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Saint Vitus - Born Too Late
( 8969 letture )
Non è affatto facile parlare di una pietra miliare come Born too Late dei Saint Vitus.
Siamo nel pieno degli anni ottanta, ed il doom metal è soltanto un’idea non ancora ben definita – la critica spesso parla ancora di dark metal – e ai fondatori è sempre da concedere un minimo d’indulgenza a fronte degli intenti rivoluzionari.
Prima di questo grande album i Saint Vitus – con Scott Reagers alla voce – avevano dato alle stampe due importantissimi full-lenght, tra cui spicca il secondo Hallow’s Victims. Subito dopo la pubblicazione di quest’opera, Reagers lasciò la band e Scott “Wino” Weinrich, vero e proprio messia del genere attivo nei seminali The Obsessed, arrivò dietro il microfono. La performance di Wino andò di pari passo ad un deciso rinvigorimento dei testi, sempre più orientati verso aspetti esistenziali ed oscuri ed interpretati con una maggiore carica emotiva rispetto al pur bravissimo predecessore. Born too Late è un capolavoro forse proprio grazie al valore aggiunto apportato da Wino, autentico cantore della disperazione e del dramma esistenziale; crudo, diretto e vero come poche altre voci nel mondo del metal di ieri e di oggi.

La title track rappresenta un vero inno generazionale, espressione di una profonda nostalgia verso epoche mai vissute, di esseri umani costretti loro malgrado a vivere nel pieno dell’era dei consumi. Non c’è ricerca di valori alternativi in questo brano; c’è solo l’espressione di un canto per la decadenza dell’anima a fronte della realtà tangibile, l’illusione dell’intelligibile non è più di alcun conforto:

I know I don't belong 
And there's nothing I can do 
I was born too late 
And I'll never be like you
 

I restanti testi parlano di isolamento (Clear Windowpane), dei devastanti effetti dell’alcoolismo (Dying Inside), depressione (The Lost Feeling) e argomenti simili, fornendo una coraggiosa quanto scomoda scelta sul campionario di emozioni da impiegare in questo lavoro. Dal punto di vista strettamente strumentale, la band americana non ha mai spiccato per straordinarie doti tecnico-esecutive; tuttavia nel corso dei vari brani assistiamo ad un lento, ipnotico e ficcante sortilegio sgorgante dagli strumenti dei nostri. Riffs di chitarra ridotti all’essenziale ma sporcati da dissonanze e strazianti acuti solistici dell’eclettico ed impulsivo Dave Chandlers; una sezione ritmica che impiega su pulsazioni essenziali un’articolazione quanto mai scarna, ma incredibilmente efficace nel suo incedere ipnotico. Il tratto caratteristico di questo Born too Late è proprio il suo carattere rituale, distaccato ed emotivo al tempo stesso, tra l’incedere a rallentatore della tracklist, fino all’accorato ed indimenticabile ritornello di Dying Inside, impreziosita da un assolo di chitarra che in pochissime note sembra far risplendere una fioca luce di candela nell’oscurità, presagio di una condizione irreparabile e planctus per un’anima persa.
Clear Windowpane e The Lost Feelings sono i brani in cui forte è l’influenza - anche se indiretta - del coevo movimento dark wave, rintracciabile nel ruolo attribuito a basso e batteria, che nel loro incedere scarno e circolare dettano la scansione dei vari passaggi melodici. The War Starter rappresenta una vera e propria rassegna storica di riff doom, che nel volgere di due decenni successivi all’uscita di quest’opera avrete sentito eseguire da numerose band provenienti da ogni latitudine. Il ruolo di padri fondatori del doom spetta di diritto – insieme a poche altre band – ai Saint Vitus; infatti non solamente nel brano appena citato, ma in un po’ tutto il lavoro noterete i semi di un genere che in quel momento cresceva lentamente.

Nella versione su cd sono presenti in chiusura altri tre brani, tratti dall’ep del 1987 Thirsty and Miserable, molto più vicini a sonorità più tradizionalmente heavy rock e metal anni ottanta, legandosi alla perfezione ad H.A.A.G., brano presente nella tracklist del full-lenght. Un discorso a parte merita la conclusiva The End Of The End, composizione dotata di un cupissimo riff e da contrappunti melodici estremamente dilatati, che sembra anticipare degli sviluppi del genere che troveremo solo in tempi molto più recenti.

