prettamente Hard Rock...peccato sia cosi' sottovalutato,è ingiusto..se volete ascoltare del sano hard rock,tirato e cazzuto,pochi album ,sono validi come questo
Giovanni
Sabato 25 Dicembre 2010, 15.59.53
10
Godibile lo ascolto ancora volentieri
leonardo
Giovedì 2 Dicembre 2010, 22.25.17
9
mi pare nelle interviste del plug me in con johnson
Zarathustra
Martedì 30 Novembre 2010, 18.38.13
8
@tribal axis: sì, in un dvd, ora perdonami ma non ricordo quale
leonardo
Martedì 30 Novembre 2010, 17.35.16
7
mi è piaciuto , ho adorato le prime 4 mentre guns for hire e bedlam in belgium sono sempliceme bellissime ascolterò con più attenzione anche gli altri pezzi
tribal axis
Venerdì 26 Novembre 2010, 11.52.29
6
"ritenendo di essersi spinta verso lidi troppo leggeri e morbidi con i precedenti lavori": l'hanno dichiarato gli AC DC? perchè a me non sembra proprio che Back in black sia "leggero e morbido". Anzi già li si notava la "metalizzazione" del sound con l'accantonamento della componente più blues oriented del loro sound. Certo un sound più compatto e quadrato, meno grezzo e sporco si può definire una svolta commerciale, e in questo senso credo che anche quest'album si possa definire tale.
P2K!
Lunedì 22 Novembre 2010, 8.55.47
5
Solito discorso... quando esce un disco dopo 3 perle di fila, questo avrà la vita difficile... Comunque è vero che il resto della discografia da qui in poi scemerà come qualità, però The Razors Edge fu una bella impennata qualitativa...
hellvis
Sabato 20 Novembre 2010, 17.16.30
4
Bello nel suo essere grezzo. Eppoi ci sono troppo legato , ho visto gli AC/DC per la prima volta proprio per il tour di questo album a Torino.
Matocc
Sabato 20 Novembre 2010, 17.04.03
3
giustissimo il discorso sul sound metal-oriented di questo album, che a mio parere si noterà ancor più nel successivo Fly On The Wall. buon disco assai sottovalutato -e sconosciuto ai più-, scarno già dalla copertina, presenta brani davvero buoni e qualche filler, ma ci sta tranquillamente. comunque lo devo proprio dire, Rising Power secondo me è una figata di canzone, pesante e cattiva (de gustibus)...
hm is the law
Sabato 20 Novembre 2010, 16.42.27
2
Per me è l'ultimo album vero degli AC/DC poi l'oblio dominerà.
zoso
Sabato 20 Novembre 2010, 15.12.02
1
un po' monotono come album....ma va bene così
INFORMAZIONI
1983
Atlantic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Rising Power
2. This House Is on Fire
3. Flick of the Switch
4. Nervous Shakedown
5. Landslide
6. Guns for Hire
7. Deep in the Hole
8. Bedlam in Belgium
9. Badlands
10. Brain Shake
Line Up
Brian Johnson – Voce
Angus Young – Chitarra
Malcolm Young – Chitarra ritmica
Cliff Williams – Basso
Phil Rudd – Batteria
 
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