Come dicevo in apertura di recensione, non è affatto facile analizzare un lavoro di questa portata storica, anche per via del mio profondo amore verso di esso. Se dovessimo giudicare Born too Late da un punto di vista strettamente tecnico-strumentale, allora troveremmo di che ridire su alcuni aspetti: dall’eccessiva linearità compositiva per arrivare alle follie vicine alla cacofonia di alcuni assoli di Chandler, e di conseguenza considereremmo superiori altri plattern di band del periodo quali Trouble, The Obsessed, Pentagram etc.
Per controbilanciare quest’ultime affermazioni posso solamente aggiungere un’osservazione: il doom, come lo conosciamo oggi, non avrebbe assunto le sembianze a noi familiari senza passare per questo disco. Il voto finale tiene conto del fondamentale valore storico dell’opera ma, se non foste ancora convinti, ascoltatevi Dying Inside al buio e in silenzio, capirete perché amate tanto il doom…



VOTO RECENSORE
96
VOTO LETTORI
84.55 su 79 voti [ VOTA]
No Fun
Lunedì 30 Settembre 2019, 14.58.25
21
@Analizzatore, ma guarda che Seven Churches non c'entra niente con Wino e gli Obsessed, è un disco dei Possessed Ti chiedevo a quale disco ti riferissi perché pensavo ti fossi confuso sul titolo, ma se hai proprio ascoltato quello beh certo che c'è una bella differenza tra i chitarristi (Larry LaLonde!) Sul resto, a me se uno critica cose che mi piacciono non mi dà affatto fastidio, anzi, sinceramente mi stupirei di non trovare commenti che criticano anche pesantemente certe schifezze che ascolto Se poi dietro alle critiche c'è pure un modo di vedere le cose ancora meglio. Mi piacciono i Doors e Lester Bangs, i Beatles e l'articolo di Scaruffi che li critica, ci trovo comunque cose interessanti.
Replica Van Pelt
Lunedì 30 Settembre 2019, 10.31.33
20
@analizzatore,tra il commentare e il sentenziare cè una discreta differenza,ma ciascuno scrive quel che vuole e come crede meglio,sul personale non prendo nulla,libero di scrivere cazzate ma sempre inerenti al commento,sentenze su cosa si deve ascoltare o meno tienile però per te.E' un parere personale,niente di offensivo.ciao
Analizzatore
Lunedì 30 Settembre 2019, 9.11.42
19
@No Fun: Guarda, il doom non c'entra, io ho fatto il tuo stesso ragionamento (cosa peraltro palese): siccome Wino sta su entrambi gli album non penso possa essere male. Beh, nel mio caso mi sono sbagliato. @Replica Van Pelt: deduci male, non l'ho detto e non lo penso. Ma sta cosa per cui la si prende sul personale deve finire. Non è che ogni volta che posto un commento negativo su un album o canzone i fan mi rispondono manco gli avessi ammazzato il gatto. Io do un mio giudizio personale (personale) sulla musica (sulla musica), mica sto giudicando le vostre vite (di cui non mi frega assolutamente nulla). State calmini, dai...
No Fun
Domenica 29 Settembre 2019, 18.48.05
18
Ehm, @Analizzatore, Seven Churches col doom c'entra poco... Intendevi forse l'omonimo The Obsessed o Lunar Womb? (chiedo, perché quest'ultimo non l'ho mai ascoltato ma non penso possa essere male con Wino alla voce e il futuro Kyuss Scott Reeder al basso). Su questo, fino a poco fa era l'unico che conoscevo della band e non è che mi sembrasse esaltante. Invece l'esordio omonimo mi piace proprio tanto.
Replica Van Pelt
Domenica 29 Settembre 2019, 18.44.32
17
@ analizzatore ne deduco leggendo la tua approfondita analisi che chi lo ha apprezzato sia un emerito coglione.Grazie per avermi/ci fatto aprire gli occhi e gli orecchi alla tua sacrosanta verità.Da oggi per cosa è giusto ascoltare o meno chiederò a te.
Analizzatore
Domenica 29 Settembre 2019, 17.59.41
16
Naaa... e vuoi vedere che mi sono perso qualcosa di buono? Così mi dicevo dopo aver letto l'ennesima recensione che incensava i Saint Vitus. Ascoltai V eoni fa, quando certamente non avevo le mie attuali conoscenze e forse, mi sono detto, non seppi coglierne il valore (anche se pure la critica dell'epoca li dava al massimo per passabili). Conosco The Seven Churches degli Obsessed: nulla di imprescindibile, ma caruccio. Allora (prima di spendere soldi a cazzo) ho scaricato illegalmente questo Born Too Late per sentirlo in macchina. Ebbene, due coglioni così... E la colpa è del chitarrista. Cantante e batterista sono musicisti dignitosi, ma Chandler è fastidioso come una suocera. Dovrebbe almeno studiarsi bene riffing e fraseggio di quel gigante di Tony Iommi o chiedere consiglio ai Candlemass. Nelle parti soliste frulla 4-5 note ad minchiam e ogni tanto ci ficca un bending o rumorismo scemo, così tanto per: questo la composizione non sa cos'è. Sempre uguale. Espressivo come un termostato. A suo modo però dà particolarità alla band, perché un chitarrista professionista così cesso è davvero raro... Vada pure per i riff (comunque tutt'altro che geniali), ma la composizione è proprio na palla. Canzoni troppo ripetitive che girano sempre sulle solite idee e i soliti schemi ripetuti senza estro e senza dire nulla di interessante. Noiose come una zanzara. I testi li trovo abbastanza mediocri, alcuni potrebbero essere stati scritti da un 14enne depresso non troppo sveglio. Ascoltare sta roba è una perdita di tempo. Statene alla larga.
Replica
Martedì 7 Maggio 2019, 19.03.33
15
Scusate l'errore,manca una G, è Pentagram o Relentless come più vi aggrada.ciao
Replica Van Pelt
Martedì 7 Maggio 2019, 18.38.38
14
Dovrei fare un copia-incolla del commento che ho lasciato per l'album Pentaram (Pentagram),poi c'era qualcosa che non mi tornava e sono andato a rileggermi il voto della recensione,89 vs 96,sono comunque voti soggettivi,come tutti i voti,ma davvero non capisco tutta questa differenza,che non c'è (questo non può essere soggettivo),e sono due album inestimabili di doom in tutta la sua purezza.voto 99
Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 16.41.42
13
tra le migliore band in un certo tipo di doom.grandiosi.stupendi i progetti di wino!
Philosopher3185
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 12.54.22
12
Forse a livello tecnico non saranno i migliori,ma questo album è un capolavoro..ottimi testi,e riffs tremendamente efficaci.
VomitSelf
Domenica 7 Settembre 2014, 17.00.02
11
Sto disco è la mia bibbia.
Steelminded
Lunedì 7 Luglio 2014, 23.04.38
10
Tra l'altro il pedale iniziale di The War Starter picchia e fa male più di cento blastbeat eheheh Evviva!
Steelminded
Lunedì 7 Luglio 2014, 23.02.46
9
che storiaccia, sti Saint Vitus, veramente malsani... in senso buono...
iron
Martedì 24 Dicembre 2013, 0.13.37
8
adoro*
iron
Martedì 24 Dicembre 2013, 0.12.46
7
che dire,FANTASTICO...preferisco idi poco SAINT VITUS,ma anche questo lo asoro...99
LadyEvil
Lunedì 30 Gennaio 2012, 22.54.14
6
capolavoro! l'ho scoperto da poco e non posso più farne a meno!
Ghenes
Lunedì 22 Novembre 2010, 19.37.08
5
recensione coinvolgente non c'è che dire. LET IT DOOM...
Ubik
Domenica 21 Novembre 2010, 18.10.25
4
Quanto è bello sto disco Una pietra miliare
il leccese90
Sabato 20 Novembre 2010, 19.46.12
3
un capolavoro per pochi intimi..scott wine è un re mida
Giasse
Sabato 20 Novembre 2010, 17.21.10
2
Nomen-Omen. Gran disco! Voto meritatissimo nonstante il presunto "conflitto di interessi"! Da paura...
Khaine
Sabato 20 Novembre 2010, 17.18.03
1
Questa non potevi che farla tu 8-)
INFORMAZIONI
1986
S.S.T.
Doom
Tracklist
1 - Born too Late
2 - Clear Windowpane
3 - Dying Inside
4 - H.A.A.G.
5 - The Lost Feeling
6 - The War Starter
7 - Thirsty and Miserable (from Thirsty and Miserable EP)
8 - Look Behind You ((from Thirsty and Miserable EP)
9 - The End of the End (from Thirsty and Miserable EP)
Line Up
Scott “Wino” Weinrich (vocals)
Dave Chandler (guitar)
Mark Adams (bass)
Armando Acosta (drums)
 
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